venerdì 21 marzo 2008

Politica. Ma cosa significa?

Oggi mi hanno detto che... "sto facendo politica". Quindi quello che scrivo sul blog... sarebbe condizionato dal fatto che "faccio politica".
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Sta cosa, questa frase, mi ha fatto pensare e cosi mi sono informato su Google, dove ho scritto la parola "politica" e ho aspettato di vedere che appariva, ed è apparso questo:
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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. «L'uomo è per natura un animale politico»(Aristotele). Secondo un'antica definizione scolastica, la politica è l'Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis "πολις", città), si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare (per scelta popolare in democrazia, o per altre ragioni in altri sistemi), quanto al confronto ideale finalizzato all'accesso all'attività di governo o di opposizione.
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Ma come definizione della "politica" questa frase... mi sembrava troppo politicizzata... cosi ho continuato la ricerca utilizzando due parole: "fare politica" e la cosa che più mi è piaciuta... è stata la recensione di un libro: "Come fare politica senza entrare in un partito". Libro che non ho letto, (ma che dovrò leggere?), ma la cui recensione è questa:
Milioni di cittadini sono impegnati in associazioni, comitati, campagne, movimenti per fare quella che viene definita politica diffusa. Ce ne sono molti altri che vorrebbero farlo, ma spesso non riescono a organizzarsi, non hanno gli strumenti giusti per dare concretezza alle proprie intenzioni. Il libro vuole fornire una serie di informazioni, suggerimenti, indicazioni pratiche a chi - nella propria provincia, nel proprio quartiere - vuole darsi da fare per cambiare la società. Una specie di "che fare" della politica diffusa, un manuale per chi vuole orientarsi nella vasta gamma di possibilità di impegnarsi dal basso, senza deleghe, in modo diretto.
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Questa recensione si avvicina di più alla mia idea di "politica". In sostanza, "io volevo dire la mia su alcuni aspetti, in particolare sulla Discarica Comunale" e il Blog... (uno strumento) http://www.vivicaselle.eu/ mi ha dato questa possibilità. Punto! Questo per mè è fare "politica".
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Poi... questa discussione ha continuato... e allora sono stato "accusato" (in senso buono) che quando pianto un chiodo... nessuno mi schioda. Al che, io ho risposto: Se mi pongo e/o pongo delle domande... e le risposte che ottengo (se mi rispondono) non mi soddisfano... perchè dovrei smettere di continuare a chiedere e di porre domande?
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In realtà credo che "il tutto" mio agire... sia dipendente da una frase che ho letto qualche decennio fa e che mi è rimasta impressa e che, questa, si mi condiziona, la frase era di George Bernard Shaw... ed era questa: "L'uomo ragionevole si adatta al mondo... quello che non lo è si ostina a tentare di adattare il mondo a se stesso... perciò il progresso dipende da coloro che non sono ragionevoli". Di questa massima ne ho trovato anche una versione diversa: «L'uomo ragionevole adatta se stesso al mondo, quello irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso. Così il progresso dipende dagli uomini irragionevoli.» Scritta in un modo o nell'altro il risultato non cambia... se tutti alzano la mano... e nessuno si pone domande... meglio starsene a casa... a guardare il "Grande Fratello" e sperare ... che dio c'è la mandi buona.
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Per causa della Discarica delle Siberie, una caxxata a mio avviso, un'opera da avversare e da impedirne la realizzazione, sempre a mio avviso, mi sono dovuto studiare tutta la documentazione relativa alla Valutazione di Impatto Ambientale. Ho quindi scoperto che, come semplice cittadino, potevo dire la mia in modo ufficiale e giuridico... e cosi ho presentato 61 Osservazioni contro la discarica. Poteva finire tutto li... ma visto che ho dovuto studiare... mi sono posto una domanda: "e la V.I.A. dell'Aeroporto dov'è?"... Poi studiando la mancanza della V.I.A. dell'Aeroporto, mi sono posto una nuova domanda: "e la VIA del Quadrante Europa dov'è?" (prossimamente avrò modo di chiedere meglio anche di questa mancanza).
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Io sto chiedendo risposte a delle mie domande... Ma meno mi rispondono... più cerco... tutto li.
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Delle volte mi sembra di vivere a Evergreen Terrace di Springfield, dove ci vive anche Homer Simpson. Se non sbaglio "evergreen terrace" vuol dire: "terrazza mai verde" e "springfield" vuol dire: "campo di primavera". Il che potrebbe anche assomigliare a Caselle di Sommacampagna, vista la qualità dell'ambiente che abbiamo qui. Una cosa è certa... per il momento a Caselle non abbiamo una Centrale Nucleare dove lavora Homer Simpson imiegato al SNPP, Springfield Nuclear Power Plant, come ispettore alla sicurezza, pur non avendo nessuna qualifica.
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Data la sua esperienza alla Centrale Nucleare di Springfield... Hommer Simpson... non sarebbe perfetto come Responsabile della sicurezza della "Discarica Comunale" delle Siberie?
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Se vuoi vedere dove abita Homer Simpson clicca qui

E_mail dal Difensore Civico di Verona

Dal Difensore Civico del Comune di Verona ho ricevuto questa e_mail:
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----- Original Message -----
From: difensore.civico@comune.verona.it
To: sandriben
Sent: Friday, March 21, 2008 12:36 PM
Subject: Pratica 499/07 - mancata procedura VIA Aereoporto Catullo
Egregio Sig. Sandrini,
Le comunico che è pervenuta alla mia attenzione, per conoscenza, nota del Direttore Centrale Area Tecnico Operativa dell'Aereoporto Valerio Catullo, inviata all'Assessore agli Enti Partecipati con cui viene assicurato che la Società sta predisponendo la documentazione da inviare al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Non appena riceverò ulteriori comunicazioni sarà mia cura tenerLa informata. L'occasione è gradita per augurarLe una Felice Pasqua. Dott.ssa Anna Tantini. DIFENSORE CIVICO Comune di Verona.
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Al Difensore Civico ho cosi risposto:
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----- Original Message -----
From: sandriben
To: difensore.civico@comune.verona.it
Sent: Friday, March 21, 2008 12:59 PM
Subject: Re: Pratica 499/07 - mancata procedura VIA Aereoporto Catullo
Gentilissima Dott.ssa Tantini
La ringrazio sempre della Sua attenzione alle problematiche da me evidenziate. Credo che la documentazione che l'Aeroporto sta predisponendo sia quella che gli è stata chiesta dalla Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero come si evinceva nel documento che... avevo ricevuto e... anche a Lei inviato. A questo punto... aspettiamo le decisioni del Ministero dell'Ambiente. Colgo quindi l'occasione per ricambiare gli Auguri di Buona Pasqua. Distinti saluti. Beniamino Sandrini

giovedì 20 marzo 2008

Aeroporto... quando si stava peggio.

Devo essere sincero, una volta a Caselle, per quanto riguarda il rumore aeroportuale... si stava peggio. Quando c'erano gli aerei militari... c'era più rumore e... di tutti i tipi. Ma per quello "che facevano", "quando volevano" e "dove volevano"... i militari"... non si poteva fare nulla... dicevano che c'era il segreto di Stato.
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Di base all'Aeroporto "Militare" di Verona-Villafranca, c'era il 3° Stormo, costituito da 3 Gruppi e uno di questo era il 28° Gruppo che il 30 settembre 1997 smise di operare. Aerei militari, che dal 1954 fino alla fine anni '90, hanno "volato" sui cieli di Caselle a tutte le ore e in tutti i giorni dell'anno.
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Ma oggi, con i voli civili, credo siamo arrivati a superare in quantità, il numero dei voli dei militari... Questi ultimi, a parte qualche passaggio alla settimana... gli aerei militari sono quasi del tutto spariti dai cieli dall'Aeroporto di Villafranca.

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Ma per completezza di informazione credo che valga la pena... di ricordare anche il passato... e avendo trovato sul web, dei video di voli militari sull'Aeroporto "Militare" di Verona-Villafranca, credo che sia doveroso pubblicare anche questi.
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Dimenticavo... quando nei filmati vedete che gli aerei sono a terra... quel suolo è territorio comunale di Sommacampagna, anche se l'Aeroporto si chiama di Verona-Villafranca.

Catullo: una aerostazione sbagliata... nel posto sbagliato

Nella mosaico delle foto a fianco riprodotte (che è ingrandibile... cliccandoci sopra) sono state riportate le immagini satellitari di sei Aeroporti. Le due più grandi sono l'Aeroporto di Verona e quello di Brescia e le quattro più piccole sono, dall'alto in basso, l'Aeroporto di Linate, quello di Bologna, di Torino e quello di Bari.
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Che l'ubicazione della Aerostazione di Verona sia sbagliata... è evidente. Il piazzale di sosta degli aerei e gli edifici arrivi-partenza dell'Aeroporto Catullo, è posizionata dalla parte opposta della pista di rullaggio, con evidenti e pericolosi attraversamenti della pista di decollo e di atterraggio degli aerei, sopratutto quando questi devono decollare verso la città di Verona... decolli che al 100% saranno sempre cosi nel futuro.
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Poi, che l'aerostazione del Catullo sia ubicata a "fine pista", come l'Aeroporto di Linate, anche questo è un altro gravissimo errore. Come altro grave errore, che si sta compiendo è quanto si sta autorizzando con la costruzione del Verona Airport Hotel e della Città del Vino e del Cibo alla fine della pista in piena zona del Piano di Rischio Aeroportuale. Altri e ben più gravi errori che si sommano agli esistenti... senza mai dimenticare che l'Aeroporto Catullo... è mancante di Valutazione di Impatto Ambientale.
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L'aerostazione del Catullo posizionata in quel posto, fa poi si che... tutto il rumore generato dagli aerei sul piazzale dell'Aeroporto e/o in decollo verso Villafranca, non solo creano inquinamento da rumore verso il paese di Caselle, ma questo rumore, riflettendosi sulle pareti degli edifici si somma al rumore già elevato di suo, raddoppiando cosi l'intensità e la percezione di questo disagio che impatta sull'abitato di Caselle.
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L'Aerostazione dell'Aeroporto Catullo... è un'aerostazione sbagliata... nel posto sbagliato. Tutti gli altri Aeroporti qui evidenziati (eccetto Linate) sono caratterizzati da una Aerostazione al centro della pista e tra gli edifici e la pista di decollo c'è, correttamente, la pista di rullaggio. All'aeroporto di Verona no. Qui tutto il contrario... e tutto molto pericoloso anche per la sicurezza dei voli.
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Il Catullo di Verona, sarebbe un aeroporto da chiudere... tanto c'è quello di Montichiari a 30 km. Ma credo che nei prossimi mesi... qualcosa avrà da accadere in merito. Come sta già accadendo per l'Aeroporto di Ciampino... che da 138 voli al giorno ne sono stati ridotti 38. A Ciampino ora possono atterrare solo 100 voli... con un milione di passeggeri... in meno. E tutto questo nel tentativo di mitigare gli impatti negativi sulla popolazione dei Comuni di Marino e di Ciampino.
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Quindi che l'aeroporto di Verona possa crescere nel "cul de sac" dove si trova... la vedo poco probabile... e poi il Ministero dell'Ambiente l'ha già scritto... Il Catullo deve essere sottoposto alla V.I.A. - Valutazione di Impatto Ambientale e... credo anche alla V.A.S. - Valutazione Ambientale Strategica.
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A questo punto dobbiamo ricordare che è dal 1999 che all'Aeroporto "militare" di Villafranca, non sono più "di stazza" i tre gruppi di aerei militari del 3° Stormo, che è stato messo in "posizione quadro"... praticamente è statto sciolto. Ogni gruppo di 12 aerei occupava una delle tre aree indicate con le lettera "A", "B" e "C". Nella zona "A" e nella zona "C" c'erano gli aerei "intercettori", prima gli F104 e poi per ultimi gli AMX. Al centro nella zona "B" c'era il reparto fotografico, con aerei attrezzati per le riprese fotografiche.
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Oggi nella zona "A" c'è il Reparto Missili che è stato spostato da Montichiari, nella zona "B", c'è tutta la zona della torre di controllo per il volo e nella zona "C", non c'è quasi mai stato nulla, se non ultimamente della esercitazioni del Reparto Mobile di Supporto. Ci sono milioni di metri quadrati sotto utilizzati. Per i militari che sono rimasti... sarebbe sufficiente e avanzerebbe anche la sola zona "A".
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Per questo motivo, nelle zone "B" e "C", si potrebbe realizzare la nuova "Città Aeroportuale"... un vero aeroporto, con una vera torre di controllo, con delle vere aree espandibili per il nuovo Aeroporto di Verona-Sommacampagna, anche perchè più dell'80% dell'area occupata dall'aeroporto... è, da sempre, ubicata nel comune di Sommacampagna. Ad essere sinceri è dal 1999 che si poteva realizzare a "centro pista" la nuova aerostazione, ma le miopie dei responsabili di questi ultimi anni 8/9 anni... hanno fatto si che l'aerostazione del Catullo, si ampliasse nel posto sbagliato.
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Ampliare ancora l'aerostazione civile... nel "cul de sac" dove si trova adesso, a parte che fisicamente non si riesce più ad ampliare nulla... tutto questo, vuol solo confermare l'esistenza di una aerostazione sbagliata... nel posto sbagliato.
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Qualcuno... ma questo qualcuno... potrebbe essere solo il Sindaco di Verona... gli altri non hanno i "polmoni adatti"... potrebbe decidere che l'Aeroporto "del futuro" di Verona... s'abbia da fare li. Poi a Sommacampagna, come al solito gli... "calano le palpebre"... non chiederanno nulla in cambio, ma almeno la città Aeroportuale potrebbe ampliarsi - giustamente - nel posto giusto.
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Nel video sotto riprodotto, si possono intuire, durante le fasi di un decollo verso Villafranca, verso sud-ovest, le aree poste a nord della pista. Aree praticamente vuote, con pochissima edificazione. Nel video, l'aereo è fermo proprio all'inzio della pista in prossimità del sistema per l'atteraggio strumentale, poi inizia ad aumentare la velocità e dopo 400 metri passa sopra dove c'è scritto "22", in questa posizione si intravvede l'area della Zona "C", poi l'aereo aumenta di velocità... parallelo alla pista di rullaggio, si stacca dalla pista in prossimità della Zona "B", dove si vede anche la torre di Controllo e le aree agricole nell'intorno della "Corte Pantina" e poi il video termina quando passa sopra l'area della Zona "A", dove in lontananza si vede il centro abitato di Sommacampagna... e anche la Discarica della Casetta.
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Catullo: hanno sbagliato e... continuano a sbagliare

Erano gli anni '70 quando, quando gli Amministratori Pubblici del Comune di Sommacampagna (quelli di una volta) diedero incarico all'ing. Mario Marra (allora direttore dell'Aeroporto di Torino-Caselle) di predisporre uno studio di fattibilità per individuare la migliore ubicazione della nuova aerostazione, che oggi è chiamato... Aeroporto: Valerio Catullo.
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Ovviamente la migliore posizione di una nuova aerostazione, in qualsiasi aeroporto che sia servito da "una sola pista"... è da ubicarsi a lato... del centro pista, servito da una pista di rullaggio... che facilita poi, l'accesso -in sicurezza- degli aerei al piazzale di sosta per il carico e lo scarico dei passeggeri. A centro pista è stato studiato anche il nuovo aeroporto di Orio al Serio di Bergamo
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Allora ero ragazzino... (ma già allora avevo occhi aperti, orecchie attenti e lingua lunga) e gli Amministratori "di allora"... mi "portarono... con loro... per imparare", a Torino ad incontrare l'Ing. Marra. E poi, varie volte, almeno 2 o 3, mi "portarono... sempre con loro", anche a Milano, sede della prima "Regione Aerea" dalla quale dipendeva l'Aeroporto Militare di Verona-Villafranca, che doveva approvare questa scelta del Comune di Sommacampagna... della aerostazione civile... a centro pista.
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Ma quanto... allora veniva indicato da Sommacampagna... fu poi bocciato... perchè i... militari non cedevano un metro quadrato ai... civili. Cosi, in tutti questi anni, l'Aeroporto Civile di Verona Villafranca, si è sviluppato sempre sul territorio di Sommacampagna... ma a fine pista... e con la pista di rullaggio dalla parte opposta della pista di decollo. Nella peggior posizione, per la sicurezza, per il risparmio di carburante, per i rumori... Peggio di cosi non si poteva realizzare. Il tutto inserito nel "cul de sac" dell'area che c'è tra le due autostrade.... senza più alcuna possibilità di ampliare l'aerostazione.
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Da qualche giorno il duo: "Bortolazzi & Bortolazzi" rispettivamente Presidente della Camera di Commercio e contestualmente anche Presidente dell'Aeroporto Catullo, hanno avuto il colpo di genio... si sono inventati il "people mover". Bella idea, certo. Una monorotaia... è sempre una bella idea. Ma quello che si sono inventati il... "Bortolazzi & Bortolazzi"... è una idea senza "testa" ed anche senza "coda". Perchè? Perche il "people mover"... inizia dal posto sbagliato: dall'attuale Aerostazione, e... finisce nel posto sbagliato: alla Fiera di Verona.
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Perchè l'idea sia buona, il "People Mover" dovrebbe iniziare dalla "Nuova" aerostazione di Verona-Sommacampagna per poi, dopo aver servito il Quadrante Europa, la Stazione Ferroviaria e la Fiera di Verona... terminare ai Parcheggi Scambiatori previsti nell'area della "Genovesa" a fianco del nuovo Casello di Verona-Sud sulla A4. Solo cosi una buona idea... qual'è il "People Mover" (non come questo è stato inventato dal "Bortolazzi & Bortolazzi")... solo cosi diventa un'ottima idea. E mi spiego meglio.
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Partiamo dalla "testa": per l'Aerostazione del Valerio Catullo, "B&B" vogliono... raddoppiare i voli e i passeggeri.. da: 3,5 milioni di oggi ai: 6/7 milioni di passeggeri di domani e poi vogliono anche quintuplicare i parcheggi da: 4500 a: 20.000 posti auto. Il tutto poi servito da un "nuovo" Casello Autostradale sulla A22... che è a soli 2 km da quello di Verona-Nord
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Ma nell'attuale piazzale di sosta degli aerei e "B&B" lo sanno, non ci sta un aereo in più... sempre che non parcheggiano gli aerei... su due piani... uno sopra l'altro. Nemmeno poi si comprende dove "B&B" vorrebbero realizzare i parcheggi... su un'area grande 5 volte... quella oggi già utilizzata.
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Se invece la nuova aerostazione fosse ubicata a centro pista... li ci sono spazi enormi per tutto: parcheggi di auto e di aerei... nuovi edifici... nuovi centri commerciali... nuovi hotel... tutto quello che vuole realizzare l'aeroporto... con la cosidetta "Città Aeroportuale". Il tutto collegato con il nuovo Casello di Sommacampagna sulla A4. Tutto questo, tra l'altro, creerebbe minor inquinamento acustico e ambientale... sopratutto sull'abitato di Caselle. E una normale sottoposizione ad una semplicissima Valutazione di Impatto Ambientale l'avrebbe ben evidenziata. Ma il V.I.A. all'Aeroporto di Verona... "è mancante".
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Arriviamo alla "coda". Non far terminare il "People Mover" alla Genovesa, anche questo è un'altro, grosso e madornale errore. Concentrare tutto il parcheggio delle auto vicino all'aeroporto e da qui poi andare alla Fiera... è una caxxata bella e buona... quando un parcheggio vicino al nuovo Casello di Verona Sud... realizzato a servizio della Fiera... sarebbe la soluzione migliore.
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Quindi ben venga il "People Mover"... che però deve partire dalla NUOVA Aerostazione posta a nord della pista attuale e quindi al centro pista e che poi abbia da terminare al parcheggio scambiatore della Genovesa. Cosi è un'ottima idea... altrimenti... tutto il resto... è solo una "caxxata" senza testa e nemmeno senza coda....
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Ben venga il "People Mover"... ma deve iniziare da una nuova aerostazione... posta al centro pista.
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Ma per far questo... ci vorrebbero degli Amministratori Comunali... come quelli di una volta... Amministratori Comunali... con i "polmoni" e non succubi di chi... in tutti questi anni (con l'aeroporto) ha sempre sbagliato. Quello che è grave poi... è che continuano a sbagliare. Questo è il vero problema... con l'Aeroporto... hanno sbagliato e... continuano a sbagliare.
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Ma sopratutto oltre all'Aeroporto... continua a sbagliare anche questa Amministrazione Comunale di Sommacampagna... che asseconda i "madornali" e gravi errori dei vari Presidenti Aeroportuali... compreso anche l'ultimo... che, tra l'altro, è anche male consigliato dal Presidente della Camera di Commercio di Verona.
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Se Bortolazzi Presidente della Camera di Commercio avesse una visione da imprenditore.. più lungimirante... di quella del Bortolazzi Presidente dell'Aeroporto Catullo... forse si eviterebbero altri e gravi errori. Ma i due Presidenti coincidono con la stessa persona... cosi gli errori invece di diminuire... si raddoppiano... e chi ne fa le spese... sono i soliti cittadini di Caselle... gestiti da un'Amministrazione Comunale miope e senza prospettive e mancante di progetti per la salvaguardia ambientale e lamitigazione e la compensazione degli impatti generati dalle opere infrastrutturali.
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Si continua a commettere errori... oltre ai già gravi e madornali errori... già commessi nel passato.
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Nel video qui sotto riportato, è possibile seguire il percorso che un aereo compie quando decolla da Verona, verso la città. (come indicato nel tratteggio azzurro sulla foto) Nel video, mentre si sorvola tutta la pista, ad un certo punto si intravvede l'Aerostazione, poi il centro abitato di Madonna di Dossobuono,poi sopra il Forte di Santa Lucia, poi la Ferrovia Verona Bologna e poi ancora la Zona Industriale di Verona... fino sopra il quartiere di Borgo Roma... quando poi il video termina.

mercoledì 19 marzo 2008

Il Sindaco non risponde a me... ma nemmeno a loro

Era il 17 luglio 2007, quando il Comitato "No Cava Betlemme" scriveva una "Raccomandata a mani" inviata al Comune di Sommacampagna (VR) e indirizzata all'attenzione del Sig. Sindaco, al Sig. Assessore Ecologia e agli Assessori e Consiglieri - tutti che aveva il seguente oggetto e il susseguente testo.
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COMITATO “NO CAVA BETLEMME”
Proventi aeroporto: € 2,50 a biglietto?
Rendimento del conto
Loro utilizzo a tutela dell’ambiente

Egregi Signori,

il Comitato “No Cava Betlemme” ha appreso nei giorni scorsi che su ogni biglietto aereo in partenza ed in arrivo all’aereoporto Catullo (insistente per la gran parte sul territorio della frazione di Caselle), pare essere compresa una tassa di € 2,50 da devolvere al Comune di Sommacampagna.

Parrebbe tuttavia, dalle informazioni sin qui ottenute, che gli incassi del Vostro Ente per tale voce ammontassero a soli € 0,25 per ogni biglietto.

Il nostro Comitato è da anni attivo e a Voi noto per le sue lotte a tutela della salute dei cittadini, con particolare riguardo alle azioni di contrasto all’apertura di cava Betlemme. Visti i deludenti risultati sin qui nostro e Vostro malgrado ottenuti in tale ambito, il Comitato ritiene di primaria importanza per l’Amministrazione Comunale avere a disposizione risorse economiche da investire a tutela del nostro ambiente già gravemente compromesso, ad esempio attraverso la realizzazione di ampie zone pubbliche piantumate, piste ciclabili, barriere protettive anti-rumore, e ogni altro accorgimento utile.

Sempre ad avviso del Comitato, sarebbe giusto che queste risorse economiche venissero prelevate direttamente dalle tasche di chi ci inquina, sotto forma di vere e proprie “bolle di inquinamento”, già note in ordinamenti esteri. L’obolo che pare essere incluso sui biglietti aerei potrebbe essere visto proprio in questa ottica. Ciò chiarito, il Comitato

VI FORMULA ESPRESSA RICHIESTA

affinché vogliate fornire alla popolazione residente pubblica informazione – possibilmente scritta, magari sul prossimo giornalino Comunale – in merito alla tassa sopra indicata, alla sua esistenza, al suo ammontare e al suo utilizzo, esprimendo la Vostra valutazione in merito alle considerazioni contenute nel presente scritto, di cui chiediamo la pubblicazione sul precitato mezzo di informazione.

Anche su questi punti il Comitato chiede un confronto con i Vostri rappresentanti e chiede inoltre che le presenti proposte vengano sottoposte all’attenzione del Consiglio Comunale alla prima seduta utile.

Restiamo in attesa di Vostro cortese riscontro e nel frattempo porgiamo cordiali saluti.

Comitato “NO CAVA BETLEMME”
Il Presidente – Giovanni Cacciatori

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Non ero a conoscenza di questa lettera - che era stata inviata all'Amministrazione Comunale - da parte del "Comitato No Cava Betlemme". Lettera di cui solo oggi... via e_mail... ho ricevuto il testo, con preghiera di pubblicarlo sul blog... in quanto sino ad oggi... il suddetto comitato non ha ancora ricevuto nessuna risposta.
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Non vorrei aggiungere nessun commento, posso solo evidenziare che di questo aspetto ne avevo già scritto in un messaggio a titolo: Addizionale "comunale" sui diritti d'imbarco scritta il 26 Aprile 2007 e pubblicato sul blog in data 12 maggio 2007.
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Sempre in merito a questo argomento, evidenziato dal "Comitato No Cava Betlemme" riporto poi solo l'ultimo mio messaggio a titolo: Aeroporti, addizionale Comunale, incasso quasi raddoppiato pubblicato in data 14 Marzo 2008.
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Altre notizie in merito sicuramente verranno enunciate durante il Consiglio Comunale di stasera che andrà a discutere il Bilancio 2008. Appena avrò notizie in merito... sarà mia cura pubblicarle.
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Concludo con una noticina... oggi a Sommacampagna sono attivi tre comitati: (1°) "No Cava Betlemme"; (2°) "Cielo & Terra" [odori di Formaldeide nella Val di Sona] e (3) "No Discarica Siberie"... Quindi... che succederebbe se questi... "tre comitati"... si unissero a difesa dell'ambiente e della qualità di vita di tutta la popolazione? [se fossi il Presidente dell'Aerporto... io inizierei a preoccuparmi]

Quest'uomo... vuole rovesciare la città. Fermatelo!!!

In merito a quello che "vuole combinare" il duo: "Bortolazzi & Bortolazzi" rispettivamente Presidente della Camera di Commercio e Presidente dell'Aeroporto Catullo, prendo spunto da un articolo pubblicato questa mattina sull'Arena, da un articolo a Firma di Sandro Benetti.
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A quanto pare... solo a pochi giorni dalla definitiva entrata in vigore del P.A.T. di Verona, il nuovo Piano di Assetto del Territorio... c'è qualcuno che vuole "rovesciare" la città. Almeno questo è quello che scrive il giornale l'Arena di oggi, di cui ricopio un primo articolo.
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AEROPORTO. Piano di mobilità innovativa con Amt.
Il presidente: «Abbiamo 7mila posti auto, ne servono 20mila».

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Il progetto è ambizioso. «Vogliamo rovesciare questa città», afferma Fabio Bortolazzi nella duplice veste di presidente di Camera di Commercio e aeroporto Catullo. Enti uniti, assieme all’Amt per dare risposte e indicazioni sulla città del futuro. «Nasce dall’aeroporto il nuovo studio per una viabilità innovativa».
Un titolo di richiamo per presentare il cosiddetto start up di un progetto di ampio respiro che ha nello scalo aereo di Villafranca il punto di partenza e di arrivo. «Il Catullo ha chiuso il 2007 con un record: 3,5 milioni di passeggeri e le previsioni sono in aumento», dice Bortolazzi. Ecco perchè l’aeroporto deve pensare al suo sviluppo. «Attualmente», conferma Bortolazzi, «il Catullo dispone di cinquemila posti auto, più duemila gestiti da privati. Il traffico salirà nei prossimi anni, tra i 6 i 9 milioni d passeggeri. Serviranno almeno dai 12 mila ai 20 mila posti auto. Guardare allo sviluppo è una necessità». A cui aeroporto, Camera di Commercio e Amt affidano un nuovo progetto per la mobilità integrata di Verona.
Il piano, presentato ieri in Camera di Commercio, si avvale della collaborazione di Transmit, centro studi dell’Università di Verona, incaricato di effettuare un’analisi di prefattibilità degli interventi, di valutazione dei costi, di un futuro collegamento delle opere locali al sistema metropolitano regionale.
Con questo piano l’aeroporto assume un ruolo determinante per la futura mobilità metropolitana. Un progetto che nasce dalle esigenze del Catullo «la cui centralità», dice Bortolazzi, «verrà ulteriormente sottolineata dalla nascita del casello autostradale dell’aeroporto che crea una corsia facilitata di accesso allo scalo». Al vaglio inoltre la possibilità di un collegamento attraverso un «people mover» elettrico su monorotaia. «Tale sistema», spiega il direttore centrale dell’area tecnico operativa del Catullo, Antonio Zerman, «permetterebbe una connessione frequente e veloce tra l’aeroporto e i diversi poli di attrazione tra cui la Fiera, il Quadrante Europa, la stazione ferroviaria e il centro storico, permettendo anche di servire il traffico locale di alcuni quartieri della città».
Massimo Mariotti, presidente di Amt: «Lo schema integrato di trasporto e di sosta risulta utile tanto ai cittadini quanto alle imprese, tanto all’economia quanto alla qualità della vita». Il progetto ha trovato il consenso del presidente di Veronafiere Luigi Castelletti, che ha mostrato interesse per ogni miglioramento della viabilità e delle opportunità di sosta, chiedendo però «tempi veloci nel passaggio dalla diagnosi alla realizzazione».
...omississ...
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Il secondo articolo dell'Arena e a firma di S.B. (dove S.B. non sta per Sandrini Beniamino) ed è questo:
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Autostrada, un casello «dedicato» utile a molti.
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L’idea non è solo in rampa di lancio. I soldi ci sono, l’interesse anche. Un casello autostradale dedicato all’aeroporto Catullo. Lo chiede a gran voce il sistema Verona. Ieri il presidente di Camera di Commercio e Catullo Fabio Bortolazzi ha ribadito come quest’opera risulti determinante per lo sviluppo non solo dello scalo di Villafranca, ma di tutta Verona. «Il Catullo gode di una posizione straordinaria come tutta la nostra città. È il punto di incontro dei Corridoi Uno e Cinque della viabilità europea e dei transiti autostradali di A4 e A22.
In futuro tale centralità verrà ulteriormente sottolineata dalla nascita del casello autostradale dell’aeroporto che crea una corsia facilitata di accesso allo scalo. A questa opera, per la cui realizzazione la società Catullo sta lavorando in accordo con Autobrennero, sarà collegato un grande parcheggio scambiatore, in zona limitrofa allo scalo».
Il suo scopo dunque sarà quello di fare da collettore del traffico in entrata in città. Un casello salutato con favore anche dal Consorzio Zai che godrebbe dei vantaggi di un collegamento ancor più diretto con autostrada e aeroporto, e dalla Fiera, visto che il casello di Verona Sud avrebbe un aiuto ad allegerire il volume di traffico diretto alla Fiera. «Ora è tempo di agire», ha detto Bortolazzi, «abbiamo parlato anche troppo, a Verona bisogna soprattutto fare».
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Io credo che chi ragiona come i due Presidenti: "Bortolazzi & Bortolazzi", debba essere fermato, per il bene di tutti, sopratutto quando "il loro... voler rovesciare la città", viene enunciato da uno dei due... quello nella veste di Presidente della Società Aeroporto Catullo S.p.A. che ha gravi responsabilità ambientali, in quanto l'Aeroporto Catullo non è mai stato sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale.
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Il Bortolazzi vuole rovesciare la Città... Fermatelo!!! Per carità... Fermatelo!!!
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Clicca qui per scaricare il comunicato stampa dell'Aeroporto Catullo.

Svensson lo incarichiamo... prima o... dopo?

Anche oggi... in un nuovo Comunicato Stampa di Aero Habitat ... si parla sul Catullo.
Il comunicato non lo trascrivo tutto, anche perchè è scaricabile interamente dal loro sito web... dove è anche meglio leggibile. Ricopio solo quello che è attinente all'Aeroporto: Catullo. Nome che è citato anche nel titolo.

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Linate, Peretola, Catullo e le altre piste,
ENAC e SVENSSON docet
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Il REGOLAMENTO ENAC PER LA COSTRUZIONE e L’ESERCIZIO DEGLI AEROPORTI, Edizione 2 – Emendamento 4 del 30.1.2008 emanato il 12/03/2008 ha finalmente adottato il capitolo 9: PREVENZIONE E GESTIONE DEI RISCHI, PIANO DI EMERGENZA DELL’AEROPORTO e i PIANI DI RISCHIO.
E’ una svolta storica e materializza il recepimento dell’Annesso 14 ICAO disposta dopo l’incidente di Linate del 2001. Adesso occorrerà attendere l’effettivo adeguamento di ciascun aeroporto. I tempi non si annunciano brevi.
Il quadro delle questioni rimanda agli standard e conformità previste per l’infrastruttura aeroportuale, perciò entro il sedime dello scalo e le zone esterne: quelle lungo i coni di decollo ed atterraggio. Perciò entro il sedime dello scalo e nelle zone di pertinenza dei Comuni dell’intorno della pista di volo.
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...omississ...
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Un altro caso è stato riportato dal sito http://www.viverecaselle.eu/ di Sommacampagna di Verona che descrive il progetto della costruzione di un Hotel a circa 400 metri, della Città del Vino dal fine pista 22 di Villafranca di Verona. E sorgono immediatamente stridenti analogie con i due precedenti casi segnalati dalla trasmissione Report: a Linate e a Peretola.
A Linate l’intervento del Presidente ENAC Prof. Vito Riggio ha bloccato l’insediamento ma cosa succederà al Catullo? Quanti altri scali sono in condizioni simili? E’ possibile che vengano concesse autorizzazioni edificatorie lungo i coni di decollo ed atterraggio senza una adeguata verifica di ENAC? Ma non basta. Non devono essere sottoposte alle verifiche ENAC anche le progettazioni layout infrastrutturali entro lo stesso sedime dello scalo? Dove sono localizzate ad esempio le aerostazioni ed i piazzali degli scali italiani?
La loro ubicazioni è conforme agli standard ICAO ora incorporate nei Regolamenti e circolari ENAC? Quali sono le politiche di rientro di messa a norma predisposte da ENAC per ridurre l’indice di rischio di localizzazioni dell’aerostazione e dei piazzali di sosta degli aeromobili a ridosso della pista di volo?
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...omississ...
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A cinque anni dal rapporto Svensson il Regolamento ENAC propone ora verifiche e valutazioni del piano di rischio oltre il sedime aeroportuale nel contempo ha da tempo predisposto l’adozione del Safety Management System entro il sedime aeroportuale.
Dopo il fuoripista all’aeroporto Congonhas, inghiottito tra le case di S. Paolo del Brasile, del 17 luglio 2007 (un A 320 finito lateralmente su un edificio a sinistra della pista, sesto incidente in quattro anni), dopo l’incidente di Linate dell 8 ottobre 2001 con il MD 80 finito sull’edificio smistamento bagagli sulla destra della pista, quanti altri scali italiani sono nelle medesime situazione?
Catullo, ad esempio, ha il piazzale sosta aeromobili nella Zona di tutela A dei Piano di Rischio recentemente emanato dal Regolamento ENAC. Ebbene questa area è stata pensata per le sole edificazioni al di fuori del sedime aeroportuale, oltre la pista, ma la circostanza rivela una inequivocabile contraddittorietà:
- vanno applicati i criteri per la redazione del Piano di rischio esterno allo scalo?
- vanno verificati i criteri risk assessment – Safety Management System proposti dall’esperto ICAO Goran Svensson?
Qualora l’identificazione del livello di rischio per le aerostazioni ed i piazzali sosta aeromobili troppo a ridosso delle piste risultasse tra 1x10 -7 a 10 -9 (che rimandano a parametri di rischio “extremely remote though unacceptable) dovremmo forse riposizionarli? Una soluzione sicura, safe, di pronto intervento per il rientro in un Target Safety Level accettabile potrebbe prevedere nel frattempo una riduzione del numero dei voli.
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In molte delle sue parti... il testo di Aero Habitat... contiene specifici termini tecnici... quindi non entro nel problema tecnico sollevato nel Comunicato Stampa... Per il momento mi pongo e sottopongo all'Amministrazione Comunale di Sommacampagna... solo un paio di domande:
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1^_ A Goran Svensson dello Swedish Civil Aviation Authority gli assegniamo un incarico prima, per avere una consulenza su quanto stanno realizzando al Catullo e/o nell'immediato intorno... o lo chiamiamo dopo (come a Linate) ad incidente già avvenuto... quando qualche aereo, che non è riuscito a decollare da Verona... possa essere caduto sul Verona Airport Hotel o sulla Città del Vino e del Cibo?
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2^_ Una consulenza assegnata... adesso a Goran Svensson, che dovesse evidenziare delle problematiche per la sicurezza aerea e civile dell'intorno del Valerio Catullo... non sarebbe un'azione più intelligente e preventiva... piuttosto che un "report" su un possibile incidente aereo che avesse da accadere dopo?.
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Concludo questo messaggio con il servizio di TG3 Report che parla dell'incidente di Linate e... per coloro che vogliono approfondire l'argomento in questione, si possono collegare anche qui, su questo sito: http://www.airmanshiponline.com/2002news.htm dove ci sono altre informazioni in merito alle problematiche della sicurezza degli aeroporti e delle aree del loro intorno.
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Dimenticavo... nell'Aeroporto di Linate... come al Catullo di Verona... l'Aerostazione è posta a fine pista... nel posto sbagliato... ovviamente. (vedi foto).
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Anzi a Verona la situazione infrastrutturale... è ancora peggiore di Linate e per vari motivi:
La pista di Rullaggio è ubicata dalla parte opposta della Pista, per questo motivo gli aerei per servirsi di questa... devono dare la precedenza agli aerei in decollo.
L'area di sosta degli aerei -dopo gli ultimi ampliamenti- è oggi ancora più vicina alla pista di decollo... se come a Linate un aereo cadesse li... tutti gli aerei in sosta cadrebbero come birilli.
Tra la fine pista e la recinzione aeroportuale, a Linate ci sono centinaia di metri... a Verona, invece, solo qualche decina di metri.
Il Verona Airport Hotel che vogliono costruire, ricade nella 1^ Zona del Piano di Rischio Aeroportuale e la Città del Vino e del Cibo è a cavallo tra la Zona 1 e la Zona 2.
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Quella "corte agricola" diroccata che vedete vicino all'autostrada, all'inizio del filmato e che poi viene sorvolata dall'aereo in fase di atterraggio sulla pista 22, è il posto dove vorrebbero realizzare il Verona Airport Hotel... da 140 stanze.

Da 4.500 a 20mila... per l'eternità

Da "4.500 a 20mila per l'eternità"... non è il titolo di un film di fantascienza e/o di fantarcheologia, ma è il sogno (o l'incubo) del Presidente dell'Aeroporto Valerio Catullo (e della C.C.I.A.A.) il dott. Fabio Bortolazzi.
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Ma che accidenti hanno sognato... il Bortolazzi & C. per sparare questi numeri da fanta-incubo?
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Una mattina, il Bortolazzi si sveglia e... si accorge che all'Aeroporto Catullo, oggi ci sono "solo" 4.500 posti auto (più altri 2000/2500 di ditte private), che gli rendono solo... 8 milioni di euro all'anno... cosi questo "signore dei cieli" (aeroportuali) ancora assonnato, decide che i parcheggi devono fare spazio non per soli 4500 posti, ma devono diventare 20.000 posti auto... cioè devono essere moltiplicati per 5 volte. Ma per decidere questo deve trovare altri personaggi importanti che siano d'accordo con lui... Deve confrontare questa bella idea che gli è venuta con "qualcun'altro" che possa aiutarlo a sostenere questa sua... "bella onirica pensata".
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Il "Presidente del Catullo", si sveglia del tutto, va in bagno e davanti allo specchio, di prima mattina, per guadagnare tempo, conferisce immanentemente con il "Presidente della Camera di Commercio". Mentre si fanno reciprocamente la barba... il "Bortolazzi Aeroporto" si confronta con il "Bortolazzi Camera di Commercio" e cosi... decidono di quintuplichiare i parcheggi dell'Aeroporto.... da 4.500 a 20.000... creando una bella distesa di lamiere d'auto vicino a Caselle. Tutti e due pensano: "Tanto quelli che abitano li attorno... sono già nella "m...." auto più auto meno... non si accorgeranno di nulla. E il Comune di Sommacampagna come al solito... non dirà nulla".
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Ma il "Bortolazzi CCIAA" che è seduto per assolvere a dei bisogni fisiologici mattutini, quindi più rilassato, ha qualche dubbio e chiede al... "Bortolazzi Aeroporto": "Ma pensi anche di moltiplicare per 5 volte anche il numero degli aerei e dei passeggeri? Hai una aerostazione da terzo mondo, infilato in un "cul de sac"... senza alcuna possibilità di espandersi... ma dove li parcheggi 100.000 aerei all'anno e sopratutto dove li metti 7-8 milioni di passeggeri?".
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"Bortolazzi Aeroporto"... un po irritato con il "Bortolazzi CCIAA" gli risponde subito cosi: "Non c'è problema...tu dimmi quello che devo fare...ed io lo faccio!!! " e poi continua: "gli aerei non rendono nulla... sono i parcheggi che fanno business... Il piazzale di sosta degli aerei lo facciamo su due piani. Sotto quello attuale c'è ghiaia. Scaviamo la ghiaia per fare un bel buco grande... che è altro grande business... Al piano interrato parcheggiamo gli aerei Charter e al piano terra gli aerei di Linea, cosi raddoppiamo il posto-parcheggio per gli aerei per il Catullo".
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Poi dall'altra parte della pista, davanti alla S.V.A.I. c'è un'area dei militari, la famosa "margherita" che noi vogliamo comperare, dove possono starci altrettanti aerei, cosi possiamo triplicare i voli e i passeggeri dell'Aeroporto Catullo. Col tempo gli aerei potranno trasportare 500/600 passeggeri cadauno e cosi arriviamo a 5 volte l'attuale capacità del Catullo. Poi per arrivare a 20.000 posti auto creiamo... sempre qui, in questo "cul de sac" i parcheggi anche per la Fiera e per il Municipio di Verona.
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A questo punto il "Bortolazzi Aeroporto" e il "Bortolazzi CCIAA" dopo essersi reciprocamente convinti... che nel "cul de sac" ci sta di tutto e di più... si stringono la mano e vanno a parlare con il Presidente del Quadrante Europa... dove ci sono già degli esperti in parcheggi di auto. Nel Quadrante Europa... per costruire nuovi magazzini e depositi merci, devono spostare 30/40.000 auto da Verona... verso Caselle, anzi vogliono portare tutte queste auto sotto le finestre dei Cittadini di Caselle. Tutti e tre pensano: "Tanto quelli che abitano a Caselle nella "m....." ci sono già... un po di inquinamento in più... nemmeno se ne accorgono".
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Cosi i "due Bortolazzi" e il Presidente del Quadrante Europa decidono che a 2 km (2000 metri) dal Casello Autostradale di Verona-Nord deve sorgere un nuovo Casello Autostradale sulla A22, per far uscire-entrare le 20.000 auto dall'autostrada, per riempire i parcheggi vicino l'aeroporto... pagare l'obolo del parcheggio... per poi andare in citta con il "people mover".
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Tutto quanto scritto fino adesso sembra solo fantascienza e/o fantapolitica... un film dell'orrore, l'incubo matuttino dei Bortolazzi, poi apro l'inserto del Corriere della Sera, il "Corriere di Verona" di oggi e leggo un articolo di cui ne traggo alcuni paragrafi.
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"Monorotaia elettrica dal Catullo alla Fiera" - Il Piano Bortolazzi: Scalo e collegamento FS all'Aeroporto. Dal Moro: "C'è il finanziamento dello Stato da 20 milioni". Annunciato lo studio di un nuovo progetto per la "mobilità integrata di Verona" in collaborazione con l'AMT e Transmit.
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Se in passato si sono sprecati gli studi e le analisi a sostegno della tesi che è l'asse del Viale del Lavoro il nerbo centrale dell'accesso alla Città, da dotare alla sua estremità (alla Genovesa) di un grande parcheggio scambiatore e di un sistema rapido verso la Fiera e il centro storico, il Presidente della Camera di Commercio Fabio Bortolazzi la pensa in un modo diverso. Per lui, il centro di tutto è l'Aeroporto Catullo (di cui ha assunto la presidenza da un paio di mesi) all'incrocio di due corridoi europei e di due autostrade, l'A4 e l'A22.
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Tanto che ieri è stato annunciato lo studio per un nuovo progetto per la "mobilità integrata di Verona", in collaborazione con l'AMT e Transmit, centro studi dell'Università di Verona. Sul piatto ci sono interventi già pianificati o in altri casi solo immaginati.
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Alla prima categoria appartiene il futuro casello autostradale dedicato al Catullo, per cui c'è un progetto in fase avanzata dell'Autobrennero. Alla seconda, l'aumento della capacità dei parcheggi dell'aeroporto (dai 4500 posti auto di oggi agli oltre 20mila sognati da Bortolazzi), "una monorotaia elettrica (o people mover ndr) che colleghi lo scalo alla Fiera", al Quadrante Europa e al Centro Storico, ma anche un collegamento ferroviario direttamente all'aeroporto, che poi prosegua verso il futuro autodromo di Vigasio...
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Ora mi fermo, perchè mi stanno girando i "polmoni"... Smetto qui di trascrivere l'Articolo del Corriere di Verona... per chi vuole leggerlo tutto... clicca sull'immagine per ingrandirla... Se invece vuoi ascoltare-vedere il servizio su Telearena clicca qui. (il servizio sull'Aeroporto è a 9,40 minuti dall'inizio del TG di Telearena)
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Ovviamente della Valutazione di Impatto Ambientale... che è mancante al Catullo, nel convegno di ieri... i due Bortolazzi: "CCIAA+CATULLO"... nessun cenno. Chissà mai perchè, sulla V.I.A. che manca... tutto tace?
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Nessun cenno in Conferenza Stampa, ovviamente anche del Piano di Rischio Aeroportuale... che forse andrà ad interessare le aree dove voglio realizzare il nuovo Casello Autostradale e nessun cenno della Città del Vino e del Cibo che avrà bisogno di altre migliaia di posti auto...
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Ma le auto... questi qui... le vogliono mettere a strati... come i savoiardi tra la crema pasticciera... nel tiramisù ?

martedì 18 marzo 2008

Qualche Assessore... è andato al Convegno?

Prima, stavo guardando il TG di Telearena e con sorpresa ho scoperto che oggi si è svolto un Convegno alla C.C.I.A.A. di Verona con questo tema: Progetto di mobilità integrata per la Verona del futuro. Forse di questo convegno ne parleranno anche nel TG di Telenuovo.
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In merito a questo Convegno ho quindi scoperto che la CCIAA di Verona ha pubblicato sul suo sito web questo comunicato:
Si terrà presso la sala Transatlantico della Camera di commercio l'incontro di presentazione del nuovo Studio per una viabilità innovativa nella nostra provincia! Un obiettivo così ambizioso presuppone il coordinamento di tutte le infrastrutture della mobilità locale, a partire dalla città , per passare successivamente alla connessione con la rete provinciale e interregionale. Per raggiungere questo importante traguardo l'Aeroporto Valerio Catullo, la Camera di Commercio di Verona e AMT stanno lavorando insieme all' elaborazione di uno studio di analisi e prefattibilità, in collaborazione con Transmit - Centro Studi dell'Università di Verona - che sarà presentato agli organi di stampa e alle istituzioni. Per informazioni : Ufficio Stampa Aeroporto Valerio Catullo tel.045 8095722
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Il Presidente della CCIAA di Verona e il Presidente dell'Aeroporto Catullo (che sono la stessa persona) il dott. Fabio Bortolazzi, (vedi foto) ha presentato questo progetto che verrà realizzato da Transmit, ovviamente ho subito scritto una e_mail, di questo contenuto:
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Ai Responsabili di Transmit
Oggetto: Aeroporto Catullo
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Vorrei segnalare che l'Aeroporto Catullo... "è mancante" della "Valutazione di Impatto Ambientale" come è mancante anche per il Quadrante Europa, quindi per quello che sta progettando Transmit credo che vi sia qualche problemino ambientale da risolvere... prima di qualsiasi altra progettualità.
In ogni caso un po di documentazione, di diverso tipo... l'ho già pubblicata-scritta su questo "post": Ho scritto al Sindaco Tosi
e altra documentazione è poi consultabile su altri "post" di www.vivicaselle.eu
Augurando buon lavoro, porgo distinti saluti. Beniamino Sandrini
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Concludo con una domanda... "Quale Assessore di Sommacampagna... è stato invitato al Convegno?" E quindi, mi pongo una seconda domanda: "Qualche Assessore... è andato al Convegno?"

Una V.I.A. approvata... che comporta per l'Ambiente?

Dall'Arena di oggi... ricopio un articolo a firma di Luca Bolognesi evidenziando delle opere di mitigazione ambientale che sono state "determinate" in sede di valutazione di impatto ambientale... per un insediamento di un milione di metri quadrati:
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NOGAROLE ROCCA.
Un milione di metri quadrati di territorio divisi in 15 lotti diventeranno la «Porta della città» Nuove strade e industrie nel futuro di Pradelle.
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La Porta della città di Nogarole Rocca, cioè una vasta area per industrie e logistica, non è un progetto nemico dell’ambiente. Lo sostiene lo studio di impatto ambientale realizzato dal Comune. «La Porta è un’importante opera di sviluppo per l’area», afferma Luca Trentini, sindaco di Nogarole Rocca, «ed è arricchito dalle mitigazioni che verranno realizzate per l’ambiente e nuove opportunità come l’utilizzo di risorse rinnovabili».
Secondo l’articolo 13 del Piano d’area Quadrante Europa (Paqe), «negli ambiti produttivi di sviluppo, di scala territoriale, possono, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio, essere previsti insediamenti produttivi». «Con la Porta della città», spiega Paolo Tovo, assessore all’urbanistica di Nogarole Rocca, «realizzeremo un piano di scala territoriale che avrà valenza a livello europeo». Come previsto dal piano regolatore, vi sarà una penetrazione viabilistica centrale al paese che garantirà l’accesso ai singoli lotti, oltre al collegamento con la viabilità esterna ed il casello autostradale.
«Dagli studi effettuati», rivela Stefano Rossi, ingegnere che ha realizzato lo studio viabilistico, «gli interventi produrranno un aumento di flussi di 8.200 addetti (il 6 per cento dell’indotto totale previsto dal Paqe) che verranno ammortizzati con le integrazioni e le modifiche alla viabilità già presente». In particolare, entro il 2012, è prevista la costruzione del primo stralcio della nuova Mediana, strada che collegherà Isola della Scala a Trevenzuolo, e che affiancherà la Mediana già esistente. Inoltre, entro il 2017, la Grezzanella dovrebbe raggiungere Mozzecane. E nello stesso periodo, il casello autostradale verrà scisso in due parti, consentendo l’uscita sia verso est che verso ovest decongestionando la frazione di Pradelle.
La Porta sarà collocata a sud della frazione di Pradelle, con l’area produttiva che arriverà fino all’autostrada A22. Ma la particolarità che emerge dallo studio di impatto ambientale sono le opere di mitigazione tese a salvaguardare il territorio. Per l’illuminazione pubblica verrà realizzato un impianto con 63 velefotovoltaiche da 1600 watt ciascuna. Per la gestione delle acque piovane, verranno realizzati laghetti che fungeranno da nuovi ecosistemi e da vasche di laminazione, con scarichi diretti alla "fossa ricca". Proprio la "fossa ricca", un canale di irrigazione attualmente lasciato al degrado, verrà riqualificato. È previsto inoltre un piano per il verde all’interno della cittadina. Tra i vari lotti verranno realizzati fasce di bosco lungo le vie stradali, un bordo piantumato lungo il confine con l’area industriale e zone verdi che divideranno una proprietà dall’altra.
Un altro livello del piano verde si focalizza sulla spina centrale dell’area e prevede parcheggi alberati e percorsi pedonali e ciclabili. «Chi costruirà sui lotti», informa Paolo Tovo, «dovrà pagare una quota per il riequilibrio ambientale. Questi fondi serviranno per importanti opere a sfondo ecologico». L’area che diverrà la Porta di Nogarole è vasta un milione di metri quadrati divisi in 15 lotti della grandezza minima di 60.000 metri quadrati.
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Ora immaginate cosa dovevano e cosa dovrebbero realizzare, quali opere di mitigazione ambientale, sia l'Aeroporto Catullo che il Quadrante Europa... due insediamenti che occupano ciascuno... un'area che è quattro volte la superficie della "Porta della Città" di Nogarole Rocca".
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Immaginate gente... immaginate... cosa dovevano fare e non hanno fatto... mancando la V.I.A.

Ricevuto e pubblicato: Lampioni a "LED"

Sul messaggio: Il carro... davanti ai buoi è stato scritto un commento con nome e cognome e quindi ringrazio Federico Mazzola di Bussolengo di avermi scritto questo:
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A Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, è stato attivato su un tratto di strada comunale un impianto d’illuminazione a LED ad alta potenza, un esperimento unico in Europa. L’utilizzo di lampade Led non è una novità in Italia, basti solo pensare alle molte zone pubbliche (parchi, aree di sosta e centri di piccoli comuni ) illuminati con questi sistemi ma quella del comune Reggiano è un’anteprima assoluta per quanto riguarda l’impiego di soluzioni ad alta potenza (lampade sono da 180W) per l’illuminazione stradale. I vantaggi derivati dall’utilizzo di questa tecnologia sono molti, basti pensare che otto lampade tradizionali da 250 Watt sono state sostituite con sei impianti a Led e a parità di livello di illuminazione prodotta il risparmio energetico è di circa il 50%. Una durata di gran lunga maggiore (superiore alle 50.000 ore, quindi, almeno 12 anni di utilizzo) sebbene la superficie illuminata sia maggiore e richiedono ridotti costi di manutenzione rispetto agli impianti tradizionali. Federico Mazzola. Bussolengo.
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Di questo sistema: illuminazione stradale a "Led" ne avevo già letto sul sito: "la Nuova Ecologia" e anche visto il servizio su TG3 Neapolis.

e visto anche questo altro servizio su TG3 Ambiente Italia.

Un sistema di illuminazione, quello dei LED, che sarebbe perfetta per Caselle dato che nel nostro paese i lampioni non servirebbero nemmeno, a causa dell'impressionante inquinamento luminoso creato dal Quadrante Europa, dall'Incrocio delle due Autostrade e dall'Aeroporto.
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Ma qui a Caselle, il Comune di Sommacampagna, almeno nella via dove abito io, da circa un mese, ha cambiato tutti i lampioni, con delle luci talmente forti che... alla sera devo uscire con gli occhiali da sole... Tra l'altro, non ho idea di quanto abbiano da consumare questi lampioni "nuovi".
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Ringrazio ancora il commento lasciato da Federico Mazzola, che mi ha permesso di scrivere anche di questo argomento su: ViViCaselle.

Bene... cosi si fa. Ma i risultati dove sono?

Era il 5 febbraio 2008, quando scrivevo un breve messaggio: Il Futuro è già arrivato... è questo? nel quale evidenziavo quella "collina" di Containers che.... era cresciuta sul confine tra il nostro comune e quello di Verona.
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Oggi, via e_mail, ho ricevuto, da un Assessore del Comune di Sommacampagna, la copia di una "segnalazione in merito" che il Sindaco aveva inviato a vari indirizzi, come sotto riportati, tra cui indirizzi, anche alla Procura della Repubblica.
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Prima di trascrivere la "segnalazione del Sindaco" merita una particolare citazione l'ultima frase... della e_mail ricevuta... che cosi recita: "Ti allego infine la denuncia inoltrata dal nostro comune alla Procura della Repubblica sulla questione deposito di container in entrata a Caselle. Credo sia corretto darne giusta informazione anche ai cittadini".
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Questa frase "mi fa onore", ma è un onore che non credo di meritare. Perchè non credo spetti al sottoscritto... ne, e/o al mio Blog: "darne giusta informazione ai cittadini". Credo che vi siano ben altri siti istituzionali che avrebbero dovuto darne la "ufficiale" notizia. Ma questa frase, posso interpretarla anche come un "implicito riconoscimento" del lavoro "immane" (mi sia permesso di dirlo) che ho dovuto compiere in questi ultimi mesi "utilizzando il blog di ViViCaselle" finalizzato nell'evidenziare le criticità ambientali del territorio di Caselle. In ogni caso devo apprezzare il contributo dell'Assessore che mi ha inviato questa documentazione e lo ringrazio pubblicamente.
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La "segnalazione" invita - dal Sindaco di Sommacampagna - ai seguenti indirizzi... è questa:
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CdR CONTROLLO EDILIZIO
CdR CONDONO EDILIZIO
CdR EDILIZIA PRIVATA
del Comune di Verona
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CdR AMBIENTE
del Comune di Verona
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POLIZIA MUNICIPALE
del Comune di Verona
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PROCURA DELLA REPUBBLICA
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A.R.P.A.V.
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ULSS n. 20
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VIGILI DEL FUOCO
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Oggetto: Segnalazione relativa all’attività di trasformazione edilizia-urbanistica riscontrata in via Sommacampagna, nel Comune di Verona. Proprietario: Cubi Giuseppe. Committente: Verona Terminal.
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Con riferimento all’attività edilizia individuata in oggetto, si fa seguito alla corrispondenza sino ad oggi intercorsa tra il Comune di Sommacampagna e l’Ufficio Edilizia Privata del Comune in indirizzo per informare che i lavori di trasformazione dei terreni già destinati agli usi agricoli e floro-vivaistici da parte dei proprietari dei sedimi hanno subito, nel corso di questi ultimi mesi, una incredibile accelerazione.
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Tale condotta ha provocato un clamoroso cambio di destinazione d’uso dell’intera area di circa 30.000 mq in una vera e propria attività di stoccaggio e di movimentazione per un impressionante numero di container, accatastati fino ad una altezza di 15 metri, pur in assenza di qualsivoglia struttura atta a garantire l’esercizio in sicurezza dell’attività di piazzalistica ivi esercitata, specie con riferimento all’impermeabilizzazione del fondo e alla sua idoneità a sostenere e a movimentare i carichi come sopra individuati.
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In particolare, si segnala che in questi giorni sono in corso attività di escavazione e movimentazione terra con le quali è dato assistere alla sistematica asportazione di materiale ghiaioso, reperito in profondità, e al susseguente riempimento con terreno vegetale delle profonde trincee poco prima realizzate.
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A prescindere dal contenzioso a suo tempo attivato tra le diverse amministrazioni pubbliche con riferimento all’originario progetto di riduzione volumetrica di rifiuti in legno da parte della ditta Ecolegno e, ancora, al di là del persistere delle complicazioni viarie a suo tempo segnalate, quello che qui oggi preme rimarcare è la abnorme trasformazione edilizio-urbanistica in essere, che per quanto a conoscenza della scrivente Amministrazione, si sta perpetrando in assoluta violazione di tutte le norme edilizie ed urbanistiche vigenti a livello nazionale e regionale.
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Spiace in particolare dover prendere atto di come l’Ufficio Edilizia del Comune di Verona abbia impropriamente ritenuto di poter giustificare l’attività di trasformazione in essere sulla base di una asserita presentazione da parte dei proprietari del sedime di una non meglio precisata “domanda di condono edilizio” depositata dai proprietari ex lege 326/2003.
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A tal proposito, occorre sottolineare come, presupposto fondamentale per il rilascio del condono ex lege 326/2003 sia rappresentato dalla realizzazione e dal completamento delle opere abusive, ivi compreso l’eventuale cambio di destinazione e d’uso, entro e non oltre la data del 31/03/2003.
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Ebbene, la documentazione fotografica inviata presso codesti Uffici dal Comune di Sommacampagna, contestualmente alla segnalazione della locale Polizia Municipale in data 08/02/2005, dimostra incontrovertibilmente come i lavori di trasformazione fossero stati iniziati proprio in quei giorni, e con riferimento ad aree fino a quel momento mai destinate a stoccaggio o deposito di materiali, risultando piuttosto dette aree destinate da lungo tempo a vivaio per la coltura a
cielo aperto di piante ornamentali, in perfetta sintonia con la destinazione agricola che il P.R.G. assegnava all’area.
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Né si può dire, per pacifico orientamento giurisprudenziale, che il condono eventualmente rilasciato con riferimento ad un ambito di terreno ben delimitato possa rappresentare, come nel caso di specie, atto idoneo a comportare variante urbanistica su un sedime diverso e palesemente più ampio rispetto a quello sul quale l’abuso è stato effettivamente perpetrato.
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Pleonastico appare inoltre osservare come la dichiarazione rilasciata dai proprietari dei terreni circa la data di ultimazione dell’abuso edilizio risulti documentalmente confutata da un verbale e da una relazione redatta da agenti di P.M. oltre che da funzionari del Comune di Sommacampagna i quali, pur avendo operato a confine del loro territorio di competenza, rivestono pur sempre la qualifica di Pubblici Funzionari e di Incaricati di pubblico servizio, le cui attestazioni fanno fede fino a querela di falso.
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Tra l’altro, il fatto che l’accatastamento di container e, più in generale, la trasformazione urbanistica del terreno sia avvenuta solo nel corso del 2005, ben oltre quindi la data perentoria del 31/03/2003, risulta fatto noto a tutta la popolazione di Caselle, che proprio a far data dai primi mesi del 2005 ha iniziato a far pervenire presso il Comune di Sommacampagna, preoccupate segnalazioni in ordine all’improvviso svilupparsi di attività concernenti lo stoccaggio e l’accatastamento in quel sito di cisterne contenenti materiale ritenuto pericoloso, come comprovato dal simbolo di “alta tossicità ed infiammabilità” riportato sulle cisterne stesse.
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Da ultimo, non può essere sottaciuto come l’area oggetto di intervento risulti delimitata da un’autostrada, da una bretella di svincolo della tangenziale ovest e da una vecchia strada comunale detta “della Valesana”, mai sdemanializzata. Ebbene, la documentazione fotografica che in allegato si compiega dimostra oltre ogni dubbio interpretativo che tutta l’attività di trasformazione edilizia, ivi compresa l’installazione di recinzioni lungo la proprietà, è avvenuta in clamoroso contrasto con le norme che il vigente Codice della Strada detta a tutela delle fasce di rispetto lungo le diverse arterie viarie di uso pubblico.
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In considerazione dei fatti come sopra esposti, l’Amministrazione Comunale di Sommacampagna
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Invita
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l’Ufficio Edilizia Comunale di Verona a voler disporre immediato sopralluogo al fine di accertare l’irregolarità dei lavori come sopra segnalati e la loro difformità essenziale rispetto alle norme edilizio-urbanistiche vigenti in materia, oltre che alla D.I.A. 06.03/00037/2006 in tal senso presentata dai proprietari del fondo, disponendo, se del caso, l’emissione dell’eventuale ordinanza di sospensione dei lavori.
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Diffida
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Lo stesso Ufficio Edilizia Privata del Comune di Verona dal rilasciare ogni tipo di permesso a costruire in sanatoria sulla base di domande di condono eventualmente valutate alla luce di dichiarazioni rese dai proprietari del sedime con le quali si autocertifichi che la trasformazione abusiva dei luoghi, riferita all’intera area, è avvenuta entro e non oltre il 31/03/2003, risultando detta dichiarazione incontrovertibilmente smentita da documentazioni in atti presso codesto Ufficio e costituendo altresì fatto noto a tutti i residenti della zona.
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Invita altresì
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l’Ufficio in indirizzo a voler provvedere alla revoca in autotutela di qualsivoglia provvedimento amministrativo eventualmente rilasciato in base alla summenzionata domanda di condono edilizio, per la quale la ditta proprietaria, anche attraverso l’interposta attività di specifici committenti, abbia potuto trasformare un terreno agricolo individuato nel vigente P.R.G. del Comune di Verona quale “Verde Privato Vincolato” in un’area destinata a terminal logistico, con relativo deposito, stoccaggio e movimentazione di container.
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La presente segnalazione viene inviata per opportuna conoscenza alla Procura della Repubblica di Verona, perché nei fatti come sopra esposti ravvisi il sussistere di eventuali fattispecie di reato.
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La stessa segnalazione viene altresì inoltrata presso gli Uffici SPISAL, ARPAV e Vigili del Fuoco di Verona affinché, ciascuno per quanto di competenza, voglia accertare l’insussistenza delle condizioni necessarie a garantire la sicurezza di quanti operano presso il terminal logistico come sopra realizzato, in considerazione del fatto che, sia la movimentazione che l’accatastamento dei container vengono oggi effettuate su terreni per nulla consolidati ed affatto idonei a sopportare il carico cui vengono sottoposti, risultando altresì sconosciuta all’Amministrazione Comunale di Sommacampagna, peraltro responsabile della sicurezza e della salute pubblica di quanti abitano in zona, il contenuto, la sicurezza e la complessiva salubrità delle cisterne come sopra movimentate.
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Nel mentre ci si dichiara a disposizione per ogni eventuale chiarimento, si chiede, a norma delle disposizioni vigenti in materia, di essere informati circa il prosieguo della pratica.
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Deferenti saluti.
Il Sindaco: Graziella Manzato
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Una "segnalazione" che però merita dei commenti e delle ulteriori precisazioni.
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La "segnalazione" doveva essere inviata anche al "Consorzio Z.A.I. - Quadrante Europa", in quanto quelle aree sono inserite nel perimetro in gestione di detto Ente Pubblico, di cui questi ne dovrebbe esercitare anche il controllo.
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Detta segnalazione, forse, doveva anche essere inviata anche alla ditta: "Le Corti" srl, (del C.I.S. di Villafranca) in quanto parte di queste aree, che sono ubicate nel comune di Sommacampagna, e normate nel PRG vigente come Zona F3 - Sportiva Ricreativa, sono anche queste utilizzate come deposito di terra e ghiaia e anche di "attrezzature" e di altri mezzi di cantiere.
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L'area in questione, nelle Norme di Attuazione del PAQE, risulta essere destinata a: "Area a Verde", quindi assolutamente non trasformabile ad altri usi produttivi... ne industriali... ma nemmeno agricoli. E qui mi sia permessa una nota: Il verde pubblico "di lottizzazione" del PAQE sarebbe solo quello indicato nella mappa - a pagina 23 - delle norme sopra citate?
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Il Piano di Rischio Aeroportuale, per le aree sottoposte alla normativa delle zone ubicate a fine pista e indentificate dal Regolamento per la costruzione e l'esercizio degli aeroporti E.N.A.C. - Edizione 2 - Emendamento 4 del 30 gennaio 2008, vieta che possano essere qui insediate: attività che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale.
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In detta area, forse, non vi è solo lo stoccaggio dei containers... ma viene anche effettuato il lavaggio di detti contenitori... almeno da quanto potrebbe sembrare... da alcune "attrezzature" che sono installate in detta area sul confine con l'area di stoccaggio dei residui di legno. Quindi domanda: "dove vanno a finire quelle acque reflue?
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Ovviamente di detto deposito di containers, si doveva avvisare anche l'Aeroporto Catullo e anche l'ENAC di Verona, in quanto sia come il Verona Airport Hotel, che come la Città del Vino e del Cibo... questa collina di containers è un ostacolo all'atterraggio degli aerei... in particolare quando questo "avvicinamento a vista" avviene utilizzando la "pista 22" che in genere è autorizzato in caso di vento forte e di vento contrario alla "pista 04".
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Poi che fino al 2003, detto terreno fosse stato utilizzato come azienda florovivaistica, basta accedere al S.I.T. del comune di Verona ed esaminare la foto satellitare dell'anno 2003.
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Non scrivo altri commenti e ringrazio ancora l'Assessore che mi ha inviato questa "segnalazione", che merita ovviamente di essere pubblica sul blog: ViViCaselle. Ma mi sia permesso una ultima domanda: "quando verranno eliminati tutti quei containers? Perchè oltre a segnalare... bisogna continuare ad agire... finchè il problema non viene risolto... o NO? Ci vogliono anche i risultati.

lunedì 17 marzo 2008

Il carro... davanti ai buoi

Un altro esempio, di come vengono (male) gestite le problematiche collegate all'ambiente a Sommacampagna è la Determinazione Lavori Pubblici n° 38 del 06 marzo 2008 che ha questo oggetto: STUDIO DI FATTIBILITA’ TECNICO-ECONOMICA PER LA REALIZZAZIONE DI UNA CENTRALE DI COGENERAZIONE E DI UNA CENTRALE TERMICA A BIOMASSA COLLEGATE A RELATIVA RETE DI TELERISCALDAMENTO.
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Una determinazione che comincia cosi: "richiamata la delibera n. 37 del 06.03.08 resa immediatamente eseguibile, con la quale la Giunta Comunale ha demandato all'ufficio tecnico LL.PP. il compito di individuare un professionista in grado di eseguire lo studio di analisi di fattibilità e sostenibilità economica di un progetto che prevede la realizzazione di una centrale di cogenerazione e di una centrale termica alimentata a biomassa a servizio di alcuni immobili identificati presso il Comune di Sommacampagna e precisamente: Impianti Sportivi, Scuola Media e Villa Venier". ( acc... si sono dimenticati della "nuova" piscina?)
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Vogliono costruire una centrale alimentata a biomassa e... la biomassa dove la prendono? Prima costruiscono il carro... ma buoi per trainarlo dove sono? Che serve costruire una centrale termica a biomassa se non ci sono gli alberi (la biomassa) per farla funzionare? Come acquistare l'auto... senza avere la benzina?.
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Eppure i progetti per produrre la "biomassa" ci sono, ad esempio: "Foresta Veneto" che è stato illustrato in un comunicato stampa di Mondo Agricolo Veneto, che cosi comincia:
“Foresta Veneto” è il nome di un progetto con il quale la Regione del Veneto intende realizzare nel territorio circostante l’impianto di smaltimento di rifiuti di Sant’Urbano (PD) una filiera legno-energia, attraverso la realizzazione di piantagioni forestali per la produzione di biomassa legnosa e il conseguente utilizzo di questa come combustibile in una centrale di cogenerazione...
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Un comunicato stampa che cosi prosegue:
Il progetto coinvolge, inoltre, il settore agricolo attraverso la partecipazione degli agricoltori nella realizzazione e gestione delle piantagioni forestali e la produzione della biomassa legnosa. E’ prevista la realizzazione di piantagioni a ciclo medio, con turno di ceduazione pari a cinque anni. Nelle piantagioni, plurispecifiche, verranno impiegate esclusivamente specie autoctone con spiccata capacità pollonifera. Le piantagioni si estenderanno su 1000 ettari di superficie, assestata in modo tale da garantire ogni anno la produzione di biomassa necessaria all’impianto di cogenerazione. L’iniziativa nasce, inoltre, con una valenza ambientale per compensare le emissioni di anidride carbonica della discarica tattica regionale presente nel comune di Sant’Urbano.
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Comunicato stampa che poi cosi termina:
Inoltre la presenza delle piantagioni forestali, utili per alimentare la centrale di cogenerazione a biomassa, permettono di immobilizzare, nella loro biomassa (fusto, rami, foglie, radici) il carbonio sottratto all’atmosfera sotto forma di anidride carbonica.
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Quindi se attorno a Caselle... fossero piantumati decine di ettari di alberi... a mitigazione degli impatti ambientali creati da autostrade e aeroporto... si potrebbe creare quella biomassa... da bruciare poi a Sommacampagna per riscaldare Villa Venier e gli Impianti Sportivi? Prima gli alberi per creare la biomassa e poi la caldaia per bruciarli... alttrimenti come al solito... si mette il carro davanti a buoi... e non funziona nulla...
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Dimenticavo, per pagare questo "studio di fattibilità"... il comune spenderà: 6.200,00 euro + IVA.