mercoledì 23 gennaio 2008

Nuovo Presidente Aeroporto

Non commento l'elezione del nuovo presidente dell'Aeroporto. Aspetto a vedere i fatti... Anche perchè dagli articoli pubblicati sui giornali, non mi sembra di aver letto qualche riferimento all'ambiente e/o alla mitigazione ambientale. Le uniche enunciazioni che ho letto, sono state quelle di voler "far grande" l'aeroporto tra l'est e l'ovest del Nord Italia... Articoli di giornali che parlano solo di poltrone inserite in un contesto di potere politico e di spartizioni (appunto) di poltrone. Anzi su due poltrone, visto che Fabio Bortolazzi ha due cariche... Presidente della CCIAA di Verona e Presidente dell'Aeroporto. In ogni caso, se mi avessero chiesto, avrei accettato ben volentieri la carica di Presidente della Catullo S.p.A. Tra l'altro, da ricordare, nella stessa assemblea, i Consiglieri si sono pure aumentati lo stipendio.
Quindi, per quanto riguarda questa nomina, riporto solo un commento di AeroHabitat, pubblicato oggi:


Catullo, un nuovo presidente per nuove politiche con il territorio

Nel 2007 il Catullo ha fatto il record dei passeggeri trasportati (oltre 3.5 milioni) ma il rapporto con il territorio e la comunità circostante non sembra registrare altrettanti successi. Manca, infatti, la VIA (Valutazione di impatto ambientale), la mappa acustica dello scalo non apparirebbe congrua alla realtà operativa, sono previste edificazioni in asse pista, le attività di mitigazioni & risanamento del territorio non sono mai partite, mentre manca del tutto il coinvolgimento dei cittadini ai piani di sviluppo dello scalo. Questo gennaio 2008 tuttavia sta marcando una significativa variante nella gestione aeroportuale, Fabio Bortolazzi è il nuovo presidente dell'Aeroporto ''Valerio Catullo'' di Verona-Villafranca. Sarà il presidente della svolta? Lo pensano di cittadini di Sommacampagna, Villafranca e Verona, direttamente interessati all’impatto di vario genere che si scarica sul territorio, soprattutto per quelli che risiedono nelle zone sottostanti alle traiettorie di decollo ed atterraggio, ma ci conta anche Aerohabitat. Occorre disporre di una strategia di confronto trasparente e coinvolgente con la comunità circostante.
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Di seguito alcuni articoli pubblicati sull'Arena il 22 gennaio 2008.
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1^ Articolo - - - 2^ Articolo - - - 3^ Articolo - - - 4^ Articolo

Doverosa rettifica e... scuse

Oggi ho scoperto di aver scritto una serie di frasi... contenenti un errore... "sostanziale".
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Più volte mi ero chiesto del... perchè il Comune di Sommacampagna prima del rilascio delle Concessioni Edilizie per gli ampliamenti dell'Aeroporto Catullo... non avesse chiesto copia del Decreto di Compatibilità Ambientale.
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Che ho scoperto oggi? Ho scoperto che il Comune di Sommacampagna, (a parte qualche Concessione Edilizia minore, per dei parcheggi)... NON HA MAI RILASCIATO... nessuna Concessione Edilizia... per il prolungamento della piste, del raddoppio delle aree di sosta degli aerei, degli edifici "arrivi e partenze", dell'Hangar e di tutti gli altri edifici per i servizi tecnici dell'Aeroporto di Verona.
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Pare che esista un Master Plan del Catullo... (che però non è mai stato approvato definitivamente) dal quale sono derivati tutti gli ampliamenti come visualizzabili del documento "Ampliamento Aeroporto", realizzati in questi ultimi anni... che sono conseguenti solo ad autorizzazioni e/o Decreti emanati dalla Regione Veneto e non per... Concessioni Edilizie rilasciate dal Comune di Sommacampagna.
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Dopo questo messaggio... che è una doverosa retifica... e di scuse all'Ufficio Urbanistica del Comune di Sommacampagna, ora devo aprire una nuova linea di ricerca e di informazioni per comprendere il... perchè l'Aeroporto Catullo non sia in possesso di Decreto di Compatibilità Ambientale, documento di cui... presso il Comune di Sommacampagna... non ne esiste traccia.
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Con il presente messaggio, mi scuso con tutte le persone che si sono sentite offese da queste mie affermazioni.

martedì 22 gennaio 2008

La V.I.A. e gli Aeroporti - Esempi

In questi ultimi messaggi, più volte ho richiamato l'attenzione alla "mancanza della V.I.A." dell'Aeroporto di Verona. L'ho chiesto a varie Autorità e nessuno riesce a produrmi una copia di questo documento. Se nessuno me lo produce... devo presumere che la "V.I.A. sia mancante"? Per questo motivo, quindi, ho presupposto che la V.I.A. del Catullo... non esista.
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Sul sito del Ministero dell'AMBIENTE c'è una pagina web che permette di consultare tre data base relativi alla Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.):
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» Consultazione dei progetti in Valutazione di Impatto Ambientale
» Decreti VIA
» Determinazioni Dirigenziali di esclusione dalla VIA
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Cliccando sulla prima opzione, si accede all'elenco dei progetti ancora in fase di esame V.I.A.
Cliccando sulla seconda scelta, si accede al data base dei Decreti V.I.A. già rilasciati.
Cliccando sulla terza possibilità, si accede a quella serie di progetti per cui è stato rilasciato un Decreto di esclusione dalla presentazione della V.I.A.
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In nessuno di questi tre data base ho trovato un qualsiasi decreto o notizia relativa all'aeroporto Catullo. Per questo motivo (e anche perchè nessuno me lo produce) da mesi sostengo che la V.I.A. dell'Aeroporto di Verona "è mancante". Ma non solo è mancante il Decreto V.I.A., è pure mancante anche un qualsiasi... Decreto di Esclusione dalla V.I.A.
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L'aeroporto Valerio Catullo di Verona, deve essere in possesso di uno dei due Decreti, altrimenti vi è stata una, cosidetta... "Elusione della V.I.A."
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Relativamente agli aeroporti, l'unica Determinazione Dirigenziale di Esclusione dalla V.I.A. che ho trovato, è quella per l'Aeroporto di Cuneo, DSA/2005/29725, per questa motivazione: l'Aeroporto di Cuneo in data 24/05/2000 con Decreto DEC/VIA/4905 aveva già ottenuto parere positivo in merito alla compatibilità ambientale, pertanto gli ampliamenti necessari per le Olimpiadi Invernali... potevano essere esclusi dalla Valutazione di Impatto Ambientale, "a condizione che le opere previste non siano esercite in modo da aumentare gli attuali livelli di traffico e qualora ciò si dovesse verificare la società ripresenti apposita istanza di V.I.A."
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Tra i progetti "in Valutazione di Impatto Ambientale", il Catullo non è indicato. Ma nemmeno è indicato tra i Decreti V.I.A. emanati dal Ministero dell'Ambiente, a partire dalla data del 1989.
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Tra questi Decreti VIA emanati, troviamo invece, tra i più recenti, questi:
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Aeroporto di Trapani - del 14 Giugno 2007 - Aeroporto internazionale Militare aperto al traffico Civile.
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Aeroporto di Treviso - del 14 Maggio 2007 - Aeroporto Militare aperto al traffico Civile autorizzato.
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Aeroporto di Taranto - del 24 Ottobre 2005 - Aeroporto aperto al traffico Civile e Militare.
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Aeroporto di Torino - del 11 Ottobre 2004 - (non è indicato se è Militare o Civile).
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Aeroporto di Pescara - del 23 Settembre 2004 - (non è indicato se è Militare o Civile).
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Aeroporto di Catania - del 21 Settembre 2004 - (non è indicato se è Militare o Civile).
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Aeroporto di Bergamo - del 4 Novembre 2003 - (non è indicato se è Militare o Civile)
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tralascio altri Decreti V.I.A. rilasciati per altri aeroporti e concludo questo elenco con:
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Aeroporto di Brescia - del 21 Dicembre 2000 - Aeroporto Militare aperto al traffico Civile.
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In merito a questo ultimo decreto riporto questa frase: "il Ministero dell'Ambiente con note del 23 luglio 1998 e del 6 Agosto 1998, aveva sottolineato che dato il carattere di temporaneita non si richiedeva l'attivazione della procedura di V.I.A., ma che qualora la Società Valerio Catullo intendesse continuare l'esercizio dell'infrastruttura si sarebbe dovuta richiedere l'attivazione della procedura di V.I.A."
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Se nessuno mi produce una copia del Decreto V.I.A e/o Decreto di esclusione V.I.A. posso presupporre che... non ci sia stata... la Valutazione di Impatto Ambientale... dell'Aeroporto di Verona?
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In merito agli effetti che causa una "Ommissione di sottoposizione alla V.I.A." credo sia significativo segnalare quanto determinato dal T.A.R. di Brescia, con la Sentenza n° 726 dell'11 Agosto 2007.
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In merito poi al mancato abbattimento del'inquinamento del rumore generato da un aeroporto merita altra particolare attenzione la Sentenza n° 281-2005 del Consiglio di Stato.
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E per ultimo, in merito al fatto che essendo l'Aeroporto di Verona, un aeroporto Militare aperto al traffico Civile, è da segnalare la Sentenza C-437-97 del 16 Settembre 1999 della Corte Europea che suddivide le opere per la difesa militare (esenti dal V.I.A.) dalle opere prettamente commerciali di una aeroporto e quindi... soggette alla V.I.A.
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Da ultimo, ma non esaustivo, riporto altri brani tratti da altre sentenze:

La V.I.A diretta a prevenire il danno ambientale.
L'obbligo giuridico di assicurare un "elevato livello di tutela ambientale", con l'adozione delle migliori tecnologie disponibili tende a spostare il sistema giuridico europeo dalla considerazione del danno da prevenire (principio "chi inquina paga") e riparare, alla prevenzione (soprattutto con la via, valutazione di impatto ambientale), alla correzione del danno ambientale alla fonte, alla precauzione (principio distinto e più esigente della prevenzione), alla integrazione degli strumenti giuridici tecnici, economici e politici per uno sviluppo economico davvero sostenibile ed uno sviluppo sociale che veda garantita la qualità della vita e l'ambiente quale valore umano fondamentale di ogni persona e della società (informazione, partecipazione ed accesso). Cassazione penale sez. III, 8 febbraio 1999, n. 494.

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V.I.A. - Variante al p.r.g.. - Mancata valutazione di impatto ambientale - Elusione a mezzo di un riferimento a realizzazioni o interventi parziali, caratteristici nelle opere da realizzarsi per “tronchi” o “lotti” – Illegittimità.
E’ illegittima l'artificiosa suddivisione del progetto di un'opera, al fine di evitare la sottoposizione dello stesso alla valutazione di impatto ambientale, che sarebbe obbligatoria per l'opera nella sua interezza. Secondo il dettato contenuto nell’art. 16 com. 4 l. n. 109 del 1994 il progetto definitivo di un’opera pubblica deve essere corredato dallo studio di impatto ambientale, con conseguente necessità della verifica dei profili di impatto ambientale al momento dell'approvazione del progetto che comporti variante al P.R.G. La valutazione ambientale necessita di una valutazione unitaria dell'opera, ostante alla possibilità che, con un meccanismo di stampo elusivo, l'opera venga artificiosamente frazionata in frazioni eseguite in assenza della valutazione perché, isolatamente prese, non configurano interventi sottoposti al regime protettivo (Consiglio Stato, sez. VI, 30.8.2002, n. 4368).
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Per approfondire ulteriormente questi aspetti, inseriti tra l'altro in una quadro più ampio sempre inerente la Valutazione di Impatto Ambientale - V.I.A., credo sia necessario esaminare quanto pubblicato da: "A.P.A.T. - Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici" nel documento: "Orientamenti Giurisdizionali V.I.A.".
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N.B. Se clicchi qui puoi scaricare anche una Sintesi del documento APAT.

CLASS ACTION

Dal sito web di Class Action, apprendo che: "E' l'alba di una nuova era". E questa "ALBA" potrebbe essere la "CLASS ACTION". Una "Class Action" da intentare contro l'Aeroporto V. Catullo? Per non aver sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale gli ampliamenti di questi ultimi anni? Per spiegare questa "cosa", vi invito a leggere un articolo di Repubblica del 5 Gennaio 2008, che qui sotto ricopio:
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Arriva la prima "class action". Ascoli a secco cerca il risarcimento.
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Rimasti a secco, senza acqua da giorni, i cittadini di Ascoli Piceno sono tutti d'accordo: qui ci vuole la class-action. Consumatori, piccole imprese e commercianti della città marchigiana avvieranno assieme la prima azione collettiva di risarcimento mai intrapresa in Italia.
A renderla possibile è una norma inserita nell'ultima Finanziaria, in vigore da Capodanno, anche se nei fatti per far decollare davvero il provvedimento bisognerà aspettare giugno (mese a partire del quale i tribunali potranno effettivamente accettare le domande e avviare - se sarà il caso - i tre gradi di giudizio).
Ma ad Ascoli Piceno si stanno già preparando le carte: dal 28 dicembre la città, assieme ad altri 16 comuni della valle del Tronto, patisce una fornitura d'acqua inesistente o limitatissima per via di un guasto in una conduttura dell'acquedotto. Ora l'emergenza sta rientrando, ma per il ritorno alla normalità ci vorranno ancora un paio di settimane. Nel frattempo, proprio durante le Feste, danni e disagi si sono moltiplicati: la Barilla, per mancanza di una delle materie prime ha dovuto far saltare qualche turno nei suoi stabilimenti, bar e ristoranti hanno visto sfumare gli incassi sperati, i cittadini sono rimasti a secco.
Ecco quindi l'annuncio ufficiale: le associazioni d'imprese del commercio Confcommercio, Confesercenti e quelle dei consumatori Federconsumatori, Codacons, Movimento difesa del consumatore e Cittadinanza attiva si avvarranno della class-action per ottenere gli aspettati risarcimenti.
Gli avvocati del Codacons precisano che in attesa della scadenza di giugno "è doveroso attivarsi subito per predisporre tutti gli strumenti necessari", Confcommercio ha annunciato che accerterà i reali danni subiti dalle imprese associate. Poi la parola passerà al giudice del Tribunale incaricato che dovrà valutare se esistono o meno le condizioni per accettare la causa collettiva. Bisognerà aspettare qualche mese, dunque, ma qualche perplessità già esiste.
Dalle sedi nazionali di Adusbef e Federconsumatori s'invita alla prudenza. "Stiamo attenti a non lanciarci in azioni temerarie - avverte Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori - è probabile che ad Ascoli le cause per intentare la class-action esistano, ma l'azione va usata sempre come ultima possibilità, dopo aver vagliato tutte le strade per ottenere giustizia.
Il procedimento è complesso e noi non vogliamo e non possiamo sbagliare, per questo prima di partire con i casi che riteniamo più eclatanti preferiamo aspettare le valutazioni di un pool di esperti".
Al momento di casi eclatanti le due associazioni ne hanno individuati otto: dalla vicenda Parmalat a quella dei mutui indicizzati, dai bond argentini all'Rc auto.

lunedì 21 gennaio 2008

Rumore Aeroportuale... informazioni

Il Centro di Documentazione del Rumore Aeroportuale (CeDRA), istituito nel 2004 presso il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio dell’Università di Milano Bicocca (DISAT), con il supporto della Regione Lombardia, Direzione Generale Qualità dell’Ambiente. Il CeDRA possiede specifiche risorse nel settore dell’impatto acustico da traffico aereo e aeroporti.
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Dal sito Web del CeDRA, ho tratto una serie di informazioni relativi alla Seconda Edizione Corso “Misura, analisi e controllo del rumore aeroportuale” 19-23 Febbraio 2007 Dipartimento di Scienze dell'Ambiente e del Territorio dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca.
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Nella settimana 19-23 febbraio 2007 si è svolta la seconda edizione del corso sul rumore aeroportuale. Il corso, aperto a tutti, ha avuto luogo presso il Laboratorio CeDRA. Diviso in due moduli, ha visto coinvolti, nelle attività di docenza, esperti di rilevanza nazionale. Sarà riproposto a breve qualora perverranno segnalazioni di interesse.
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Per ottenere la password dei documenti scaricabili inviare una mail a fausto.tassan@unimib.it
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Programmi: Programma II edizione Corso
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Presentazioni:
Zambon - Aspetti generali di acustica
Bassanino Mussin - Indici acustici
Bassanino Mussin - Sistemi di Monitoraggio 1
Bassanino Mussin - Sistemi di Monitoraggio 2
Arpini - Bioacustica
Scamoni - Acustica Edilizia 1
Scamoni - Acustica Edilizia 2
Scamoni - Acustica Edilizia 3
Scamoni - Progetto Teria
Bruno - Elenco normativa
Bruno - L447 e decreti attuativi
Bruno - Altri Decreti Rumore
Sepe - Certificazione Acustica degli Aerei
Clerici - Certificazione Acustica degli Elicotteri
Eminente - L'approccio equilibrato
Lucia - Zonizzazioni Acustiche
Maggi - Dati Censimento 1
Maggi - Dati Censimento 2
Maffeo - Giurisprudenza
Mazzola - Diritto ambientale
Basile - Sistemi aeroportuali
Basile - Simulazione Fast Time
Basile - Noise Abatement Procedures
Basile - Esperienze Internazionali
Callea - Simulazione
Tassan - Esercitazione INM
Basile - Best Practices
Callea - INM Error Sensitivity Analysis
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Per ultimo una scheda sul "Presidio Tecnico ARPA Lombardia" e con questo credo di aver raccolto una buona documentazione che riguarda le problematiche del Rumore Aeroportuale.

Modulo lavatore dell'aria di Città

Dal sito web della Vivex Engineering ho scoperto un'apparecchiatura denominata: ''MCAC'' Modular City Air Cleaner, che ne loro sito è stato cosi tradotto: "Modulo lavatore dell'aria di Città".
In sostanza, come vedi nella foto, questa sarebbe un'apparecchiatura che serve a pulire l'aria dagli inquinanti.
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Qui sotto copio la loro presentazione.

L'aria delle città è piena di polveri sottili che sono residui di ruggine, di asfalto, di gomme di automobili, ceneri varie, sbriciolamento di cemento e pietre ed altro ancora.
Nelle aree industrializzate la concentrazione supera anche i 10 milioni di particelle per centimetro cubo, mentre in Antartide sono state misurate solo 100 particelle per centimetro cubo.
L’inquinamento delle città ed in particolare le polveri sottili sono la causa riconosciuta dell’aumento dei fenomeni allergici nelle persone di qualunque età. Altre patologie associate sono : Asma ; Arrossamenti agli occhi; Difficoltà respiratorie ed altro ancora.
Recentemente la Comunità Europea ha valutato le morti provocate dall’inquinamento delle città : Sono state stimate in 100.000 (centomila) ogni anno solo nel territorio comunitario. Quale è il costo sociale di queste morti ?
Per confronto le morti provocate da incidenti stradali sono 40.000 (quarantamila) ogni anno nello stesso territorio comunitario.
Gli interventi di urgenza che le autorità comunali mettono in atto nei momenti di maggiore presenza di polveri, come il blocco della circolazione dei veicoli nell’area urbana, sono sicuramente utili a frenare il fenomeno, ma non lo eliminano e soprattutto hanno un costo sociale difficilmente valutabile.
Tutti abbiamo visto almeno una volta una città sormontata da una striscia di nuvole grigie, come se un mantello scuro fosse stato steso per coprirla.
Tutti sappiamo che solo la pioggia può ripulire la città e darci di nuovo aria respirabile.
Ma se la pioggia resta sull’asfalto con il suo carico di polveri, il beneficio sarà solo temporaneo. Evaporata l’acqua il vento può sollevare di nuovo tutta la polvere.
Tutti sappiamo che il vento, anche se non lava l’aria, può disperdere la nuvola grigia e favorirne la miscelazione con aria più pulita.
Un litro di pioggia può pulire dalla polvere trecentomila litri di aria.
La natura, come sempre, ha i suoi rimedi.
L’uomo, se ne riconosce la validità, ha il dovere di adottarli.
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Se vicino all'Aeroporto... non si possono mettere a dimora gli alberi, altrimenti vi nidificano gli uccelli... l'aria si può "lavare" lo stesso... utilizzando delle apposite apparecchiature?

domenica 20 gennaio 2008

Qualcuno... mi da il... V.I.A.?

Oggi ho scritto una lettera e l'ho inviata, via e_mail, a tutti i soci della Società Aeroporto Valerio Catullo S.p.A. che il 21 gennaio 2008 si riuniscono in Assemblea per nominare il nuovo Presidente.
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Ho scritto questa lettera dopo aver letto una Sentenza del T.A.R. della Lombardia dell'11 Agosto 2007, sentenza che ho già pubblicato qui: Mancato svolgimento della V.I.A.
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Dalla lettura di quella sentenza avevo compreso che:
V.I.A. - Rifiuti - Impianto di trattamento di rifiuti pericolosi - Autorizzazione - Omissione della procedura di V.I.A. - Proprietario di un’abitazione limitrofa all’impianto - Risarcimento del danno biologico-esistenziale e del deprezzamento subito dall’immobile.
Va risarcito il danno subito dal proprietario di un immobile limitrofo ad un impianto per il trattamento dei rifiuti pericolosi ove sia stata omessa la procedura di VIA prima dell’autorizzazione e l’impianto sia stato esercitato nonostante l’assenza della VIA (nella specie, il collegio ha condannato l’amministrazione, in solido con il titolare dell’autorizzazione, al risarcimento del danno biologico-esistenziale - degrado della qualità della vita sotto forma di sofferenza psicologica e fisica per i rumori e le altre emissioni dell’impianto e per il timore di gravi danni alla salute e sofferenza psicologica collegata all’impossibilità per la ricorrente di far valere tempestivamente ed efficacemente le proprie ragioni - nonché al risarcimento del deprezzamento subito dall’immobile a causa della vicinanza dell’impianto, posto che è stato ritenuto presumibile che la VIA preventiva avrebbe condotto a una diversa localizzazione, oltre che a diverse modalità costruttive). Pres. ed Est. Pedron - G.P. (avv.ti Asaro e Mina) c. Regione Lombardia (avv. Fidani) e S.A. s.r.l. (avv. Dell’Anno) - T.A.R. LOMBARDIA, Brescia, sez. I - 11 agosto 2007, n. 726
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Ho quindi scritto una lettera (clicca qui sotto per scaricare il documento) lettera inviata a tutti i soci dell'Aeroporto e avente questo oggetto:
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Se la Valutazione di Impatto Ambientale è mancante, l’Aeroporto Civile, è da chiudere?
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Lettera che ho concluso con queste due frasi:
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Tutti gli ampliamenti dell’Aeroporto Catullo, effettuati dopo l’entrata in vigore delle procedure per la Valutazione di Impatto Ambientale, ad avviso dello scrivente, sono stati realizzati con autorizzazioni e/o approvazioni senza aver ottenuto il Decreto di Compatibilità Ambientale. Per questo motivo, sono tutti… atti NULLI… senza alcun valore??

Se vi è stata una “Omissione della procedura di V.I.A.”, il sottoscritto, residente a Caselle dalla nascita, può quindi chiedere un “risarcimento del danno biologico-esistenziale”? E gli altri abitanti residenti di Caselle, proprietari delle loro abitazioni, possano chiedere anche un… “risarcimento del deprezzamento subito dall’immobile”???
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Se il Decreto V.I.A. esiste... perchè non mi viene fornito?
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Se il Decreto V.I.A. non è stato rilasciato... l'Aeroporto deve chiudere?
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Per farti una idea della situazione dell'Aeroporto di Verona...
Qui puoi scaricare delle immagini degli Ampliamenti dell'Aeroporto,
Le quattro foto aeree riprodotte, comprendono un periodo che va dal 1999 al 2006.

Masterplan Paesistico-Ambientale

Navigando nel web... nelle mie ricerchi di novità, mi sono imbattuto nel PIANO STRATEGICO PER LA RIQUALIFICAZIONE PAESISTICO - AMBIENTALE DEL TERRITORIO COMUNALE DI PONTIROLO NUOVO.
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Il Comune di Pontirolo Nuovo, in Provincia di Bergamo, ha una popolazione di 4.232 abitanti (ISTAT 2001) che vivono su una superfice di 10,6 kmq (un quarto del Comune di Sommacampagna) è ubicato a circa 15 km da Bergamo e a 40 Km da Milano.
Per questo comune è stato predisposto un "Masterplan Paesistico Ambientale".
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Un progetto che può essere cosi sintetizzato:
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A) Recuperare i futuri ambiti di cava inattivi per ricreare ambiti naturali e seminaturali, nonché luoghi fruibili per lo sport e il relax.
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B) Realizzare un importante corridoio verde di cintura con l’obiettivo di potenziare la rete ecologica locale.
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C) Creazione di itinerari ciclopedonali di connessione con le "nuove" aree di valenza ambientale del comune di Pontirolo Nuovo.
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D) Promuovere interventi per il miglioramento del sistema agricolo con l’obiettivo di creare un agro-ecosistema complesso in cui l’attività agricola sia compatibile con le funzioni ecologico-ambientali del territorio.
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Un progetto che merita attenzione e attento studio e che quindi mi permetto di segnalare ed invitarvi a leggere.
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Clicca qui per scaricare la 1^ PARTE del Piano Strategico
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Clicca qui per scaricare la 2^ PARTE del Piano Strategico

sabato 19 gennaio 2008

E... se avessi ragione io?

Da alcuni mesi sto chiedendo... (a tutti... e di più) copia del Decreto di Compatibilità Ambientale dell'Aeroporto Valerio Catullo di Verona, che attesti che... gli ampliamenti dell'Aerostazione effettuati in questi ultimi 6/7 anni siano stati sottoposti alla Valutazione di Impatto Ambientale.
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O in subordine, mi sia prodotto un Decreto di Esclusione dalla V.I.A. Ma ad oggi nessuno di questi due Decreti... mi è mai stato prodotto. Le uniche informazioni generiche che, ho ottenuto, sono queste... "è un aeroporto militare aperto al traffico civile e quindi... non sottoposto alla V.I.A."
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Io posso solo leggere articoli di Legge ed in merito alla V.I.A. il comma 5° dell'art. 1 del D.P.C.M. n° 377-1988, cosi recita: "Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle opere destinate alla difesa nazionale".
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Il comma 5, dell'art. 4 del D.Lgs. 152-2006 cosi recita: "La procedura per la valutazione di impatto ambientale costituisce, per i progetti di opere ed interventi ad essa sotto posti, presupposto o parte integrante del procedimento ordinario di autorizzazione. I provvedimenti di autorizzazione o approvazione adottati senza previa valutazione di impatto ambientale, ove prescritta, sono nulli."
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Se l'Aeroporto Valerio Catullo si fosse ampliato... senza la V.I.A. ...che fanno?
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Chiudono l'Aeroporto?

venerdì 18 gennaio 2008

Caselle e l'Autostrada

Oggi ha smesso di piovere e c'era un pallido sole, cosi ho approfittato di fare un giro in bici (anche se l'aria è un pò di color... grigioPM10) e scattare qualche foto.
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Foto che illustrano il rapporto del centro abitato di Caselle di Sommacampagna... con l'Autostrada A4 - BS-PD... che la attraversa da Est ad Ovest, con l'Autostrada del Brennero, da Nord a Sud e anche con l'Aeroporto di Verona.
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Nella mappa qui a fianco ho indicato la posizione delle foto dove queste sono state riprese.
(per poter vedere meglio... e leggere le descrizioni delle foto, passa con il mouse sopra e clicca con il tasto destro e poi clicca ancora su "apri in nuova finestra")
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Qui sotto, invece, puoi scaricare le foto nelle diverse sequenze con cui sono state effettuate. Sotto puoi leggere una breve descrizione del territorio interessato e riprodotto dalle foto.
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Foto: 907 - 908 - 909
Foto 907_ Sullo sfondo una collina di "container", che sono "depositati" nel comune di Verona, probabilmente un insediamento "abusivo" (di cui nessuno... ovviamente se ne accorge). La parete dei "container" rappresenta il confine tra il Comune di Sommacampagna e le aree del Quadrante Europa.
Foto 908_ Qui si intravvede l'incrocio dell'Autostrada del Brennero (A22) con l'Autostrada Serenissima (A4). L'area occupata da questo "Incrocio Autostradale", per l'80% è ubicata nel Comune di Sommacampagna e per il rimanente 20% è ubicata nel Comune di Verona.
Foto 909, sempre sullo sfondo della foto, le rampe dell'Incrocio Autostradale e sulla destra della foto si intravvedono gli edifici diroccati della Corte Palazzina dove dovrebbe essere realizzato un Hotel a 4 stelle.
Foto 907-908-909. In queste aree è stato proposto che sia realizzato un centro fieristico-commerciale denominato: "Città del Cibo e del Vino".
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Foto: 912 - 911 - 910
Foto 910_ (da destra verso sinistra). Area per il parcheggio degli aerei per la salita e discesa dei passeggeri. L'Hangar alto 17 metri per la manutenzione contemporanea di due aerei civili. L'area color "rosa" identifica il pavimento in ghiaia del nuovo parcheggio low cost dell'Aeroporto. N.B. Con queste ultime aree sono state "consumate" le ultime aree rimaste tra l'Aerostazione e l'Autostrada del Brennero. Da adesso in poi, non vi possono essere altri ampliamenti.
Foto 911_ Sullo sfondo, le rampe dell'Autostrada del Brennero (A22) che sovrappassano l'Autostrada Serenissima (A4). In questa zona verrà realizzato il "nuovo" Casello Autostradale a servizio esclusivo dell'Aeroporto e del Quadrante Europa. Dove termina il nuovo parcheggio dell'Autostrada si intravvede il sottopasso esistente sotto l'Autostrada A4, peccato che sia largo solamente 3,5 metri.
Foto 912_ Oltre l'Autostrada Serenissima (A4) si intravvedono gli edifici diroccati della Corte Palazzina, dove vorrebbero realizzare il nuovo Hotel a 4 stelle. Peccato che sia a soli 300 metri dalla fine pista dell'Aeroporto. Da ricordare che qui, sull'Autostrada e tra gli edifici della Corte Palazzina, allora abitata, sono caduti i pezzi dell'aereo in conseguenza dell'incidente del 27 Luglio 1988.
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Foto: 915 - 914 - 913
Foto 913_ Sulla destra della foto la Corte Palazzina, sullo sfondo la collina dei Container, ed oltre l'Autostrada A4 si intravvede l'area dove dovrebbe essere realizzata la: Città del Vino e del Cibo.
Foto 914_ Oltre l'Autostrada A4 si intravvede l'area, già in avanzato stato di dismissione, della ditta di prefabbricati: Gecofin S.p.A. Questa area assieme a quella a lato, di proprietà del C.I.S. di Villafranca, dovrebbe essere destinata ad insediamenti alberghieri.
Foto 915_ Al centro della foto, le strutture e gli edifici della Gecofin S.p.A., ormai in abbandono. Sulla sinistra della foto, invece, si intravvede l'edificio dell'Hotel Quadrante Europa.
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Foto: 916 - 918 - 917
Foto 916_ Sulla destra gli edifici della Gecofin S.p.A. e al centro della foto, l'Hotel Quadrante Europa.
Foto 917-918_ Sulla destra della foto l'Autostrada Serenissima A4. Al centro, della baracche di un deposito di materiali edili. Sullo sfondo, oltre la rampa del cavalcavia dell'Autostrada, gli edifici di Caselle di Sommacampagna.
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Foto: 919
Foto 919_ La foto rappresenta un'area degradata (e si vede) che è ubicata in aderenza dove verrà realizzata la nuova pista ciclabile. Da evidenziare che la "rampa" del cavalcavia... nemmeno è dotata di marciapiedi.
Nell'immagine della foto aerea, invece, sono state evidenziate le piste ciclabili esistenti, quelle di progetto e i tratti mancanti di cui... non si conosce il tempo... di quando verranno realizzati.
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Foto: 921 - 920
Foto 920_ Nel Piano Regolatore Comunale, oggi ancora in vigore, in questa area, adiacente l'Autostrada, è prevista la realizzazione di un Centro Commerciale (25%) e di Centro Direzionale (75%) per circa 42.000 mc.
Foto 921_ In questa foto, sullo sfondo, si intravvedono gli edifici della Corte Tezze, costititi da immobili di vecchia data e altri, di nuova realizzazione.
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Foto: 922 - 923
Foto 922_ La Corte Tezze vista da Ovest, con a Sud dell'Autostrada la zona industriale di Caselle.
Foto 923_ La Corte Tezze vista da Ovest e i terreni della campagna circostante l'abitato.
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Foto: 924 - 925
Foto 924_ L'Autostrada che divide il territorio di Caselle. A destra della foto la zona Artigianale e Industriale. A sinistra della foto, la parte residenziale del centro abitato.
Foto 925_ Traffico dell'Autostrada Serenissima... delle ore 15,30 di metà Gennaio 2008.
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Foto: 926 - 927 - 928
Foto 926_ In questa area, a Sud dell'Autostrada c'è la Stazione di Servizio Autostradale "Bauli", che tra poco verrà ampliata.
Foto 927_ In questa foto, è evidente una singolare caratteristica delle attività agricole sommacampagnesi... coltivare fruttetti... fino a 4 metri dalla recinzione dell'Autostrada. Alla fine del secolo scorso... in prossimità delle aree di sosta autostradali, venivano attrezzati dei chioschi, dai quali, direttamente in autostrada veniva venduta la "pregiata frutta"... coltivata a 4 metri dall'asfalto.
Foto 928_ Qui, in queste aree, potrebbe essere realizzata la nuova "area di servizio", delocalizzando quella oggi esistente a Caselle di Sommacampgna, che praticamente è stata costruita "dentro" il centro abitato, allora preesistente.
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Foto: 929
Foto 929_ Qui si vedono le strutture dell'Isola Ecologica Comunale, che è ubicata a metà strada tra il centro Abitato di Caselle e quello di Sommacampagna, ed è posta in prossimità dell'Area di Servizio "Bauli"... sulla corsia Sud dell'Autostrada Serenissima A4.
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Conclusioni.
Adesso che hai visto le foto e letto queste brevi descrizioni e quindi hai una percezione più concreta di dove abitano 4.855 residenti di Caselle e, ovviamente, se sei un pò curioso, puoi anche andare a rileggere questi precedenti messaggi, forse cosi comprendi che qualche problemino ambientale... Caselle potrebbe anche averlo:
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Differenza di... attenzione?
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Autostrada "A4" e le "Barrierine" antirumore
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Dal “Kilometro Rosso”… al “Miglio Verde”.
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La T.A.V. e il Metrò per l'Aeroporto
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Terrorista Ambientale
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Neo Ambientalista... a chi?

giovedì 17 gennaio 2008

Bologna 9 - Verona 2

9 a 2 ... non è il risultato di una partita di Calcio tra il Bologna e il Verona. Anche perchè la squadra calcistica del Bologna è in "Serie B" mentre il Verona Hellas è in "Serie C"... (forse anche in "Serie D" entro la fine del campionato).
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9 a 2 rappresentano due ben diverse situazioni e sono riferite ai due Aeroporti, quello di Bologna e quello di Verona. I due numeri rappresentano la quantità, il numero delle centraline che monitorizzano la situazione dell'inquinamento da rumore dei due aeroporti.
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9 _ sono le centraline installate all'aeroporto G. Marconi di Bologna, ancora dal 2004 (e una, la prima, ancora dal 1999).
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2 _ sono le centraline, quelle che devono ancora essere installate all'Aeroporto V. Catullo di Verona.
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E quindi... almeno per questo aspetto... forse il Bologna meriterebbe la "Serie A" e il Verona, già in "Serie C" meriterebbe di essere retrocesso nella "Serie D"... o ancora più in basso.
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A Bologna, chiunque può collegarsi al sito web dell'Aeroporto e poter consultare la situazione dell'inquinamento acustico dell'Aeroporto.
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Anche Bergamo, collegandosi al sito web dell'Aeroporto può consultare la situazione dell'inquinamento acustico, rilevato da 5 centraline disposte attorno all'Aeroporto.
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Di Brescia-Montichiari non ho trovato nulla, dove si possano consultare i dati dall'inquinamento da rumore, ma sono a conoscenza che il progetto dell'Aeroporto di Montichiari è stato sottoposto sia alla V.A.S. - Valutazione Ambientale Strategica, che alla V.I.A. Valutazione di Impatto Ambientale.
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Tornando a Bologna, dal loro sito web... ho tratto ed elaborato un documento denominato "Rumore Aeroportuale", dalla lettura del quale si evince... quello che a Verona non è stato ancora eseguito.
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per scaricare "RUMORE AEROPORTUALE" clicca qui.
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Per quanto riguarda l'Ambiente in generale e l'inquinamento da rumore in particolare... il Valerio Catullo di Verona è un AEROPORTO di serie D... come la squadra di calcio della sua città.
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E dato che a Verona non sono ancora in funzione le centraline per il controllo del rumore... forse il risultato potrebbe essere questo:
Bologna 9 - Verona 0

Complimenti (quasi)... era ora

Ieri sera c'è stata la riunione pubblica, promossa dal Comune, per illustrare il "Collegamento Via dell'Artigianato e Via Casa Quindici... al Centro di Caselle". Finalmente qualcosa di concreto per la popolazione di Caselle. E per questo motivo dovrei complimentarmi con l'Amministrazione Comunale. Ma non posso concordare sul tutto. Quasi un milione di euro, per poco piu di 1.300 metri di pista ciclabile, che però collega solo quelle due Vie con il centro abitato ed esclude (da questo collegamento protetto, per solo 100 metri) la Via dell'Aeroporto. Peccato.
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Tutto (quasi) perfetto allora? No. Anzi.
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La sala. Troppo piccola e senza microno. Non si capiva nulla. In una saletta si sono ammucchiati circa 40 persone ed altre 4/5 sono rimaste fuori. Un caldo asfissiante. E tutti speravano che finisse in fretta, tanto chè la riunione, è durata poco piu di un'ora.
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Il progetto presentato, del primo tratto della pista ciclabile comunale, inzia il suo percorso dall'area verde vicino alla "baita degli alpini", arriva alla rotonda di Via Tezze e poi sale lungo la rampa del cavalcavia di Via Villa per attraversare l'Autostrada (che realizzerà, a sue spese, una passerella). La pista pedonale e ciclabile, larga circa 2,00-2,50 metri, prosegue poi per scendere, a lato della strada, che porta verso Via dell'Artigianato fino ad arrivare a Via Torricelli.
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La carenza più grave di questo progetto, è che non è stato previsto nessun collegamento con Via dell'Aeroporto e quindi su detta strada, in particolare sulla rampa del cavalcavia di quel tratto, la pericolosità per i pedoni e per i ciclisti, non è stata assolutamente diminuita o tolta. Peccato ancora.
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Bisogna evidenziare anche un altro aspetto, che abbiano presentato il progetto solo per una pista ciclabile, quando tutta quella zona, in particolare Via dell'Artigianato, ha bisogno anche di verde pubblico e di parcheggi. I posti auto oggi presenti, sono assolutamente insufficienti.
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Un'altra nota è da scrivere riguardo l'area che dovrebbe essere a verde pubblico e che è posta in aderenza con la rampa del cavalcavia ed è indicata sulla mappa con il n° 83. Un'area che in parte è ancora, credo, di proprietà dell'Autostrada. Questa area a verde opportunamente risanata e resa agibile, potrebbe essere collegata anche solo con una scala o una rampa, se pur ripida... direttamente con la Pista Ciclabile, che ripeto dovrebbe essere stesa anche al tratto verso Via dell'Aeroporto.
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Complimenti in ogni caso... (ma con riserva) in quanto quanto è stato presentato... rappresenta un primo concreto esempio di "inizio di attenzione" per Caselle... Quindi... era ora che qualcosa venisse realizzato.
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Poi, in merito a tutti gli altri aspetti che avevo segnalato nel mio documento "Differenza di attenzione", tutto quello che avevo evidenziato è stato anche nominato... e accennato, ma solo superficialmente e senza entrare nei dettagli, tanto che non valeva la pena di intervenire... anche perchè non si capiva nulla di quello che dicevano e poi... c'era un caldo asfissiante.
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Aspettiamo la riunione pubblica che spiegherà cosa prevede l'Accordo di Concertazione con l'Aeroporto. Ma non credo ci sarà mai questa riunione.
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In ogni caso, la presenza del Sindaco: prof.ssa Graziella Manzato, dell'Assessore all'Urbanistica: Arch. Paolo Turato, dell'Assessore alla Cultura: Dott. Stefano Adami e dei Consiglieri: Lara Rigo, Campagnola Attilio e di Franca Pedrini in Castioni... vanno evidenziate, anche perchè cosi hanno dato valore partecipativo alla riunione.
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In ogni caso va pure evidenziato l'assoluta... NON presenza... di alcunchè Consigliere di Minoranza.
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Quanto accaduto potrebbe essere il segnale di una nuova attenzione alle problematiche ambientali di Caselle? Speriamo... e aspettiamo i prossimi fatti... concreti.
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Concludo con una ulteriore nota negativa...
(Domanda) Quale sarebbe stata la sede ideale per discutere di questo progetto... magari prelinarmente?
(Risposta) Ovviamente sarebbe stata la "Consulta di Frazione"... se come promesso... fossero state istituite.
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Ma la Consulta di Frazione di Caselle di Sommacampagna... non esiste e non credo verrà costituita.

mercoledì 16 gennaio 2008

Mancato svolgimento della V.I.A.

Da mesi sostengo che è mancante il Decreto di Valutazione di Impatto Ambientale dell'Aeroporto Valerio Catullo di Verona. E se questo documento non fosse mai stato predisposto, credo che le conseguenze per l'attività dell'Aeroporto saranno gravi. A titolo di esempio segnalo la sentenza 276-2007 del TAR della Lombardia in merito all'omissione della V.I.A. e pertanto questa merita essere segnalata.
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V.I.A. - Rifiuti - Impianto di trattamento di rifiuti pericolosi - Autorizzazione - Omissione della procedura di V.I.A. - Proprietario di un’abitazione limitrofa all’impianto - Risarcimento del danno biologico-esistenziale e del deprezzamento subito dall’immobile.
Va risarcito il danno subito dal proprietario di un immobile limitrofo ad un impianto per il trattamento dei rifiuti pericolosi ove sia stata omessa la procedura di VIA prima dell’autorizzazione e l’impianto sia stato esercitato nonostante l’assenza della VIA (nella specie, il collegio ha condannato l’amministrazione, in solido con il titolare dell’autorizzazione, al risarcimento del danno biologico-esistenziale - degrado della qualità della vita sotto forma di sofferenza psicologica e fisica per i rumori e le altre emissioni dell’impianto e per il timore di gravi danni alla salute e sofferenza psicologica collegata all’impossibilità per la ricorrente di far valere tempestivamente ed efficacemente le proprie ragioni - nonché al risarcimento del deprezzamento subito dall’immobile a causa della vicinanza dell’impianto, posto che è stato ritenuto presumibile che la VIA preventiva avrebbe condotto a una diversa localizzazione, oltre che a diverse modalità costruttive). Pres. ed Est. Pedron - G.P. (avv.ti Asaro e Mina) c. Regione Lombardia (avv. Fidani) e S.A. s.r.l. (avv. Dell’Anno) - T.A.R. LOMBARDIA, Brescia, sez. I - 11 agosto 2007, n. 726
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V.I.A. - Mancato svolgimento della V.I.A. anteriormente al provvedimento autorizzatorio - Violazione di legge - Indebolimento della tutela prevista per i beni della vita individuali e collettivi - Scelte ambientali - Principi della precauzione e dell’azione preventiva. Il mancato svolgimento della VIA prima dell’autorizzazione non costituisce una semplice irregolarità nella successione degli atti procedimentali ma è una violazione di legge che impedisce ai privati una partecipazione efficace all’azione amministrativa e condiziona le scelte successive della stessa amministrazione, indebolendo la tutela prevista per i beni della vita individuali e collettivi (proprietà, domicilio, salute, ambiente). Le scelte ambientali, peraltro, devono essere guidate in via prioritaria dai principi di precauzione e dell'azione preventiva (art. 174, par. 2 del Trattato CE) e pertanto le conseguenze negative devono essere previste in anticipo ed evitate, non semplicemente mitigate dopo che l’attività pericolosa sia già stata insediata sul territorio(cfr. il primo periodo del sesto considerando della direttiva 85/337/CEE). Se poi delle correzioni risultano necessarie una volta che l’attività pericolosa sia in svolgimento, queste in base all’art. 174 par. 2 del Trattato CE devono essere effettuate “alla fonte”, ossia immediatamente, quando è ancora possibile evitare conseguenze dannose per i singoli, la collettività e l’ambiente senza incidere su aspettative ormai consolidate dei soggetti economici (primi fra tutti i committenti e i gestori delle opere o degli impianti). Pres. ed Est. Pedron - G.P. (avv.ti Asaro e Mina) c. Regione Lombardia (avv. Fidani) e S.A. s.r.l. (avv. Dell’Anno) - T.A.R. LOMBARDIA, Brescia, sez. I - 11 agosto 2007, n. 726
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V.I.A. - V.I.A. intervenuta in fase successiva all’autorizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti - Effetto sanante - Esclusione.
La VIA intervenuta in una fase successiva all’autorizzazione dell’impianto e all’inizio dell’attività non ha effetto sanante né rispetto ai provvedimenti di autorizzazione né rispetto all’attività svolta dai committenti o dai gestori (cfr. Corte di Giustizia Sez. II del 16 settembre 2004 C-227/01 Commissione/Spagna punto 57, sulla necessità che i soggetti interessati siano messi in condizione di esprimere il proprio parere prima che inizi l’esecuzione del progetto). Pres. ed Est. Pedron - G.P. (avv.ti Asaro e Mina) c. Regione Lombardia (avv. Fidani) e S.A. s.r.l. (avv. Dell’Anno) - T.A.R. LOMBARDIA, Brescia, sez. I - 11 agosto 2007, n. 726
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V.I.A. - Mancanza di V.I.A. tempestiva - Giudizio risarcitorio - Estromissione del titolare dell’autorizzazione - Esclusione - Ragioni.
Nell’ipotesi di una pretesa giudiziaria non riguardante il cattivo uso di un’autorizzazione allo smaltimento di rifiuti speciali, ma direttamente riferita al titolo autorizzativo di cui è contestata la conformità al diritto comunitario in mancanza di VIA tempestivamente eseguita, il titolare dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività di smaltimento dei rifiuti non può essere estromesso dal giudizio risarcitorio, non configurandosi come mero controinteressato rispetto ai provvedimenti della Regione. Nella procedura di VIA, infatti, il committente è un soggetto attivo sul quale ricade l’onere di chiedere il pronunciamento delle autorità informandole del progetto e fornendo tutti i dettagli rilevanti, come previsto dal secondo periodo del sesto considerando della direttiva 85/337/CEE. La mancata richiesta dell’attivazione della procedura di VIA comporta pertanto il concorso del committente con la Regione in ordine all’insediamento sul territorio di un’attività pericolosa sulla base di atti autorizzativi inadeguati. Pres. ed Est. Pedron - G.P. (avv.ti Asaro e Mina) c. Regione Lombardia (avv. Fidani) e S.A. s.r.l. (avv. Dell’Anno) - T.A.R. LOMBARDIA, Brescia, sez. I - 11 agosto 2007, n. 726
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VIA - Attività illegittimamente autorizzata in mancanza di V.I.A. preventiva - Misure inibitorie - Sopravvenuta impossibilità di adozione - Ristoro sostitutivo - Risarcimento.
Quando le misure inibitorie dell’attività - illegittimamente autorizzata in mancanza di VIA preventiva - non possono più essere adottate, il risarcimento costituisce un ristoro sostitutivo, per i soggetti danneggiati, non solo nei confronti dell’amministrazione ma anche nei confronti dei titolari dell’autorizzazione, i quali beneficiano dell’assenza della VIA (cfr. Corte di Giustizia Sez. V del 7 gennaio 2004 C-201-02 Wells punti 57-58). Pres. ed Est. Pedron - G.P. (avv.ti Asaro e Mina) c. Regione Lombardia (avv. Fidani) e S.A. s.r.l. (avv. Dell’Anno) - T.A.R. LOMBARDIA, Brescia, sez. I - 11 agosto 2007, n. 726
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Se questa sentenza del T.A.R., vale anche per l'Aeroporto Catullo di Verona... che è senza autorizzazione VIA, che fanno? Chiudono l'Aeroporto? Secondo la mia interpretazione SI. Lo devono chiudere.

Inquinamento acustico - Responsabilità Autostrada

Credo che sia molto utile riportare la Sentenza n° 23072-2005 della Corte di Cassazione relativa alle responsabilità delle Autostrade in merito all'inquinamento acustico.
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1) Inquinamento acustico - Autostrada - Rumori derivante da traffico veicolare - Societa’ autostrade s.p.a. - Esercizio di professione o mestiere rumoroso - Configurabilità - Superati i limiti di rumorosità - Responsabilità del direttore di tronco - Sussiste - Reato commissivo mediante omissione a carattere permanente - Contravvenzioni - Art. 659 cod. pen..
La gestione dei tronchi delle autostrade da parte della società autostrade s.p.a. costituisce esercizio di professione o mestiere rumoroso e, qualora siano superati i limiti di rumorosità oltre i quali sussiste inquinamento acustico, l’eventuale responsabilità del direttore di tronco per il reato di cui all’art. 659 cod. pen. - reato commissivo mediante omissione a carattere permanente - trova il suo fondamento nell’obbligo di attivarsi in base alla speciale disciplina normativa in materia di inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare (D.P.C.M. 1/3/91, L. 26/10/1995 n. 447, D.P.R. 30/3/2004 n. 142). Presidente T. Gemelli, Relatore A. Cancheri. CORTE DI CASSAZIONE Penale, Sez. I, 17 giugno 2005 (ud. 25 maggio 2005), Sentenza n. 23072
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2) Inquinamento acustico - Esercizio di attività fisiologicamente rumorose - Soglia di rumorosità - Disturbo alle occupazioni ed al riposo delle persone - Normativa speciale - Art. 659 c.p. concorso tra le fattispecie previste dal 1° e dal 2° c. - Condizioni - Fattispecie: Autostrada, rumori derivante da traffico veicolare.
Nell’ipotesi di esercizio di attività fisiologicamente rumorose, solo in caso di superamento dei limiti di intensità delle sorgenti sonore oltre i quali sussiste inquinamento acustico, secondo la soglia di rumorosità imposta dalla normativa speciale, può procedersi all’accertamento se, nel caso concreto, sia stato arrecato anche un effettivo disturbo alle occupazioni ed al riposo delle persone, con la conseguenza che le due fattispecie previste dal primo e dal secondo comma dell’art. 659 cod. pen. possono concorrere. Presidente T. Gemelli, Relatore A. Cancheri. CORTE DI CASSAZIONE Penale, Sez. I, 17 giugno 2005 (ud. 25 maggio 2005), Sentenza n. 23072
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3) Inquinamento acustico - Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone - Rumorosità in funzione della tutela della tranquillità pubblica - Esercizio di una professione o di un mestiere rumorosi - Limiti di intensità delle sorgenti sonore - Finalità delle diverse discipline - Art. 659 C.P. - L. n. 447/1995.
In tema di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone in relazione all'esercizio di una professione o di un mestiere rumorosi, per potersi configurare la fattispecie di cui al primo comma del medesimo art. 659 C.P. è pur sempre necessario che siano superati, o non rispettati, i limiti fissati dalla normativa speciale prevista dalla legge n. 447 del 1995, altrimenti, si darebbe vita ad una sorta di responsabilità penalmente rilevante sul piano della colpa pur in presenza di una condotta lecita, esercitata nel rispetto dei limiti e delle modalità previste dalla normativa vigente. Pertanto, le due norme, inserite rispettivamente nel primo e nel secondo comma del citato art. 659, perseguono scopi diversi, mirando la prima a sanzionare gli effetti negativi della rumorosità in funzione della tutela della tranquillità pubblica, mentre l'altra, essendo diretta unicamente a stabilire i limiti di intensità delle sorgenti sonore provenienti dall'esercizio di attività fisiologicamente rumorose, oltre i quali deve ritenersi sussistente l'inquinamento acustico, prende in considerazione solo il dato oggettivo del superamento di una certa soglia di rumorosità, rimanendo impregiudicato, in caso di superamento di tali limiti, l'accertamento se, nel caso concreto, anche per l'uso smodato di certi strumenti o per l'esercizio dell'attività rumorosa in orari diversi da quelli consentiti, sia stato arrecato o meno anche un effettivo disturbo alle occupazioni e al riposo delle persone. (v., per tutte, Cass., Sez. I, sent. n. 32468 del 1 °.4.2004, P.M. c/ Gavio ed altri; Sez. 1, sent. n. 43202 dell'8.11.2002, Romanisio; Sez. I, sent. n. 3123 del 26.4.2000, Civiero ecc.). Presidente T. Gemelli, Relatore A. Cancheri. CORTE DI CASSAZIONE Penale, Sez. I, 17 giugno 2005 (ud. 25 maggio 2005), Sentenza n. 23072

Procedimenti contro chi inquina

Sempre dal sito web: Inquinamento Acustico, ricopio queste informazioni relativi ai procedimenti: penali, amministrativi e/o civili da attuare contro chi inquina.
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La rivendicazione del disagio lamentato, in merito alle emissioni sonore, può essere assunta attraverso tre diversi ambiti, ossia quello amministrativo, penale e civile.
Quale che sia la strada migliore da intraprendere o quella maggiormente efficace è difficile stabilirlo a priori, in quanto non sempre l'ambito di intervento può essere ricondotto alla sola natura della sorgente sonora disturbante.
In linea di principio, è bene considerare che l'azione amministrativa è centrata su una serie di norme e regolamenti attraverso cui lo Stato intende garantire ai cittadini uno standard di salubrità. Attraverso questo principio la legge stabilisce delle soglie limite al rumore, distinte per le diverse tipologie di sorgenti, quali:
infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali, marittime, industriali, artigianali, commerciali ed agricole;
attività e comportamenti connessi con esigenze produttive, commerciali e professionali che facciano uso di impianti tecnici e altre installazioni unite agli immobili anche in via transitoria;
parcheggi;
aree adibite a stabilimenti di movimentazione merci;
depositi dei mezzi di trasporto di persone e merci;
aree adibite ad attività sportive e ricreative;

La rivendicazione in ambito penale coinvolge, invece, la sfera della quiete e dell'ordine pubblico. Per questo, affinché ne sussistano i presupposti è necessario che gli effetti lesivi o, semplicemente, disturbanti si dispieghino nei confronti di una pluralità di soggetti, sia in concreto, allorquando il disagio è lamentato da almeno due soggetti, sia in termini di "potenzialità", ossia nel caso in cui un solo soggetto ha segnalato il fatto ma il disagio ha, potenzialmente, interessato una pluralità di individui.
Nell'ambito penale, quindi, non è necessario riscontrare il superamento di una soglia limite per incorrere in una responsabilità soggettiva ma è sufficiente che il fatto contestato abbia, in concreto, provocato il "disturbo della quiete pubblica" (art. 659 C.P.).
Infine, l'ambito di rivendicazione civile, il quale comprende l'insieme delle attività rumorose sopra menzionate, giacché legato in primis alla tutela della salute, nonché ad una più generica tutela della proprietà privata. Ad esso è, quasi sempre, associato la richiesta di risarcimento per il danno patito, sia di tipo patrimoniale che personale (danno biologico e, in alcuni casi, danno esistenziale).

Valutazione Impatto Acustico

Dal sito Web: Inquinamento Acustico, ricopio un po di informazioni sulla "Valutazione di Impatto Acustico", dati che potrebbero essere utili al fine di ottenere un miglioramento e una mitigazione della situazione ambientale dell'intorno dell'Aeroporto di Verona.
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La valutazione di impatto acustico è rivolta principalmente a tutelare la popolazione esposta da attività rumorose, imponendo preventivamente gli accorgimenti tecnici eventualmente necessari per ridurre le emissioni sonore entro i limiti di legge; soluzione che, nella maggior parte dei casi, consente di ridurre significativamente i costi richiesti per la mitigazione nella fase di post-intervento.
Al riguardo, l'art. 8 della Legge 26 ottobre 1995, n. 447 recante “Legge quadro sull’inquinamento acustico” prevede che nell'ambito delle procedure stabilite per i progetti sottoposti a valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), ovvero su richiesta dei comuni, i competenti soggetti titolari dei progetti o delle opere predispongano una documentazione di impatto acustico relativa alla realizzazione, alla modifica o al potenziamento delle seguenti opere:
A_ aeroporti, aviosuperfici, eliporti;
B_ strade di tipo A (autostrade), B (strade extraurbane principali), C (strade extraurbane secondarie), D (strade urbane di scorrimento), E (strade urbane di quartiere) e F (strade locali), secondo la classificazione di cui al D.Lgs. 30 aprile 1992,n. 285, e successive modificazioni;
C_ discoteche;
D_ circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari o impianti rumorosi;
E_ impianti sportivi e ricreativi;
F_ ferrovie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia.
Inoltre, le domande per il rilascio di concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano alla utilizzazione dei medesimi immobili ed infrastrutture, nonché le domande di licenza o di autorizzazione all'esercizio di attività produttive devono contenere una documentazione di previsione di impatto acustico.
ecc. ecc.
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ops... a quanto pare... è il Comune che deve chiedere la documentazione che accerti l'impatto acustico... Sommacampagna l'ha mai chiesto a qualche ente... tipo all'autostrada e/o all'aeroporto, la documentazione relativa all'impatto acustico?
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Se qualcuno volesse studiare un po le problematiche del rumore sul "Manuale delle buone pratiche sul disinquinamento acustico" del Comune di venezia, può trovare delle informazioni utili.
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Se qualche altro volesse approfondire ancora di più queste tematiche può sempre leggere il manuale "il Rumore Ambientale".

Consiglio di Stato - Sentenza n° 281-2005

Credo sia utile riportare il testo di una Sentenza del Consiglio di Stato, la n° 281 del 3 febbraio 2005, che ha respinto un ricorso presentato anche dall'Aeroporto Valerio Catullo di Verona. Sentenza relativa all’inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili.
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Per scaricare la Sentenza 281-2005 clicca qui.
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La "sintesi" della suddetta Sentenza è qui di seguito riportata:
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1) Inquinamento acustico - Attività aeroportuale - D.p.r. 496/97 - Emissioni prodotte dalle operazioni aeroportuali - Emissioni riferibili direttamente al funzionamento dei velivoli - Possibilità di valutazione differenziata - Esclusione.
E’ legittima la previsione contenuta nell’art. 1, D.p.r. 11 dicembre 1997, n. 496, nella parte in cui ha qualificato l’attività aeroportuale mediante rinvio all’art. 3, co. 1, lett. m), punto 3) della legge 26 ottobre 1995, n. 447, considerando pertanto unitariamente le emissioni rumorose prodotte dalle operazioni aeroportuali e quelle direttamente riferibili al funzionamento dei velivoli.
Ed infatti, le fasi del decollo e dell’atterraggio sono strettamente connesse, sul piano spaziale e funzionale, con l’attività dell’aeroporto, sicché il rumore percepito nell’ambiente è quello complessivo senza che possa artificiosamente distinguersi tra rumore prodotto dall’attività a terra e quello che, nel medesimo contesto spazio-temporale, proviene da altra fonte.
Pres. Giovannini, Est. Garofoli - A.V.C.V.V. s.p.a. (Avv.ti Riguzzi e Romanelli) c. Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Ambiente e Ministero dei Trasporti e della Navigazione - CONSIGLIO DI STATO, Sez. VI - 3 febbraio 2005 (c.c. 18 giugno 2004), sentenza n. 281
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2) Inquinamento acustico - Attività aeroportuale - Gestione e manutenzione del sistema di monitoraggio - Attribuzione agli enti gestori dell’aeroporto - Contrasto con la L. 447/95, ove ascrive agli enti locali le funzioni di vigilanza sull’inquinamento acustico - Esclusione - Compito tecnico-accertativo di mero rilevamento dei dati.
La previsione regolamentare di cui all’art. 2, c. 2 del D.p.r. 496/97, che affida agli enti gestori dell’aeroporto, anziché all’ente locale, la gestione e manutenzione del sistema di monitoraggio, non può ritenersi in contrasto con la fonte primaria (L. 447/95) laddove ascrive agli enti locali le funzioni di vigilanza e controllo sull’osservanza della disciplina relativa all’inquinamento acustico.
Dalle funzioni legislativamente assegnate agli enti locali, infatti, va distinto il compito tecnico di mero rilevamento dei dati e di misurazione quindi del rumore, che il citato art. 2, co. 2, del regolamento impugnato in primo grado riconosce in capo agli enti gestori.
Non si realizza quindi alcuna sottrazione delle competenze proprie delle Province e dei Comuni, ma è attribuito un compito a connotazione tecnico-accertativa in capo agli enti che, preposti alla gestione degli aeroporti, hanno la disponibilità di tutte le relative infrastrutture e sono dotati della necessaria competenza.
Pres. Giovannini, Est. Garofoli - A.V.C.V.V. s.p.a. (Avv.ti Riguzzi e Romanelli) c. Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Ambiente e Ministero dei Trasporti e della Navigazione - CONSIGLIO DI STATO, Sez. VI - 3 febbraio 2005 (c.c. 18 giugno 2004), sentenza n. 281
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3) Inquinamento acustico - Attività aeroportuale - Art. 3, c. 1 D.p.r. 496/97 - Predisposizione del piano di abbattimento e contenimento del rumore - Interpretazione.
L’art. 3, co. 1, D.P.R. n. 496/1997, a tenore del quale “ai sensi dell’articolo 10, comma 5, della legge 26 ottobre 1995, n. 447, le società e gli enti gestori degli aeroporti predispongono e presentano al comune interessato il piano di abbattimento e contenimento del rumore prodotto dalle attività aeroportuali ..” deve inequivocabilmente ritenersi nel senso che l’obbligo di presentazione del piano grava sugli enti gestori non già certo in modo incondizionato ed indiscriminato, ma solo in caso di acclarato superamento dei limiti di emissione e di immissione.
Pres. Giovannini, Est. Garofoli - A.V.C.V.V. s.p.a. (Avv.ti Riguzzi e Romanelli) c. Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Ambiente e Ministero dei Trasporti e della Navigazione - CONSIGLIO DI STATO, Sez. VI - 3 febbraio 2005 (c.c. 18 giugno 2004), sentenza n. 281

martedì 15 gennaio 2008

Nuova risposta da A.P.A.T.

In data 12 Dicembre 2007, avevo inviato una comunicazione a: A.P.A.T. - Azienda per la Protezione dell'Ambiente e dei Servizi Tecnici, il cui testo è riportato in questo messaggio: "Ho scritto all'APAT e mi hanno risposto".
Oggi sempre da A.P.A.T. ho ricevuto una nuova comunicazione... che qui, Vi ricopio.
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Sent: Tuesday, January 15, 2008 1:27 PM
Subject:
Decreto V.I.A. Aeroporto Verona
Egr. Sig. Beniamino Sandrini,
con riferimento alla sua richiesta di pari oggetto del 12 dicembre u.s., La informo che il rilascio dei pareri di compatibilità ambientale compete:
a) per i progetti di opere ed interventi sottoposti ad autorizzazione statale e per quelli aventi impatto ambientale interregionale o internazionale, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali,
b) negli altri casi, all'autorità individuata dalla regione o dalla provincia autonoma con propria legge.
Secondo la legislazione vigente i progetti assoggettati alla procedura di valutazione di impatto ambientale sono:
- i progetti di cui all'elenco A dell'Allegato III alla parte seconda del decreto 152/2006, ovunque ubicati;
- l'elenco A al punto 7 a) comprende gli aeroporti con piste di decollo ed atterraggio lunghe almeno 2.100 m;
- i progetti di cui all'elenco B dell'Allegato III alla parte seconda del decreto 152/2006, che ricadano, anche parzialmente, all'interno di aree naturali protette come definite dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394;
l'elenco prevede al punto 7 p) gli aeroporti;
- i progetti elencati di cui all'elenco B dell'Allegato III alla parte seconda del decreto 152/2006 che non ricadano in aree naturali protette, ma che, sulla base delle caratteristiche progettuali, la localizzazione e le caratteristiche dell'impatto potenziale, a giudizio dell'autorità competente richiedano ugualmente lo svolgimento della procedura di valutazione d'impatto ambientale.
La medesima procedura si applica anche agli interventi su opere già esistenti, qualora da tali interventi derivi un'opera che rientra nelle categorie stesse.
Possono essere esclusi dal campo di applicazione della procedura i progetti relativi ad opere ed interventi destinati esclusivamente a scopi di difesa nazionale.
Il decreto di compatibilità ambientale va richiesto pertanto all'autorità competente al rilascio del parere.
Gli elementi da Lei esposti non sono sufficienti per una risposta esaustiva.
Ci siamo quindi attivati presso gli uffici competenti allo scopo di acquisire ulteriori informazioni.
Non appena ne saremo in possesso sarà nostra cura trasmetterglieLe.
Cordialmente M. C.
Responsabile Servizio Valutazioni Ambientali.
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In risposta a questa e_mail, ho cosi risposto:
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Egr. dott. M. C.

La ringrazio della sua attenzione e risposta per un problema, che a mio avviso... è gravissimo. Colgo l'occasione di segnalare che nel frattempo mi ero anche attivato a scrivere ad altri come risulta dai messaggi che ho pubblicato sul mio blog:

http://vivicaselle.blogspot.com/2008/01/mancanza-del-decreto-via-dellaeroporto.html

http://vivicaselle.blogspot.com/2008/01/comunicati-stampa-da-aero-habitat.html

http://vivicaselle.blogspot.com/2007/12/23-secondi-su-tg3-ambiente-italia.html

http://vivicaselle.blogspot.com/2007/12/rinnovo-richiesta-del-decreto-via.html

Nel ringraziarla nuovamente a nome mio personale... e a nome dei 5.000 abitanti di Caselle, Le porgo distinti saluti.

Sandrini Beniamino
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Alla risposta, per l'A.P.A.T., ho allegato anche uno schema che illustra gli ampliamenti dell'Aeroporto Valerio Catullo, come risulta da foto satellitari dal 1999 al 2006, che puoi vedere cliccando qui su: Ampliamento Aeroporto

domenica 13 gennaio 2008

F104 - 27 luglio 1988 - Cap. Sandro Sordoni

Quest'anno, nel 2008, ricorre il ventennale dalla data dell'incidente aereo, accaduto in località Palazzina, in cui perse la vita il Capitano Pilota: Sandro Sordoni.
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"Durante il decollo dalla pista di Villafranca (Verona), per motivi non precisati, l'F-104 del Cap. Sandro Sordoni, 30 anni con 6.000 ore di volo alle spalle, è andato ad urtare gli apparati radio dell'aeroporto esplodendo. Il pilota è morto sul colpo. L'incendio si è esteso anche alla campagna circostante ma è stato presto domato dai Vigili del Fuoco. Alcuni pezzi sono finiti sull'autostrada, vicino all'aeroporto, senza causare nessun incidente".
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Queste sono le uniche parole che ho trovato su internet e che ricordano quell'incidente aereo, che, per puro caso, non si è trasformato in una strage, in quanto i pezzi del motore dell'aereo dopo aver attraversato l'Autostrada... (ma il traffico di allora, era quello di 20 anni fa) e, altri pezzi dell'F.104... sono caduti... davanti alla porta di una delle abitazioni della Corte Palazzina.
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Dopo 20 anni, non ho trovato nessun'altra notizia in merito all'incidente aereo, ma per completezza devo aggiungere che il Piazzale dell'Aeroporto di Ancona è stato intitolato al Cap. Sandro Sordoni e, a Falconara Marittima, esiste un Club Frecce Tricolori a Lui intitolato.
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Perchè riparlo di un incidente accaduto 20 fa?. In quell'occasione avevo anche scritto una lettera al Direttore del Quotidiano l'Arena, una lunga lettera che fu anche pubblicata, ma di cui oggi non ne ho copia, ma che mi piacerebbe recuperare.
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Ricordo quell'incidente aereo... perchè in quel punto, dove sono caduti i pezzi dell'aereo, in particolare il motore (sull'Arena c'era una foto della turbina, a due metri da una signora seduta davanti alla porta della sua casa), e ne riparlo oggi, perchè oggi in quel esatto posto... vogliono realizzare un Hotel a 4 stelle, con 144 camere, denominato: "Hotel Corte Palazzina".
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Realizzare un Hotel in quel posto... credo sia una follia pura... eppure il progetto è già stato elaborato e pubblicizzato anche su sito web del C.I.S. Villafranca, che da qualche anno ne è il proprietario dell'area.
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N.B. Nella foto, all'interno del cerchio giallo ho indicato gli edifici della ex Corte Palazzina, mentre con la freccia gialla ho indicato la distanza di 300 metri che esiste dalle antenne dell'aeroporto e il punto esatto dove è caduto il motore dell'F.104.
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In merito a questo problema, Vi invito a leggere anche il documento che riguarda l'ampliamento dell'Aeroporto: