martedì 25 marzo 2008

Aeroporti e V.I.A. Nuova Sentenza della Corte Europea

Sul sito web di Ambiente & Diritto ho scoperta una recente Sentenza della Corte Europea che si occupa ancora della Valutazione di Impatto Ambientale degli aeroporti. Mi ha colpito questa sentenza in quanto mi ricorda l'Accordo di Concertazione stipulato (e/o stipulando) tra il Comune di Sommacampagna e l'Aeroporto Catullo.
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Perchè se "Convenzione", nel concetto espresso... è un "accordo tra delle parti", questo concetto è quindi simile anche ad un "Accordo di Concertazione". Io, ripeto, non sono un esperto di V.I.A. ma delle domande le posso sempre fare. Ma le domande se le può anche fare direttamente il comune, dopo aver letto questo dispositivo di sentenza della Corte Europea... o no?
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V.I.A. - Valutazione dell’impatto ambientale di taluni progetti - Aeroporto con pista di decollo e di atterraggio superiore ai 2100 metri di lunghezza - Aumento del traffico aereo - Verifica delle autorizzazione - Giudice del rinvio - Competenza - Direttiva 85/337/CEE.
Sebbene una convenzione non sia un progetto (ai sensi della direttiva del Consiglio 27 giugno 1985, 85/337/CEE, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati), spetta al giudice del rinvio determinare, sulla base della normativa nazionale applicabile, se una siffatta convenzione contenga un’autorizzazione ai sensi dell’art. 1, n. 2, della direttiva 85/337. In tale contesto, occorre esaminare se detta autorizzazione si inserisca in una procedura in più fasi che comporta una decisione principale, nonché decisioni di esecuzione, e se occorra tener conto dell’effetto cumulativo di più progetti il cui impatto ambientale dev’essere valutato complessivamente. Pertanto, le disposizioni del punto 12 dell’allegato II, in combinato disposto con quelle del punto 7 dell’allegato I della direttiva 85/337, nella loro versione originaria, riguardano anche i lavori di modifica apportati all’infrastruttura di un aeroporto esistente senza prolungamento della pista di decollo e di atterraggio, qualora essi possano essere considerati, segnatamente alla luce della loro natura, della loro entità e delle loro caratteristiche, una modifica dell’aeroporto stesso. Lo stesso vale, in particolare, per i lavori destinati ad aumentare significativamente l’attività dell’aeroporto ed il traffico aereo.
CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA' EUROPEE, Sez. II, 28 Febbraio 2008, Causa C-2/07
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V.I.A. - Valutazione dell’impatto ambientale di taluni progetti - Aeroporto - Valutazione della conseguenze dei lavori - Autorità competenti - Verifica - Giudice del rinvio - Dir. 85/337.
In tema di necessità della valutazione dell’impatto ambientale (nella specie aeroporto), le autorità competenti in sede di esame devono tener conto sia delle conseguenze dei lavori e sia del progettato aumento dell’attività sull’ambiente e dell’effetto delle modifiche apportate alle sue infrastrutture al fine di consentire tale aumento di attività. In tale contesto, spetta al giudice del rinvio assicurarsi che le autorità competenti abbiano correttamente valutato se i lavori di cui trattasi dovessero essere sottoposti ad una valutazione del loro impatto ambientale. CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA' EUROPEE, Sez. II, 28 Febbraio 2008, Causa C-2/07
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Di detta Sentenza... ricopio anche i paragrafi: 15, 16, 17, 18 e 19, che cosi recitano:
15. Conformemente all’allegato I del decreto 11 settembre 1985, la costruzione di aeroporti con pista di decollo e atterraggio superiore ai 2 100 metri di lunghezza è obbligatoriamente soggetta a uno studio di impatto ambientale. Peraltro, in forza dell’allegato II del decreto 31 ottobre 1991, deve formare oggetto di uno studio sull’impatto ambientale anche la costruzione di aeroporti con pista di decollo e atterraggio di 1 200 metri o più, compreso il prolungamento di piste esistenti al di là di quest’ultimo limite, così come le aviosuperfici per volo da diporto.
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16. I residenti nelle adiacenze dell’aeroporto di Liegi-Bierset lamentano l’inquinamento acustico, spesso notturno, derivante dalla ristrutturazione di tale ex aeroporto militare e dal suo uso, a partire dal 1996, da parte di società di trasporto aereo di merci.
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17. Una convenzione firmata il 26 febbraio 1996 tra la Région wallonne, la Société de développement et de promotion de l’aéroport de Liège‑Bierset e la T. N. T. Express Worldwide ha previsto un certo numero di lavori di modifica delle infrastrutture di tale aeroporto per consentirne un uso 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno. Le piste di decollo e di atterraggio, in particolare, sono state risistemate e allargate. Sono state inoltre costruite una torre di controllo e nuove bretelle di uscita dalle piste, nonché talune zone di stazionamento. La lunghezza della pista di decollo e di atterraggio, di 3 297 metri, è invece rimasta invariata.
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18. Sono state rilasciate inoltre autorizzazioni urbanistiche e di gestione dirette a consentire la realizzazione di tali lavori.
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19. La controversia pendente dinanzi al giudice nazionale belga attiene al problema della responsabilità: infatti, i ricorrenti nella causa principale hanno chiesto il risarcimento del danno che asseriscono di aver subìto a causa dell’inquinamento, da essi ritenuto grave, connesso alla ristrutturazione dell’aeroporto.
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La Sentenza poi entra nel merito di tre questioni, la prima questione è questa:
«1) Se una convenzione tra poteri pubblici ed un’impresa privata, firmata allo scopo di far stabilire tale impresa sul sito di un aeroporto munito di una pista [di decollo e di atterraggio] di una lunghezza superiore a m 2 100, contenente la descrizione precisa dei lavori di infrastruttura che verranno realizzati relativamente alla risistemazione della pista, senza che la medesima venga allungata, e alla costruzione di una torre di controllo per consentire il volo di aerei di grossa portata 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno, e che prevede voli sia notturni sia diurni a partire dallo stabilimento di tale impresa, costituisca un progetto ai sensi della direttiva [85/337], nella versione in vigore prima della sua modifica da parte della direttiva [97/11].
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Per la prima questione, la sentenza cosi determina:
28. Occorre quindi risolvere la prima questione dichiarando che, sebbene una convenzione come quella di cui trattasi nella causa principale non sia un progetto ai sensi della direttiva 85/337, spetta al giudice del rinvio determinare, sulla base della normativa nazionale applicabile, se una siffatta convenzione contenga un’autorizzazione ai sensi dell’art. 1, n. 2, della direttiva 85/337. In tale contesto, occorre esaminare se detta autorizzazione si inserisca in una procedura in più fasi che comporta una decisione principale, nonché decisioni di esecuzione, e se occorra tener conto dell’effetto cumulativo di più progetti il cui impatto ambientale dev’essere valutato complessivamente.
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La seconda questione è questa:
2) Se i lavori di modifica apportati all’infrastruttura di un aeroporto esistente per adattarlo ad un aumento programmato di numero di voli notturni e diurni, senza allungamento della pista [di decollo e di atterraggio], corrispondano alla nozione di progetto, che richiede una valutazione di impatto ambientale ai sensi degli artt. 1, 2 e 4 della direttiva [85/337], nella versione in vigore prima della sua modifica da parte della direttiva [97/11].
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Per la seconda questione, la sentenza cosi determina:
40. Di conseguenza, la seconda questione dev’essere risolta dichiarando che le disposizioni del punto 12 dell’allegato II, in combinato disposto con quelle del punto 7 dell’allegato I della direttiva 85/337, nella loro versione originaria, riguardano anche i lavori di modifica apportati all’infrastruttura di un aeroporto esistente senza prolungamento della pista di decollo e di atterraggio, qualora essi possano essere considerati, segnatamente alla luce della loro natura, della loro entità e delle loro caratteristiche, una modifica dell’aeroporto stesso. Lo stesso vale, in particolare, per i lavori destinati ad aumentare significativamente l’attività dell’aeroporto ed il traffico aereo. Spetta al giudice del rinvio assicurarsi che le autorità competenti abbiano correttamente valutato se i lavori di cui trattasi nella causa principale dovessero essere sottoposti ad una valutazione del loro impatto ambientale.
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La terza questione è questa:
3) Se, nonostante il fatto che l’aumento progettato dell’attività di un aeroporto non sia direttamente previsto dagli allegati della direttiva [85/337], lo Stato membro debba tener conto di tale aumento quando esamina l’effetto potenziale sull’ambiente delle modifiche apportate alle infrastrutture di tale aeroporto per accogliere tale incremento di attività».
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Per la terza questione, la sentenza cosi determina:
46. Occorre pertanto risolvere la terza questione dichiarando che le autorità competenti devono tener conto del progettato aumento dell’attività di un aeroporto in sede di esame dell’effetto sull’ambiente delle modifiche apportate alle sue infrastrutture al fine di consentire tale aumento di attività.
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Se qualcuno vede delle attinenze e/o delle similitudini tra questa sentenza e l'Aeroporto Catullo ed in particolare per l'Accordo di Concertazione tra l'Aeroporto e il Comune di Sommacampagna... ringrazio anticipatamente dell'aiuto.
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In particolare... l'aiuto che chiedo... è relativo al fatto che potrebbe essere possibile aprire una azione risarcitoria per il danno connesso all'inquinamento acustico prodotto dagli ampliamenti dell'Aeroporto Catullo... che hanno permesso l'aumento dei voli... il tutto eseguito, tra l'altro, senza la V.I.A.
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Concludo riportando il dispositivo della Sentenza della Corte Europea:
1) Sebbene una convenzione come quella di cui trattasi nella causa principale non sia un progetto ai sensi della direttiva del Consiglio 27 giugno 1985, 85/337/CEE, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, spetta al giudice del rinvio determinare, sulla base della normativa nazionale applicabile, se una siffatta convenzione contenga un’autorizzazione ai sensi dell’art. 1, n. 2, della direttiva 85/337. In tale contesto, occorre esaminare se detta autorizzazione si inserisca in una procedura in più fasi che comporta una decisione principale, nonché decisioni di esecuzione, e se occorra tener conto dell’effetto cumulativo di più progetti il cui impatto ambientale dev’essere valutato complessivamente.
2) Le disposizioni del punto 12 dell’allegato II, in combinato disposto con quelle del punto 7 dell’allegato I della direttiva 85/337, nella loro versione originaria, riguardano anche i lavori di modifica apportati all’infrastruttura di un aeroporto esistente senza prolungamento della pista di decollo e di atterraggio, qualora essi possano essere considerati, segnatamente alla luce della loro natura, della loro entità e delle loro caratteristiche, una modifica dell’aeroporto stesso. Lo stesso vale, in particolare, per i lavori destinati ad aumentare significativamente l’attività dell’aeroporto ed il traffico aereo. Spetta al giudice del rinvio assicurarsi che le autorità competenti abbiano correttamente valutato se i lavori di cui trattasi nella causa principale dovessero essere sottoposti ad una valutazione del loro impatto ambientale.
3) Le autorità competenti devono tener conto del progettato aumento dell’attività di un aeroporto in sede di esame dell’effetto sull’ambiente delle modifiche apportate alle sue infrastrutture al fine di consentire tale aumento di attività.

lunedì 24 marzo 2008

La guerra? Si... ancora. Ma rispettando l'ambiente?

Merita una particolare attenzione una notizia pubblicata su Avionews di Venerdi 21 Marzo 2008. Un comunicato stampa, dal quale si apprende che anche per... "la guerra", negli U.S.A., ora c'è una nuova attenzione alle problematiche dell'ambiente e del risparmio energetico.
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La notizia pubblicata su Aeronews... ha questo titolo:
Per la prima volta effettuato un volo supersonico usando carburante sintetico.
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Dyess Air Force Base, Stati Uniti - Il nuovo carburante è più economico e più ecologico. Possibili ricadute sul settore dell'aviazione civile(WAPA) -
Un bombardiere B-1B Lancer del 9th Bomb Squadron statunitense ha effettuato il primo volo supersonico utilizzando un carburante alternativo al posto del kerosene convenzionalmente impiegato. Il nuovo combustibile, una miscela al 50% di carburante sintetico e 50% di derivato dai gas fossili, viene sperimentato per valutare le possibilità di ridurre l'inquinamento e di poter utilizzare un prodotto che svincoli dalle forniture provenienti dall'estero. Viene realizzato mediante sintesi da gas naturali, con l'utilizzo del processo di Fischer-Tropsch, ed è in fase di approvazione da parte dell'Air Force statunitense, per l'impiego su tutti gli aerei in servizio.
Secondo il maggiore Don Rhymer, che si occupa della certificazione del nuovo carburante, "il nostro obiettivo è di poter impiegare questi nuovi carburanti per il 2011 su tutti gli aerei da noi usati e di poterne produrre almeno la metà negli Stati Uniti". "Il nuovo carburante è anche più economico -ha continuato Rhymer- per noi dell'Air Force che consumiamo 3 miliardi di galloni all'anno (circa 10,5 miliardi di litri, NdA) si tratta di un grande risparmio".
Il nuovo carburante così ottenuto dovrebbe avere un costo medio di 40 dollari in meno al barile, rispetto all'equivalente di origine tutta petrolifera. Appare evidente che questa scoperta potrebbe avere delle interessantissime ricadute sul settore dell'aviazione civile, dei trasporti su strada e della produzione di energia, creando una buona indipendenza dalle forniture dei paesi del Medio Oriente.
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Quanto qui pubblicato sembra una buona notizia... (se avrà seguito). Oltre i vantaggi economici, (e politici) se gli aerei civili inquinassero meno... vicino gli aeroporti militari (e civili) si starebbe meglio e si potrebbe vivere con una migliore qualità di vita.
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Per approfondire questo argomento collegati qui: B-1B achieves first supersonic flight using synthetic fuel e, per vedere l'aereo che ha utilizzato questo carburante sintetico, scarica questo filmato.
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Una piccola nota: nell'immagine sopra riprodotta... si vede l'aeroporto statunitense, da dove sta decollando il "B-1" con il carburante "ecologico", con sullo sfondo una serie di impianti eolici, che sicuramente serviranno per la produzione dell'energia elettrica per l'aerobase. Una base aeronautica che rispetta l'ambiente?
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Sta nascendo un nuovo tipo di guerra che si basa sui principi ecologici con minor impatto sull'ambiente? Uccidere sempre... ma con minor inquinamento? I "militari" rispettano l'ambiente... e i "civili" del Catullo... non lo rispettano?

Che cos'è la V.I.S.?

Che cosa è la V.I.S.?
La Valutazione di Impatto Sanitario, V.I.S., è: una combinazione di procedure, metodi e strumenti che consentono la valutazione dei potenziali effetti, sulla salute della popolazione, di politiche, piani e programmi e della distribuzione di tali effetti all’interno della popolazione.
Può essere usata:
- in modo prospettico per prevedere e valutare i potenziali effetti sulla salute, per poterli mitigare;
- in modo retrospettivo per valutare le conseguenze sulla salute delle azioni/attività in corso;
- insieme alla realizzazione di un’opera per identificare e verificare la natura degli impatti sulla salute che erano stati previsti.
I principi guida della V.I.S. sono: democrazia, equità, sviluppo sostenibile, uso etico delle evidenze.
Il metodo prevede una serie di fasi:
- analisi per comprendere se ci sono elementi che suggeriscano di svolgere la V.I.S.;
- descrizione e identificazione delle questioni che devono essere affrontate;
- valutazione e definizione di un modello dei potenziali impatti;
- relazione sintetica, con conclusioni e raccomandazioni per limitare gli aspetti negativi e valorizzare quelli positivi;
- monitoraggio, per seguire e valutare gli impatti degli eventuali cambiamenti o nella realizzazione di politiche, piani, programmi.

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La Valutazione di Impatto Sanitario: uno strumento per agire.
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Il progetto "Valutazione di Impatto Sanitario nei nuovi stati membri e nei paesi di pre-accessione" è stato finanziato dalla Direzione Generale salute e protezione dei consumatori dell’Unione Europea. Ha visto coinvolti dieci paesi e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, con l’obiettivo di sviluppare competenze e sperimentare un strumento innovativo e promettente, utile al governo del territorio.
Il progetto europeo ha costruito una rete di esperti sulla V.I.S., rafforzato le capacità esistenti nei nuovi paesi europei con strumenti formativi adeguati, ha consentito di sperimentare la VIS a livello locale in diversi settori, ha consolidato la metodologia che si sta sviluppando a livello internazionale.
L’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, in collaborazione con l’Azienda Regionale di Sanità della Toscana, ha coordinato il gruppo di lavoro ‘VIS a livello locale’ (WP8), ed ha prodotto un documento conclusivo e una serie di raccomandazioni che verranno presentate e discusse durante il seminario.
Il gruppo di lavoro ha svolto le sue attività in Toscana, la
regione che per prima ha inserito nella legge urbanistica il concetto di valutazione degli effetti sulla salute umana e della cumulatività degli impatti. La Provincia di Firenze inoltre ha realizzato, nell’ambito di un progetto europeo Life, la V.I.S. per la prevista costruzione di un inceneritore. L’analisi delle esperienze realizzate e una serie di interviste a rappresentanti delle istituzioni, tecnici, attivisti che lavorano in questa regione ha permesso di raccogliere gli elementi utili alla stesura delle raccomandazioni per l’applicazione della V.I.S. a livello locale.
La VIS si collega dal punto di vista metodologico e operativo con la Valutazione Ambientale Strategica, di cui condivide i principi guida. In particolare il ‘Protocollo sulla valutazione ambientale strategica’ (Kiev, 2003) alla ‘Convenzione sulla valutazione di impatto ambientale in un contesto trasfrontaliero’ (Espoo, 2001) e attribuisce pari valore alle valutazioni ambientali e a quelle sanitarie nella VAS, così come alla consultazione delle autorità competenti e dei cittadini su entrambi gli aspetti, citando esplicitamente il lavoro dell’OMS nel campo della valutazione di impatto sulla salute.
Durante il seminario si affronteranno le problematiche qui brevemente riassunte, con rappresentanti delle istituzioni locali e di alcune delle regioni che hanno sviluppato importanti esperienze di valutazione ambientale e sanitaria, assieme ad esponenti dei Ministeri competenti, della Commissione Europea, dell’OMS e di alcuni dei paesi partner del Progetto.
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Quanto sopra ricopiato, è quello che è stato scritto nella presentazione per il convegno VISP organizzato dalla Provincia di Firenze. Ma della V.I.S. ne parla che il Comune di Bologna che con una presentazione in powerpoint ... illustra, in modo chiaro e sintetico... cos'è la Valutazione di Impatto Sanitario. E la Regione Emilia Romagna con il progetto "MONITER" vuole applicare la VIS ai propri inceneritori. La Valutazione di Impatto Sanitario, la Regione Emilia Romagna l'ha anche applicata alla qualità dell'Aria.
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Significativa è poi da riportare una frase tratta da: PRIMI ELEMENTI PER UNA VALUTAZIONE ALTERNATIVA DELL’IMPATTO SOCIALE COMPLESSIVO DEL PROGETTATO INCENERITORE DI BOLZANO: Senza diffonderci in dettagli, basti qui osservare come in essa si tenesse esplicitamente conto dell’effetto cumulativo prodotto sull’inquinamento pregresso (indotto da elementi antropici: aeroporto, autostrada, area commerciale e industriale) e sullo stato di salute della popolazione generale sulla quale avrebbe impattato il degrado aggiuntivo legato all’entrata in funzione del previsto inceneritore.
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Prima di concludere... una considerazione: chiamatela "Indagine Epidemiologica", chiamatela "V.I.S", chiamatela "comevolete"... ma gli effetti cumulativi, di Aeroporto, Autostrada A22, Autostrada A4, Tangenziale, Quadrante Europa...ecc ecc, degli impatti sulla salute della popolazione di Caselle deve essere effettuata.
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Concludo con questo comunicato stampa del 19 Dicembre 2007:
SANITA': Turco, nasce 'Vis', valutazione impatto salute in Ue
Dopo la 'Via', ovvero la Valutazione di impatto ambientale, arriva la 'VIS', cioé la Valutazione di impatto sulla salute. Un nuovo parametro sul quale, in futuro, tarare le diverse politiche, per fare in modo che siano'rispettose' della salute dei cittadini. E' questa la novità che arriva dalla Conferenza dei ministri della salute dei 27 Stati Ue in corso a Roma: tutti concordi sulla necessità di promuovere una valutazione dell'impatto sulla salute delle politiche e delle misure decise a livello nazionale. A spiegare ilsenso e l'importanza di questa decisione è lo stesso ministro Livia Turco: "La novità di cui stiamo discutendo a livello europeo è di come valutare l'impatto delle politiche sulla salute dei cittadini. Negli anni passati si è infatti studiato l'impatto ambientale; adesso, per la prima volta, l'obiettivo è appunto quello di arrivare a valutare l'impatto di tutte le politiche sulla salute delle persone, e per questo bisogna elaborare dei parametri". A questo proposito, ha ricordato il ministro, "ci sono le esperienze di alcuni paesi e ci sta già lavorando l'Oms".Ma la cosa "davvero importante - ha sottolineato - è decidere che tali parametri di impatto sulla salute sono elaborati e adottati a livello europeo. Fino ad ora una valutazione dell'impatto sulla salute non era neppure mai stata pensata; Questa conferenza - ha concluso Turco- sancisce la nascita della 'VIS'".
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Chiedere una Valutazione di Impatto Sanitario per Caselle, dato che è interessato da tutti i tipi di inquinamento generato dalle infrastrutture che lo attorniano (ad eccezione di quello creato dalle navi)... è, o non è, un'azione da compiere?

domenica 23 marzo 2008

BUONA PASQUA... e non solo!!!

Oggi volevo scrivere un solo messaggio e una sola frase: Buona Pasqua e poi inserire una sola foto del "panorama" di Caselle... che si può "ammirare" dal tetto di uno degli edifici più alti di Caselle, "valorizzato" nei suoi aspetti estetico-paesistici dalle due Autostrade e dalla presenza dell'Aeroporto.
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Dato che oggi è Pasqua e poi avrò tutto il pomeriggio impegnato nel Pranzo Pasquale e nell'abbiocco conseguente... contornato da cognati/e, nipoti e suocera... 20/25 persone in tutto... oggi volevo fare solo questo... scrivere 4 parole:
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. . . . BUONA PASQUA A TUTTI ! ! !
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Oggi volevo solo fare questo...
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Ma avendo il P.C. acceso, ho controllato se vi era posta. E posta c'era. In data 27 Dicembre 2007 avevo scritto un commento su un altro Blog, quello di: "anche per oggi non si vola viterbo". Un Blog "di supporto" al Comitato: "Coi piedi per terra" che permetteva... che il "server" inviasse una copia nella e_mail di chi aveva scritto quel commento. Una segnalazione che mi è arrivata... solo oggi via e_mail: ----- Original Message ----- From: Ben - To: sandriben@tin.it - Sent: Sunday, March 23, 2008 6:11 AM - Subject: [ancheperogginonsivolaviterbo] - Ben ha lasciato un nuovo commento sul post "OTTO EUROPARLAMENTARI SCRIVONO AL MINISTRO DEI TRASPORTI" Allora sono andato a rileggermi il commento che avevo scritto e a rivedere il loro blog e ho sbirciato su il "Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" Numero 79 del 17 marzo 2008".
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Leggendo "il supplemento n° 79" ho scoperto un'altra mia lacuna e forse un'altra mia ignoranza. Solo oggi ho scoperto che oltre alla V.I.A. - Valutazione di Impatto Ambientale, oltre alla V.A.S. - Valutazione Ambientale Strategica, l'Aeroporto Valerio Catullo di Verona... "forse" doveva essere sottoposto anche alla V.I.S. - Valutazione di Impatto Sanitario. Era il 1999 quando l'allora Ministro della Salute: Rosy Bindi diceva: “tutte le attività che hanno un effetto sulla salute devono essere sottoposte a una valutazione d'impatto sanitario analoga a quella che si fa in campo ambientale".
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Oggi non ho tempo di cercare notizie in merito alla V.I.S. se esiste, se è in vigore, o se è rimasta nelle intenzioni della Ministra... lo farò nei prossimi giorni.
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Ma in sostanza, quando io mi chiedo che tipo di impatto sulla salute creano gli inquinamenti prodotti dalle infrastrutture che impattano su Caselle... che stavo chiedevo? Forse stavo solo chiedendo una specie di V.I.S. "a posteriori"? Con una indagine epidemiologica... stavo chiedendo una specie di Valutazione di Impatto Sanitario? Nei prossimi giorni, dopo Pasqua, andrò a cercare informazioni in merito alla V.I.S. anche da una breve ricerca su Google qualcosa ho già trovato ed è questo: PROGETTO VISP – LIFE 02 ENV/IT/000018 / "La Valutazione di Impatto Sanitario come strumento di pianificazione territoriale integrato".
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Nei prossimi giorni cercherò altre informazioni sulla V.I.S. - Valutazione di Impatto Sanitario.

sabato 22 marzo 2008

Bosco Verticale... su "Architettura 24"

Tra le mie letture-studio su internet, mi diletto nello sbirciare anche sul sito Demaniore, dove ho trovato questo articolo: Bologna, progetti per 'costruire verde' firmati archistar. Ovviamente quando vedo la parola "verde", amplio la ricerca.
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In particolare quello che mi ha incuriosito è stato il "Bosco Verticale" ideato dallo Studio Boeri. Ma dato che su questo loro sito, non era semplice accedere alle pagine che illustravano questa idea e, tra l'altro, non riuscivo a scaricare una foto del progetto, ho cercato altri indirizzi web che illustrassero questa loro proposta.
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Ho continuato la ricerca su Google e mi sono imbattuto in Architettura 24, un blog realizzato da Anna Leone. Architetto. Sul suo blog ho trovato questo messaggio: Bosco verticale, le torri ideate da Stefano Boeri.
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Considerato che al mio blog accedono tutti, di tutte le categorie, arti, mestieri e professioni, credo Architettura 24 merita di essere evidenziato e di essere inserito nel mio elenco degli indirizzi web, anche perchè... non fa mai male vedere della buona architettura in un Comune come il nostro... dove in genere, si costruisce solo "edilizia".
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Tra l'Architettura e l'Edilizia... a Sommacampagna... e tantomeno con il "verde"... non c'è molto... feeling. Fare soldi è sempre il primo imperativo, poi sulla qualità estetica e/o dell'ambiente... beh!!! "no comment".
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Vi invito quindi a seguire anche il blog di Architettura 24 il cui indirizzo web viene riportato nell'elenco a fianco.

Tre domande all'E.N.A.C.

Questa mattina, ho spedito due raccomandate, (come sempre... a mie spese, il comune non mi rimborsa nulla) una al Presidente dell'E.N.A.C. a Roma e una, per conoscenza, al Direttore dell'E.N.A.C. presso l'Aeroporto Catullo.
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Qui sotto, invece, riporto le tre domande che ho posto all'Avv. Vito Riggio Presidente dell'ENAC. (Ente Nazionale Aviazione Civile)
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La prima è relativa a possibili mancanze di controllo sulla Valutazione di Impatto Ambientale alla quale doveva sottoporsi l'Aeroporto Catullo: L’ENAC doveva controllare la “sottoposizione della V.I.A.” del Catullo?
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La seconda riguarda il Piano di Rischio Aeroportuale in generale e il Verona Airport Hotel e la Città del Vino e del Cibo in particolare: L’ENAC deve autorizzare queste due nuove edificazioni in… “fine pista”?
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La terza domanda riguarda l'Accordo di Concertazione tra il Comune di Sommacampagna e l'Aeroporto Catullo: L’ENAC deve esprimersi in merito a questo “Accordo di Concertazione”?.
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Tre semplici domande... alle quali mi aspetto delle risposte. Domande che avrebbe potuto anche scrivere il Comune di Sommacampagna... ma che a quanto pare... non avendolo mai fatto, ritiene che siano domande inutili. Se per caso qualche domanda in merito fosse stata, invece, scritta dal mio Comune, ovviamente sono sempre pronto a trascriverla sul blog... compreso anche una eventuale risposta che i nostri amministratori avessero ottenuta.
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O... il problema della sicurezza... all'Aeroporto Catullo, non è un problema dell'E.N.A.C.?

venerdì 21 marzo 2008

Politica. Ma cosa significa?

Oggi mi hanno detto che... "sto facendo politica". Quindi quello che scrivo sul blog... sarebbe condizionato dal fatto che "faccio politica".
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Sta cosa, questa frase, mi ha fatto pensare e cosi mi sono informato su Google, dove ho scritto la parola "politica" e ho aspettato di vedere che appariva, ed è apparso questo:
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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. «L'uomo è per natura un animale politico»(Aristotele). Secondo un'antica definizione scolastica, la politica è l'Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis "πολις", città), si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare (per scelta popolare in democrazia, o per altre ragioni in altri sistemi), quanto al confronto ideale finalizzato all'accesso all'attività di governo o di opposizione.
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Ma come definizione della "politica" questa frase... mi sembrava troppo politicizzata... cosi ho continuato la ricerca utilizzando due parole: "fare politica" e la cosa che più mi è piaciuta... è stata la recensione di un libro: "Come fare politica senza entrare in un partito". Libro che non ho letto, (ma che dovrò leggere?), ma la cui recensione è questa:
Milioni di cittadini sono impegnati in associazioni, comitati, campagne, movimenti per fare quella che viene definita politica diffusa. Ce ne sono molti altri che vorrebbero farlo, ma spesso non riescono a organizzarsi, non hanno gli strumenti giusti per dare concretezza alle proprie intenzioni. Il libro vuole fornire una serie di informazioni, suggerimenti, indicazioni pratiche a chi - nella propria provincia, nel proprio quartiere - vuole darsi da fare per cambiare la società. Una specie di "che fare" della politica diffusa, un manuale per chi vuole orientarsi nella vasta gamma di possibilità di impegnarsi dal basso, senza deleghe, in modo diretto.
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Questa recensione si avvicina di più alla mia idea di "politica". In sostanza, "io volevo dire la mia su alcuni aspetti, in particolare sulla Discarica Comunale" e il Blog... (uno strumento) http://www.vivicaselle.eu/ mi ha dato questa possibilità. Punto! Questo per mè è fare "politica".
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Poi... questa discussione ha continuato... e allora sono stato "accusato" (in senso buono) che quando pianto un chiodo... nessuno mi schioda. Al che, io ho risposto: Se mi pongo e/o pongo delle domande... e le risposte che ottengo (se mi rispondono) non mi soddisfano... perchè dovrei smettere di continuare a chiedere e di porre domande?
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In realtà credo che "il tutto" mio agire... sia dipendente da una frase che ho letto qualche decennio fa e che mi è rimasta impressa e che, questa, si mi condiziona, la frase era di George Bernard Shaw... ed era questa: "L'uomo ragionevole si adatta al mondo... quello che non lo è si ostina a tentare di adattare il mondo a se stesso... perciò il progresso dipende da coloro che non sono ragionevoli". Di questa massima ne ho trovato anche una versione diversa: «L'uomo ragionevole adatta se stesso al mondo, quello irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso. Così il progresso dipende dagli uomini irragionevoli.» Scritta in un modo o nell'altro il risultato non cambia... se tutti alzano la mano... e nessuno si pone domande... meglio starsene a casa... a guardare il "Grande Fratello" e sperare ... che dio c'è la mandi buona.
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Per causa della Discarica delle Siberie, una caxxata a mio avviso, un'opera da avversare e da impedirne la realizzazione, sempre a mio avviso, mi sono dovuto studiare tutta la documentazione relativa alla Valutazione di Impatto Ambientale. Ho quindi scoperto che, come semplice cittadino, potevo dire la mia in modo ufficiale e giuridico... e cosi ho presentato 61 Osservazioni contro la discarica. Poteva finire tutto li... ma visto che ho dovuto studiare... mi sono posto una domanda: "e la V.I.A. dell'Aeroporto dov'è?"... Poi studiando la mancanza della V.I.A. dell'Aeroporto, mi sono posto una nuova domanda: "e la VIA del Quadrante Europa dov'è?" (prossimamente avrò modo di chiedere meglio anche di questa mancanza).
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Io sto chiedendo risposte a delle mie domande... Ma meno mi rispondono... più cerco... tutto li.
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Delle volte mi sembra di vivere a Evergreen Terrace di Springfield, dove ci vive anche Homer Simpson. Se non sbaglio "evergreen terrace" vuol dire: "terrazza mai verde" e "springfield" vuol dire: "campo di primavera". Il che potrebbe anche assomigliare a Caselle di Sommacampagna, vista la qualità dell'ambiente che abbiamo qui. Una cosa è certa... per il momento a Caselle non abbiamo una Centrale Nucleare dove lavora Homer Simpson imiegato al SNPP, Springfield Nuclear Power Plant, come ispettore alla sicurezza, pur non avendo nessuna qualifica.
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Data la sua esperienza alla Centrale Nucleare di Springfield... Hommer Simpson... non sarebbe perfetto come Responsabile della sicurezza della "Discarica Comunale" delle Siberie?
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Se vuoi vedere dove abita Homer Simpson clicca qui

E_mail dal Difensore Civico di Verona

Dal Difensore Civico del Comune di Verona ho ricevuto questa e_mail:
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----- Original Message -----
From: difensore.civico@comune.verona.it
To: sandriben
Sent: Friday, March 21, 2008 12:36 PM
Subject: Pratica 499/07 - mancata procedura VIA Aereoporto Catullo
Egregio Sig. Sandrini,
Le comunico che è pervenuta alla mia attenzione, per conoscenza, nota del Direttore Centrale Area Tecnico Operativa dell'Aereoporto Valerio Catullo, inviata all'Assessore agli Enti Partecipati con cui viene assicurato che la Società sta predisponendo la documentazione da inviare al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Non appena riceverò ulteriori comunicazioni sarà mia cura tenerLa informata. L'occasione è gradita per augurarLe una Felice Pasqua. Dott.ssa Anna Tantini. DIFENSORE CIVICO Comune di Verona.
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Al Difensore Civico ho cosi risposto:
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----- Original Message -----
From: sandriben
To: difensore.civico@comune.verona.it
Sent: Friday, March 21, 2008 12:59 PM
Subject: Re: Pratica 499/07 - mancata procedura VIA Aereoporto Catullo
Gentilissima Dott.ssa Tantini
La ringrazio sempre della Sua attenzione alle problematiche da me evidenziate. Credo che la documentazione che l'Aeroporto sta predisponendo sia quella che gli è stata chiesta dalla Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero come si evinceva nel documento che... avevo ricevuto e... anche a Lei inviato. A questo punto... aspettiamo le decisioni del Ministero dell'Ambiente. Colgo quindi l'occasione per ricambiare gli Auguri di Buona Pasqua. Distinti saluti. Beniamino Sandrini

giovedì 20 marzo 2008

Aeroporto... quando si stava peggio.

Devo essere sincero, una volta a Caselle, per quanto riguarda il rumore aeroportuale... si stava peggio. Quando c'erano gli aerei militari... c'era più rumore e... di tutti i tipi. Ma per quello "che facevano", "quando volevano" e "dove volevano"... i militari"... non si poteva fare nulla... dicevano che c'era il segreto di Stato.
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Di base all'Aeroporto "Militare" di Verona-Villafranca, c'era il 3° Stormo, costituito da 3 Gruppi e uno di questo era il 28° Gruppo che il 30 settembre 1997 smise di operare. Aerei militari, che dal 1954 fino alla fine anni '90, hanno "volato" sui cieli di Caselle a tutte le ore e in tutti i giorni dell'anno.
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Ma oggi, con i voli civili, credo siamo arrivati a superare in quantità, il numero dei voli dei militari... Questi ultimi, a parte qualche passaggio alla settimana... gli aerei militari sono quasi del tutto spariti dai cieli dall'Aeroporto di Villafranca.

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Ma per completezza di informazione credo che valga la pena... di ricordare anche il passato... e avendo trovato sul web, dei video di voli militari sull'Aeroporto "Militare" di Verona-Villafranca, credo che sia doveroso pubblicare anche questi.
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Dimenticavo... quando nei filmati vedete che gli aerei sono a terra... quel suolo è territorio comunale di Sommacampagna, anche se l'Aeroporto si chiama di Verona-Villafranca.

Catullo: una aerostazione sbagliata... nel posto sbagliato

Nella mosaico delle foto a fianco riprodotte (che è ingrandibile... cliccandoci sopra) sono state riportate le immagini satellitari di sei Aeroporti. Le due più grandi sono l'Aeroporto di Verona e quello di Brescia e le quattro più piccole sono, dall'alto in basso, l'Aeroporto di Linate, quello di Bologna, di Torino e quello di Bari.
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Che l'ubicazione della Aerostazione di Verona sia sbagliata... è evidente. Il piazzale di sosta degli aerei e gli edifici arrivi-partenza dell'Aeroporto Catullo, è posizionata dalla parte opposta della pista di rullaggio, con evidenti e pericolosi attraversamenti della pista di decollo e di atterraggio degli aerei, sopratutto quando questi devono decollare verso la città di Verona... decolli che al 100% saranno sempre cosi nel futuro.
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Poi, che l'aerostazione del Catullo sia ubicata a "fine pista", come l'Aeroporto di Linate, anche questo è un altro gravissimo errore. Come altro grave errore, che si sta compiendo è quanto si sta autorizzando con la costruzione del Verona Airport Hotel e della Città del Vino e del Cibo alla fine della pista in piena zona del Piano di Rischio Aeroportuale. Altri e ben più gravi errori che si sommano agli esistenti... senza mai dimenticare che l'Aeroporto Catullo... è mancante di Valutazione di Impatto Ambientale.
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L'aerostazione del Catullo posizionata in quel posto, fa poi si che... tutto il rumore generato dagli aerei sul piazzale dell'Aeroporto e/o in decollo verso Villafranca, non solo creano inquinamento da rumore verso il paese di Caselle, ma questo rumore, riflettendosi sulle pareti degli edifici si somma al rumore già elevato di suo, raddoppiando cosi l'intensità e la percezione di questo disagio che impatta sull'abitato di Caselle.
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L'Aerostazione dell'Aeroporto Catullo... è un'aerostazione sbagliata... nel posto sbagliato. Tutti gli altri Aeroporti qui evidenziati (eccetto Linate) sono caratterizzati da una Aerostazione al centro della pista e tra gli edifici e la pista di decollo c'è, correttamente, la pista di rullaggio. All'aeroporto di Verona no. Qui tutto il contrario... e tutto molto pericoloso anche per la sicurezza dei voli.
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Il Catullo di Verona, sarebbe un aeroporto da chiudere... tanto c'è quello di Montichiari a 30 km. Ma credo che nei prossimi mesi... qualcosa avrà da accadere in merito. Come sta già accadendo per l'Aeroporto di Ciampino... che da 138 voli al giorno ne sono stati ridotti 38. A Ciampino ora possono atterrare solo 100 voli... con un milione di passeggeri... in meno. E tutto questo nel tentativo di mitigare gli impatti negativi sulla popolazione dei Comuni di Marino e di Ciampino.
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Quindi che l'aeroporto di Verona possa crescere nel "cul de sac" dove si trova... la vedo poco probabile... e poi il Ministero dell'Ambiente l'ha già scritto... Il Catullo deve essere sottoposto alla V.I.A. - Valutazione di Impatto Ambientale e... credo anche alla V.A.S. - Valutazione Ambientale Strategica.
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A questo punto dobbiamo ricordare che è dal 1999 che all'Aeroporto "militare" di Villafranca, non sono più "di stazza" i tre gruppi di aerei militari del 3° Stormo, che è stato messo in "posizione quadro"... praticamente è statto sciolto. Ogni gruppo di 12 aerei occupava una delle tre aree indicate con le lettera "A", "B" e "C". Nella zona "A" e nella zona "C" c'erano gli aerei "intercettori", prima gli F104 e poi per ultimi gli AMX. Al centro nella zona "B" c'era il reparto fotografico, con aerei attrezzati per le riprese fotografiche.
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Oggi nella zona "A" c'è il Reparto Missili che è stato spostato da Montichiari, nella zona "B", c'è tutta la zona della torre di controllo per il volo e nella zona "C", non c'è quasi mai stato nulla, se non ultimamente della esercitazioni del Reparto Mobile di Supporto. Ci sono milioni di metri quadrati sotto utilizzati. Per i militari che sono rimasti... sarebbe sufficiente e avanzerebbe anche la sola zona "A".
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Per questo motivo, nelle zone "B" e "C", si potrebbe realizzare la nuova "Città Aeroportuale"... un vero aeroporto, con una vera torre di controllo, con delle vere aree espandibili per il nuovo Aeroporto di Verona-Sommacampagna, anche perchè più dell'80% dell'area occupata dall'aeroporto... è, da sempre, ubicata nel comune di Sommacampagna. Ad essere sinceri è dal 1999 che si poteva realizzare a "centro pista" la nuova aerostazione, ma le miopie dei responsabili di questi ultimi anni 8/9 anni... hanno fatto si che l'aerostazione del Catullo, si ampliasse nel posto sbagliato.
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Ampliare ancora l'aerostazione civile... nel "cul de sac" dove si trova adesso, a parte che fisicamente non si riesce più ad ampliare nulla... tutto questo, vuol solo confermare l'esistenza di una aerostazione sbagliata... nel posto sbagliato.
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Qualcuno... ma questo qualcuno... potrebbe essere solo il Sindaco di Verona... gli altri non hanno i "polmoni adatti"... potrebbe decidere che l'Aeroporto "del futuro" di Verona... s'abbia da fare li. Poi a Sommacampagna, come al solito gli... "calano le palpebre"... non chiederanno nulla in cambio, ma almeno la città Aeroportuale potrebbe ampliarsi - giustamente - nel posto giusto.
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Nel video sotto riprodotto, si possono intuire, durante le fasi di un decollo verso Villafranca, verso sud-ovest, le aree poste a nord della pista. Aree praticamente vuote, con pochissima edificazione. Nel video, l'aereo è fermo proprio all'inzio della pista in prossimità del sistema per l'atteraggio strumentale, poi inizia ad aumentare la velocità e dopo 400 metri passa sopra dove c'è scritto "22", in questa posizione si intravvede l'area della Zona "C", poi l'aereo aumenta di velocità... parallelo alla pista di rullaggio, si stacca dalla pista in prossimità della Zona "B", dove si vede anche la torre di Controllo e le aree agricole nell'intorno della "Corte Pantina" e poi il video termina quando passa sopra l'area della Zona "A", dove in lontananza si vede il centro abitato di Sommacampagna... e anche la Discarica della Casetta.
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Catullo: hanno sbagliato e... continuano a sbagliare

Erano gli anni '70 quando, quando gli Amministratori Pubblici del Comune di Sommacampagna (quelli di una volta) diedero incarico all'ing. Mario Marra (allora direttore dell'Aeroporto di Torino-Caselle) di predisporre uno studio di fattibilità per individuare la migliore ubicazione della nuova aerostazione, che oggi è chiamato... Aeroporto: Valerio Catullo.
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Ovviamente la migliore posizione di una nuova aerostazione, in qualsiasi aeroporto che sia servito da "una sola pista"... è da ubicarsi a lato... del centro pista, servito da una pista di rullaggio... che facilita poi, l'accesso -in sicurezza- degli aerei al piazzale di sosta per il carico e lo scarico dei passeggeri. A centro pista è stato studiato anche il nuovo aeroporto di Orio al Serio di Bergamo
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Allora ero ragazzino... (ma già allora avevo occhi aperti, orecchie attenti e lingua lunga) e gli Amministratori "di allora"... mi "portarono... con loro... per imparare", a Torino ad incontrare l'Ing. Marra. E poi, varie volte, almeno 2 o 3, mi "portarono... sempre con loro", anche a Milano, sede della prima "Regione Aerea" dalla quale dipendeva l'Aeroporto Militare di Verona-Villafranca, che doveva approvare questa scelta del Comune di Sommacampagna... della aerostazione civile... a centro pista.
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Ma quanto... allora veniva indicato da Sommacampagna... fu poi bocciato... perchè i... militari non cedevano un metro quadrato ai... civili. Cosi, in tutti questi anni, l'Aeroporto Civile di Verona Villafranca, si è sviluppato sempre sul territorio di Sommacampagna... ma a fine pista... e con la pista di rullaggio dalla parte opposta della pista di decollo. Nella peggior posizione, per la sicurezza, per il risparmio di carburante, per i rumori... Peggio di cosi non si poteva realizzare. Il tutto inserito nel "cul de sac" dell'area che c'è tra le due autostrade.... senza più alcuna possibilità di ampliare l'aerostazione.
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Da qualche giorno il duo: "Bortolazzi & Bortolazzi" rispettivamente Presidente della Camera di Commercio e contestualmente anche Presidente dell'Aeroporto Catullo, hanno avuto il colpo di genio... si sono inventati il "people mover". Bella idea, certo. Una monorotaia... è sempre una bella idea. Ma quello che si sono inventati il... "Bortolazzi & Bortolazzi"... è una idea senza "testa" ed anche senza "coda". Perchè? Perche il "people mover"... inizia dal posto sbagliato: dall'attuale Aerostazione, e... finisce nel posto sbagliato: alla Fiera di Verona.
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Perchè l'idea sia buona, il "People Mover" dovrebbe iniziare dalla "Nuova" aerostazione di Verona-Sommacampagna per poi, dopo aver servito il Quadrante Europa, la Stazione Ferroviaria e la Fiera di Verona... terminare ai Parcheggi Scambiatori previsti nell'area della "Genovesa" a fianco del nuovo Casello di Verona-Sud sulla A4. Solo cosi una buona idea... qual'è il "People Mover" (non come questo è stato inventato dal "Bortolazzi & Bortolazzi")... solo cosi diventa un'ottima idea. E mi spiego meglio.
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Partiamo dalla "testa": per l'Aerostazione del Valerio Catullo, "B&B" vogliono... raddoppiare i voli e i passeggeri.. da: 3,5 milioni di oggi ai: 6/7 milioni di passeggeri di domani e poi vogliono anche quintuplicare i parcheggi da: 4500 a: 20.000 posti auto. Il tutto poi servito da un "nuovo" Casello Autostradale sulla A22... che è a soli 2 km da quello di Verona-Nord
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Ma nell'attuale piazzale di sosta degli aerei e "B&B" lo sanno, non ci sta un aereo in più... sempre che non parcheggiano gli aerei... su due piani... uno sopra l'altro. Nemmeno poi si comprende dove "B&B" vorrebbero realizzare i parcheggi... su un'area grande 5 volte... quella oggi già utilizzata.
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Se invece la nuova aerostazione fosse ubicata a centro pista... li ci sono spazi enormi per tutto: parcheggi di auto e di aerei... nuovi edifici... nuovi centri commerciali... nuovi hotel... tutto quello che vuole realizzare l'aeroporto... con la cosidetta "Città Aeroportuale". Il tutto collegato con il nuovo Casello di Sommacampagna sulla A4. Tutto questo, tra l'altro, creerebbe minor inquinamento acustico e ambientale... sopratutto sull'abitato di Caselle. E una normale sottoposizione ad una semplicissima Valutazione di Impatto Ambientale l'avrebbe ben evidenziata. Ma il V.I.A. all'Aeroporto di Verona... "è mancante".
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Arriviamo alla "coda". Non far terminare il "People Mover" alla Genovesa, anche questo è un'altro, grosso e madornale errore. Concentrare tutto il parcheggio delle auto vicino all'aeroporto e da qui poi andare alla Fiera... è una caxxata bella e buona... quando un parcheggio vicino al nuovo Casello di Verona Sud... realizzato a servizio della Fiera... sarebbe la soluzione migliore.
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Quindi ben venga il "People Mover"... che però deve partire dalla NUOVA Aerostazione posta a nord della pista attuale e quindi al centro pista e che poi abbia da terminare al parcheggio scambiatore della Genovesa. Cosi è un'ottima idea... altrimenti... tutto il resto... è solo una "caxxata" senza testa e nemmeno senza coda....
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Ben venga il "People Mover"... ma deve iniziare da una nuova aerostazione... posta al centro pista.
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Ma per far questo... ci vorrebbero degli Amministratori Comunali... come quelli di una volta... Amministratori Comunali... con i "polmoni" e non succubi di chi... in tutti questi anni (con l'aeroporto) ha sempre sbagliato. Quello che è grave poi... è che continuano a sbagliare. Questo è il vero problema... con l'Aeroporto... hanno sbagliato e... continuano a sbagliare.
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Ma sopratutto oltre all'Aeroporto... continua a sbagliare anche questa Amministrazione Comunale di Sommacampagna... che asseconda i "madornali" e gravi errori dei vari Presidenti Aeroportuali... compreso anche l'ultimo... che, tra l'altro, è anche male consigliato dal Presidente della Camera di Commercio di Verona.
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Se Bortolazzi Presidente della Camera di Commercio avesse una visione da imprenditore.. più lungimirante... di quella del Bortolazzi Presidente dell'Aeroporto Catullo... forse si eviterebbero altri e gravi errori. Ma i due Presidenti coincidono con la stessa persona... cosi gli errori invece di diminuire... si raddoppiano... e chi ne fa le spese... sono i soliti cittadini di Caselle... gestiti da un'Amministrazione Comunale miope e senza prospettive e mancante di progetti per la salvaguardia ambientale e lamitigazione e la compensazione degli impatti generati dalle opere infrastrutturali.
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Si continua a commettere errori... oltre ai già gravi e madornali errori... già commessi nel passato.
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Nel video qui sotto riportato, è possibile seguire il percorso che un aereo compie quando decolla da Verona, verso la città. (come indicato nel tratteggio azzurro sulla foto) Nel video, mentre si sorvola tutta la pista, ad un certo punto si intravvede l'Aerostazione, poi il centro abitato di Madonna di Dossobuono,poi sopra il Forte di Santa Lucia, poi la Ferrovia Verona Bologna e poi ancora la Zona Industriale di Verona... fino sopra il quartiere di Borgo Roma... quando poi il video termina.

mercoledì 19 marzo 2008

Il Sindaco non risponde a me... ma nemmeno a loro

Era il 17 luglio 2007, quando il Comitato "No Cava Betlemme" scriveva una "Raccomandata a mani" inviata al Comune di Sommacampagna (VR) e indirizzata all'attenzione del Sig. Sindaco, al Sig. Assessore Ecologia e agli Assessori e Consiglieri - tutti che aveva il seguente oggetto e il susseguente testo.
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COMITATO “NO CAVA BETLEMME”
Proventi aeroporto: € 2,50 a biglietto?
Rendimento del conto
Loro utilizzo a tutela dell’ambiente

Egregi Signori,

il Comitato “No Cava Betlemme” ha appreso nei giorni scorsi che su ogni biglietto aereo in partenza ed in arrivo all’aereoporto Catullo (insistente per la gran parte sul territorio della frazione di Caselle), pare essere compresa una tassa di € 2,50 da devolvere al Comune di Sommacampagna.

Parrebbe tuttavia, dalle informazioni sin qui ottenute, che gli incassi del Vostro Ente per tale voce ammontassero a soli € 0,25 per ogni biglietto.

Il nostro Comitato è da anni attivo e a Voi noto per le sue lotte a tutela della salute dei cittadini, con particolare riguardo alle azioni di contrasto all’apertura di cava Betlemme. Visti i deludenti risultati sin qui nostro e Vostro malgrado ottenuti in tale ambito, il Comitato ritiene di primaria importanza per l’Amministrazione Comunale avere a disposizione risorse economiche da investire a tutela del nostro ambiente già gravemente compromesso, ad esempio attraverso la realizzazione di ampie zone pubbliche piantumate, piste ciclabili, barriere protettive anti-rumore, e ogni altro accorgimento utile.

Sempre ad avviso del Comitato, sarebbe giusto che queste risorse economiche venissero prelevate direttamente dalle tasche di chi ci inquina, sotto forma di vere e proprie “bolle di inquinamento”, già note in ordinamenti esteri. L’obolo che pare essere incluso sui biglietti aerei potrebbe essere visto proprio in questa ottica. Ciò chiarito, il Comitato

VI FORMULA ESPRESSA RICHIESTA

affinché vogliate fornire alla popolazione residente pubblica informazione – possibilmente scritta, magari sul prossimo giornalino Comunale – in merito alla tassa sopra indicata, alla sua esistenza, al suo ammontare e al suo utilizzo, esprimendo la Vostra valutazione in merito alle considerazioni contenute nel presente scritto, di cui chiediamo la pubblicazione sul precitato mezzo di informazione.

Anche su questi punti il Comitato chiede un confronto con i Vostri rappresentanti e chiede inoltre che le presenti proposte vengano sottoposte all’attenzione del Consiglio Comunale alla prima seduta utile.

Restiamo in attesa di Vostro cortese riscontro e nel frattempo porgiamo cordiali saluti.

Comitato “NO CAVA BETLEMME”
Il Presidente – Giovanni Cacciatori

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Non ero a conoscenza di questa lettera - che era stata inviata all'Amministrazione Comunale - da parte del "Comitato No Cava Betlemme". Lettera di cui solo oggi... via e_mail... ho ricevuto il testo, con preghiera di pubblicarlo sul blog... in quanto sino ad oggi... il suddetto comitato non ha ancora ricevuto nessuna risposta.
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Non vorrei aggiungere nessun commento, posso solo evidenziare che di questo aspetto ne avevo già scritto in un messaggio a titolo: Addizionale "comunale" sui diritti d'imbarco scritta il 26 Aprile 2007 e pubblicato sul blog in data 12 maggio 2007.
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Sempre in merito a questo argomento, evidenziato dal "Comitato No Cava Betlemme" riporto poi solo l'ultimo mio messaggio a titolo: Aeroporti, addizionale Comunale, incasso quasi raddoppiato pubblicato in data 14 Marzo 2008.
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Altre notizie in merito sicuramente verranno enunciate durante il Consiglio Comunale di stasera che andrà a discutere il Bilancio 2008. Appena avrò notizie in merito... sarà mia cura pubblicarle.
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Concludo con una noticina... oggi a Sommacampagna sono attivi tre comitati: (1°) "No Cava Betlemme"; (2°) "Cielo & Terra" [odori di Formaldeide nella Val di Sona] e (3) "No Discarica Siberie"... Quindi... che succederebbe se questi... "tre comitati"... si unissero a difesa dell'ambiente e della qualità di vita di tutta la popolazione? [se fossi il Presidente dell'Aerporto... io inizierei a preoccuparmi]

Quest'uomo... vuole rovesciare la città. Fermatelo!!!

In merito a quello che "vuole combinare" il duo: "Bortolazzi & Bortolazzi" rispettivamente Presidente della Camera di Commercio e Presidente dell'Aeroporto Catullo, prendo spunto da un articolo pubblicato questa mattina sull'Arena, da un articolo a Firma di Sandro Benetti.
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A quanto pare... solo a pochi giorni dalla definitiva entrata in vigore del P.A.T. di Verona, il nuovo Piano di Assetto del Territorio... c'è qualcuno che vuole "rovesciare" la città. Almeno questo è quello che scrive il giornale l'Arena di oggi, di cui ricopio un primo articolo.
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AEROPORTO. Piano di mobilità innovativa con Amt.
Il presidente: «Abbiamo 7mila posti auto, ne servono 20mila».

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Il progetto è ambizioso. «Vogliamo rovesciare questa città», afferma Fabio Bortolazzi nella duplice veste di presidente di Camera di Commercio e aeroporto Catullo. Enti uniti, assieme all’Amt per dare risposte e indicazioni sulla città del futuro. «Nasce dall’aeroporto il nuovo studio per una viabilità innovativa».
Un titolo di richiamo per presentare il cosiddetto start up di un progetto di ampio respiro che ha nello scalo aereo di Villafranca il punto di partenza e di arrivo. «Il Catullo ha chiuso il 2007 con un record: 3,5 milioni di passeggeri e le previsioni sono in aumento», dice Bortolazzi. Ecco perchè l’aeroporto deve pensare al suo sviluppo. «Attualmente», conferma Bortolazzi, «il Catullo dispone di cinquemila posti auto, più duemila gestiti da privati. Il traffico salirà nei prossimi anni, tra i 6 i 9 milioni d passeggeri. Serviranno almeno dai 12 mila ai 20 mila posti auto. Guardare allo sviluppo è una necessità». A cui aeroporto, Camera di Commercio e Amt affidano un nuovo progetto per la mobilità integrata di Verona.
Il piano, presentato ieri in Camera di Commercio, si avvale della collaborazione di Transmit, centro studi dell’Università di Verona, incaricato di effettuare un’analisi di prefattibilità degli interventi, di valutazione dei costi, di un futuro collegamento delle opere locali al sistema metropolitano regionale.
Con questo piano l’aeroporto assume un ruolo determinante per la futura mobilità metropolitana. Un progetto che nasce dalle esigenze del Catullo «la cui centralità», dice Bortolazzi, «verrà ulteriormente sottolineata dalla nascita del casello autostradale dell’aeroporto che crea una corsia facilitata di accesso allo scalo». Al vaglio inoltre la possibilità di un collegamento attraverso un «people mover» elettrico su monorotaia. «Tale sistema», spiega il direttore centrale dell’area tecnico operativa del Catullo, Antonio Zerman, «permetterebbe una connessione frequente e veloce tra l’aeroporto e i diversi poli di attrazione tra cui la Fiera, il Quadrante Europa, la stazione ferroviaria e il centro storico, permettendo anche di servire il traffico locale di alcuni quartieri della città».
Massimo Mariotti, presidente di Amt: «Lo schema integrato di trasporto e di sosta risulta utile tanto ai cittadini quanto alle imprese, tanto all’economia quanto alla qualità della vita». Il progetto ha trovato il consenso del presidente di Veronafiere Luigi Castelletti, che ha mostrato interesse per ogni miglioramento della viabilità e delle opportunità di sosta, chiedendo però «tempi veloci nel passaggio dalla diagnosi alla realizzazione».
...omississ...
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Il secondo articolo dell'Arena e a firma di S.B. (dove S.B. non sta per Sandrini Beniamino) ed è questo:
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Autostrada, un casello «dedicato» utile a molti.
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L’idea non è solo in rampa di lancio. I soldi ci sono, l’interesse anche. Un casello autostradale dedicato all’aeroporto Catullo. Lo chiede a gran voce il sistema Verona. Ieri il presidente di Camera di Commercio e Catullo Fabio Bortolazzi ha ribadito come quest’opera risulti determinante per lo sviluppo non solo dello scalo di Villafranca, ma di tutta Verona. «Il Catullo gode di una posizione straordinaria come tutta la nostra città. È il punto di incontro dei Corridoi Uno e Cinque della viabilità europea e dei transiti autostradali di A4 e A22.
In futuro tale centralità verrà ulteriormente sottolineata dalla nascita del casello autostradale dell’aeroporto che crea una corsia facilitata di accesso allo scalo. A questa opera, per la cui realizzazione la società Catullo sta lavorando in accordo con Autobrennero, sarà collegato un grande parcheggio scambiatore, in zona limitrofa allo scalo».
Il suo scopo dunque sarà quello di fare da collettore del traffico in entrata in città. Un casello salutato con favore anche dal Consorzio Zai che godrebbe dei vantaggi di un collegamento ancor più diretto con autostrada e aeroporto, e dalla Fiera, visto che il casello di Verona Sud avrebbe un aiuto ad allegerire il volume di traffico diretto alla Fiera. «Ora è tempo di agire», ha detto Bortolazzi, «abbiamo parlato anche troppo, a Verona bisogna soprattutto fare».
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Io credo che chi ragiona come i due Presidenti: "Bortolazzi & Bortolazzi", debba essere fermato, per il bene di tutti, sopratutto quando "il loro... voler rovesciare la città", viene enunciato da uno dei due... quello nella veste di Presidente della Società Aeroporto Catullo S.p.A. che ha gravi responsabilità ambientali, in quanto l'Aeroporto Catullo non è mai stato sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale.
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Il Bortolazzi vuole rovesciare la Città... Fermatelo!!! Per carità... Fermatelo!!!
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Clicca qui per scaricare il comunicato stampa dell'Aeroporto Catullo.

Svensson lo incarichiamo... prima o... dopo?

Anche oggi... in un nuovo Comunicato Stampa di Aero Habitat ... si parla sul Catullo.
Il comunicato non lo trascrivo tutto, anche perchè è scaricabile interamente dal loro sito web... dove è anche meglio leggibile. Ricopio solo quello che è attinente all'Aeroporto: Catullo. Nome che è citato anche nel titolo.

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Linate, Peretola, Catullo e le altre piste,
ENAC e SVENSSON docet
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Il REGOLAMENTO ENAC PER LA COSTRUZIONE e L’ESERCIZIO DEGLI AEROPORTI, Edizione 2 – Emendamento 4 del 30.1.2008 emanato il 12/03/2008 ha finalmente adottato il capitolo 9: PREVENZIONE E GESTIONE DEI RISCHI, PIANO DI EMERGENZA DELL’AEROPORTO e i PIANI DI RISCHIO.
E’ una svolta storica e materializza il recepimento dell’Annesso 14 ICAO disposta dopo l’incidente di Linate del 2001. Adesso occorrerà attendere l’effettivo adeguamento di ciascun aeroporto. I tempi non si annunciano brevi.
Il quadro delle questioni rimanda agli standard e conformità previste per l’infrastruttura aeroportuale, perciò entro il sedime dello scalo e le zone esterne: quelle lungo i coni di decollo ed atterraggio. Perciò entro il sedime dello scalo e nelle zone di pertinenza dei Comuni dell’intorno della pista di volo.
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...omississ...
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Un altro caso è stato riportato dal sito http://www.viverecaselle.eu/ di Sommacampagna di Verona che descrive il progetto della costruzione di un Hotel a circa 400 metri, della Città del Vino dal fine pista 22 di Villafranca di Verona. E sorgono immediatamente stridenti analogie con i due precedenti casi segnalati dalla trasmissione Report: a Linate e a Peretola.
A Linate l’intervento del Presidente ENAC Prof. Vito Riggio ha bloccato l’insediamento ma cosa succederà al Catullo? Quanti altri scali sono in condizioni simili? E’ possibile che vengano concesse autorizzazioni edificatorie lungo i coni di decollo ed atterraggio senza una adeguata verifica di ENAC? Ma non basta. Non devono essere sottoposte alle verifiche ENAC anche le progettazioni layout infrastrutturali entro lo stesso sedime dello scalo? Dove sono localizzate ad esempio le aerostazioni ed i piazzali degli scali italiani?
La loro ubicazioni è conforme agli standard ICAO ora incorporate nei Regolamenti e circolari ENAC? Quali sono le politiche di rientro di messa a norma predisposte da ENAC per ridurre l’indice di rischio di localizzazioni dell’aerostazione e dei piazzali di sosta degli aeromobili a ridosso della pista di volo?
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...omississ...
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A cinque anni dal rapporto Svensson il Regolamento ENAC propone ora verifiche e valutazioni del piano di rischio oltre il sedime aeroportuale nel contempo ha da tempo predisposto l’adozione del Safety Management System entro il sedime aeroportuale.
Dopo il fuoripista all’aeroporto Congonhas, inghiottito tra le case di S. Paolo del Brasile, del 17 luglio 2007 (un A 320 finito lateralmente su un edificio a sinistra della pista, sesto incidente in quattro anni), dopo l’incidente di Linate dell 8 ottobre 2001 con il MD 80 finito sull’edificio smistamento bagagli sulla destra della pista, quanti altri scali italiani sono nelle medesime situazione?
Catullo, ad esempio, ha il piazzale sosta aeromobili nella Zona di tutela A dei Piano di Rischio recentemente emanato dal Regolamento ENAC. Ebbene questa area è stata pensata per le sole edificazioni al di fuori del sedime aeroportuale, oltre la pista, ma la circostanza rivela una inequivocabile contraddittorietà:
- vanno applicati i criteri per la redazione del Piano di rischio esterno allo scalo?
- vanno verificati i criteri risk assessment – Safety Management System proposti dall’esperto ICAO Goran Svensson?
Qualora l’identificazione del livello di rischio per le aerostazioni ed i piazzali sosta aeromobili troppo a ridosso delle piste risultasse tra 1x10 -7 a 10 -9 (che rimandano a parametri di rischio “extremely remote though unacceptable) dovremmo forse riposizionarli? Una soluzione sicura, safe, di pronto intervento per il rientro in un Target Safety Level accettabile potrebbe prevedere nel frattempo una riduzione del numero dei voli.
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In molte delle sue parti... il testo di Aero Habitat... contiene specifici termini tecnici... quindi non entro nel problema tecnico sollevato nel Comunicato Stampa... Per il momento mi pongo e sottopongo all'Amministrazione Comunale di Sommacampagna... solo un paio di domande:
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1^_ A Goran Svensson dello Swedish Civil Aviation Authority gli assegniamo un incarico prima, per avere una consulenza su quanto stanno realizzando al Catullo e/o nell'immediato intorno... o lo chiamiamo dopo (come a Linate) ad incidente già avvenuto... quando qualche aereo, che non è riuscito a decollare da Verona... possa essere caduto sul Verona Airport Hotel o sulla Città del Vino e del Cibo?
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2^_ Una consulenza assegnata... adesso a Goran Svensson, che dovesse evidenziare delle problematiche per la sicurezza aerea e civile dell'intorno del Valerio Catullo... non sarebbe un'azione più intelligente e preventiva... piuttosto che un "report" su un possibile incidente aereo che avesse da accadere dopo?.
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Concludo questo messaggio con il servizio di TG3 Report che parla dell'incidente di Linate e... per coloro che vogliono approfondire l'argomento in questione, si possono collegare anche qui, su questo sito: http://www.airmanshiponline.com/2002news.htm dove ci sono altre informazioni in merito alle problematiche della sicurezza degli aeroporti e delle aree del loro intorno.
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Dimenticavo... nell'Aeroporto di Linate... come al Catullo di Verona... l'Aerostazione è posta a fine pista... nel posto sbagliato... ovviamente. (vedi foto).
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Anzi a Verona la situazione infrastrutturale... è ancora peggiore di Linate e per vari motivi:
La pista di Rullaggio è ubicata dalla parte opposta della Pista, per questo motivo gli aerei per servirsi di questa... devono dare la precedenza agli aerei in decollo.
L'area di sosta degli aerei -dopo gli ultimi ampliamenti- è oggi ancora più vicina alla pista di decollo... se come a Linate un aereo cadesse li... tutti gli aerei in sosta cadrebbero come birilli.
Tra la fine pista e la recinzione aeroportuale, a Linate ci sono centinaia di metri... a Verona, invece, solo qualche decina di metri.
Il Verona Airport Hotel che vogliono costruire, ricade nella 1^ Zona del Piano di Rischio Aeroportuale e la Città del Vino e del Cibo è a cavallo tra la Zona 1 e la Zona 2.
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Quella "corte agricola" diroccata che vedete vicino all'autostrada, all'inizio del filmato e che poi viene sorvolata dall'aereo in fase di atterraggio sulla pista 22, è il posto dove vorrebbero realizzare il Verona Airport Hotel... da 140 stanze.