martedì 10 luglio 2007

Ondate di calore? La salvezza può venire dalle piante

Nonostante le politiche di riduzione dei gas serra, le città sono destinate a diventare sempre più calde. Una corretta pianificazione urbanistica ci consentirà, in futuro, di intervenire sul clima urbano. Nel frattempo, però, un aiuto prezioso può venire dalle piante, che funzionano come potenti “climatizzatori naturali”. Se ne è parlato a Roma al convegno "L'ambiente nel governo della città".


«La vegetazione è un potente elemento di regolazione del clima. Le piante riflettono circa il 20% dell’energia solare in arrivo e ne usano un ulteriore 48% per le loro attività metaboliche. Grazie al processo di evapotraspirazione, inoltre, sono in grado di ridurre la temperatura in maniera sensibile». Un po’ come accade al corpo umano quando suda. A questo si aggiunge l’effetto di ombreggiamento che gli alberi garantiscono e che contribuisce ulteriormente a far scendere la colonnina di mercurio. «In un parco metropolitano di New York - prosegue Baraldi - si è rilevata una temperatura fino a tre gradi inferiore rispetto al centro cittadino, e sono ormai diversi i progetti di rinverdimento avviati in Giappone, in Germania e nelle Americhe per contenere l’effetto dell’isola di calore urbana». Piantare alberi nei parcheggi, lungo le strade e nelle altre zone cementificate può dunque rinfrescare le città, oltre che abbellirle. «Ovviamente - precisa l’agronomo - bisogna scegliere le piante più adatte, preferendo specie come abeti, betulle e frassini, che sono anche in grado di filtrare polveri sottili e altri inquinanti, migliorando la qualità dell’aria». Un contributo che può venire anche dai tetti verdi, il cui uso riduce sensibilmente l’assorbimento di calore da parte degli edifici. Su scala globale, infine, non va trascurato il ruolo dei vegetali nel contenimento dei gas serra. Un solo ettaro di bosco, infatti, assorbe in media dalle 3 alle 7 tonnellate di CO2.




La "Locandina" del Convegno la puoi scaricare qui:
http://www.lasintesi.eu/files/LOCAN_06_07.pdf

mercoledì 13 giugno 2007

CONCORSO: TI PIACE CASELLE ?


0. PREMESSA:
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Il Consiglio di Frazione di Caselle con la collaborazione del Gruppo Volontari del Centro di Lettura della Biblioteca Comunale, nell'ambito del progetto promosso dall'Assessorato alla Cultura di Sommacampagna sul tema: "TERRITORIO E SALUTE ALLA RICERCA DELL'ARMONIA", attiva una serie di iniziative: PER IL RESTAURO DELLA FRAZIONE DI CASELLE.
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1. OBIETTIVO CENTRALE:
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_ Sensibilizzare la popolazione sui problemi emergenti nel territorio di Caselle e dintorni;
_ Coinvolgere le famiglie nel dibattito;
_ Concretizzare un preciso intervento sull'ambiente.
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2. ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO:
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Il Progetto si articola in una serie di iniziative che si svolgeranno nell'arco di due anni di attività:
a. Ciclo di incontri su temi ambientali (all. 1)
b. Concorso "TI PIACE CASELLE?" rivolto alle famiglie, alla Scuola e alla popolazione in generale (all. 2);
c. Realizzazione di un intervento sull'ambiente scelto tra le migliori proposte emerse dal concorso.
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3. TEMPI.
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Il progetto come accennato si svolgerà nell'anno1987/88 e 1988/99, coinvolgendo la cittadinanza, fin dal febbraio 1988.
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Dapprima saranno proposte le conferenze sui temi ambientali e in particolare sull'aria, sull'acqua e sul suolo.
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Quindi sarà attivato il Concorso: "TI PIACE CASELLE ?", febbraio 1988.
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I lavori dovranno essere ultimati entro il 30 Giugno 1988.
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La premiazione dei vincitori si effettuerà nel mese di Ottobre.
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Seguirà quindi un ulteriore approfondimento sui temi ambientali trattati e la predisposizione dell'intervento sul territorio.
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ALLEGATO n° 1 - CICLO DI CONFERENZE.
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15.03.88 - "Presentazione del progetto e del Concorso". Relatori: dott. P. Bragio, sig. G. Righi e Prof.ssa Bravo.
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11.04.88 - "Caselle oggi". Relatori: Sindaco P. Sambugaro, sig. B. Sandrini.
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09.05.88 - "Situazione attuale di Aria, Acqua, Suolo". Relatori: dott. P. Braggio, arch. G. Massignan.
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Le conferenze si terranno nella sede del Consiglio di Frazione di Caselle, in via Roma, presso le Scuole Elementari, alle ore 20,30.
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Il Calendario e gli Argomenti del secondo ciclo di conferenze saranno comunicati nel mese di Ottobre, in occasione delle premiazioni dei Vincitori del Concorso: TI PIACE CASELLE ?
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Relatori:
Paolo Braggio (del Provveditorato agli Studi di Verona);
Giovanni Righi (Presidente del Consiglio di Frazione di Caselle);
Patrizia Bravo (Assessore alla Cultura del Comune di Sommacampagna);
Piero Sambugaro (Sindaco del Comune di Sommacampagna);
Beniamino Sandrini (Consulente del Progetto per l'Ambiente);
Giorgio Massignan (Presidente Italia Nostra, Sezione di Verona)
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ALLEGATO n° 2: CONCORSO: "TI PIACE CASELLE ?"
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Il Consiglio di Frazione di Caselle e il Gruppo Volontari del Centro di Lettura della Biblioteca Comunale...
ORGANIZZANO...
Un concorso sul tema: "TI PIACE CASELLE?", rivolto alla popolazione del Comune, nelle sue componenti (famiglie, scuole, gruppi, associazioni, singoli, ecc) che attraverso una documentazione adeguata dovranno dimostrare la risposta positiva o negativa al quesito proposto.
MODALITA'... ... omississ... .... seguono le varie modalità per la partecipazione...
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Tutto questo accadeva 20 anni fa... E i problemi di allora sono rimasti... In più ne sono stati aggiunti di nuovi... La qualità dell'aria che respiriamo è peggiorata... di anno in anno... e l'unico provvedimento strutturale CONTRO L'INQUINAMENTO... è stato quello di impedire che dei vecchiotti... con le loro vecchiotte auto... potessero circolare liberamente da Dicembre ad Aprile di quest'anno.
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CREDO CHE CASELLE ABBIA BISOGNO DI ALTRO, PER VIVERE... VIVICASELLE

venerdì 8 giugno 2007

UNA NUOVA AUTOSTRADA PER CASELLE ?



Da qualche mese, si parla di realizzare una nuova Autostrada, che verrà costruita utilizzando e unendo tra li loro le tangenziali esistenti tra Brescia e Padova...
Se questa NUOVA Autostrada verrà realizzata, Caselle ne avrà due... una ad Est, a fianco dell'Autostrada del Brennero e una a Nord, a fianco della nuova Linea Ferroviaria...
Prendi UNA e... paghi per DUE?


Già ne abbiamo due di Autostrade: la Brennero e le Serenissima. Abbiamo anche un "incrocio tra le due autostrade", che dal punto di vista dell'inquinamento è come fosse una terza Autostrada. Poi abbiamo un Aeroporto... abbiamo anche una Ferrovia a cui ne aggiungono un'altra... portando da due a 6 i binari su cui transiteranno centinaia di treni... e ora due nuove autostrade...
Due e non una, perchè un tratto della NUOVA Autostrada sarà realizzato ad Est di Caselle e un altro tratto... passerà a Nord. Quindi doppio inquinamento.
Maggiori informazioni in questo articolo http://www.projectfinancing.forumpa.it/allegati/bramezza.pdf (qui pubblicato integralmente) dalale ne estraiamo i principali paragrafi relativi a questa idea:



5. Proposta progettuale



Dagli studi di traffico effettuati dalla Società Autostrada Brescia-Padova emerge che il traffico di transito sulla tratta Padova-Brescia rappresenta il 40% del traffico totale. Il rimanente 60% del traffico totale è costituito dal movimento diretto (con origine o destinazione nel tratto Padova–Brescia) e da quello interno (con origine e destinazione nel tratto Padova – Brescia). In questi ultimi anni si è avuta una ripresa del traffico interno che ha raggiunto il 20% del totale con una percorrenza media sulla tratta da Brescia a Padova in esame di circa 20-25 km.


Da ciò consegue che l’autostrada viene molto utilizzata per brevi spostamenti, mettendo in evidenza pertanto un’insufficienza della disponibilità infrastrutturale viaria esterna (SR 11), in particolare nelle ore di punta.



La Società Autostrada Brescia-Padova SpA ha esaminato diverse ipotesi risolutive. L’intervento che si propone è il potenziamento del sistema autostradale esistente tramite la realizzazione di una infrastruttura alternativa all’A4, che si sviluppi in parallelo ad essa e alla linea ferroviaria AV/AC, indipendente dall’autostrada ma ad essa collegata tramite svincoli indiretti sulla viabilità ordinaria, utilizzando il sedime delle esistenti tangenziali dei capoluoghi di Provincia e delle tratte di Variante alla SR11 opportunamente riqualificati.



L’obiettivo primario di questa infrastruttura è decongestionare l’asse autostradale A4, assorbendo quote rilevanti di traffico locale. Le attuali tangenziali, una volta collegate, costituiranno quindi una struttura viaria di supporto all’asse principale lungo la stessa direttrice rappresentata dalla A4, in grado, con un sistema diffuso di interconnessioni con la viabilità ordinaria, di operare trasferimenti di significative quote di traffico autostradale attingendo non solo alla componente di traffico interno, ma anche a quella del traffico diretto, restituendo così all’autostrada la sua funzione primaria di asse privilegiato per le relazioni di lunga percorrenza.


Il collegamento delle tangenziali è inserito nel Piano Decennale della Viabilità 2003-2012 – Nuovi interventi autostrade in concessione e in gestione diretta (opera n. 226) di ANAS spa “Complanari A4 – collegamento dei sistemi tangenziali a supporto della viabilità A4 nel tratto Brescia Padova”.



6. Caratteristiche tecnico economiche della infrastruttura



L’infrastruttura autostradale è costituita da: un itinerario tangenziale a pedaggio, da Padova a Brescia realizzato mediante la riqualificazione e il collegamento delle tangenziali esistenti delle città di Padova, Vicenza, Verona e Brescia, per 162 km; comprende la riqualificazione della tratta della SP19 da Travagliato (innesto con la Bre.be.mi.) ad Ospitaletto e il Raccordo Autostradale della Val Trompia. Complessivamente l’itinerario tangenziale è lungo km 197, di cui circa il 30% a 3 corsie per senso di marcia.



La Società Autostrada Brescia-Padova ha predisposto gli studi tecnici ed economico finanziari per la realizzazione e gestione della infrastruttura mediante finanza di progetto. Il costo dell’opera è pari a 2,3 miliardi di euro, la durata della concessione è di 40 anni a partire dal 2013, anno in cui è ipotizzata l’entrata in esercizio della infrastruttura. La tariffazione del pedaggio è in linea con la tariffazione media nazionale. L’opera verrà realizzata in integrale autofinanziamento, senza alcun contributo pubblico.



Secondo questo altro articolo...
i residenti dei comuni attraversati da queste nuove autostrade... sarebbero esentati dal pedaggio:
ANSA) - VENEZIA - Piu' di 100 chilometri di lunghezza per una spesa che, secondo alcune stime non ufficiali, dovrebbe aggirarsi attorno ai 1.500 milioni di euro: sono questi i numeri di un grande raccordo, a pedaggio, che dovrebbe attraversare la pianura veneta collegando ed allargando le tangenziali e le complanari di Verona, Vicenza e Padova. Nel quadro dei passi previsti per realizzare il progetto, di cui da tempo si parla, la Regione Veneto ha pubblicato sul bollettino ufficiale regionale (Bur) un bando per la presentazione di proposte alternative al project financing gia' presentato dalla 'Societa' tangenziali venete', una realta' riconducibile alla societa' autostradale 'Brescia-Padova'. Chi vorra' ha disposizione novanta giorni per la presentazione dell'offerta. La regione ha chiesto, come gia' avenuto per la Pedemontana, che i residenti nei comuni attraversati dal nuovo raccordo siano esentati dal pagamento del pedaggio. La nuova arteria sarebbe destinata a veicolare il traffico limitrofo sull'asse Verona-Padova.

sabato 2 giugno 2007

Briganti di Sherwood


Con grande piacere ho scoperto che un gruppo di ragazzi e di giovani di Caselle hanno costituito una Associazione... ma che sopratutto hanno aperto un sito Web... con relativo Blog.


Quando è apparsa la pagina iniziale del loro sito web... http://www.brigantidisherwood.it per attimo ho avuto una immagine di Caselle... diversa.... quella di un paese e di una comunità di persone... circondata dai boschi... e non circondata da strade e dalle autostrade con sopra gli aerei.


Tanti auguri allora a questi ragazzi e a questi giovani di Caselle... che hanno anche deciso di combattere per la salvaguardia delle foreste e della biodiversità, collaborando attivamente con una Onlus (vedi sito: http://www.biodiversityassociation.org ) e che quindi possano anche trovare il modo di combattere e di impegnarsi perchè a Caselle... possa crescere un "bosco".


Con un loro impegno spero quindi che si possa arrivare a creare una grande area boschiva, che, ovviamente, dovrebbe poi essere chiamata "Bosco di Sherwood"... a salvaguardia della qualità della vità dei futuri abitanti di Caselle.... cioè dei Briganti di Sherwood.



sabato 12 maggio 2007

Comitati Antirumore Aeroportuali

Di seguito una serie indirizzi web di Comitati Antirumore Aeroportuali:

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Aeroporto Ciampino:
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Aeroporto Linate:
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Aeroporto Ampugnano:
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Aeroporto Frosinone:
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Comitato Civico Biasogno
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e per ultimo tre siti web... a favore... degli aeroporti.
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Aeroporto di Viterbo:
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Comitato Utenti Aeroporto di Treviso:
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Sito dell'Aviazione Generale:

Addizionale "comunale" sui diritti d'imbarco




All'Assessore alle Finanze e Bilancio del Comune di Sommacampagna.

Caselle, lì 26 Aprile 2007

Oggetto: Addizionale “Comunale” sui diritti d’Imbarco.

Ieri… 25 aprile, mentre archiviavo le “spese sostenute” per un viaggio in aereo, mi sono accorto di una “tassa” che avrei pagato al “Comune di Sommacampagna, e che era compresa nel prezzo del biglietto dell’aereo. Lo strano era che, avrei pagato una: “tassa comunale”. Ovviamente la parola “comunale” mi aveva insospettito, in quanto non ero al corrente di questa “imposizione locale”, e cosi ieri … scrissi questa e_mail all’Ufficio Tributi del Comune.

From:
sandriben
To:
ufficio.tributi@comune.sommacampagna.vr.it
Sent: Wednesday, April 25, 2007 4:18 PM
Subject: Domande sulla Tassa Comunale

Spett. Ufficio Tributi

Era da un po di anni che non prendevo un aereo, e Lunedi scorso mi sono recato a Roma, con un Volo Meridiana...

Tra le varie tasse: supplemento carburante, 25,00 € - controllo passeggeri, 1,81 € - tassa d'imbarco, 5,58 € - crisis surchage (???) 6,00 € - controllo bagagli 1,10 € e IVA su tasse d'imbarco 1,10 € , ho scoperto una novità: che c'è anche una "tassa comunale" di 2,50 €. (tutte le suddette tasse si pagano due volte, una all'andata e poi al ritorno)

Le mie domanda sono queste:
Se dal Catullo partono 3.000.000 di passeggeri e ad ogni uno si fa pagare 2,50 € qualcuno incassa 7.500.000 € ? Se la somma di 2,50 € è destinata a "Tassa Comunale" come viene ripartita questa tassa tra i Comuni del Catullo? Se il comune di Sommacampagna avesse da incassare parte di questa tassa come viene destinata questa somma?
Distinti saluti
Beniamino Sandrini

Dopo aver scritto l’e_mail, ovviamente… non sono rimasto in attesa di risposta dall’Ufficio Tributi e ho iniziato una mia ricerca sul web al fine di recuperare alcune risposte ai miei dubbi e sul sito web dell’ADUC ho trovato qualcosa che parlava proprio di questa tassa:
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/leggienorme/legg_mostra.php?id=49168

PRINCIPALI CODICI IDENTIFICATIVI DI TASSE E CORRISPETTIVI PRESENTI SUL BIGLIETTO AEREO
IT tassa d’imbarco reiterata da ultimo con D.M. del 14 novembre 2000
EX tassa sicurezza sui bagagli da stiva introdotta con D.M. 14 marzo 2003
VT tassa di controllo sui bagagli a mano stabilita dal D.M. 5 luglio 1999 pari a € 1,81
FN I.V.A. sui tre corrispettivi sopra indicati
HB addizionale disposta dalla legge 24 dicembre 2003, n. 350 di competenza comunale, pari a € 1,00
XT per ragioni di spazio, cumula nella casella dedicata del biglietto aereo alcune delle precedenti tasse
YR corrispettivo per servizio vendita che varia a seconda del canale prescelto
YQ codice unico per costi di sicurezza/assicurazione (crisis surcharge) e carburante (fuel surcharge)

Ho quindi scoperto che questa “tassa”, impropriamente denominata “Comunale”, era stata istituita-introdotta dalla legge Finanziaria del 2004, dove all'articolo 2, comma 11, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 si può leggere:

Per l’anno 2004 è istituita l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sulle aeromobili.
L’addizionale è pari ad 1 euro per passeggero imbarcato ed è versata all’entrata del bilancio dello Stato, per la successiva riassegnazione per la parte eccedente 30 milioni di euro in un apposito fondo istituito presso il Ministero dell’interno e ripartito sulla base del rispettivo traffico aeroportuale secondo i seguenti criteri:
a) il 20 per cento del totale a favore dei comuni del sedime aeroportuale o con lo stesso confinanti secondo la media delle seguenti percentuali: percentuale di superficie del territorio comunale inglobata nel recinto aeroportuale sul totale del sedime; percentuale della superficie totale del comune nel limite massimo di 100 chilometri quadrati;
b) al fine di pervenire ad efficaci misure di tutela dell’incolumità delle persone e delle strutture, l’80 per cento del totale per il finanziamento di misure volte alla prevenzione e al contrasto della criminalità e al potenziamento della sicurezza nelle strutture aeroportuali e nelle principali stazioni ferroviarie.

Una tassa “Comunale”, del quale importo, fino a 30 milioni di euro, questo viene tutto introitato dallo Stato e delle somme eccedenti (i 30 milioni) solo il 20% viene ripartito ai “comuni” sulla base del sedime aeroportuale.


Quindi al sottoscritto che, questa tassa sia chiamata “comunale”, appare essere una palese contradizione, che trae in errore colui che abbia da leggere sul biglietto d’aereo, proprio perche, al “Comune”… rimane ben poco di questo introito.



Dopo aver trovato queste prime informazioni, ovviamente ho subito notato la differenza tra 1,00 € come scritto sulla Legge e sul sito dell’A.D.U.C. e… sui 2,50 € pagati dal sottoscritto. Successivi miei controlli su biglietti aerei di altre compagnie mi hanno confermato che ad oggi, la “tassa comunale”, inserita nel costo del biglietto aereo è di 2,50 €.

Visitando questo sito:
http://finanzalocale.interno.it/ad_imb/2005/imb2005.html ho scoperto che nel 2005 al Comune di Sommacampagna sono stati assegnati 151.123,33 di euro.

Secondo questi dati, nel 2005, i passeggeri imbarcati sarebbero stati circa 56 milioni, che avendo pagato 1,00 € cadauno, avrebbero versato 56.000.000 di euro. Detratti i 30 milioni di euro, che vanno direttamente allo stato, (per fortuna che questa sarebbe stata una tassa comunale) sarebbero rimasti 26 milioni da distribuire secondo la legge.

Ma per il 2005 (dal pagina web) le somme destinate ai Comuni sono state di quasi 8,5 milioni di euro. Visti i numeri riportati sulla pagina web… Visto che di “tassa comunale” invece di 1,00 € ne ho pagato 2,5.. mi sono accorto che i “conti non mi tornano più” e cosi ho continuato la mia ricerca.

Ho cosi scoperto che nel 2006, il Comune di Sommacampagna ha incassato 160.000 euro e che per il 2007 per lo stesso capitolo di entrate è stata prevista una somma di 190.000 euro. Ma, visto che questa “tassa comunale” era stata istituita per il 2004, non ho ancora trovato quanto il comune ha incassato per quel anno.

Continuando la mia ricerca, ho poi scoperto il Decreto Legge n° 7 del 31 Gennaio 2005 che cosi recita:

Art. 6-quater. Disposizioni in materia di diritti di imbarco di passeggeri sugli aeromobili
1. All'articolo 2, comma 11, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, che istituisce l'addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri sugli aeromobili, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), le parole: «20 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «40 per cento»;b) alla lettera b), le parole: «80 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «60 per cento».2. L'addizionale comunale sui diritti di imbarco e' altresi' incrementata di un euro a passeggero. L'incremento dell'addizionale di cui al presente comma e' destinato ad alimentare il Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione del personale del settore del trasporto aereo, costituito ai sensi dell'articolo 1-ter del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicem-bre 2004, n 291.
3. Le maggiori entrate derivanti dall'incremento dell'addizionale, disposto dal comma 2, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ai fini del loro trasferimento al Fondo speciale di cui al medesimo comma 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Riferimenti normativi:
- Il testo dell'art. 2, comma 11 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, recante: «Dispo-sizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 2003, n. 299, S.O. come modificata dal decreto-legge qui pubblicato e' il seguente:«11. E' istituita l'addizionale comunale sui diritti d'imbarco di passeggeri sulle aeromobili. L'addizionale e' pari ad 1 euro per passeggero imbarcato ed e' versata all'entrata del bilancio dello Stato, per la successiva riassegnazione per la parte eccedente 30 milioni di euro in un apposito fondo istituito presso il Ministero dell'interno e ripartito sulla base del rispettivo traffico aeroportuale secondo i seguenti criteri:
a) il 40 per cento del totale a favore dei comuni del sedime aeroportuale o con lo stesso confinanti secondo la media delle seguenti percentuali: percentuale di superficie del territorio comunale inglobata nel recinto aeroportuale sul totale del sedime; percentuale della superficie totale del comune nel limite massimo di 100 chilometri quadrati;b) al fine di pervenire ad efficaci misure di tutela dell'incolumita' delle persone e delle strutture, il 60 per cento del totale per il finanziamento di misure volte alla prevenzione e al contrasto della criminalita' e al potenziamento della sicurezza nelle strutture aeroportuali e nelle principali stazioni ferroviarie.
- Il testo dell'art. 1-ter del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, recante: Interventi urgenti in materia di politiche del lavoro e sociali, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 ottobre 2004, n. 235 e convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, legge 3 dicembre 2004, n. 291 (Gazzetta Ufficiale 4 dicembre 2004, n. 285) e' il seguente:
«Art. 1-ter. 1. E istituito, presso l'INPS, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, un fondo speciale per il sostegno del reddito e dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale del settore del trasporto aereo, avente la finalita' di favorire il mutamento ovvero il rinnovamento delle professionalita' ovvero di realizzare politiche attive di sostegno del reddito e dell'occupazione dei lavoratori del settore, mediante:a) finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale anche in concorso con gli appositi fondi nazionali, territoriali, regionali o comunitari;
b) erogazione di specifici trattamenti a favore dei lavoratori interessati da riduzioni dell'orario di lavoro, ivi compresi i contratti di solidarieta' di cui al citato decreto-legge n. 148 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 236 del 1993, da sospensioni temporanee dell'attivita' lavorativa o da processi di mobilita' secondo modalita' da concordare tra azienda ed organizzazioni sindacali.
2. Il fondo speciale di cui al comma 1 e' alimentato da un contributo sulle retribuzioni a carico dei datori di lavoro di tutto il settore del trasporto aereo pari allo 0,375 per cento e da un contributo a carico dei lavoratori pari allo 0,125 per cento. Il fondo e' inoltre alimentato da contributi del sistema aeroportuale che gli operatori stessi converranno direttamente tra di loro per garantire la piena operativita' del fondo e la stabilita' del sistema stesso.
3. I criteri e le modalita' di gestione del fondo, le cui prestazioni sono erogate nei limiti delle risorse derivanti dall'attuazione del comma 2, sono definiti dagli operatori del settore del trasporto aereo con le organizzazioni sindacali nazionali e di categoria comparativamente piu' rappresentative.».

Da un euro di spesa ora sono arrivato a capire che ne avrei dovuto spendere 2,00 € di “tassa comunale”, ma non sono ancora arrivato a capire perché, invece, ne avevo spesi 2,50 di euro. Finalmente, sul sito dell’aeroporto di Catania:
http://www.aeroporto.catania.it/upload/users/file/flyer_trasparenza.pdf sono riuscito ad avere una risposta:

Vi è poi un'Addizionale, ai sensi di legge, di competenza comunale e dei Ministeri del Lavoro, Interni e Politiche Sociali, pari a €2,50, composta di quattro voci così distribuite:
€ 1,00 a favore dei comuni dell’area aeroportuale e del finanziamento di misure volte alla prevenzione e al contrasto della criminalità e al potenziamento della sicurezza nelle strutture aeroportuali (Enav);
€ 1,00 a supporto del personale del settore del trasporto aereo in caso di cassa integrazione o mobilità, come importo da elargire a sostegno della riduzione della retribuzione;
€ 0,50 a sostegno dei costi sostenuti per il presidio dei Vigili del Fuoco in aeroporto.

Ovviamente tutto quanto come sopra cosi scritto, è ben diverso dalla “proposta di legge” e di come questa era stata ideata e proposta dall’A.N.C.A.I:
http://users.libero.it/ancai/downloads/ancai_notiziario_2002_3.pdf Associazione di cui il Comune di Sommacampagna, tra l’altro, ne è anche socio.

A quanto pare, qualche problema nella “suddivisione” degli introiti di questa addizionale “comunale” ci deve essere stato, se il Ministero dell’Interno, con Decreto del 8.5.06 (pubblicato sulla G.U. n° 113 del 17.5.06) cosi determina:

Modalita' di ripartizione della quota del 40 per cento del fondo, istituito presso lo stato di previsione del Ministero dell'interno, a favore dei comuni nel cui territorio insista o risulti confinante un sedime aeropor-tuale, ai sensi dell'articolo 2, comma 11, lettera a), della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni.
IL MINISTRO DELL'INTERNO
Visto l'art. 2, comma 11, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (legge finanziaria 2004), e successive modificazioni, che istituisce l'addizionale comunale sui diritti d'imbarco di passeggeri sulle aeromobili;
Considerato che la stessa disposizione prevede che le somme a tale titolo versate al bilancio dello Stato sono riassegnate, per la parte eccedente 30 milioni di euro, ad apposito fondo, istituito presso il Ministero dell'interno, per la successiva ripartizione tra gli enti interessati;
Considerato che, ai sensi della lettera a) dello stesso comma 11, il 40 per cento delle somme affluite al fondo in argomento deve essere ripartito, sulla base del rispettivo traffico aeroportuale, in favore dei comuni del sedime aeroportuale o con lo stesso confinanti secondo la media delle seguenti percentuali: percentuale di superficie del territorio comunale inglobata nel recinto aeroportuale sul totale del sedime; percentuale della superficie totale del comune nel limite massimo di 100 chilometri quadrati;
Ritenuto indispensabile individuare anche i tempi e le modalita' di attribuzione, ai comuni interessati, delle somme spettanti a titolo di addizionale comunale sui diritti d'imbarco di passeggeri sulle aeromobili;
Preso atto dei dati fisici delle aree aeroportuali, comunicati dal Ministero delle infrastrutture e dall'ANCI;
Sentita l'ANCI;
Decreta:
Art. 1. Finalita' del provvedimento
1. Il presente provvedimento disciplina le modalita' di ripartizione della quota del 40 per cento del fondo istituito presso lo stato di previsione del Ministero dell'interno (cap. 1374) alimentato dalle somme versate a titolo di addizionale comunale sui diritti d'imbarco di passeggeri sulle aeromobili, a favore dei comuni nel cui territorio insista o risulti confinante un sedime aeroportuale, ai sensi dell'art. 2, comma 11, lettera a), della legge24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni.
Art. 2. Ripartizione
1. Il fondo di cui all'art. 1 del presente decreto e' ripartito attribuendo ai comuni le somme affluite annualmente al fondo, in acconto, sulla base dei dati di traffico relativi all'anno precedente l'erogazione e fatta salva la definizione dei conguagli spettanti, una volta divulgati i dati definitivi del traffico annuale.
2. Le somme affluite al fondo e destinate ai comuni, sono assegnate ai singoli comuni, in proporzione diretta al numero dei passeggeri che risultano partiti dai singoli aeroporti, secondo i dati comunicati ufficialmente dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
3. Per gli aeroporti il cui sedime sia esteso su piu' di un comune, il riparto tra i comuni interessati della somma spettante in relazione al traffico aeroportuale e' disposta secondo la percentuale di superficie del rispettivo territorio comunale inglobata nel recinto aeroportuale sul totale del sedime, in applicazione del criterio indicato dal citato art. 2, comma 11, della legge n. 350 del 2003.
Il presente decreto e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 8 maggio 2006 Il Ministro: Pisanu




Considerazioni in merito a questa “ADDIZIONALE COMUNALE”… che comunale non è!!!

1°_
Come “cittadino” di un Comune dove vi è la sede di un aeroporto non mi sembra corretto che sul costo del biglietto del viaggio ci sia scritto “tassa comunale” quando di questa, ben poco, va a vantaggio dei cittadini residenti. Per questo motivo chiedo il suo interessamento presso l’A.N.C.A.I. e qualsiasi altro ente interessato affinché nella “carta dei servizi” degli aeroporti siano ben specificati chi sono gli… “impositori” di questa tassa.

2°_
Considerato che sarebbe dal 2004 che il comune di Sommacampagna riceve questi “nuove” risorse economiche, come “cittadino residente”, sono a chiedere se è possibile conoscere la quantità esatta e la totalità degli importi che il Comune di Sommacampagna avrebbe incassato dal Ministero dell’Interno… a partire dall’Anno 2004, e/o da quando è stata imposta questa tassa “comunale”.

3°_
Considerato che il “sedime” dell’Aeroporto di Verona-Villafranca, secondo il Ministero degli Interni, sarebbe “solo” di 289.000 mq. di cui mq. 223.000 (77%) ricadenti nel comune di Sommacampagna e mq. 66.000 (23%) nel comune di Villafranca, non crede sia il caso di chiedere un aggiornamento di questi dati, visto che la legge parla di “recinto aeroportuale” che a mio avviso, visto che trattasi di aeroporto… dovrebbe almeno comprendere anche la pista di decollo e di atterraggio degli aerei. E forse, in tal caso, maggiori risorse economiche dovrebbero spettare a noi.

4°_
Come cittadino “residente” (dalla nascita) vicino ad un aeroporto… chiedo quali somme fino ad oggi, tra quelle ricevute dal Ministero dell’Interno, sono state utilizzate al fine di mitigare gli agenti inquinanti derivanti dalla attività di volo generato dall’Aeroporto Valerio Catullo.

5°_
Mi sia permesso un’ultima considerazione, visto che in soli tre anni la “tassa comunale” è passata da un euro, poi a due euro e ora a due euro e mezzo, non crede sia il caso che l’A.N.C.A.I. possa proporre che ai comuni dove vi è sede un aeroporto, la “tassa comunale” di un euro prevista dalla legge 350/2003 sia devoluta interamente alle casse comunali… in modo che questa… “addizionale comunale” sia da corrispondere pienamente al Comune?

6°_
La società Aeroporto Catullo, parla di 3 milioni di “passeggeri in transito” all’anno, in realtà la “tassa Comunale” si applica solo sui “passeggeri in partenza” che potrebbero costituire almeno un 50% dei transiti. Quindi se la tassa “comunale”, fosse pari ad un euro e fosse applicata a favore del comune (in quanto tassa comunale) quali opere a tutela e a difesa dei cittadini residenti, in particolare quelli di Caselle” potrebbero essere realizzate con circa l’80-90% di una somma di 1.500.000 di euro per ogni anno?

7°_
Considerato che sul territorio comunale vi sono 3 o 4 aziende che svolgono attività di “parcheggio per l’aeroporto” credo che anche queste “superfici” debbano essere comprese a “servizio dell’aeroporto”, e forse sarebbe anche il caso che fosse istituita una “tassa comunale contro l’inquinamento” in quanto queste attività sono attrattori di nuovo traffico all’interno del territorio comunale. Tra l’altro, le auto di questi clienti aeroportuali, nemmeno sono soggette alle limitazioni di traffico imposte sul territorio comunale, in quanto gli ingressi a questi parcheggi hanno accesso diretto dalle strade provinciali, non soggette a limitazioni di traffico e/o di orario come invece hanno i residenti del nostro comune… che hanno automobili… vecchiotte.

Certo di un Suo cortese cenno di riscontro, Le porgo distinti saluti.

Beniamino Sandrini

Asfalto... mangia SMOG


In questo messaggio vorrei segnalare una serie di articoli che trattano dello stesso argomento: l'asfalto "mangia smog".

E’ in arrivo il cemento mangia-smog
Dopo le ricerche nel laboratorio Italcementi, presto il via ai test in ambiente urbano...

A MILANO SI SPERIMENTA IL CEMENTO MANGIA-SMOG
Una nuova pittura antismog come rivestimento stradale che riduca l’inquinamento atmosferico...

Cemento mangia-smog
Piastrelle e vernici. Questa volta si parla di cemento. Continua la ricerca di materiali che possano aiutare a smaltire meglio gli inquinanti che ...

QuanteRuote.info - L'asfalto mangia-smog ha iniziato il suo pasto!
Asfalto mangia-smog - Ricordate l'asfalto mangia-smog di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi? Bene, a Milano ne è stata avviata la sperimentazione e

Presentato l'asfalto mangia-smog!
Ha del sensazionale la novità appena presentata in un convegno a Torino dal gruppo Italcementi: un cemento che combatte lo smog decomponendo, ...

sito del comune di milano
Sperimentato l’asfalto mangia smog. L’assessore Simini: “Abbattera’ gli inquinanti fino al 70%” Bruno Simini - Infrastrutture Lavori Pubblici. 30/06/2006 ...

Vivi la Provincia Online
ITALCEMENTI: IN ARRIVO IL CEMENTO FOTOCATALITICO MANGIA SMOG. Dopo dieci anni di ricerca e sperimentazione di laboratorio, il Gruppo Italcementi avvia alla ...

giovedì 22 marzo 2007

Fiandre: meno velocità, meno smog.


In Belgio l'inquinamento ha raggiunto livelli preoccupanti e si corre ai ripari. Sulle autostrade i limiti scendono da 120 km/h a 90 km/h


In Belgio, come in Italia, queste settimane sono caratterizzate da temperature sopra le medie e dalla persistente assenza di vento. Questi due fenomeni contribuiscono al peggioramento dei livelli di inquinamento. L'imputato primo rimane il traffico veicolare e la sua velocità. Infatti, questa, influisce in modo consistente sull'incremento delle emissioni. Anche una recente ricerca di Eco dalle Città, presentata al Convegno nazionale contro lo smog del 9 febbraio scorso a Torino, dimostra come un'eventuale diminuzione delle velocità, sulle autostrade ma non solo, ridurrebbe drasticamente le emissioni, e i consumi (vai alla nostra ricerca).

In Belgio, in questi giorni particolarmente critici, l'ufficio Interregionale dell'Ambiente delle Fiandre ha deciso di applicare limiti di velocità più severi. Dai 120 km/h di limite imposto sulle autostrade, si è passati a 90 km/h. Il nuovo limite scatta in presenza di situazioni critiche di inquinamento.

Un po' come lo concepirebbe anche il nostro Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio: “Bisognerebbe ridurre la velocità su autostrade e tangenziali non solo in condizioni climatiche critiche, come già succede, ma anche in condizioni di inquinamento critiche. Il livello di inquinamento scende in modo drastico se cambia la velocità: a 130 chilometri orari, c'e' un tasso di inquinamento doppio rispetto a quello che potrebbe esserci a 90 chilometri orari.

Quindi, in situazioni particolari, bisogna capire che in alcune aree va ridotta la velocità”.


sabato 17 marzo 2007

CASA CLIMA


CasaClima è ormai sinonimo di edilizia ad alto risparmio energetico e di un modo di abitare sano. In un’epoca caratterizzata dalla costante riduzione delle riserve di petrolio e gas.
Quando si tratta di costruire e ristrutturare, oltre ai fattori ecologici entrano in gioco anche quelli economici.
CasaClima coniuga il benessere con il risparmio economico. Non è lo stile architettonico, bensì la categoria energetica. Ciò che permette di definire una "CasaClima" é il fabbisogno energetico dell'edificio che si può calcolare con un pratico sistema di calcolo (il programma CasaClima è molto facile da usare!).
Il certificato energetico e la targhetta CasaClima sono le colonne portanti del sistema di classificazione, mentre la positiva immagine connessa con il concetto CasaClima attira sempre più costruttori e proprietari.
Da ricordare è che questo concetto non riguarda solo le nuove costruzioni, ma anche la ristrutturazione sostenibile di vecchi immobili, con l’obiettivo di garantire comfort abitativo e qualità della vita senza danneggiare l’ambiente e le risorse.


Il P.A.T. e la Valutazione Ambientale Strategica

Nei prossimi mesi dovrebbe diventare di dominio pubblico il P.A.T. un nuovo strumento urbanistico che per essere approvato... ha bisogno che sia studiata e che sia predispossta la "Valutazione Ambientale Strategica" come previsto nel Documento Preliminare del PAT consultabile sul sito web del Comune di Sommacampagna.

Da questo documento abbiamo estratto il capitolo relativo alla Valutazione Ambientale Strategica


Per quanto riguarda l’obbligatorietà della Valutazione Ambientale Strategica sugli strumenti urbanistici di cui alla Direttiva 2001/42/CE e gli obblighi di cui all’art. 4 della LR 11/2004, si sottolinea che la procedura della V.A.S. dovrà configurarsi come elemento fondante per la costruzione del piano, valutando gli effetti ed i differenti scenari derivanti dalle azioni pianificatorie sul territorio al fine di promuovere uno sviluppo equilibrato nel rispetto dell’uso sostenibile delle risorse.
Per questo motivo il Quadro Conoscitivo, che dovrà essere strutturato in coerenza con gli obiettivi e le scelte pianificatorie, sarà orientato a definire i seguenti aspetti:
- definizione dei tematismi, delle banche dati e delle serie storiche, al fine di individuare gli indicatori di "stato" e di "pressione" necessari alla valutazione di sostenibilità strategica;
- individuazione delle "tendenze" relativamente ai tematismi previsti nelle matrici;
- individuazione dei possibili progetti strutturali nell’ambito del PAT per misurarne gli effetti;
- previsione di uno o più “scenari” soggetti a valutazione al fine di pervenire alla scelta delle alternative.
A queste analisi vanno affiancati gli indirizzi generali sull’attività programmatoria che descrivono gli obiettivi del Piano, che dovranno essere sviluppati nel corso dell’elaborazione progettuale, così riassumibili:
_ salvaguardia, valorizzazione e miglioramento della qualità della vita, da perseguire attraverso una contenuta crescita demografica; la tutela delle varie identità che compongono il Comune e del rapporto ottimale fra insediamenti residenziali, produttivi, direzionali, agricoli, e dei servizi, in stretta relazione con le diverse caratteristiche del territorio;
_ “risparmio del territorio” e delle sue risorse naturali (flora, fauna, georisorse, acqua) quali beni preziosi e non riproducibili, da ottenersi anche col recupero del patrimonio edilizio esistente e con la progettazione delle nuove opere pubbliche;
_ adozione di criteri di ecocompatibilità, di risparmio energetico e di solidarietà sociale, da conseguire con appositi regolamenti riguardanti le tipologie e le tecnologie costruttive, i relativi impianti energetici, finalizzati al recupero delle risorse.


Ovviamente sono curioso di vedere quali "applicazioni" verranno adottate (per Caselle) nel P.A.T. relativamente alla Valutazione Ambientale Strategica e quali opere verranno progettate e realizzate... al fine di "mitigare gli effetti degli agenti inquinanti" che interessano questo centro abitato e i loro residenti.

giovedì 8 marzo 2007

Allarme Smog in Italia

Smog killer: 8mila morti l'anno Lo studio, dell'Oms, considera solo l'impatto di ozono e polveri sottili nelle 13 maggiori città italiane In Italia, 8mila persone muoiono di smog ogni anno solo nei principali tredici centri urbani. Un decesso su dieci tra gli over 30 avviene per causa dell'aria inquinata. Lo rivela un nuovo studio sull' “Impatto sanitario delle polveri sottili e dell'ozono”, realizzato dall'Ufficio europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per conto dell'APAT, l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici. La ricerca ha messo sotto stretta osservazione 13 città con più di 200 mila abitanti (Torino, Genova, Milano, Trieste, Padova, Venezia-Mestre, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania, Palermo) dove vivono circa 9 milioni di persone, pari al 16% della popolazione nazionale. Lo studio stima le morti e le malattie dovute a due inquinanti: l'ozono e le famigerate polveri sottili (Pm10), prodotte in ambito metropolitano quasi esclusivamente dal traffico. Relativamente a quest'ultima sostanza, la ricerca valuta in particolare la mortalità attribuibile a concentrazioni di Pm10 superiori a 20 microgrammi/metro cubo, ossia al valore limite che le norme comunitarie indicano come obiettivo da raggiungere entro il 2010. “L'impatto sanitario delle polveri e dell'ozono rappresenta un problema di sanità pubblica considerevole - ha dichiarato Roberto Bertollini, direttore Salute ed Ambiente OMS Europa - un fardello che pesa su individui e famiglie, con morti premature e malattie croniche ed acute, sulle nostre società, con la diminuzione dell'attesa di vita e della capacità produttiva, e infine sui sistemi sanitari in termini di costi di migliaia di ricoveri ospedalieri”. Secondo l'OMS, dunque, tra il 2002 e il 2004, una media di 8.220 decessi l'anno sono dovuti agli effetti a lungo termine delle concentrazioni di Pm10 superiori ai 20 microgrammi/metro cubo, il che equivale al 9% della mortalità negli over 30, per tutte le cause esclusi gli incidenti stradali. Le nuove informazioni disponibili sugli effetti sanitari del Pm10 consentono all'OMS di scomporre l'impatto della mortalità per gli effetti cronici oltre i 20 microgrammi/metro cubo in cancro al polmone (742 casi/anno), infarto (2 562), ictus (329). Lo studio si estende anche all'impatto dell'ozono: le concentrazioni sono in aumento e gli effetti sulla salute maggiormente consolidati. Si stima che abbia un impatto annuale di 516 morti nelle città italiane, che si aggiungono a quelle dovute al Pm10. Sono i veicoli a motore a rappresentare la principale fonte urbana di inquinamento. Nelle città italiane un'attenzione particolare dovrebbe essere dedicata all'inquinamento provocato dai ciclomotori, in particolare quelli con motore a 2 tempi. L'azione nel campo del trasporto è indicata anche in considerazione dei suoi effetti collaterali: le restrizioni al traffico motorizzato privato ridurrebbero anche il danno alla salute provocato dagli incidenti stradali, dall'esposizione al rumore, dall'inattività fisica e dagli effetti psicosociali. Il rispetto della legislazione comunitaria produrrebbe un sostanziale risparmio in termini di malattia, per questo l'OMS sottolinea come fondamentale il rispetto dei valori limite per le polveri sottili. In realtà, nel 2005, molte delle principali città italiane avevano raggiunto i 35 giorni di eccedenza dei 50 microgrammi/metro cubo (il valore massimo attualmente in vigore) già alla fine di marzo e poche avevano rispettato i limiti annuali di 40 microgrammi/metro cubo.
Messaggio tratto da:

Inquinamento degli aerei


Una stima per difetto paragona l'inquinamento di ogni aereo a quello di 500 auto non catalizzate. L'aeroporto di Malpensa, ad esempio, equivale a 250-300.000 auto al giorno, quello di Linate a 150.000 auto. In questi ultimi anni, i viaggi low cost hanno fatto lievitare drasticamente il traffico aereo e l'inquinamento correlato. Il traffico aereo è di gran lunga la fonte di emissioni di gas serra che cresce più in fretta; dunque, è tra le minacce più gravi al già disastrato ambiente globale, oltre che alle orecchie di chi abita vicino agli aeroporti, anch'essi sempre più numerosi.
...omississ...
Basta qualche migliaio di chilometri sulle nuvole per produrre più anidride carbonica (CO2, il principale gas serra) di dieci contadini del Bangladesh in un anno di vita, considerati tutti i loro consumi.
...omississ...
Volare inquina anche chi vive a terra: non solo con il monossido di carbonio e le polveri totali sospese, ma soprattutto con il rumore. Contro i voli notturni, in Gran Bretagna gruppi di cittadini protestano periodicamente in pigiama, incoraggiati dalla campagna “Green Skies” (Cieli Verdi).
...omississ...
Se i biglietti aerei costano poco, incoraggiando le ali anziché le rotaie, è a causa di due anomalie inquietanti. La prima: mentre la benzina è pesantemente tassata, il kerosene è esentasse ovunque nel mondo.
...omississ...
Un discorso a parte meritano gli aerei militari. Nel 2003, durante il conflitto USA-Iraq, gli anarco-ciclisti della Critical Mass torinese, con gli scienziati della Società Meteorologica Italiana, hanno calcolato quanto contribuisce all'effetto serra una guerra aerea. Base per le stime è stata quella del Golfo del 1991. Si è partiti dalla considerazione che un aereo da caccia tipo F-15E Strike Eagle o F16 Falcon consuma circa 16200 litri/ora; un bombardiere B52, 12000 litri/ora; un elicottero da combattimento tipo AH64 Apache, 500 litri/ora. Su queste basi, si è calcolato che un mese di guerra soprattutto aerea porti l'emissione di 3,38 milioni di tonnellate di CO2: l'equivalente dell'effetto serra totale provocato in un anno da una città di 310 mila abitanti.


messaggio estratto da:

Le piante assorbi-smog

Le stanno piantando in molte città degli Stati Uniti e li stanno studiando nel Regno Unito; non sono l'ultimo prodotto di manipolazioni genetiche, ma sono le stesse piante che si trovano in tutta l'Italia settentrionale: le betulle, i larici, i frassini, i lauri, i biancospini, i pioppi, le querce e i salici dei parchi e dei viali milanesi hanno le carte in regola per giovare alla salute, oltre che alla vista dei cittadini.


Come funzionano i filtri verdi

Le piante agiscono come filtri purificatori dell'aria intercettando i contaminanti gassosi e il particolato trasportati dal vento. In particolare, il monossido di carbonio, il biossido d'azoto, l'anidride solforosa e l'ozono sono assorbiti dalle foglie, mentre i PM 10 sono solo trattenuti dai peli e dai composti cerosi presenti sulla superficie di queste ultime o dalle rugosità della corteccia del tronco e dei rami.
"Ogni anno gli alberi di Chicago tolgono dall'atmosfera 15 tonnellate di monossido di carbonio, 84 tonnellate di biossido d'azoto, 191 tonnellate di ozono e più di 200 tonnellate di particolato atmosferico (i famosi PM 10 e PM 2,5)" afferma David Nowak, responsabile di un centro di ricerca statunitense sull'influenza dei boschi cittadini nell'ecosistema delle città. Tuttavia, mentre i contaminanti gassosi ritornano nell'atmosfera dopo essere stati neutralizzati, le particelle vengono poi ridisperse nell'ambiente poco alla volta a opera del vento e della pioggia.
La capacità degli alberi di rimuovere gli inquinanti atmosferici, oltre ad andare di pari passo con l'aumento dello smog, dipende dalla forma, dal numero e dalla densità delle foglie, dalla chioma e dalla grossezza, e dalla posizione delle piante: "il verde che si trova lungo i viali può abbattere il 60 per cento dell'inquinamento delle automobili che li percorrono" afferma Kim Coder, ricercatore dell'Università della Georgia, negli Stati Uniti.
Agli effetti dannosi sulla salute dell'uomo non corrispondono effetti analoghi sugli alberi: "L'assorbimento degli inquinanti non danneggia gli alberi" spiega Nowak, "infatti la loro azione purificatrice cessa proprio quando l'accumulo di queste sostanze mette in pericolo la salute della pianta", rassicura l'ecologo statunitense.

L'albero giusto al posto giusto

Questa soluzione, tutta naturale, ha però alcuni limiti: innanzitutto le foglie non sono presenti durante l'inverno e, quindi, non sono di aiuto contro l'inquinamento prodotto durante questo periodo, che è quello con le concentrazioni inquinanti più alte; inoltre esiste la possibilità che i profumi (o composti organici volatili - VOC), emessi da alcune specie vegetali, come querce, eucalipti, pioppi e salici, causino la formazione di ozono in presenza di biossido d'azoto, a temperature vicine ai 30 gradi: "Bisogna scegliere gli alberi giusti da piantare" spiega Nick Hewitt dell'Istituto di scienze ambientali e naturali dell'Università di Lancaster nel Regno Unito. "E' meglio privilegiare le specie come frassini, aceri, betulle" prosegue, "che sono dotate di un'alta capacità di rimozione e di una produzione scarsa di composti organici volatili".

Effetti benefici

"Non si deve dimenticare che un generale aumento del verde nelle città è sempre un fatto positivo e privo di controindicazioni" precisa Nick Hewitt, "gli alberi dei parchi, dei giardini, dei viali, oltre migliorare la qualità dell'aria, sono belli e diminuiscono la temperatura, la produzione di anidride carbonica e l'inquinamento acustico proveniente dalle strade". Il ricercatore inglese ha studiato in particolare la deposizione delle particelle inquinanti sulla vegetazione delle West Midlands, una regione al centro della Gran Bretagna, negli ultimi 50 anni. L'indagine ha permesso di quantificare l'effetto del verde cittadino sulla qualità dell'aria: "Le piante non prevengono l'inquinamento, ma lo possono controllare in modo efficace: raddoppiare il numero delle piante presenti nell'area considerata diminuirebbe di un quarto la presenza del PM 10 ed eviterebbe 140 morti all'anno dovute all'inquinamento" conclude Hewitt.

Alberi con maggiore capacità di migliorare la qualità dell'aria
frassino, ontano, acero, larice, pino scozzese, betulla bianca


Alberi con minore capacità di migliorare la qualità dell'aria
melo, lauroceraso, olmo, sambuco, ontano grigio, biancospino, nocciolo, agrifoglio, frassino, ciliegio selvatico


Per una ecologia applicata al verde.

ESTRATTO da una: Relazione di Giuseppe Campos venuti al Convegno "Una città per il verde "Padova - Febbraio 2004

http://www.pausania.it/content/view/31/50/


Verde in città per urbanistica e ambientalismo oggi.




....Il mio presupposto è sempre stato quello che, per ragioni fruitive, paesaggistiche ed ecologiche, il verde in città è un fattore indispensabile in misura decisiva. Dai conti che faccio ormai da 30 anni, ho constatato che le città tedesche, svedesi ed olandesi, hanno spesso oltre la metà della superficie urbana permeabile, cioè destinata a verde. Mentre le città emiliane, che da questo punto di vista in Italia sono le migliori, non arrivano ad un terzo; con il risultato di non contrastare deguatamente gli inquinamenti atmosferici e climatici, sempre più elevati.
..ommississ...
Dall’altro lato, ci si è limitati a pensare esclusivamente all’aspetto fruitivo del verde, previsto quindi soltanto su aree pubbliche; dimenticando invece l’aspetto ecologico ( e paesaggistico ) del verde, la cui realizzazione è altrettanto valida su aree private, aree che non costano alla comunità, per l’impianto come per la manutenzione, oggi assai onerosa.
.

Suolo agricolo e suolo urbano: una falsa alternativa

La sottovalutazione dell’aspetto ecologico del verde urbano, non solo ha drasticamente ridotto le possibilità di realizzarlo, ma ha creato una linea urbanistica distorta, apprezzata, purtroppo anche dagli ambientalisti, quella che combatte il cosiddetto “spreco di suolo “: cioè che contesta acriticamente il passaggio del suolo dall’uso agricolo all’uso urbano.
... omississ...
Il problema, per la destinazione agricola come per quella urbana, è dunque quello della qualità ambientale, urbanistica ed economica e non quello della ideologica preferenza dell’una rispetto all’altra. Per la destinazione agricola, allora, la soluzione auspicabile è quella di produzioni poco idroesigenti ed economicamente non concorrenti con quelle dei paesi sottosviluppati. Per la destinazione urbana, è invece quella di percentuali di verde pari almeno alla metà dell’area totale, senza però che l’edificabilità concentrata sull’area restante superi i limiti di tolleranza sociale e funzionale; stimolando fortemente i privati alla realizzazione di verde condominiale, con una indubbia ricaduta commerciale e con un effetto ecologico assolutamente identico a quello dell’oneroso verde pubblico.
...omississ...
Con il risultato di trasformare fortemente il microclima urbano e di ridurre l’inquinamento generato dalla circolazione automobilistica, dalla produzione industriale, dal riscaldamento invernale e dalla climatizzazione estiva.
...omississ...
Un ettaro di terreno agricolo medio assorbe oltre 2 tonnellate annue di Anidride Carbonica, produce oltre 1 tonnellata annua di Ossigeno e traspira-evapora quasi 7 tonnellate annue di Acqua. Ma allo stesso tempo 1 ettaro di terreno urbano tenuto a prato, con 150 alberature medie ( alberi di 30 centimetri di diametro, indifferentemente a foglia caduca o sempreverdi ), assorbe quasi 30 tonnellate annue di Anidride Carbonica, produce oltre 5 tonnellate annue di Ossigeno e traspiraevapora quasi 33 tonnellate annue di Acqua. Mentre 1 ettaro di bosco urbano con 400 alberi, assorbe quasi 69 tonnellate annue di Anidride Carbonica, produce quasi 9 tonnellate annue di Ossigeno e traspira-evapora quasi 59 tonnellate annue di Acqua.

Il verde nel sistema infrastrutturale
...omississ..
...quando un tracciato autostradale viene ritenuto utile, o comunque viene finanziato, che questo sia progettato in termini non esclusivamente ingegneristici, ma sia anche rispettoso degli indispensabili contenuti ambientali.
...omississ...
...un tracciato convenientemente “ambientalizzato “: cioè inserito in una fascia di terreno larga mediamente 50 metri su ciascun lato, nella quale rimodellamenti del suolo e piantumazioni trasformino l’opera di cemento in un “fiume di verde", pienamente inserito nel paesaggio, ma anche dotato di proprio valore ecologico.
Sulla base dei parametri già esposti, si può affermare che almeno il 20% dell’Anidride Carbonica prodotta dagli automezzi circolanti nell’Autostrada, potrebbe allora essere assorbita dal verde dell’intervento ambientale.

E in alcuni casi – in prossimità dei centri abitati, o in particolari posizioni di interesse paesaggistico -- ,sarebbe opportuno arrivare anche ad interventi di compensazione ecologica. Realizzando su aree prossime all’Autostrada veri e propri boschi artificiali.


Del resto, quali sono i boschi italiani che non siano stati impiantati dall’uomo, dalle pinete costiere, alle abetaie del Cadore, ai castagneti appenninici? Arrivando in tal modo a garantire l’abbattimento di tutta l’Anidride Carbonica prodotta dagli autoveicoli che percorrono l’infrastruttura. Contribuendo così all’obiettivo del Protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas serra; in attesa di realizzare motori ad emissione ridotta e di trasferire sul ferro una parte del traffico merci su gomma..
Il verde nel sistema urbano

...omississ...
Tentando la diffusione di boschi con possibile sfruttamento industriale, di cui proteggere economicamente la lunga crescita produttiva; agevolando la piantumazione privata di filari alberati lungo le strade, le cavedagne e i fossi e favorendo la crescita di boschi e boschetti lungo i fiumi e sugli argini fluviali. Programmando, infine, con la pianificazione urbanistica la protezione dei cunei di verde agricolo che si insinuano fra le radiali lungo le quali sono cresciute le periferie urbane. Convenzionando i fisiologici interventi dello sviluppo e della trasformazione urbana, alla conservazione compensativa dei cunei verdi e alla loro progressiva
forestazione. Non esistono città italiane dotate di “ green belt “, così come non esistono città italiane con foreste periurbane; perché nel passato i suoli intorno alle città erano quelli più vocati all’approviggionamento alimentare e quindi investiti dalla rendita agricola; e perché più recentemente quegli stessi suoli sono stati investiti dalla rendita urbana per l’attesa generalizzata della urbanizzazione. Bisogna allora trovare il modo per ostacolare le attuali rendite, favorendo in vario modo gli interessi privati ecologici e mostrando l’interesse pubblico con il ricorso a finanziamenti speciali e defiscalizzazioni. Perché la condizione precaria dell’ambiente urbano , in particolare nelle città italiane, va certamente affrontata con le politiche energetiche e dei trasporti; ma non potrà essere superata senza una politica del verde totalmente nuova. Che avrà certamente anche ricadute paesaggistiche, ma presenta però prospettive e obiettivi strutturali, decisivi per qualificare in modo radicale il sistema atmosferico e climatico e le vita stessa delle città.

Alberi contro l'inquinamento. Le fasce tampone boscate.


Esiste una soluzione semplice, “naturale” ed efficace per il recupero generale della qualità dell’ambiente? Si... le fasce tampone boscate.
Nel 2004 la Direzione Agricoltura della Lombardia ha realizzato ben 117 chilometri di fasce boscate lungo le rive dei canali di irrigazione o ai margini dei campi coltivati per ridurre l’inquinamento delle acque, del terreno e dell’aria. In totale sono stati piantumati 67.000 alberi di alto e medio fusto, in filari, su una superficie complessiva di 59 ettari di campagna lombarda.
Ma perché sono utili e come agiscono, le fasce boscate?
Per la qualità delle acque le radici delle piante rimuovono i nitrati provenienti dalle acque superficiali dei terreni circostanti, che non vanno così ad inquinare l’acqua dei canali ma vengono in parte trasformate chimicamente e restituite all’atmosfera, in parte assorbite dalle piante come nutrimento.
Per la qualità dell’aria le fasce boscate migliorano la qualità dell’aria, assorbendo le polveri sospese e l’anidride carbonica (uno dei principali gas responsabili dell’effetto serra) e la purificano producendo ossigeno.
Le fasce boscate aumentano inoltre la biodiversità e, unendo l’utile al dilettevole, rendono più piacevole alla vista anche il paesaggio.


Leggi l'articolo completo sul file allegato.

http://www.agricoltura.regione.lombardia.it/admin/rla_Documenti/1-2284/fasce_tampone_boscate.pdf
.
Una domanda: come sarebbe il territorio del comune di Sommacampagna se fossero realizzate delle "fasce boscate", che disposte come su una "maglia" potrebbero riempire il paesaggio di verde e di alberi?
.
Un'altra domanda: come sarebbe il nostro territorio se le autostrade avessero "piantato" un po di alberi nei terreni prossimi alle autostrade?

lunedì 5 marzo 2007

Città del Vino e del Cibo a Caselle


Da qualche anno ormai, si "parla" di costruire un "Parco a Tema" a Caselle di Sommacampagna. Questa proposta è, oggi, ancora visibile sul sito web del "C.I.S." di Villafranca, al quale si può accedere da questo link:

Sullo stesso sito web, è possibile anche scaricare una "bochure" illustrativa:

E sempre sullo stesso sito web, è possibile scaricare anche il progetto, sempre del C.I.S., del "recupero" della Corte Palazzina finalizzato alla realizzazione di un Hotel.



Non commento questi interventi ma pongo alcune domande:

Quale impatto ambientale avranno queste opere... se realizzate a Caselle?

Non sarebbe meglio realizzare questi interventi al di la dell'Autostrada, un pò lontani dall'abitato?

Cos'è previsto nel PAT - Piano di Assetto del Territorio, a salvaguardia di Caselle?

Una lettera al Sindaco: Graziella Manzato


Gent.le Sig. Sindaco: Prof.ssa Graziella Manzato

Oggetto: nuovo blog: VIVI CASELLE

Da quando è stato istituito il "filo diretto con l'amministrazione" più volte ho scritto e spesso non ho ricevuto risposte ai miei quesiti. Uno strumento quindi che... non è poi cosi molto "diretto". Spesso le risposte arrivano dopo settimane e/o dopo mesi. Uno strumento "interattivo" quindi sotto utilizzato, che tra l'altro è sottoposto alla "gestione" dell'Amministrazione Comunale che attua cosi una specie di censura "preventiva" sui messaggi ricevuti. Una censura che può essere anche legittima, per impedire eventuali messaggi improri e/o offensivi, ma che sicuramente non è un filo "diretto".
Uno strumento più "democratico" è il "blog" dove chiunque può leggere e chiunque può lasciare commenti. Per questo motivo e per creare un luogo "virtuale" dove i cittadini di Caselle possano confrontarsi sulle problematiche ambientali ho creato il blog: "VIVICASELLE".
Chiedo pertanto che un messaggio che ho scritto possa trovare ospitalità e visibilità sul "filo diretto con l'Amministrazione"
Chiedo altresi, se fosse possibile, che sia riportato un "link" sulla "home page" del sito web del nostro comune.
L'indirizzo del blog è questo:
http://vivicaselle.blogspot.com

Distinti saluti
Beniamino Sandrini

PS: sul Blog "VIVI CASELLE", la possibilità di scrivere commenti sui messaggi è lasciata libera al contributo di chiunque, mentre l'inserimento dei "post", cioè dei "messaggi di discussione" è invece concessa su richiesta e quindi autorizzata.
Per questo motivo sono a chiedere se vi sono Consiglieri e Assessori comunali che desiderano dare il loro contributo.
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domenica 4 marzo 2007

In vigore l'obbligo di certificazione energetica degli edifici

Entra in vigore l'obbligo della certificazione energetica. Il decreto legislativo n. 311 del 29 dicembre 2006, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2007 ed entrato in vigore il 2 febbraio, stabilisce che a partire dal 1° luglio 2007 gli edifici esistenti, superiori a 1000 metri quadrati, che devono essere immessi nel mercato immobiliare, devono essere muniti di certificazione energetica.
Dall 1° luglio 2008 sarà esteso l'obbligo anche per gli edifici sotto i 1000 metri quadrati, nel caso di compravendita dell’intero immobile.
Dal 1° luglio 2009 il certificato di efficienza energetica sarà obbligatorio anche per la compravendita dei singoli appartamenti.
Entro queste mese dovrebbero arrivare le linee guida per i criteri di certificazione.
L'attestato di certificazione energetica è sostituito dall’attestato di qualificazione energetica, che deve essere redatto dal direttore dei lavori e presentato al Comune di competenza contestualmente alla dichiarazione di fine lavori senza oneri aggiuntivi per il committente. Dal 1° gennaio 2007, l'attestato di certificazione energetica dell'edificio è necessario per accedere a sgravi fiscali o contributi pubblici finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici o degli impianti.
Dal 1° luglio 2007, tutti i contratti, nuovi o rinnovati, relativi alla gestione degli impianti termici o di climatizzazione degli edifici pubblici devono prevedere la predisposizione dell’attestato di certificazione energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare interessati entro i primi sei mesi di vigenza contrattuale, con predisposizione ed esposizione al pubblico della targa energetica.
Gli allegati A, C, E, F, G, H, I e L del Dlgs 192/2005 sono sostituiti mentre l’allegato D (relativo all’integrazione degli impianti solari termici e fotovoltaici nelle coperture degli edifici) è abrogato.Questi allegati modificano le prescrizioni tecniche, cambiano i valori del fabbisogno di energia primaria limite per la climatizzazione invernale e i valori delle trasmittanze limite sono stati resi più restrittivi.
Vengono anticipati al 1° gennaio 2008 i livelli di isolamento termico attualmente previsti per il 1° gennaio 2009. Viene inoltre introdotto, dal 1° gennaio 2010, un livello di isolamento in grado di garantire la riduzione dei fabbisogni termici dei nuovi edifici del 20-25%.
Per tutti i nuovi edifici diventa obbligatorio l’uso di fonti rinnovabili (solare termico o geotermia) per la produzione di almeno il 50% dell’acqua calda sanitaria, e di impianti fotovoltaici.
Agevolato l'uso di caldaie ad alta efficienza nelle zone climatiche più fredde, che sostituiranno i vecchi impianti di riscaldamento. Per gli immobili nuovi e nel caso di ristrutturazioni di edifici di superficie utile superiore a 1000 metri quadri, sarà obbligatorio installare sistemi schermanti esterni, al fine di contenere il consumo energetico per il condizionamento.
Per le Regioni introdotto l'obbligo di considerare tra gli strumenti di pianificazione ed urbanistici di competenza, le soluzioni necessarie all’uso razionale dell’energia e all’uso di fonti rinnovabili, con indicazioni anche in ordine all’orientamento e alla conformazione degli edifici da realizzare, per massimizzare lo sfruttamento della radiazione solare.
Infine, entro il 31 dicembre 2008 le regioni e le province autonome, in accordo con gli enti locali, predisporranno un programma di qualificazione energetica del patrimonio immobiliare, finalizzato al conseguimento di ottimali risultati di efficienza energetica.

Fa male agli anziani l'inquinamento dell'aria?

Un'attenta analisi di questo problema è stata svolta dall'Osservatorio della Terza Età dell'Ageing Society. Quanto studiato ed elaborato è stato poi raccolto in un dossier.
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Per scaricare il dossier clicca qui:
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Qui di seguito, riportiamo la premessa del... Dossier_ Inquiamento - Salute:
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L'ambiente rappresenta un fattore fortemente condizionante la qualità della vita e ciò era ben noto sin dall'antichità. La ricerca e l'individuazione di luoghi salubri ove potersi rigenerare nel corpo e nello spirito è presente nella cultura e nella tradizione dei popoli sotto ogni parallelo. Oggi, le interazioni fra ambiente e salute sono scientificamente acquisite al punto che è documentato come l'eco sistema sia in grado di condizionare l'insorgere e l'evoluzione di patologie. L'evoluzione stessa delle specie è condizionata dall'ambiente che è in grado di indurre modificazioni genetiche.
In una società sempre più longeva, nella quale il patrimonio salute deve essere preservato il più a lungo possibile, per procastinare l'insorgenza di patologie in grado di determinare parziali o totali disabilità,
è imperativo valutare la possibilità di eliminare o ridurre ogni fattore in grado di indurre o aggravare situazioni patologiche. Tale necessità non riveste solo aspetti di doverosa eticità ma anche valutazioni di tipo sociale ed economico in considerazione degli alti costi che la società deve affrontare per i servizi sanitari e socio-assistenziali a cui ricorre una popolazione di soggetti sempre più longevi.
Il nostro Osservatorio ha inteso affrontare lo studio dell'impatto prodotto dall'inquinamento atmosferico sulla salute, con particolare riferimento alla popolazione degli over 60 anni. Ha inoltre voluto valutare i costi sociali e sanitari indotti da tale inquinamento e le possibilità che la scienza e la tecnologia sono oggi in grado di offrire per ridurre tale fenomeno e le sue conseguenze.
Abbiamo dunque effettuato uno studio del problema sia valutandolo nel contesto dello sviluppo delle società industrializzate, sia attraverso un'analisi metanalitica della letteratura internazionale e nazionale, nonché di un'analisi comparativa dei dispositivi adottati per ridurre l'inquinamento da autoveicoli, delle leggi e delle disposizioni adottate nei vari Paesi per affrontare il problema ed infine una valutazione sullo stato dell'arte delle conoscenze sugli effetti dell'inquinamento sulla salute,
con particolare in riferimento alla mortalità ed all'aggravamento di malattie respiratorie e cardiovascolari.
Infine, abbiamo cercato di calcolare i costi diretti ed indiretti indotti dall'inquinamento e l'entità dei risparmi che potrebbero essere determinati attraverso l'adozione di correttivi atti a ridurre l'inquinamento ambientale.
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