Questa sentenza del Consiglio di Stato, ha valore solo e quando: "laddove la Cava Betlemme avesse l'obbligo della sottoposizione alla V.I.A." che - a quanto pare - non è quello che è stato approvato con la Deliberazione della Giunta Regionale N. 2383 del 01 agosto 2006, delibera che è stata revocata con queste motivazioni: "La deliberazione di autorizzazione non è stata notificata alla ditta richiedente nè ritirata dalla medesima e non sono state inviate le copie corredate dagli elaborati a Comune e Provincia. La medesima è stata tuttavia pubblicata sul B.U.R. della Regione Veneto."
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Le Delibere del Consiglio Comune di Sommacampagna dove - in tabelle allegate - è riportato che la... superfice della Cava Betlemme è di 14,6 ettari sono queste: la n. 30 del 5/02/2007, la n. 77 del 29/11/2006 e la n. 71 del 08/11/2006.
In altre delibere del Consiglio Comunale di Sommacampagna - ma precedenti la D.G.R.V. n. 3879 del 12.12.2006, invece, la... superfice della domanda per la Cava Betlemme risultava essere pari a 17,4 ettari e dette delibere sono la n. 56 del 14/09/2006 e la n. 26 del 24/05/2006 .
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Ma quando in una cava, gli ettari di superficie di scavo compreso le pertinenze per la lavorazione di ghiaia... ovviamente escluso l'area ricompresa entro il vincolo della Corte Ceolara... sono inferiori ai 15 ettari... per poco... ma sono entro il NON obbligo della sottoposizione alla VIA.
Avverso la suddetta deliberazione, il Comune di Sommacampagna aveva presentato ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto che con Sentenza n° 1736 del 3 maggio 2007, nel quale si può leggere che era stata presentava una: istanza diretta a ottenere l'autorizzazione per la coltivazione di una cava di ghiaia da denominarsi “Corte Betlemme”, da ubicarsi nell'omonima località del Comune di Sommacampagna, in un'area di piena disponibilità della ditta richiedente, classificata in parte come zona agricola e in parte come zona Beni culturali e ambientali, stante la presenza in loco della corte rurale denominata “Corte Ceolara”.
Ogni riferimento alla analoga e accertata mancanza (e non solo di VIA!) dell’aeroporto “Valerio Catullo” è qui non solo esplicitamente inteso, ma al contempo “alfierianamente” voluto! E quanto attiene ai comportamenti della società di gestione dell’HUB locale è solo la più clamorosa fra le “millanta sviste” di quanto e di come si eviti e/o si eluda il rispetto delle norme e delle procedure per la garanzia dei territori di Sommacampagna e per la tutela delle sue cittadinanze.Apertis verbis.
Invochiamo da parte dell’amministrazione comunale (soprattutto e in primis, “ma anche” di quelle Provinciale e Regionale) una analoga coerenza."
E che non sia solamente “coerenza di circostanza”: come sembrano testimoniare gli esigui e recenti - irrisori, a parer nostro - stanziamenti per studi sugli innumerevoli (fin troppi!) impatti sulla territorialità locale.
Oppure ancora le tardive - tanto tardive da rasentare la parvenza d’esser quasi opportunistiche - invocazioni alla magistratura affinché si dirima la vexata quaestio sulla salubrità o quanto meno sulla effettiva sopportabilità per la popolazione delle olezzanti e famigerate emissioni industriali.
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In ogni caso questo lungo mio intervento merita essere concluso con l'ultima parte scritta da William Bertozzo su: Una VIA per “Betlemme” frase che evidenzia l'agire del Sindaco di Sommacampagna, frase che è questa: "Ci si espone, altresì e inevitabilmente, alla facile taccia d’essere “forti coi deboli e deboli coi forti”: votati più alla ricerca del conveniente e acclamante consenso di alcuni (la parte), piuttosto che orientati all’impegnativo, faticoso, forse politicamente meno proficuo, ma dovuto perseguimento del benessere di tutti (l’intero)."










