venerdì 17 ottobre 2008

Sull'inquinamento, la Procura della Repubblica sta indagando?



Ieri ho ricevuto questa e_mail, che oggi pubblico... integrandola con un articolo a cui fa riferimento
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----- Original Message -----
From:
Elia Di Giovine
To:
Assess.c. AlessioAdami
Cc:
Sindaco e cons.prov.M.Faccioli ; I Grilli di Villafranca ; igrilli@igrilli.info ; cons.prov.P.Tovo ; Cons.prov.V.Balzo ; cons.c. P.Martari ; cons.c.N.Terilli ; Luciano Ceschi ; Loris Zampieri ; Enzo Corazzina ; Gilberto Giagulli ; BeniaminoSandrini/Caselle ; cons.prov. Mengalli ; Segreteria del Sindaco ; Redaz.l'ArenaVillafranca ; Giandomenico Allegri ; Laura T. ; Facincani WWF-villa
Sent: Thursday, October 16, 2008 9:50 AM
Subject:
AEROPORTO & INQUINAMENTO: non è ancora tutto chiara la situazione... intanto la Procura (con l'ARPAV) dal 2007 sta indagando per le mancate misure di controllo dello stato dell'aria.
Caro Assessore Adami,
ho seguito i lavori della C.A.A. per 3 anni, fino all’anno scorso, quando abbandonai la seduta indignato per il comportamento discriminatorio nei miei confronti da parte dei rappresentanti dei comuni di Verona e di Sommacampagna.
Pertanto permettimi di precisare meglio alcuni punti delle tue dichiarazioni a L'Arena
(v. articolo) sui flussi e le rotte aeroportuali, aspetti che forse non conosci nei dettagli -pur abitando a Calzoni- a causa dei tuoi impegni di lavoro fuori Verona.
“piano di zonizzazione della qualità dell’aria…. dobbiamo tutelare i nostri concittadini… ”AEROPORTO:
non l’80%, ma quasi tutti gli atterraggi (salvo particolari condizioni meteorologiche avverse) avvengono nel corridoio che insiste a sul quartiere di Madonna del popolo a 200 metri di quota: qui non c’è alcuna centralina di controllo (la richiesta di istallazione rivolta al Comune per un decennio è rimasta sempre inascoltata), quindi credo che la centralina in Z.I., posta a 3.000 m. di distanza dal corridoio aereo, dia dati poco significativi;
la zonizzazione acustica aeroportuale stabilisce che l’80% dei decolli avvengano con rotta nord-est verso Verona… in futuro (per ora non è così e non so se l’ENAC abbia già emesso il “notam” di avviso ai piloti), comunque l’operazione sarà utile solo quando al Società di gestione avrà istallato le due centraline di controllo del rumore a 700 m. dalla pista e sul tetto di un edificio del Quadrante Europa.
>>> “….lo studio e la regolazione dei flussi di traffico.”….
Cari Assessore e Sindaco (che mi legge p.c.),
continuo a leggere la volontà “di attuare piani e ...di controllo delle caldaie”, bene, ma il problema è ben più grave e annoso.
Ieri ho avuto conferma dalla Polizia giudiziaria della Procura di Verona che a seguito dei due esposti del 2007, con l’Arpav stanno portando avanti l’indagine sulle mancate misure di controllo e di contenimento dell’inquinamento urbano da parte del Comunale e sulle traversie regionali per l’attuazione della circonvallazione del capoluogo.
Da tempo che si chiede:
- controllo dell’inquinamento acustico e delle polveri in via Messedaglia e via N. Bixio ( la centralina Arpav, posta in zona industriale, non determina l’entità delle polveri),
- il lavaggio periodico delle vie più trafficate;
- la sospensione del traffico in concomitanza dei giorni stabiliti da Verona e dalle province del Veneto;
- l' adozione di un sistema di ECOPASS, da Dossobuono a Pizzoletta (impiegando le risorse derivanti dalle contravvenzioni), quale disincentivo al traffico passivo della S.R. n. 62 VR-MN, che potrebbe transitare sulla vicina autostrada del Brennero;
- la definizione del progetto, dei tempi e delle modalità di finanziamento per realizzare il 2° tratto della circonvallazione del capoluogo, tramite una Conferenza dei servizi con Regione e Veneto strade.
Cordiali saluti
Elìa Di Giovine

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Non commento oltre l'e_mail ricevuta, si commenta da sola, e sottolineo, in particolare, che ho lasciato "in chiaro" gli indirizzi a cui è stata inviata evidenziando che vi sono... oltre ai consiglieri comunali e provinciali del Partito Democratico anche il Presidente Provinciale di detto partito.
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Con gioia e soddisfazione, evidenzio che detta e_mail non è stata spedita al cosidetto "Assessore all'Ambiente e all'Ecologia" del Comune di Sommacampagna e questo evidenzia che detto Assessore... di Ecologia e Ambiente... non se ne sta ocupando... se nemmeno gli scrivono.
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In ogni caso l'articolo dell'Arena a titolo: "Lo smog soffoca la città. Auto e aerei sotto accusa", va ricopiato:
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Si chiama biossido di azoto. Lo emettono le auto, le caldaie e le industrie. Ma c’è il sospetto che piova anche dall’alto, ogni volta che un aereo passa sulla città. È questo il gas inquinante che ha superato i limiti imposti dalla legge, così come ha comunicato l’Arpav, l’Agenzia regionale per la prevenzione ambientale del Veneto.
Lo ha fatto rispondendo a Vincenzo D’Arienzo, consigliere provinciale del Partito democratico che aveva chiesto informazioni all’agenzia sul rumore e l’inquinamento prodotti dall’aeroporto Valerio Catullo.
Nella lettera, Giancarlo Cunego, direttore del dipartimento provinciale dell’Arpav, ha spiegato che, «studi recenti effettuati da Arpa Lombardia mostrano come mediamente i livelli d’inquinamento più elevati si registrano entro i confini aeroportuali, mentre a livello orario i livelli massimi interessano anche le rotte di atterraggio e decollo, in misura equivalente».
Ma per Villafranca non è possibile stabilire con precisione quanto possano incidere sulla città gli scarichi degli aerei. «La semplice misura al suolo», ha scritto Cunego, «non permette di discernere il contributo dell’aeroporto da quello di altre fonti inquinanti presenti sul territorio».
Però ha anche aggiunto: «È significativo il dato della stazione di monitoraggio di Villafranca che mostra livelli rilevanti di biossido di azoto, uno dei principali inquinanti emessi dagli aerei, confrontabili con quelli rilevati a San Martino Buon Albergo, dove la stazione di rilevamento è vicina ad autostrada e tangenziale, e mediamente più elevati di quelli registrati nelle postazioni di rilevamento di Verona quali Borgo Milano, piazza Bernardi e via San Giacomo».
Il superamento del livello di biossido di azoto nell’aria è confermato dai dati registrati nel 2007 dalla centralina di rilevamento che si trova all’incrocio tra via Postumia e via Primo Maggio, pubblicati recentemente dall’Arpav.
In dodici mesi il valore di questo gas registrato a Villafranca è stato di 55 microgrammi per metrocubo. Ben superiore al valore limite per la protezione della salute umana, che la legge ha stabilito per il 2007 in 46 microgrammi per metro cubo all’anno, portato a 44 microgrammi per il 2008.
Delle altre stazioni di rilevamento veronesi solo quella in Zai a Verona ha misurato nel 2007 valori più alti (67 microgrammi per metro cubo), mentre sono stati registrati valori inferiori, ma pur sempre sopra la soglia limite, a San Martino Buon Albergo (54) e San Giacomo di Verona (48).
Sul caso sollevato da D’Arienzo, Alessio Adami, vicesindaco e assessore all’ecologia, preso atto del verdetto dell’Arpav, spiega: «Alla commissione aeroportuale che si è riunita nei giorni scorsi ho fatto presente che l’80 per cento degli atterraggi interessa l’abitato di Villafranca. Ho chiesto che ci siano contatti più intensi e frequenti tra Comune e società Catullo. Dobbiamo tutelare i nostri concittadini».
Poi aggiunge: «Come Comune stiamo per aderire al piano di zonizzazione della qualità dell’aria che sarà predisposto dalla Provincia in collaborazione con i Comuni, l’Arpav e l’Università di Trento». Il piano prevederà uno studio delle fonti che inquinano l’aria sul territorio comunale. «Seguirà», aggiunge Adami, «una fase di elaborazione dei dati e, quanto prima, l’applicazione di azioni per ridurre l’inquinamento come il controllo delle caldaie domestiche, lo studio e la regolazione dei flussi di traffico».

Addizionale Comunale sui Diritti d'Imbarco, qualcosa... - finalmente - si muove ? ? ?

Era il 12 maggio 2007, quando scrivevo questo messaggio: Addizionale "comunale" sui diritti d'imbarco nel quale riportato una e_mail spedita all'Ufficio Tributi del Comune e che era indirizzata all'Assessore alle Finanze e Bilancio del Comune di Sommacampagna.
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Dopo quella e_mail e altri messaggi scritti sul blog, più volte, mi sono anche relazionato e confrontato con l'Assessore: Stefano Adami, che (oltre ad essere residente a Caselle) è delegato ai rapporti con l'A.N.C.A.I. - Associazione Nazionale Comuni Aeroportuali Italiani, e oggi, devo dire - finalmente - un'azione concreta è stata compiuta, che è costituita da questa Lettera dell'Assessore Adami che qui sotto ricopio:
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COMUNE DI SOMMACAMPAGNA
Provincia di Verona
ASSESSORATO ALLA CULTURA
Sommacampagna, 13.10.2008
Preg.mi Onorevoli Deputati
Circoscrizione Elettorale Veneto 1
Preg.mi Onorevoli Senatori
Circoscrizione Regione Veneto
Preg.mo Sig. Sindaco e Giunta Comunale
Comune di Sommacampagna
LORO SEDI
Oggetto: RELAZIONE ADDIZIONALE COMUNALE SUI DIRITTI D’IMBARCO
L’Associazione Nazionale Comuni Aeroportuali Italiani (di seguito ANCAI) nasce nel 1996 con lo scopo di coordinare fra loro sia i comuni italiani di sedime aeroportuale sia quanti, dalla presenza di un aeroporto adiacente al proprio territorio, ne traggono un qualsivolgia nocumento, offrendo la consulenza tecnica concernente gli aspetti legati in principal modo al rumore, all’inquinamento, alla viabilità e traffico, ai parcheggi, alla riscossione di tasse ed imposte dovute. Questa associazione è governata, oltre che da un presidente e da tre vicepresidenti, da un consiglio direttivo di 12 membri, del quale il comune di Sommacampagna fa parte fin dal 2004.
Fra le iniziative di maggior spessore e di valenza genuinamente federalista promosse da questa associazione di comuni spicca senz’altro la cosiddetta “addizionale comunale sui diritti d’imbarco”, un’imposta fortemente voluta dai comuni interessati, a sostenere le maggiori spese a carico delle comunità sulle quali insistono infrastrutture aeroportuali e formulata in maniera tanto semplice quanto efficace: caricare sul biglietto aereo di ogni passeggero 1 euro da destinate ai comuni aeroportuali per le principali necessità legate all’ambiente, alla viabilità e a quant’altro sopportato dalle comunità che vivono in adiacenza agli scali aeroportuali.
Il Parlamento, con legge n. 350 del 24/12/2003 (Legge Finanziaria 2004) istituiva l’addizionale comunale così ripartita:
- un euro a passeggero da destinarsi all’INPS per fondo integrazione Alitalia
- 50 centesimi di euro per i servizi antincendio aeroportuali
- un euro destinato ai comuni aeroportuali, ma così suddiviso:
30 ml. di euro allo Stato per ENAV. Di quello che rimane:
- 60% al Ministero dell’Interno
- 40% ai comuni aeroportuali
Con questa suddivisione, ricordando però che proprio recentemente con un emendamento al Senato la quota INPS per Alitalia è passata da uno a due euro portando il totale aggravio per il biglietto/passeggero a 3,5 euro, la quota destinata ai comuni aeroportuali risultava essere (fotografata all’anno 2007 con un totale di passeggeri di 68.000.000) di euro 68.000.000, così divisa:
- 30.000.000 di euro allo Stato
- 22.800.000 al Ministero dell’Interno
- 15.200.000 ai comuni aeroportuali
Considerato che molte compagnie (in primis Alitalia) non versano il dovuto per circa un 30% alle società di gestione, e queste di conseguenza alla Ragioneria dello Stato, ai comuni aeroportuali sono stati destinati fino a tutto l’anno 2006, ultimo di riscossione, euro 9.800.000 anziché i 15.200.000 previsti.
Se questo non bastasse, la Legge Finanziaria 2008 (n. 244 del 24/12/2007 art. 2 comma 615) ha istituito un fondo per il Ministero dell’Interno nel quale ha convogliato anche gli stanziamenti relativi all’addizionale comunale per una quota parte di euro 4.038.772: in tale fondo il richiamo alla legge istitutiva dell’addizionale compare insieme a leggi che riguardano somme relative ai vigili del fuoco, alla protezione civile e addirittura al personale della pubblica istruzione, a formare un “calderone” che nulla di buono fa presagire, soprattutto se si considera che, per tale fondo e per tutte le categorie in esso incluse, nel 2007 era stato previsto uno stanziamento di euro 41.000.000, ridotti a 25 ml. per il corrente anno, e dunque con esigue probabilità di vedere restituiti ai comuni aeroportuali i loro 4 ml di addizionale.
Quello che tuttavia preoccupa maggiormente ANCAI è che la legge Finanziaria 2008 ha trasformato radicalmente la natura dell’addizionale comunale
a. togliendole la caratteristica di fondo specifico
b. togliendole la valenza di “tributo”, ciò significando che in qualsiasi momento può essere modificata la destinazione delle somme introitate
ANCAI ha cercato di correre subito ai ripari formulando due emendamenti:
- un emendamento al d.d.l. 1441 (Disposizioni per lo sviluppo economico,la semplificazione, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria) portato dall’on. Giampiero Catone da parte di ANCAI;
- un altro emendamento, dal contenuto similare, portato dal Ministero dell’Interno.
Entrambi gli emendamenti sono stati respinti per mancanza di copertura, in quanto lo Stato ha già acquisito per sé l’entrata dell’intera addizionale.
Nell’assemblea generale dei soci ANCAI di venerdì 10 ottobre u.s. è stato deciso all’unanimità di affidare incarico legale all’avv. Maria Claudia Ioannucci perché predisponga un “atto di significazione e diffida” nei confronti del Governo, che obblighi quest’ultimo a pagare quanto dovuto per l’anno 2007, cioè prima dell’entrata in vigore della Finanziaria 2008.
Agli on.li parlamentari in indirizzo faccio appello, a nome di ANCAI e dei comuni aeroportuali veronesi di Sommacampagna e Villafranca, affinché ognuno per le competenze e l’incarico ricoperti si adoperi nel modificare quanto novellato dalla Finanziaria 2008 ed in particolare:
- si escluda dall’elenco n. 1 allegato alla legge n. 244/07 il riferimento alla legge n. 350/03 istitutiva dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco
- si ripristini la ratio della norma istitutiva dell’addizionale comunale, norma veramente federale nata come “ristoro” per i comuni che quotidianamente lottano contro gli effetti negativi che l struttura aeroportuale produce;
- si compia un atto di giustizia nei confronti dei comuni aeroportuali, riportandoli ad essere i soli destinatari di quell’euro in pronta cassa nato e voluto per loro.
Rimanendo a disposizione pe ulteriori e più complete delucidazioni su questa complessa materia, ringrazio per l’attenzione prestata e pordo distinti saluti.
ASSESSORE DELEGATO E MEMBRO DIRETTIVO ANCAI:
Stefano Adami

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Da quanto apprendo oggi... per ciò che ho appena letto... dire che tutto ciò - è sconvolgente -... è dire poco. Ed io torno a chiedermi... ma i nostri Parlamentari locali che stanno facendo?
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Come ho scritto in questo messaggio:
Il Catullo nel mirino delle interrogazioni parlamentari (ma non di quelli Veronesi), una interrogazione i nostri Onorevoli e Senatori che viaggiano gratis sugli aerei che ci inquinano... una interrogazione la potrebbero fare sulle irregolarità già accertate dell'Aeroporto Catullo, ad esempio, uno a caso, sulla mancata sottoposizione alla Valutazione di Impatto Ambientale di detto Aeroporto?
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Qualcosa l'Assessore Adami, l'ha oggi fatto... ma ovviamente io continuo a chiedermi... a quando una relazione dell'Assessore Granuzzo (che sarebbe delegato al cosidetto "Assessorato all'Ecologia e all'Ambiente") che abbia da scrivere agli stessi indirizzi e che abbia da relazionare sullo stato degli impatti ambientali generati dall'Aeroporto Catullo e che evidenzi che detto Aeroporto è senza la Valutazione di Impatto Ambientale?
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In ogni caso sempre in merito all'Addizionale Comunale sui Diritti di Imbarco, vi invito a leggere quanto riportato nel sito web di Assaeroporti: Associazione Italiana Gestori Aeroporti, della quale, dal 15 ottobre scorso (l'altro ieri) ne è diventato Presidente: l'Avv. Fulvio Cavalleri (ex Presidente dell'Aeroporto Catullo) e dal quale sito web, alla sezione: Diritti e Tariffe Aeroportuali, qualcosina è scritto - non aggiornato - anche in merito a questa tassa che solo una piccola parte sarebbe stata destinata (ora tolta) al ristoro delle popolazioni limitrofe agli aeroporti.
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Sottolineo quindi che l'attuale Presidente di Assaeroporti... è un Veronese e quindi l'Assessore Adami Stefano, dovrebbe anche scrivere a questo concittadino.
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A completamento di questo messaggio aggiungo un Comunicato Stampa di ieri, pubblicato su Avio News, questo:
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Compagnie 14:48 - Giovedì
Alitalia: arriva a 3 euro la tassa d'imbarco
Roma, Italia -
I proventi alimenteranno il fondo degli ammortizzatori sociali per gli esuberi(WAPA)
Ieri, in commissione Trasporti e Attività produttive della Camera è stato approvato un emendamento del Governo sul decreto Alitalia riguardante la tassa d'imbarco per i passeggeri in partenza da qualsiasi aeroporto italiano, aumentata da 2 a 3 Euro.
La motivazione alla base di tale decisione risiede nell'utilizzo dei proventi della tassa per alimentare il fondo degli ammortizzatori sociali a favore dei circa 7000 esuberi (il doppio della cifra ufficiale) del trasporto aereo.
Le commissioni Trasporti e Attività produttive hanno anche soppresso l’emendamento "Salva-manager" (che avrebbe tra l'altro depenalizzato le accuse per bancarotta ai principali imputati nei processi per i crac Parmalat e Cirio) e approvato una modifica che consente al commissario Alitalia di vendere, oltre agli asset aziendali, anche contratti (con le agenzie di viaggi, ad esempio) o beni (come gli aerei). (Avionews)
(050) 081016144807-1095391 (World Aeronautical Press Agency - 16-Ott-2008 14:48)
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giovedì 16 ottobre 2008

Linee Guida sul Rumore Notturno.

Era il 5 Agosto scorso quando scrivevo questo messaggio: Aeroporto Catullo - LIPX VRN - Ore 4,30 a.m. nel quale evidenziavo che, alle 4,30 del mattino, ero stato svegliato dai rumori delle attività aeroportuali, quelle a terra, non di aerei in volo (ci sono anche quelli di notte che ti svegliano).
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Pochi giorni dopo scrivevo questo altro messaggio:
Il rumore aereo percepito che nessuno cataloga nel quale riportavo un intervento di Aero Habitat sempre in merito al rumore aeroportuale.
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Oggi ritorno sull'argomento ricopiando un Comunicato Stampa dell'A.N.S.A., che annuncia che la Comunità Europea ha prodotto un documento denominato: Linee Guida sul Rumore Notturno. Un "volumetto" di 319 pagine, tutte scritte in lingua inglese, che forse l'Aeroporto Catullo... non ha tempo di leggere.
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Il Comunicato Stampa dell'A.N.S.A., di 3 giorni fa, era questo:
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INQUINAMENTO: RUMORE;
STOP ALLE NOTTI INSONNI,VIA LINEE-GUIDA
(ANSA) - ROMA, 13 OTT -
E' indirizzato anche ai decisori delle nostre citta' lo studio commissionato dall'Ufficio regionale per l'Europa dell'Oms e dall'Unione europea, che ha prodotto le Linee guida sul rumore notturno per l'Europa. Il lavoro condotto da un gruppo di esperti scelti tra 17 istituzioni di 12 Paesi europei e' stato condotto su un vasto campione di citta' europee dal 2003 a oggi.
Ma per il nostro Paese deve suonare come una sollecitazione ad impegnarsi di piu', se a luglio 2008, su 13 aree metropolitane, solo Firenze, Roma, Genova e Torino hanno provveduto alla mappatura dell'inquinamento acustico, necessaria alla predisposizione dei piani di risanamento imposti dalla legge. Se Milano e Bologna ci stanno lavorando solo Modena e Pisa li hanno completati.
Il sonno e' uno dei diritti fondamentali dell'uomo, lo sostiene anche la Convenzione europea sui diritti umani. Eppure le nostre citta' sono sempre piu insonni proprio a causa del rumore e dei suoi effetti che producono conseguenze anche importanti per la salute, compresi quelli cardiovascolari accertati in una rilevazione condotta da esperti italiani e inglesi.
Le linee guida sul rumore notturno per l'Europa intendono proporre la prima valutazione sistematica e organica dell'impatto sulla salute a breve e lungo termine dei disturbi del sonno, con l'auspicio che i governi ne traggano indicazioni importanti per modificare le legislazioni in materia.
Lo studio ha evidenziato come il rumore notturno possa far aumentare il battito cardiaco, fino a 10 battiti in piu' nella fase del sonno, per esempio, se passa un treno in prossimita' della propria abitazione. Ma tra gli altri effetti riscontrati ci sono una anomala eccitazione, cambiamenti di fase del sonno, alterazioni ormonali e risvegli improvvisi. Le linee guida fissano anche la correlazione tra i livelli di rumore notturno esterno e gli effetti sulla salute, proponendo una tabella del rischio.
Fino a 30 decibel non si osservano sostanziali effetti biologici, tra 30 e 40 decibel aumentano i movimenti del corpo, i risvegli, i disturbi del sonno e l'eccitazione. Tra 40 e 55 decibel la situazione si aggrava con un marcato aumento degli effetti negativi: la maggior parte delle persone esposte ne risente e si adatta a convivere con il rumore.
Sopra i 55 decibel la situazione pero' diventa pericolosa con effetti patologici evidenti che i incidono soprattutto sul sistema cardiovascolare.
Per avere un'idea della corrispondenza dei decibel basta pensare che il traffico diurno in media raggiunge 65 decibel per scendere nella notte di sette decibel, mentre il passaggio di un treno in piena notte arriva a 80 decibel.
Le Linee guida europee danno un'indicazione di massima: la popolazione non dovrebbe essere esposta a livelli che superano i 30 decibel durante la notte , un limite di sicurezza abbassato rispetto a quelli stabiliti qualche anno fa quando gli accertamenti scientifici disponibili erano minori.
(ANSA). XLO 13/10/2008 09:18

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Dopo aver letto questo Comunicato Stampa e aver dato una sbirciatina alle
Linee Guida sul Rumore Notturno, la mia prima domanda è questa, il "mio" Assessore - al cosidetto (sich!!) Assessorato alla Ecologia e all'Ambiente - saprebbe dirmi a che livello di decibel i cittadini di Caselle... dormono alla notte?
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Tra l'altro, il tipo di decollo che avete visto, lo vedranno cosi, dalle finestre del Verona Airport Hotel... che vogliono costruire in testa Pista all'Aeroporto Catullo.

Lettera aperta al Sindaco (come scusa per ricordare amicizie lontane)

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Da quando ho aperto questo blog, sono accaduti anche due "fatti molto personali" che oggi meritano di essere raccontati, uno è accaduto ieri e l'altro il "primo fatto", è accaduto in febbraio... quando ho ricevuto una e_mail, questa:
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----- Original Message ----- From: Antonella URP Valenza
To:
sandriben@tin.it Sent: Tuesday, February 26, 2008 9:49 AM
Ciao Ben,
Spero che sia tu il Ben che conosco. Ho trovato il tuo sito. Molto artigianale e bello. Sono naturalmente Antonella di Alessandria. Come vai? Salutoni Antonella
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Che non vedo Antonella sarà un decennio ormai, ma tramite ViviCaselle, mi ha ritrovato on line e cosi abbiamo ripreso i contatti e mi ha chiesto se gli aprivo un blog come il mio.
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Detto fatto... gli ho aperto un suo blog (che ovviamente da allora si gestisce da sola) a titolo:
Gli Anni Eroici ma oggi un suo messaggio merita essere evidenziato perchè mi ha fatto pensare al ruolo che potrebbe rivestire un dipendente pubblico che vive nello stesso comune dove lavora e di come questo potrebbe relazionarsi con i problemi della popolazione.
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Il messaggio pubblicato sul
blog di Antonella è stato questo:
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giovedì 16 ottobre 2008
LETTERA APERTA AL SINDACO DEL COMUNE DI VALENZA
Sindaco,
questa è la mia prima lettera a lei che è il mio capo del personale, da tanto tempo, da quando splendida fanciulla (permetta questa piccola ed unica digressione tanto per non far torto ai mie affezionati detrattori che contestano regolarmente il mio imperdonabile narcisismo) e piena di speranze varcavo le grandi porte della Pubblica Amministrazione. Ho visto Lei rappresentato da molte persone.
Ad Acqui Terme lei era giovane donna, molto gentile e disponibile. Poi è stato un uomo socialista. E' stato comunista, è stato del famosissimo Pentapartito, poi ancora Democristiano quindi del PDS e così via. Lei rappresentava lo Stato e qualche volta lo ha rappresentato degnamente.
Molto spesso in questi anni il cittadino mi fermava per la strada o direttamente nei vari uffici dove prestavo la mia opera e si lamentava della cattiva gestione di questo o quel servizio.
Non sapendo, il cittadino, con precisione dove lanciare le proprie accuse le indirizzava verso di Lei, Sig. Sindaco, alcune volte anche per poca dimestichezza con i ruoli e gli incarichi istituzionali. Alcune volte perchè così era giusto. Diceva in moltissime occasioni: "Voglio denunciare il sindaco." "Voglio andare ad insultare contro il sindaco" ed ancora: "Il Sindaco è un buffone."
In qualche modo essendo io, indegnamente forse ed in quel momento, l'unica che rappresentasse la Pubblica Amministrazione e a me si rivolgeva non come Antonella (quella splendida fanciulla che doveva magari andare al cinema o ad un fichissimo concerto rock e poi in seguito ad allattare la mia bimba) ma come referente dell'Istituzione, mi trovavo sempre a giustificare, a spiegare, a rasserenare gli animi, ad invitare ad un maggior rispetto non verso Lei , badi bene, ma verso il Sindaco.
Quindi lo facevo, comprenda La prego, non per Lei, sig. Sindaco, non per me ma per qualcosa di più grande di noi e di non negoziabile: cioè il valore intrinseco dell'Istituzione che Lei ed anche io (in misura diversa)
significhiamo.
Allora le farò una domanda Sig. Sindaco del Comune di Valenza. Aspetterò la risposta sul mio blog o personalmente.
Questa domanda sembrerà enigmatica (non tanto a Lei Sig. Sindaco del Comune di Valenza che sa bene di cosa sto parlando, quanto ai navigatori che stanno leggendo, ma, cari navigatori che state leggendo, presto sarà tutto chiaro anche per voi come lo è per me e per il Sindaco del Comune di Valenza perchè ve lo spiegherò al nostro prossimo incontro.)
Ecco dunque la domanda:
Cosa ne pensa se divenisse legittimo, tutte le volte che un cittadino (un qualsiasi cittadino badi bene non sto parlando di un magistrato o di un pretore, di un questore o quant'altro del genere)
un cittadino, ripeto, dichiarasse di voler accusare in tribunale il Sindaco di essere un ladro, o di avere operato in modo sconveniente che fosse legittimo appunto che venisse, il Sindaco, rimosso dall'incarico?
Magari con questo motivo persino decoroso: "come tutela per l'Amministrazione comunale e dello stesso Sindaco che non dovrà così avere più a che fare con un cittadino che lo contesta e non certamente come giudizio del di lui operato".
Aspetto una risposta, ma se non arrivasse in ogni caso spiegherò a tutti quelli che hanno letto il post (e spero tanti ) il motivo di questa domanda.
Al prossimo post, allora, Navigatori che avete letto e Sindaco del Comune di Valenza, da cui attendo, in qualità di integerrimo e fedele servo di Stato, una risposta.
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Ho riscritto questo messaggio di Antonella, primo, perchè mi è piaciuto moltissimo, secondo, perchè la stessa domanda la potrei fare anch'io al "mio" Sindaco, (o all'Assessore che non si occupa di Ecologia e di Ambiente) e la domanda di Antonella, rivolta al Sindaco, potrebbe essere cosi riscritta:
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Cosa ne pensa se divenisse legittimo, tutte le volte che un cittadino dichiarasse di voler accusare in Tribunale il Sindaco (e/o un suo Assessore) di avere operato in modo sconveniente che fosse legittimo appunto che venisse, il Sindaco, (e/o un Suo Assessore)
rimosso dall'incarico?
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Piacerebbe anche a me che il "mio" Sindaco mi rispondesse in merito della richiesta che ho già formulato e riportata in questo messaggio:
Richiesta di revoca della delega all'Assessore che... dovrebbe occuparsi di Ecologia e Ambiente e che invece si occupa di altro alla quale mia richiesta però ho ricevuto una risposta che non mi ha soddisfatto e che ho pubblicato in questo altro messaggio: Gentile Sig.ra Sindaca, La ringrazio di aver (finalmente) risposto ad una... mia lettera.
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L'altro fatto che... oggi voglio evidenziare, è accaduto solo ieri, quando rispondendo al telefono di casa, una voce (pure questa che non sentivo da anni) mi ha detto che mi aveva ricordato e "riscoperto tramite ViViCaselle".
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Una persona con cui avevo collaborato a dei progetti innovativi: Carta di Credito Sanitaria e Banca Dati Immobiliare per la FIAIP... ancora nei lontani (lontanissimi direi) anni '90.
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Dopo quasi vent'anni... essere ancora ricordato per essere ancora quello che va controcorrente, sempre e comunque, non può che farmi piacere e quindi visto che loro, con la loro ditta continuano a produrre prodotti innovativi, credo sia mio dovere, fare un pò di pubblicità a quanto stanno realizzando e che è visibile su:
www.newtecshop.it e su: www.newteclab.it .
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Di questi loro prodotti innovativi mi sono fatto spedire anche due brochure, la prima è: "
Dov'è finita la tecnologia" e la seconda è: "Bellavisione" … un nuovo media… La NetTelevision di NEWTEC.
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Un esempio di cosa si può fare e cosa si può ottenere dai loro prodotti... è ben visibile in questo video:
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Una pausa ci voleva... sono tornato indietro di qualche decennio, con dei bei ricordi, ma ora riprendiamo ad occuparci della quotidiana realtà del posto dove vivo... che anche loro, che non vengono qui a trovarmi da decenni, potrebbero meravigliarsi di come si è oggi (male) trasformato.
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Dimenticavo di scrivere che l'e_mail che poi ieri ho ricevuto dopo la telefonata, aveva questo oggetto: "L'amicizia e la simpatia non si comprano ne si vendono".

mercoledì 15 ottobre 2008

La "Città della Musica"... dal Comune di Sommacampagna... "emigra" a Verona?

Era il lontano 20 Ottobre 1999, quando la Regione Veneto con Delibera n° 69 approvava il Piano d'Area del Quadrante Europa, dove, al cui articolo 19, si poteva leggere questo: "Il Mirabilia, è situato nel territorio del Comune di Sommacampagna ed è costituito da un sistema di spazi e strutture legate alla fruizione turistica, sportiva, della cultura e del tempo libero, dalle annesse strutture ricettive e per la ristorazione, nonché da un centro multimediale di informazione e conoscenza turistica".
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L'idea intellettuale, di questo tipo di intervento, che poteva essere l'embrione di un futuro Parco Tematico, era stata proposta dal sottoscritto al Comune di Sommacampagna ed era stata accolta in una delle
Osservazioni ad una delle Varianti al P.R.G. e poi Osservazioni al P.A.Q.E. che erano state approvate da quel comune, qualche anno prima.
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Progetto iniziato ancora prima ma che il 9 Luglio del 1996, divenne più concreto quando presentai in comune le mie personali Osservazioni al P.A.Q.E. il Piano d'Area del Quadrante Europa, tra le quali ipotizzavo questa soluzione:
"i territori ad ovest della città, dovranno essere caratterizzati anche dalla presenza di importanti strutture destinate al tempo libero, alla ristorazione, all'accoglienza, allo sport e alla cultura, in modo che questi -territori- diventino la "Porta Ovest della Città" o la Porta dell'Accoglienza, anche perchè da questa porta si potrebbe accedere alla zona dei Parchi a Tema presenti nella zona del basso Garda collegati alla città".
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Nel 2001/2002 quell'Idea personale, fino allora solo scritta sulla carta, che era stata recepita nell'art. 19 delle N.T.A. del P.A.Q.E. divenne una proposta grafica denominata "CITTA' della MUSICA" supportata anche un modello in scala come riprodotto in questa foto e visibile nel video sottostante.
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Tra il 2003 e il 2004, ovviamente sempre e solo su mia iniziativa, quell'idea della "Città della Musica" divenne uno dei Progetti Bandiera del Piano Strategico di Verona, come risulta alla pagina 7 del Bollettino n° 2 di detto progetto.


Ma nel 2004, senza chiedermi assolutamente nulla, l'attuale Amministrazione Comunale, inseriva questa mia idea nel loro Programma Elettorale con questa dicitura: "Mirabilia: progetto per un parco tematico musicale condiviso con il Piano Strategico della città di Verona, con strutture per spettacoli musicali, spazi museali, sale di registrazione, sale di proiezione, sale per conferenze e convegni, videoteche, uffici e servizi in generale, negozi, alberghi, uffici viaggio e turismo, ed altre strutture connesse".
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Dopo questo utilizzo improprio, di detta mia idea, da parte dell'attuale maggioranza Comunale per la "loro campagna elettorale" e, senza pensarci molto, andai a cercare nel Comune di Verona un'area, un altro luogo dove poter ipotizzare la realizzazione della "Città della Musica", proposta che integrai con "Immagine ed Arte" che venne denominata "Città M.I.A. - Musica - Immagine - Arte".
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Una proposta, quella di "Città M.I.A.", che venne formalizzata con una formale Osservazione al P.A.T. del Comune di Verona, presentata in data 19 Giugno 2006 prot. 144509 della quale, qui sotto, riporto i documenti allegati.
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Allegata alla Osservazione al P.A.T. di Verona, del 2006, c'era la proposta denominata "Città M.I.A. - Musica -Immagine - Arte" di cui questa sotto ne è la copertina:
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I documenti che componevano quella Osservazione al P.A.T. rubricata poi con il 430 nell'Allegato A1 alla Delibera regione Veneto n° 4148 del 18 Dicembre 2007 sono questi:
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01_Presentazione_Osservazione_PAT
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02_Premessa_Osservazione_PAT
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03_Relazione_Osservazione_PAT

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04_Descrizione_Tavole_Città_MIA_PAT
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E la proposta denominata "Città M.I.A." era costituita da queste 10 tavole di cui la Tavola_00 ne è la copertina:
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Citta_MIA_PAT_00
Citta_MIA_PAT_01
Citta_MIA_PAT_02
Citta_MIA_PAT_03
Citta_MIA_PAT_04
Citta_MIA_PAT_05
Citta_MIA_PAT_06
Citta_MIA_PAT_07
Citta_MIA_PAT_08
Citta_MIA_PAT_09
Citta_MIA_PAT_10
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L'iter del P.A.T. di Verona, si è concluso il 18 Dicembre 2007 ed è entrato in vigore a Febbraio di quest'anno e fino ad ieri, della Città della Musica non ho più saputo nulla, se non dopo la pubblicazione di un Comunicato Stampa del Comune di Verona, a titolo:
"VERONA - CITTA’ DELLA MUSICA: COMITATO REGIONALE AVANZA PROPOSTA A SINDACO TOSI", di cui qui sotto ne ricopio alcuni brani:
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All’incontro con il Sindaco, che per l’occasione ha sottoscritto la propria adesione al Comitato, erano presenti il consigliere regionale Tiziano Zigiotto e il leader dei Pooh Dodi Battaglia, promotori dell’iniziativa, e gli assessori alla Cultura Erminia Perbellini e all’Urbanistica Vito Giacino.
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Verona potrebbe diventare sede di un Polo musicale di rilievo internazionale, in grado di ospitare concerti, una scuola per giovani talenti, un museo degli strumenti musicali e altre iniziative di promozione e ricerca in ambito artistico e musicale. E’ la proposta avanzata oggi al Sindaco Flavio Tosi dal Comitato regionale “Città della musica”, libera associazione senza scopo di lucro che ha fra le sue finalità la promozione dell’attività di ricerca e di approfondimento nei campi della cultura, della musica e dello spettacolo.
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“L’amministrazione comunale si impegnerà – assicura il sindaco Tosi - a concretizzare questa importante opportunità che viene offerta alla città di Verona, che potrà completare con questa iniziativa la sua vocazione musicale e aggiungere nuove possibilità di sviluppo in ambito turistico, artistico e culturale. Ci mettiamo volentieri a disposizione – ha concluso Tosi - per reperire l’area più idonea a sviluppare questo progetto, sia dal punto di vista urbanistico che sotto il profilo artistico-culturale; ci sono tutti gli elementi perché questa iniziativa possa andare a buon fine”.
“Si tratta di un progetto di respiro internazionale – dice l’assessore Giacino - che necessita di un’area adatta ad ospitare una struttura di grandi dimensioni, collocata in posizione strategica rispetto alla grande viabilità, al servizio di trasporto pubblico e alla disponibilità di parcheggi. Stiamo ragionando su varie ipotesi: a breve ci ritroveremo –conclude l’assessore all’Urbanistica- per esaminare le diverse opportunità e presentare un progetto concreto”.
“Verona è la città ideale per realizzare qualcosa di importante in ambito musicale rivolto ai giovani – dice l’assessore Perbellini - perché può abbinare alla tradizione legata all’opera lirica, interessanti e innovative esperienze in ambito musicale, come il successo degli ultimi spettacoli in Arena ha ampiamente dimostrato. Si parla tanto di disagio giovanile: pensiamo allora a realizzare iniziative interessanti per i giovani, in grado di offrire davvero concrete alternative allo sballo”.
“Con altri artisti ed esponenti del mondo dello spettacolo – dice Dodi Battaglia - pensiamo da tempo alla necessità di creare un’iniziativa importante a favore dei giovani, che necessita di una struttura adeguata e di una città in grado di assicurare una visibilità internazionale: siamo convinti che Verona, per le sue caratteristiche, possa essere il luogo ideale”.
“L’iniziativa nasce da un gruppo di amici uniti dalla comune passione per la musica – dice il consigliere regionale Zigiotto - che hanno deciso di dar vita ad un’iniziativa rivolta ai giovani, che potrebbe trovare a Verona la sua sede ideale, contando per di più sulla collaborazione con la Regione”.
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Allegati:
SINDACO TOSI - VERONA CITTA’ DELLA MUSICA
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Adesso che farà il Comune di Sommacampagna, mentre il Comune di Verona gli sta scippando una loro idea... quella della Città della Musica (che ovviamente avevano prima, loro, scippato al sottoscritto)?
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Una cosa l'hanno già fatta, a fianco delle aree di Mirabilia, l'Assessore-Architetto al cosidetto Assessorato alle Cave e alle Discariche, è riuscito a farsi approvare una bella Discarica di Rifiuti Industriali e Speciali... e quindi credo che tra una Discarica e una Città della Musica, a Sommacampagna debba essere costruita la bella Discarica...
è quello che si meritano i "miei" Amministratori Comunali.
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In questo modo, la Città di Verona potrà cosi avere la sua bella Città della Musica... e la Città di Sommacampagna... potrebbe avere dell'altro al posto della Discarica di Rifiuti Industriali?
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Il Comune di Sommacampagna può ancora rinunciare alla sua Discarica, magari realizzando nelle aree di Mirabilia (art. 19 del P.A.Q.E.), la "Città della Salute" il cui embrione potrebbe essere il Polo Ospedaliero Unico dell'ULSS 22, come ho scritto ed illustrato in questo messaggio: IL PROGETTO PERFETTO ?

Il Catullo nel mirino delle interrogazioni parlamentari (ma non di quelli Veronesi)


Due interrogazioni Parlamentari in pochi giorni sull'Aeroporto Catullo? Finalmente i nostri politici eletti si sono accorti che esiste l'Aeroporto? NOOO!!! Loro (i nostri parlamentari) l'Aereo lo usano "gratis" per andare a Roma, nemmeno sanno che l'Aeroporto inquina e che è... senza la Valutazione di Impatto Ambientale.
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Ieri sono usciti due articoli in merito all'interrogazione parlamentare presentata dal Senatore Cesare Cursi (di Roma) come risulta essere pubblicata su
Sera Quotidiano e su Avvisatore. Su Avvisatore c'era questo articolo: I dipendenti dell'aeroporto di Verona preoccupati per eventuali licenziamenti in vista della riorganizzazione e su Sera Quotidiano c'era l'articolo riprodotto nella foto a titolo: Rilancio dell'Aeroporto, il Catullo atterra a Roma.
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Già ieri mattina, dopo aver letto il primo articolo sull'Avvisatore, ho scritto una e_mail al Senatore Cursi, questa:

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Egr. Senatore Cesare Cursi
Ho letto un articolo, questo:
I dipendenti dell'aeroporto di Verona preoccupati per eventuali licenziamenti in vista della riorganizzazione in cui Lei si preoccupa di eventuali licenziamenti di dipendenti dell'Aeroporto Catullo. Ma Lei è a conoscenza che detto Aeroporto Civile dovrebbe essere chiuso perchè mancante della VIA? Detto Aeroporto Civile non è mai stato sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale e di questo se ne era accorto il Ministero dopo il mio interessamento che aveva coinvolto il Difensore Civico. Le posso chiedere di presentare una interrogazione in merito? La ringrazio anticipatamente e Le porgo distinti saluti. Beniamino Sandrini.
In allegato:
A_ La lettera spedita al
Ministero dell'Ambiente
B_ La documentazione contenente 20 domande
C_ Orientamenti giurisprudenziali sulla V.I.A. dell'APAT
D_ La lettera ricevuta dalla
Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale
E_ Un comunicato stampa di
Avionews sulla mancata VIA dell'Aeroporto Catullo
F_ Un comunicato stampa di
Aero Habitat sempre sullo stesso problema
G_ Un articolo uscito su "
Il Verona" in data 15 febbraio
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Ma una seconda Interrogazione Parlamentare è stata presentata dall'Onorevole Paola Binetti la settimana scorsa che era stata pubblicata sui giornali di Brescia e su Avio News a titolo:
Interrogazione sui sistemi di sicurezza dell'aeroporto di Verona. Ovviamente anche per questa Interrogazione Parlamentare avevo scritto all'Onorevole Binetti, questo:
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On. Deputato Paola Binetti
Ho letto un articolo in cui Lei ha presentato una interrogazione al Ministero dei Trasporti sull'Aeroporto Catullo. Lei è a conoscenza che detto Aeroporto di Verona non è mai stato sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale? Dopo mesi di non risposte da parte dell'Aeroporto avevo scritto alla Direzione Generale Per la Salvaguardia Ambientale. Accompagnata da una serie di domande e supportata da una raccolta giurisprudenziale sulla "V.I.A.". A seguito di questa mia lettera e anche per l'interessamento del Difensore Civico del Comune di Verona il Ministero dell'Ambiente ha risposto che l'Aeroporto Catullo doveva essere sottoposto alla "V.I.A." Lei non potrebbe presentare una interrogazione al Ministero dell'Ambiente per coprendere le ntenzioni di detto Ministro? Distinti saluti. Beniamino Sandrini (Residente dalla nascita nell'intorno dell'Aeroporto di Verona). (Anche a questa e_mail ho aggiunto gli allegati inviati al Senatore Cursi)
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Un Senatore del "PdL" di Roma e un'Onorevole del "PD" di Brescia si preoccupano dell'Aeroporto Catullo mentre i nostri Parlamentari, in primis, il Capogruppo della Lega Nord Padania del Senato, il Senatore: Federico Bricolo (che abita a Sommacampagna e quindi mio concittadino) dell'Aeroporto e delle problematiche ambientali, sanitarie e anche occupazionali connesse... non gliene frega un pifferro celtico.
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Eppure sarebbe semplice per il mio Sindaco contattare detto Senatore Padano: dovrebbe alzarsi dalla sedia, scendere una rampa di scale, attraversare una piazza e dopo "100 passi" potrebbe conferire con il Capogruppo della Lega Nord al Senato... seduti comodamente in un ambiente tapezzato delle foto delle riunioni padane a Pontida.
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Ma fare questo sforzo, a difesa della salute della popolazione del Comune e di Caselle in particolare... deve essere difficile.
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Oddio... questo sforzo immane, questi "100 passi" potrebbe farli l'Assessore che sarebbe addetto al cosidetto Assessorato all'Ecologia e Ambiente, ma Egli si sta divertendo a far "decollare" la Discarica di Rifiuti delle Siberie e a "costruire castelli di ghiaia e di sabbia"... nelle cave del comune.

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E poi, questo Assessore, meno si avvicina all'Aeroporto... meglio è, altrimenti potrebbe scoprire qualche strana coincidenza leggendo i nomi dei progettisti del Verona Airport Hotel, quello che vogliono costruire in testa pista del Catullo.
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O per preoccuparsi dell'Aeroporto questi Onorevoli e Senatori, devono provare quello che ha provato il Ministro dell'Ambiente ieri sera: Brivido nel pomeriggio per un gruppo di persone, tra le quali il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, imbarcate su un aereo governativo italiano Falcon, che al momento dell'atterraggio sulla pista dell'aeroporto di Roma-Ciampino, è andato fuori pista. Fortunatamente tutte illese le persone a bordo.

martedì 14 ottobre 2008

Aeroporti e Piano di Rischio, una corsa affannosa.

Ieri avevo scritto questo messaggio: Con il "Piano di RISCHIO Aeroportuale"... chi RISCHIA di perdere decine di milioni di Euro? e oggi quello che avevo scritto è stato ripreso da Aero Habitat è pubblicato sul loro sito in questa new: Aeroporti e Piano di Rischio, una corsa affannosa che qui sotto ricopio:
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E adesso, cosa succederà?
Anche l’Italia, finalmente, ha varato le sue Public Safety Zone, spazi e aree di sicurezza e salvaguardia lungo l’asse pista.
Uno spazio di sicurezza che si allunga – per le piste con lunghezza superiore a 1200 metri – e raggiunge la distanza di 3000 metri (vedi geometria del rischio). E’ partita una corsa, una legittima e rapida ricerca affannosa a mettersi a norma. Finalmente.
Dal sito
http://vivicaselle.blogspot.com/2008/10/con-il-piano-di-rischio-aeroportuale.html ieri 13 ottobre si evidenzia, ancora una volta questa problematica, riportando una lettera trasmessa dal Sindaco di Sommacampagna agli altri due comuni dell’intorno del Verona – Catullo (Verona e Villafranca) e per conoscenza alla società aeroportuale dello scalo ed all’ENAC.
L’urgenza è evidente, anche se la questione era attesa. Una bozza del Piano del Rischio era stata sottoposta ai Comuni da quasi due anni. Ma gli interrogativi non si possono fermare all’atto amministrativo di messa a norma e d’integrazione e revisione del Piano Regolatore Particolareggiato Comunale e/o intercomunale.
Le zone della “matrice del rischio” identificate da ENAC sono “per i nuovi insediamenti sono applicabili i seguenti indirizzi, in termini di contenimento del carico antropico e d’individuazione delle attività compatibili, che i Comuni articolano e dettagliano nei piani di rischio in coerenza con la propria ordinamento urbanistico – edilizia.”
E precisamente:
- Zona di tutela A: è da limitare al massimo il carico antropico. In tale zona non vanno quindi previste nuove edificazioni residenziali. Possono essere previste attività non residenziali, con indici di edificabilità bassi, che comportano la permanenza discontinua di un numero limitato di persone.
- Zona di tutela B: possono essere previsti una modesta funzione residenziale, con indici di edificabilità bassi, e attività non residenziali, con indici di edificabilità medi, che comportano la permanenza di un numero limitato di persone.
- Zona di tutela C: possono essere previsti un ragionevole incremento della funzione residenziale, con indici di edificabilità medi, e nuove attività non residenziali.
Ebbene, in attesa di poter verificare come saranno disegnate queste aree negli aeroporti italiani a maggior traffico aereo, poniamo una domanda alquanto scontata. Cosa succede se queste aree ricadono in zone dove insistono insediamenti storici e/o recenti ad elevato affollamento come costruzioni di scuole, ospedali e, in generale, obiettivi sensibili, o altrimenti attività che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale.
L’ENAC per questa eventualità riporta:
-“fermo restando il mantenimento delle edificazioni e delle attività esistenti sul territorio”.
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Che dire?
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Grazie ad Aero Habitat... che mi aiuta a divulgare ad un pubblico più vasto e più tecnico, le problematiche ambientali e di sicurezza, commesse alle attività dell'Aeroporto di Verona.
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Problematiche ambientali e di sicurezza di cui i vari Sindaci fanno finta che non esistano, forse per non disturbare il "business" dell'Aeroporto.

Troppi rumori di aerei. Si studiano soluzioni (che sono solo palliativi)

Un nuovo articolo sull'ARENA di oggi si occupa delle problematiche ambientali dell'Aeroporto, che come al solito si occupa delle "pagliuzze" e mai entra nel vero problema... il "travicello" che è costituito dal fatto che l'Aeroporto Catullo si è ampliato e ha potenziato i voli... senza essere mai stato sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale.
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Ma ricopiamo l'articolo a titolo: Troppi rumori di aerei. Si studiano soluzioni
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VILLAFRANCA.
I tecnici comunali lavorano con gli esperti dell’aeroporto per fissare le tabelle sui limiti dei decibel
Troppi rumori di aerei. Si studiano soluzioni
di Fabio Tomelleri
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Un piano antirumore per limitare i disagi di chi vive nelle vicinanze dell’aeroporto.
Ci stanno lavorando in questi mesi il Comune e la società Valerio Catullo, che gestisce lo scalo che ricade in parte nel territorio villafranchese. Tecnici municipali e della società si sono incontrati nella commissione aeroportuale per l’ambiente per definire i limiti del rumore ammessi nella zona attorno al Catullo. Ad oggi il gruppo ha già approvato alcune regole, come quella che impone il decollo degli aeroplani nella direzione nord con una virata a destra anticipata rispetto al passato per evitare di sorvolare le zone più densamente popolate.
Nei prossimi mesi verrà individuata la fascia di rispetto ecologico esterna all’aeroporto già prevista dalla Regione nel 1994, ma mai entrata in vigore perché il Comune non adottò la variante urbanistica per la sua istituzione.
La zona è quella limitata a ovest da via Capitel, a sud dalla strada regionale 62, a est da via Monte Baldo e a nord dall’aeroporto.
In quest’area sorgono parte delle abitazioni di Caluri, quelle sul lato est di via Capitel, parte della località Capitello Le Ché, alcune abitazioni e industrie di Calzoni oltre a corti rurali come Cascina Pozzi, Cascina Morandini e Cascina Furia.
Questa zona dovrà essere suddivisa in tre fasce contraddistinte con le lettere A, B e C, secondo le linee guida sulla classificazione dei territori comunali dettate dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat) del Governo.
Nella zona A, più esterna, il rumore proveniente dall’aeroporto non potrà superare i 65 decibel: vi saranno ammesse costruzioni di case dotate internamente e esternamente di insonorizzazioni come pannelli fonoassorbenti.
Nella zona zona B, intermedia, il limite ammesso sarà 75 decibel e potranno essere realizzati insediamenti industriali compatibili con il rumore degli aerei.
Nella zona C, interna all’aeroporto, non potranno sorgere costruzioni e potranno essere superati i 75 decibel di rumore.
Una volta che la commissione avrà definito la suddivisione dell’area il Comune dovrà adeguare il piano regolatore ed aggiornare la classificazione acustica delle zone del territorio comunale.
«Verona ha già fatto le proprie osservazioni sulle rotte», spiega Mario Faccioli, sindaco di Villafranca, «noi faremo le nostre anche in base alle previsioni acustiche che ci fornirà l’aeroporto. Le prescrizioni che verranno concordate in commissione», aggiunge, «saranno inserite nel nuovo piano di assetto territoriale (pat), che sostituirà il vecchio piano regolatore. Intendiamo approvarlo in consiglio comunale entro il prossimo aprile».
«Tra le misure», aggiunge il sindaco, «potrà essere previsto, nelle case in ristrutturazione o in quelle in costruzione che ricadono nella fascia di rispetto, l’inserimento di pannelli speciali per l’assorbimento dei rumori oppure la costruzione di solai e pavimenti con materiale in grado di attutire i rumori esterni. Prevederemo pure dei benefici economici».
Sull’esigenza di far convivere l’aeroporto con la città, Faccioli ricorda: «Sta a noi far convivere, con norme adeguate, una risorsa importante come l’aeroporto e, allo stesso tempo, salvaguardare la salute dei cittadini».
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I commenti da scrivere per questo articolo sono pochi:
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L'Aeroporto Catullo è mancante del Decreto di Compatibilità Ambientale, perchè tutti gli ampliamenti e i potenziamenti sono stati operati senza che questi siamo mai stati sottoposti alla Valutazione di Impatto Ambientale.
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Il Sindaco di Villafranca, (come quello di Verona e di Sommacampagna) dovrebbero far rispettare la normativa sulla V.I.A. all'Aeroporto, alla quale normativa devono essere sottoposte anche le nuove rotte e le nuove procedure di decollo.
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Il Sindaco di Villafranca ora può "gongolare", visto che, con le nuove procedure di decollo, l'80% degli aerei decollano verso nord e con provenienza da sud i sorvoli di Villafranca sono operati solo da aerei in atterraggio, che come tutti sanno, generano solo un 10% del rumore di un aereo rispetto a quando questo aereo decolla.
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Perchè tutto l'immane lavoro che avrebbe fatto l'Aeroporto Catullo per analizzare le problematiche ambientali... e gli impatti generati dall'operatività dello scalo... non viene reso pubblico?
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E quali sarebbero queste nuove procedure di decollo e nuove rotte approvate dall'E.N.A.C. che ad oggi non risultano essere... ne state approvate da questo Ente e... ne comunicate ai comuni?
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Come mai ai Sindaci fa comodo essere... "presi per il lato B" dall'Aeroporto e credono a tutto quello che gli "aeroportuali" gli proprinano?
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Che strana coincidenza però, visto che ieri avevo scritto questo messaggio:
Con il "Piano di RISCHIO Aeroportuale"... chi RISCHIA di perdere decine di milioni di Euro?
e l'altro ieri quest'altro messaggio:
Al Catullo hanno scoperto l'acqua calda: "più biossido di azoto qui... che in città"
e l'altro, altro ieri ancora, questo altro messaggio:
Ménage à trois (quatre) tra: C.I.S., Aeroporto, Comune (Rubner)?
e oggi un articolo sull'Arena che tratta di un argomento del mese di Giugno, quando l'Aeroporto annuciava questo:
APPROVATE LE NUOVE PROCEDURE ANTIRUMORE DEL CATULLO
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Come mai nessun giornalista va a fondo della questione: "Aeroporto Catullo"?
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Meglio non scrivere dei Piani di Rischio Aeroportuali... altrimenti la popolazione di spaventa... e/o il "business" crolla?

lunedì 13 ottobre 2008

Con il "Piano di RISCHIO Aeroportuale"... chi RISCHIA di perdere decine di milioni di Euro?


In merito ai Piani di Rischio Aeroportuali, di cui me ne sono già occupato, più volte, su questo blog, in particolare in questo messaggio: PIANO di RISCHIO: Aeroporto Catullo che avevo scritto solo due giorni dopo che sul sito dell'E.N.A.C. era stato pubblicato il: Regolamento per la costruzione e l'esercizio degli aeroporti - Edizione 2 - Emendamento 4 del 30 gennaio 2008, ora comincia ad occuparsene anche il Comune di Sommacampagna, che il 23 Settembre scorso ha scritto al Comune di Verona, al Comune di Villafranca e per conoscenza all'E.N.A.C. e anche all'Aeroporto Catullo.


Nulla di strano, sarebbe ora che qualcuno cominciasse ad occuparsi dei Piani di Rischio Aeroportuali e delle limitazioni alla edificazione nelle aree poste in testa pista all'Aeroporto Catullo, ma c'è qualcosa da evidenziare perchè, qualche contrasto con decisioni appena prese... balza agli occhi e mi riferisco all'Accordo di Concertazione approvato con Delibera n° 37 dell'11 Luglio 2007 tra il Comune di Sommacampagna e l'Aeroporto di Verona.

In detto Accordo di Concertazione, sottoscritto e firmato poi in data 7 Marzo 2008, appare evidente che nel Comparto "B" e nel Comparto "B1" (come evidenziati nella sovrastante immagine) viene previsto che sia possibile realizzare: insediamenti di scala sovracomunale di tipo commerciale, direzionale e fieristico espositivo... casualmente, ma solo per casualità, dove la C.I.S. S.p.A. ha comperato dei terreni inedificabili, ma dove vorrebbero costruire un Centro Commeciale da 70.000 mq. (in testa pista) come ho evidenziato in questo messaggio: Ménage à trois (quatre) tra: C.I.S., Aeroporto, Comune (Rubner)?


Qualche settimana dopo, esattamente in data 9 maggio 2008, il: "Consiglio di Amministrazione dell’Autostrada del Brennero ha licenziato favorevolmente lo studio di fattibilità di un nuovo casello autostradale in corrispondenza dell’interconnessione tra l’A22 (Brennero – Modena) e l’A4 (Brescia - Padova)" che dovrebbe servire agli sviluppi dell'Aeroporto Catullo.
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Da detto Studio di Fattibilità del nuovo Casello Autostradale, che avevo inserito in questo messaggio: E' confermato, il Nuovo Casello sulla "A22"... è una Großa Porkatha si può comprendere anche le progettualità dell'Aeroporto Catullo come evidenziate nella planimetria sopra riportata che rappresenta la pagina 12 di detto Studio di Fattibilità.


Visto che ci sono due planimetrie, quella allegata all'Accordo di Concertazione firmato il 7 Marzo 2008 e quella di pagina 12 dello Studio di Fattibilità del nuovo Casello Autostradale per l'Aeroporto approvato il 9 Maggio 2008, basta fare un piccolo "sormonto" e trasferire i vincoli aeroportuali della seconda planimetria per evidenziarli sulla prima planimetria e... che appare e che si scopre?
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Dopo questo "sormonto" appare evidente che tutto il Comparto "B1", a quasi totalità, aree di proprietà della C.I.S. S.p.A. dove questa vorrebbe realizzare il Centro Commerciale-Direzionale-Fieristico denominato: "Città del Vino e del Cibo" (da 70.000 mq.) e dove, sempre ditte collegate alla C.I.S. S.p.A. vogliono realizzare il "Verona Airport Hotel" (da 140 stanze), si scopre, appunto, che tutti questi insediamenti sarebbero ubicati... non solo dentro il sentiero di atterraggio degli aerei... ma dovrebbero anche essere realizzati all'interno della zonizzazione, quella più restrittiva, di un Piano di Rischio Aeroportuale.
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Ma non è finita qui, perchè sempre dalla Planimetria dello Studio di Fattibilità risulta evidente che l'Aeroporto vuole realizzare una seconda pista a nord dell'attuale e cosi, anche tutto il Comparto "B", oltre al Comparto "B1", verrà ad essere interessato dalle imposizioni del Piano di Rischio Aeroportuale.
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Le mie domande finali iniziano con questa: Il 7 Marzo 2008 quando il Presidente dell'Aeroporto Catullo ha sottoscritto l'Accordo di Concertazione con il Comune di Sommacampagna, sapeva che due mesi dopo su quelle aree sarebbe apparso, dallo Studio di Fattibilità, che quei due "Comparti B e B1" sarebbero diventati inedificabili... e/o solo destinati ad insediamenti che avessero un carico antropico (presenza di persone) molto ma molto limitato?
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A qui aggiungo quest'altra domanda: Non è che l'Accordo di Concertazione era solo uno "specchietto per le allodole" e, serviva e serve, alla C.I.S. S.p.A. per far credere a qualche possibile (e/o sprovveduto) acquirente che li, in quelle aree, potrebbero costruire quello che vogliono... far credere che si possa costruire?
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E concludo con questa ultima domanda: Se in un terreno posto in testa pista di un Aeroporto non si può edificare quello che si vuole, (sopratutto quando l'attuale destinazione di P.R.G. è praticamente inedificabile) ma bisogna rispettare i Piani di Rischio Aeroportuale, chi è che rischia di perdere decine e decine di milioni di euro...
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Con il "Piano di RISCHIO Aeroportuale"... (se verrà approvato) chi è che RISCHIA di perdere decine e decine di milioni di euro e/o verrà citato per rifondere dei danni per promesse non mantenute?
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Io credo che la soluzione migliore delle opere infrastrutturali e quelle insediative prossime e a servizio dell'Aeroporto di Verona, sia quella che ho evidenziato nel messaggio: IL PROGETTO PERFETTO ? tutto il resto serve solo perchè nell'aumento del Capitale del C.I.S. si è fatto credere che dei progetti avessero una possibile concretezza, cosa che invece non accadrà se verrà approvato il Piano di Rischio Aerportuale per il Catullo.
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In tutto questo, qual'è e quale sarà il ruolo del Presidente dell'Aeroporto Catullo?

domenica 12 ottobre 2008

Al Catullo hanno scoperto l'acqua calda: "più biossido di azoto qui... che in città"



Di "spalla" ad un articolo pubblicato sull'Arena di oggi, a titolo: Voli dal Catullo, ancora rumore e inquinamento, c'era questo altro articolo: "Più biossido di azoto qui che in città", articolo che qui ricopio:
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Durante l’estate Arpav, in collaborazione con il Comune di Verona e la società di gestione dell’aeroporto, ha svolto quattro campagne di misura per rilevare la traccia acustica al suolo degli aerei in fase di decollo. I dati sono in fase di elaborazione.
Un dato già certo è quello relativo all’inquinamento atmosferico: il direttore di Arpav, Giancarlo Cunego, spiega: «Studi di Arpa Lombardia mostrano come i livelli di inquinamento più elevati si registrano entro i confini aeroportuali».
E aggiunge: «La misura al suolo non permette di discernere il contributo dell’aeroporto da quello di altre fonti inquinanti ma è significativo il dato della stazione di monitoraggio di Villafranca che mostra livelli rilevanti di biossido di azoto, uno dei principali inquinanti emessi dagli aerei, confrontabili con quelli rilevati a San Martino e più elevati di quelli registrati nelle stazioni di rilevamento di città quale, ad esempio, Borgo Milano».
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I dati riportati nelle immagini sopra riprodotti, sono rilevazioni dell'ARPAV del 2003, che avevo chiesto ancora alla fine del 2004 e quindi... che dopo 5 anni si arrivi a scoprire che l'aria attorno all'Aeroporto... è inquinata, questo fa solo ridere.
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Ovviamente c'è una persona che "non sa che cosa fare" quando l'aria del Comune è inquinata e questo... è l'Assessore al cosidetto "Assessorato Ambiente ed Ecologia" di Sommacampagna che nel 2005, come riportato in questo messaggio:
Comunicato stampa del 18 Maggio 2005 due anni dopo le rilevazioni evidenziate nelle foto, cosi dichiarava: "Il dato conferma il nostro timore circa l’impatto negativo che producono al riguardo infrastrutture come autostrade e aeroporto. Stiamo elaborando delle iniziative a livello comunale per limitare il fenomeno".
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Sono passati altri 3 anni... e a quanto pare... i "nostri" responsabili, stanno ancora elaborando, devono ancora acquistare le centraline, stanno facendo tavoli di riunione zonali, ecc, ecc. parlano, parlano, parlano, si parlano adosso e nel frattempo, all'Aeroporto i voli sono triplecati... e ora scoprono che... qui l'inquinamento è peggio che in città.
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L'ambiente attorno all'Aeroporto è inquinato.
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Tohh... hanno scoperto l'acqua calda?
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Ma torniamo all'articolo:
Voli dal Catullo, ancora rumore e inquinamento, di cui non ne ricopio nulla, ma scrivo queste considerazioni:
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Stanno spacciando delle nuove rotte e delle nuove procedure di decollo, adottate solo per aumentare i voli all'Aeroporto, come delle "Procedure Antirumore", per non disturbare il centro di Verona, scaricando i problemi sulle periferie.
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E tutto questo serve a nascondere e - a non parlare - che l'Aeroporto di Verona è senza la Valutazione di Impatto Ambientale, alla quale "V.I.A." dovevano essere sottoposte anche le nuove procedure di decollo.
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Per fare un esempio un pò volgare... è come essere disturbato dall'odore di "m..." è preoccuparsi solo dell'odore, non accorgendosi che nella "m..." ci sei fino al collo ormai... e se fanno l'onda... finisce che ci affoghi... in quella "m...".
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Solo per curiosità... andate a vedere "quello che fanno" all'Aeroporto di Orio al Serio collegandovi al loro "mini sito": IMPATTO AMBIENTALE , e poi immaginate quanto sono "indietro" a Verona, nel rispettare le procedure per diminuire gli impatti ambientali.
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Poi... se volete vedere la differenza di inquinamento prodotto tra: Treno, Auto e Aereo, collegatevi su: Eco Passenger.
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Quindi... scoprire che l'Aeroporto inquina... è come scoprire l'acqua calda.
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E.. in 5 anni... che cosa ha fatto il cosidetto: "Assessore all'Ecologia e all'Ambiente" del Comune di Sommacampagna contro gli inquinamenti dell'Aeroporto?