mercoledì 13 febbraio 2008

Protezione Civile: il RISCHIO si chiama AEREO

Ieri avevo scritto questo messaggio sul blog: A fine pista, oltre l'Hotel... c'è dell'altro... e oggi, per singolare coincidenza, dal quotidiano "Arena" vi copio un articolo a firma di Fabio Tomelleri, avente questi titoli e sottotitoli:
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Villafranca. - Piano di protezione civile. - Il rischio si chiama aereo. - A 12 anni dall’ultima stesura dell’atto predisposte ulteriori misure sulla sicurezza dei cittadini. - Nel nuovo documento gli incidenti sono classificati come evento «probabile». - Valutati anche altri pericoli.
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Dopo dodici anni, ecco il nuovo piano del Comune per fronteggiare le emergenze. E uno dei rischi che corre Villafranca può arrivare dal cielo. Infatti, nel documento approvato dal commissario Elio Faillaci il rischio del disastro aereo è classificato come «accadimento probabile».
L’atto che razionalizza la protezione civile sostituisce il precedente piano, predisposto nel 1996, e permetterà in caso di incidenti o catastrofi, un’organizzazione dei soccorsi più efficiente, collegata al coordinamento provinciale e regionale nella gestione dei dati che sarà informatizzata. Ora la Provincia dovrà approvarlo. Per Villafranca, sono state riformulate e aggiornate le analisi dei rischi del territorio. Si va da quello idrogeologico a quello dei terremoti, senza escludere gli incidenti provocati da fattori umani. La revisione ha interessato anche i piani operativi, stabilendo per ciascuna tipologia di incidente o pericolo le fasi alle quali si dovranno attenere le varie strutture di protezione civile. La gestione informatica del piano permetterà agli operatori di sapere in qualsiasi momento quali mezzi saranno a disposizione per le emergenze nelle varie zone del territorio comunale. Il sistema sarà compatibile i programmi informatici di Provincia e Regione. Il cervello elettronico sarà ospitato nella sede dei vigili urbani, ma sarà collegato alla rete informatica del Comune e alla Protezione civile di via Custoza.
Tra i rischi esaminati più probabili, c’è appunto l’incidente aereo. La zona è infatti costantemente sorvolata dai velivoli che atterrano e decollano dal Catullo.
Il protocollo prevede che il comando di polizia municipale attivi i soccorsi, le forze dell’ordine e la protezione civile ed invii sul luogo dell’incidente una pattuglia per verificare l’entità dei danni e se ci sono vittime. Poi, i vigili devono informare il sindaco che sarà a capo degli interventi.
La possibilità che un aereo cada sul centro abitato in fase di decollo è considerata meno elevata, visto che una parte dei piloti adotta una procedura "antirumore" che allontana la rotta del velivolo dalle aree con le case.
Il piano invece considera più elevato il rischio che un aereo cada su abitazioni o capannoni che sono lungo la rotta di decollo e di atterraggio.
In caso di incidente il piano di protezione civile prevede che vengano comunque adottate le procedure di emergenza adottato dall’aeroporto. Tra i pericoli ritenuti improbabili c’è invece l’incendio all’impianto della Publigas, la ditta che vende bombole di Gpl, in località Case Cigni. Se l’evento coinvolgesse una o più cisterne ferroviarie si prevede l’evacuazione della popolazione in un raggio che varia tra i 100 e i 400 metri. Oltre ai rischi, ci sono anche elencati i luoghi dove concentrare la popolazione e i soccorsi. In piazzale San Francesco ci saranno operatori e mezzi in due campi base di 6mila metri quadrati. Sono indicati anche 20 luoghi (palestre, parcheggi, piazze, parchi, impianti sportivi) destinati, nel capoluogo e nelle frazioni alla prima accoglienza della popolazione. Dieci aree saranno destinate a tendopoli. Gianfranco Maraia, coordinatore nella zona Mincio della Protezione civile, dice: «Siamo pronti ad adeguarci al nuovo piano in qualsiasi momento. Una volta in vigore, chiederemo al commissario di organizzare un’esercitazione a Villafranca».
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Il Comune di Villafranca... nel Piano della Protezione Civile... sostiene che: "considera più elevato il rischio che un aereo cada su abitazioni o capannoni che sono lungo la rotta di decollo e di atterraggio"... e il Comune di Sommacampagna sulla linea di decollo e di atterraggio degli aerei, dello stesso aeroporto... approva, invece, la realizzazione di un Hotel da 140 Stanze, il Verona Airport Hotel e approverà (forse) la realizzazione di un Parco a Tema: la Città del Vino e del Cibo.
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Mentre il comune di Villafranca si prepara a fornteggiare un evento disastroso... quale la caduta di un Aereo... il comune di Sommacampagna, invece, si affida ... alla provvidenza... quando approva gli Hotel e i Parchi a Tema... a fine pista?
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Domanda... ma per il comune di Sommacampagna esiste un Piano per la Protezione Civile... che preveda ... la NON possibilità di caduta di aerei sul suo territorio... o dato che ne è già caduto uno di Aerei Civili... l'Antonov 24 del 13 Dicembre 1995 ... è sicuro che da ora in poi... non ne cadranno più sul territorio comunale?
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Eppure i 49 morti dell'Incidente Aereo dell'Antonov... sono tutti bruciati vivi proprio sul territorio del Comune di Sommacampagna... ma li in quel posto... allora non avevano ancora costruito un Hotel... per fortuna.
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Per convincere qualcuno a ritirare l'autorizzazione per l'Hotel Corte Palazzina... vogliamo ascoltare ancora delle telefonate che annunciano la caduta di un aereo come quella effettuata per l'Antonov 24... e ascoltare le registrazioni telefoniche tra le Ambulanze e il Centro di Verona Emergenza.
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Per lo stesso motivo... no all'Hotel alla Corte Palazzina e, in merito a quell'incidente aereo quanto dobbiamo ascoltare ancora delle altre registrazioni telefoniche come quelle tra il medico intervenuto sul posto e Verona Emergenza che annuncia che in territorio di Sommacampagna tutte le 49 persone che erano a bordo dell'Antonov 24... sono tutte morte carbonizzate.
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Concludo questo aspetto riportando dei brani, tratti da una serie di commenti relativi alla Sentenza del Tribunale che si è occupata dell'incidente Aereo dell'Antonov del 13 Dicembre 1995.
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Nel disastro 41 passeggeri (oltre 8 membri d’equipaggio) morirono «… perché gli addetti della Società di gestione dell’aeroporto non volevano sopportare la fatica "di salire le scale" fino all’Ufficio Controllo Traffico aeroportuale (U.C.T.) per recapitare per verifica, prima della partenza dell’aereo, il PIANO DI CARICO (LOAD-SHEET) che ogni comandante deve compilare e lasciare in copia allo scalo di partenza e di arrivo.»
Pertanto, onde "evitare diatribe fra gli operatori dei due uffici", quella sera, come del resto altre volte, complice una disposizione emanata dal locale Direttore d’aeroporto, quell’aereo fu lasciato partire senza che l’Autorità preposta venisse a conoscenza (come invece norma avrebbe voluto) dell’eccedenza del carico a bordo, con ciò causando la caduta dell’aeromobile al suolo non appena alzatosi in volo, a causa del sovraccarico a bordo e del peso della neve presente sulle superfici di sostentamento così contaminate dalla precipitazione nevosa in atto da lungo tempo.
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La sicurezza di un Hotel... che verrà realizzato a fine pista... da cosa dipende? Non voglio rispondere a questa domanda, ma concludo con una brutta impressione... questa:
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Che la morte di 49 persone bruciate vive su quell'Aereo... e il dolore di tutti i loro famigliari... non sono servite a nulla, se dopo 13 anni... nello stesso comune dove si è schiantato quell'Aereo... oggi si vuole costruire un Hotel da 140 stanze... che è posto proprio alla fine pista dell'Aeroporto Catullo di Verona.
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Spero che la Sentenza del Tribunale di Venezia arrivi in fretta, forse questa sentenza servirà ad impedire la realizzazione di questo nuovo Hotel... come risulta da questo annuncio:
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Verrà emessa nel 2008 la sentenza del processo civile sul disastro aereo avvenuto il 13 dicembre del 1995 a Villafranca veronese, costato la vita a 49 persone. Lo ha deciso il Tribunale civile di Venezia dove il processo è stato trasferito. La sera della tragedia l'Antonov diretto in Romania precipitò subito dopo il decollo dall'aeroporto di Verona a causa del sovraccarico e dal fatto che le ali non furono sghiacciate. Condannati i 4 imputati. I familiari delle vittime hanno chiamato in causa le compagnie aeree Banat Air, Romavia e Giubitur, il ministero dei Trasporti, l'Enac e l'aeroporto Catullo chiedendo circa 10 milioni di euro di danni.
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N.B._ La foto mostra i resti dell'Antonov 24... che è caduto nel territorio di Sommacampagna.

Sommacampagna e i... Militari dell'Aeronautica.


Non tutti sanno che... l'Aeroporto Militare di Verona-Villafranca... è cosi denominato... perchè gli Uffici Amministrativi, le Caserme, gli Alloggi e il Comando... sono tutti ubicati nel comune di Villafranca. Il sedime aeroportuale che interessa il comune di Villafranca è solo pari a circa un 15-20% del totale dell'area dell'Aeroporto.
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Tutto il resto del sedime aeroportuale, la rimanente 80-85% della superficie dell'Aeroporto Militare, tra cui la pista di decollo, la pista di rullaggio, le zone di prova motori, il parcheggio degli aerei militari (quando c'erano) e gli "shelter" (quasi mai utilizzati)... sono tutti ubicati nel territorio del comume di Sommacampagna.

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Da ricordare poi, che in tutti questi anni, quando gli aerei militari atterravano, prima sorvolavano la pista dell'aeroporto, poi durante il secondo passaggio, sia singolarmente e/o in squadriglia, uno alla volta... viravano a sinistra e... TUTTI... sorvolavano a bassa quota il centro abitato di Caselle.
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In tutti questi anni è sempre accaduto questo... gli "ONORI" a Villafranca e, invece, tutti gli "ONERI"... (e il rumore) a Sommacampagna ed in particolare... quasi tutte queste negatività... se la sono "sorbiti" gli ABITANTI di Caselle. Oggi, a dir la verità, per Caselle... rispetto a prima... quando c'erano anche i voli militari, la situazione ambientale, almeno da inquinamento da rumore... è notevolmente migliorata.
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Ma oggi, se io... fossi il Sindaco di Sommacampagna.... e dovessi incontrarmi con il nuovo comandante dell'Aerobase... dopo i saluti di benvenuto... "istituzionali"... chiederei alcune "cosette". E pertanto... qualche domanda.... al nuovo comandante dell'Aeronautica Militare dell'Aerobase, denominata di "Verona-Villafranca... la farei:
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1^_ Quand'è che tutti i Militari... se ne andranno via... dall'Aeroporto di Villafranca?
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2^_ Che senso ha mantenere una struttura militare a Villafranca... quando non esistono più "Stormi" degli Aerei... operativi?
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3^_
Perchè il Reparto Mobile di Supporto, oggi con base a "Sommacampagna", non viene trasferito in un altro Aeroporto Militare?
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Gestione Aeroporto
Verona Villafranca è uno scalo militare aperto al traffico civile. Il Reparto Mobile di Supporto mantiene, a supporto delle attività di volo civili e militari: LA RESPONSABILITA' DELLA PISTA - L’ASSISTENZA TRAFFICO AEREO - LA MANUTENZIONE RADAR/RADIO ASSISTENZE - IL SERVIZIO METEO - LA MANUTENZIONE IMPIANTI LUMINOSI - L’ASSISTENZA AI VELIVOLI MILITARI
Tale impegno assorbe fra il 60% e il 70% delle risorse a disposizione, con una gestione media di circa 39.000 movimenti aerei annui, dei quali solo il 4% militari. Nelle zone di controllo del traffico aereo rientra anche Garda Avvicinamento, che comprende l'aeroporto di Montichiari e Ghedi (BS).
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4^_ Che senso ha mantenere un Reparto Aero-Militare a Villafranca... quando i voli militari sono solo il 4% dei totali... che ormai interessano questo Aeroporto?
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5^_ Possono esserci dei problemi per la popolazione residente nell'intorno dell'Aeroporto durante le esercitazioni contro attacchi NBC - Nucleari-Batteriologici-Chimici?
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6^_ Perchè poi il "
Reparto Missili" di Villafranca.... non viene trasferito a Ghedi?
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L’esercitazione "Arena 2005" è stata svolta dal 700° Gruppo Mobile Sistemi Missilistici che ha rischierato, presso il 6° Stormo di Ghedi, una batteria SPADA con una centrale di avvistamento e due sezioni di fuoco. L’attività è stata attuata con effetto “sorpresa”, per verificare le capacità d’intervento rapido del Reparto Missili. Durante le fasi di allertamento del personale, l’allestimento dei carichi, il trasferimento ed il rischieramento del sistema, avvenute anche mediante l’utilizzo del nuovo sistema di mobilità Sparviero, sono stati osservati sensibili miglioramenti, sia in termini di tempistica sia sotto il profilo dell’organizzazione. L’esercitazione ha avuto un ottimo ritorno addestrativo anche per il coinvolgimento di alcuni velivoli del 154° Gruppo Volo del 6° Stormo e del 155° Gruppo Volo del 50° Stormo. La NATINADS - E.W. 2005 (NATO Integrated Air Defence System – Electronic Warfare), svolta dal 31 ottobre al 4 novembre, è una delle più importanti e concrete esercitazioni di “guerra elettronica”, nell’ambito del sistema di difesa aerea integrata della NATO. Lo scenario degli eventi, che ha interessato una vasta area del Nord Italia è stato reso particolarmente realistico grazie all’impiego di diversi cacciabombardieri “ostili”, supportati da velivoli opportunamente equipaggiati con apparati di disturbo elettronico. L’esercitazione ha consentito al personale del 700° G.M.S.M., operante con il sistema superficie-aria SPADA, di acquisire una preziosa esperienza operativa nel contrasto di una grande varietà di tattiche e contromisure elettroniche utilizzate dai velivoli attaccanti.
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Se fossi il Sindaco di Sommacampagna... farei tutte quelle domande (che ho già scritto)... al nuovo Comandante dell'Aeroporto Militare di "Villafranca"... Ma Sindaco... non lo sono e quindi mi permetto però... di scrivere alcune altre domande relative alla convivenza tra i voli militari e i voli civili:
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A) Quanto sono compatibili le attività di "guerra elettronica" svolte dal reparto missili dell'Aeronautica di Villafranca, con le attività di volo dell'Aeroporto Civile di Verona?
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B) Perchè si permette che su un aeroporto... dove ci sono voli civili, si svolgano esercitazioni per la difesa missilistica durante la quale... aerei militari simulano attacchi all'aeroporto con voli a bassa quota... per addestrare gli addetti ai radar del sistema missilistico?
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C) Già l'Aeroporto Catullo inquina con il rumore degli aerei civili... perchè quindi si permette il sorvolo di aerei militari... al solo fine di testare le difese missilistiche?
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D) Per un errore umano, non sarà mai possibile che uno dei missili... presenti all'Aeroporto di Villafranca... possa partire (per sbaglio, lo ripeto) contro un volo civile?
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E) Perchè si è realizzato un poligono di tiro... vicino alle Piste dell'Aeroporto Civile?
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Concludo questo messaggio con due schede che raccolgono delle foto, una sul Reparto Mobile di Supporto e una sul Reparto Missili. Reparti dell'Aeronautica Militare che hanno... sede di COMANDO nel comune di Villafranca... ma le cui ATTIVITA' DI ADDESTRAMENTO si svolgono TUTTE nel comune di Sommacampagna... in particolare... nelle aree prossime all'abitato di Caselle.
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Per scaricare delle Foto del Reparto Mobile di Supporto... clicca qui.
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Per scaricare delle Foto del Reparto Missili... clicca qui.
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Nuovo Comandante Aerobase di Villafranca


Da TVVerona copio questo messaggio:
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Sindaco Flavio Tosi incontra nuovo comandante forze armate dell’Aeronautica militare di Villafranca.
Il colonnello Fabio Nuccetelli assumerà il comando di Villafranca nelle prossime settimane
Il Sindaco Flavio Tosi ha ricevuto oggi la visita del Colonnello Fabio Nuccetelli, che nelle prossime settimane assumerà il comando delle Forze Armate dell’Aeronautica Militare di Villafranca. Nuccetelli era accompagnato dal comandante in carica Colonnello Paolo Massari, in visita di commiato dal primo cittadino di Verona. Dopo aver dato il benvenuto al Colonnello Nuccetelli e un augurio per il nuovo incarico che andrà ad assumere, il sindaco Tosi ha ricordato “l’ottimo operato svolto dal Colonnello Massari e i forti legami che uniscono da sempre la comunità veronese con la realtà militare di Villafranca”.
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Da Verona Comunica copio questo messaggio:
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ELIO MOSELE HA RICEVUTO IN PROVINCIA IL NUOVO COMANDANTE DELL’AERONAUTICA FABIO NUCCETELLI
“L’incontro è stato informale, piacevole e molto proficuo. Ho salutato con affetto il comandante uscente Paolo Massari, persona che stimo e che reputo di grande qualità professionale. Il nuovo comandante Fabio Nuccetelli è una persona giovane, di notevole simpatia, e molto qualificata. Il passaggio ufficiale delle consegne avverrà il prossimo 20 febbraio, e sarà preceduto da un ricevimento formale il 19 sera, a cui parteciperò. Abbiamo parlato dell’esperienza italiana in Afghanistan e della situazione dell’aeroporto veronese, che svolge anche l’importante funzione di base logistica per l’assistenza garantita nel mondo dalle nostre forze militari, e per le nostre missioni di pace.”
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In merito a questo avvicendamento, nessun commento. Questa è solo la parte istituzionale.

martedì 12 febbraio 2008

A fine pista, oltre l'Hotel... c'è dell'altro...

Dal sito Web di: Aero Habitat... ricopio questo Comunicato Stampa:

Catullo, edificazioni deliberate, piani di rischio e Certificato di Aeroporto

Sono cose note – almeno nel sistema aviation dei Paesi industrializzati – ma la relazione tra sistemi infrastrutturali come gli aeroporti e comunità residente nel circondario è una questione primaria. La coesistenza tra territorio e comunità per le ricadute ambientali ed il rischio incidente aereo rappresentano valutazioni che vanno correlate e risolte.
Ecco dunque perché Aerohabitat continua a riproporre alcune – forse banali considerazioni - valutazioni del rischio contro terzi.
La probabilità che si verifichi un incidente aereo nelle vicinanze di una pista è oggi molto bassa (???), ma va comunque mitigata l’involontaria esposizione al rischio della stessa derivante da incidenti aeronautici. I livelli del rischio, vanno quindi definiti soprattutto intorno ai grandi aeroporti ed anche nei casi di costruzione di nuovi aeroporti e di potenziamento degli esistenti al fine di contenere l’esposizione al rischio per i terzi presenti nelle aeree contermini agli aeroporti. L’esposizione al rischio va altresì valutata nei casi in cui l’aeroporto in esame è inserito in contesti densamente urbanizzati.
Anche l’ENAC ed i legislatori italiani hanno da tempo posto questa questione, a tutt’oggi non ancora risolta. Dopo il superamento della legge 58 del 1963 sui vincoli/restrizioni aeronautiche e con l’aggiornamento del Codice della Navigazione “Il piano di rischio rappresenta lo strumento per la gestione del rapporto tra aeroporto e territorio come misura di tutela reciproca”, è stato tuttavia solo delineato.
Ecco le limitazioni – ancora in discussione – proposte da ENAC relativamente al grafico
(vedi immagine) per l’analisi erano le seguenti.
Per il contenimento del rischio …. sono applicabili le seguenti limitazioni in termini di contenimento della presenza umana e di individuazione delle attività non compatibili sul territorio.
zona 1 – Non è consentita la presenza umana di tipo residenziale mentre quella di tipo non residenziale dovrà essere caratterizzata da bassa densità. Non dovranno essere consentite attività che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale come, per esempio, depositi di materiali pericolosi o impianti industriali.
zona 2 – La presenza umana di tipo residenziale dovrà essere caratterizzata da bassa densità mentre quella di tipo non residenziale da media intensità. Non dovranno essere consentite attività che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale come, per esempio, depositi di materiali pericolosi o impianti industriali.
zona 3 – La presenza umana di tipo residenziale dovrà essere caratterizzata da media densità.
Nelle tre zone dovranno essere evitate le costruzioni di scuole, ospedali ed in generale obiettivi sensibili.
Dopo aver verificato quanto riportato sul sito
www.vivicaselle.eu in relazione alle edificazioni dell’Hotel oltre la fine pista ed alla Città del Cibo e del Vino, sorge spontanea una domanda banale...
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Ma al Comune di Sommacampagna lo sapevano?
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Hanno forse decretato nel quadro della legge 58 senza il preliminare nullaosta di ENAC?
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Ma anche: il Certificato di Aeroporto ottenuto dal Catullo il 7 febbraio – ma deliberato ancora nel 2004 - è forse conforme al Regolamento ENAC che non ha ancora incorporato il cosiddetto “Piano di rischio terzi?
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Il Comunicato Stampa di Aero Habitat, si conclude con una serie di domande, alle quali qualcuno potrebbe rispondere. Ma visto che in quelle domande c'è un riferimento al Verona Airport Hotel... che ho già ampiamente trattato in precedenti messaggi, come sotto riportati:
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... credo sia il caso di evidenziare, ancora una volta che, a fine pista, oltre all'Hotel... c'è anche dell'altro!
Ricordiamolo quindi, che oltre... il Verona Airport Hotel, sulla linea di decollo degli aerei... c'è il Parco a Tema: Città del Vino e del Cibo.
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Per scaricare la
Scheda della Citta del Vino e del Cibo clicca qui.
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Non vorrei scrivere altro, in quanto le mie considerazioni sono già state espresse nella scheda sopra indicata e pertanto termino questo messaggio, con... un paio di domande:
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Un "Hotel da 140 stanze" e un "Parco a Tema", sono delle "attività non residenziali a bassa intensità" che potrebbero essere insediate nelle Zone 1 e 2 di un Piano di Rischio Aeroportuale?
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Un Hotel e un Parco a Tema (quale è la Città del Vino e del Cibo), sono degli obiettivi sensibili?
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Due domande... che però mi costringono a scrivere una terza domanda: il... Verona Airport Hotel, e la... Città del Vino e del Cibo... potrebbero essere realizzati li... in quel posto... a fine pista... dell'Aeroporto "Valerio Catullo" di Verona?

lunedì 11 febbraio 2008

Casalinghe e... Aeroporto


Dal sito di Zading, Agenzia di Giornalismo Scientifico, copio questo articolo:
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Allergiche a Malpensa
Convivere con un aeroporto dietro casa comporta un aumento del rischio di allergie, di cefalee e di attacchi d’ansia.
E se prendere sonno con un Boeing 767 che decolla a pochi metri sopra il proprio tetto è difficile,
altrettanto arduo è capire le parole dei familiari, della maestra, della televisione e dell’interlocutore all’altro capo del telefono.
Di solito, quando un aeroporto di grandi dimensioni apre i battenti, il pensiero di chi vive intorno allo scalo corre subito al pericolo di incidenti o al rischio di attentati.
Gli effetti del continuo sorvolo degli aerei e dei loro gas di scarico sono meno visibili, più subdoli e anche meno attraenti per le prime pagine dei giornali.
Eppure a Malpensa, il grande aeroporto Lombardo al centro di continue polemiche, qualcosa si è rotto. Uno studio epidemiologico, il primo in Italia nel suo genere, condotto dall’Osservatorio epidemiologico dell’ASL della provincia di Varese, ha acceso i riflettori sull'effetto che la struttura può avere sul territorio circostante, popolazione compresa. I risultati hanno infranto il silenzio, servendo sul piatto di politici e amministratori una pietanza piccante. Tanto piccante che forse nemmeno gli estensori del lavoro si immaginavano.
Come nasce l’idea di questo studio? Fin dal giorno della sua inaugurazione, avvenuta il 25 ottobre 1998, un movimento di protesta organizzato in comitati ha sempre tenuto alta la tensione della popolazione, puntando il dito soprattutto sulle conseguenze di Malpensa 2000 per la salute di chi fino a quel giorno aveva vissuto in un'area poco urbanizzata e, ormai, non più industrializzata. Alle voci di protesta dei cittadini si sono unite le sollecitazioni di alcuni medici di base dei comuni intorno allo scalo, che avevano osservato un incremento aneddotico di alcuni disturbi (soprattutto cefalea e attacchi d’ansia) tra i loro assistiti. Sotto queste spinte, l’Osservatorio epidemiologico dell’ASL della provincia di Varese ha deciso, nel 1999, di avviare uno studio epidemiologico sulla "salus domestica". "L’obiettivo dello studio" spiega a Tempo Medico Salvatore Pisani, coordinatore della ricerca
"era verificare se esiste un eccesso di questi disturbi, o di alcuni di essi, nell’area in prossimità dell’aeroporto".
Sonno non soddisfacente, risvegli notturni, stati d’ansia, parole mal percepite
: sono questi i fastidi che lo studio ha riscontrato con una frequenza tre volte maggiore tra le persone che vivono a ridosso di Malpensa rispetto al campione di controllo. Ma non solo. Dall’indagine è emerso anche che le malattie allergiche sono più del doppio, mentre i casi di cefalea sono il trenta per cento in più, lo stesso rapporto che vale per le nevrosi ansiose. "Per quanto riguarda le cefalee, le allergie e le nevrosi ansiose" dice l’epidemiologo "gli stessi medici di base indicano che c’è stato un aumento negli ultimi due anni". Un aumento abbastanza deciso: nel biennio 1998-1999 i nuovi casi di malattie allergiche hanno raggiunto il 7,5 per cento del totale nei paesi della cintura intorno a Malpensa, mentre nel gruppo di controllo sono solo l’1 per cento.
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CASALINGHE TORNASOLE DELLA SALUTE
Per poter ottenere questi risultati, l’équipe di Pisani ha selezionato circa un migliaio di casalinghe, suddivise in due aree vicine all’aeroporto e una terza, presa come campione di controllo, nella città di Varese. "Abbiamo pensato che le casalinghe fossero la fascia di popolazione più esposta agli effetti di Malpensa, perché trascorrono molte ore in casa e quindi non sono soggette ad altre fonti di inquinamento" continua Pisani. "Per poter ottenere una fotografia completa della situazione abbiamo analizzato sia dati soggettivi sia dati oggettivi". In pratica, oltre a un questionario in cui alle partecipanti veniva richiesta una sorta di autovalutazione dei disturbi, l’Osservatorio ha analizzato i dati forniti dai medici di medicina generale per quanto riguarda la diffusione dei disturbi, le richieste di visite mediche, quelle specialistiche e i dati sulle prescrizioni di farmaci. "Se dal questionario sono emersi principalmente i disturbi che riguardano la sfera relazionale e psicologica" puntualizza Pisani "dai dati forniti dai medici di base sono emersi i disturbi fisici oggettivi".
Secondo quanto riportato nello studio, durante l’ultimo mese della rilevazione sia le richieste di visite al medico di base sia quelle specialistiche sono state più frequenti nei comuni vicini allo scalo. Sommando questo dato ai risultati del questionario, Pisani afferma che "probabilmente chi abita sotto le rotte di decollo e atterraggio degli aerei vive male, con una qualità della vita in generale non buona". E questo, secondo l’epidemiologo, potrebbe spiegare sia l’alto numero di lamentele riportate nel questionario, sia l’incremento di visite mediche.
La ciliegina sulla torta riguarda le prescrizioni firmate dai medici: nelle aree vicine a Malpensa, per esempio, si prescrivono maggiori quantità di ansiolitici e di sonniferi rispetto a Varese città. Nello specifico: gli ansiolitici passano dal 13 per cento dell’area di controllo al 24 per cento circa nell’intorno aeroportuale, mentre gli ipnotici, nello stesso confronto, aumentano dal 6 per cento circa al 13,7 per cento.
Gli epidemiologi dell’ASL hanno valutato anche la qualità dell’aria e il grado di inquinamento acustico, stimati attraverso i dati delle centraline dell’Agenzia regionale per l’ambiente (ARPA), confrontandoli con i dati forniti dall’indagine epidemiologica. "I livelli di inquinanti chimici tradizionali rilevati non indicano condizioni di insalubrità dell’aria intorno allo scalo" spiega Pisani.
"Sarebbe però opportuno individuare un tracciante specifico per le aree aeroportuali, in modo da poter valutare l’inquinamento dell’aria sul lungo periodo".
L’unico neo della ricerca riguarda la scelta del campione di controllo. Il quartiere di Masnago, a Varese, che funge da riferimento, è su una direttrice viaria molto trafficata e quindi le persone che vivono in questa zona non sono assimilabili, per condizioni di vita e ambientali, a quelle che vivevano intorno a Malpensa prima del suo ampliamento. "E’ stata una scelta obbligata" precisa Pisani "perché solo in questi quartieri sono presenti le centraline dell’ARPA che rispondono ai criteri di cui avevamo bisogno".
"Nessuna indagine epidemiologica è perfetta" commenta Benedetto Terracini, epidemiologo e direttore della rivista Epidemiologia e prevenzione. "Certamente, la scelta di questo campione di controllo potrebbe aver modificato la significatività dei risultati; ciò non toglie, però, che i dati riscontrati intorno all’aeroporto siano in ogni caso molto interessanti".
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GLI AEROPORTI NEL MONDO
Le conclusioni a cui sono arrivati i ricercatori varesini erano già note a chi all’estero studia da qualche anno il fenomeno aeroporti. "Non ci sono dubbi che un rumore come quello degli aerei influenzi negativamente la salute e il benessere di chi vive vicino a un grande scalo" scriveva Walter Holland, docente di Salute pubblica alla London School of Economics di Londra, in un rapporto del 1997 sull’aeroporto Heathrow di Londra, reperibile sul sito web dell’associazione Heathrow association for the control of aircraft noise (
http://www.hacan.org.uk/). Dopo aver passato in rassegna studi e ricerche condotte su diversi aeroporti del mondo, Holland ha concluso che "il rumore degli aerei, interferendo con la comunicazione, riduce le performance scolastiche e comporta disturbi nel sonno". Questi ultimi, presenti anche intorno a Malpensa, possono provocare a loro volta deficit cognitivi e disturbi dell’apprendimento nei bambini. A ciò va aggiunto l’aumento del consumo di ansiolitici e antiasmatici, un fenomeno comune a molte realtà aeroportuali.
"Le prescrizioni di farmaci per controllare l’asma" dice Holland "sono aumentate del 14 per cento in un’area di 10 chilometri intorno all’aeroporto di Londra. L’incremento riguarda soprattutto la popolazione compresa tra 0 e 19 anni e le persone sopra i 60".
Anche pressione sanguigna, la conta piastrinica, la densità del plasma, i livelli ematici delle catecolamine, di glucosio, dei trigliceridi e di colesterolo risultano superiori alla norma nelle persone che vivono vicino allo scalo. E si traducono in un aumento del rischio di patologie cardiovascolari.
"Il fatto che l’esposizione a un rumore continuo possa danneggiare il sistema immunitario è un dato riscontrato in molti studi, anche sull’uomo"
continua l’esperto britannico. Ma la stessa sicurezza non si può avere per quanto concerne le patologie cardiocircolatorie. "Nessuno studio ha finora concluso in modo inequivocabile che il rumore può provocare danni al cuore" precisa Holland. Facile capire il perché: la concomitanza di fattori diversi, come il fumo di sigaretta, l'ipertensione e la dieta può rendere difficile qualsiasi analisi epidemiologica di questa natura.
Per quanto riguarda la mortalità generale, infine, la questione appare più controversa. "Solo in uno studio sulla popolazione che abita vicino all’aeroporto di Los Angeles è stato riscontrato un aumento della mortalità vicino al 5 per cento" ammette Holland. L’incremento riguarda tutte le cause possibili, anche se un
picco preoccupante è stato osservato per i casi di suicidio.
Uno studio molto simile a quello varesino è stato realizzato nell’agosto 1999 per l’aeroporto Logan di Boston, negli Stati Uniti, dal Winthrop Environmental Health Facts Subcommittee, che ha riunito un team di esperti del settore. Invece di limitarlo alle casalinghe, però, i ricercatori hanno coinvolto nello studio tutta la popolazione della penisola di Winthrop, suddividendola in dieci zone a seconda del grado di esposizione agli aerei. "I risultati ottenuti con questa ricerca" dice Brian Dumser, coordinatore dello studio "dimostrano un chiaro aumento delle patologie respiratorie nella popolazione che vive a ridosso dell’aeroporto". Asma e malattie allergiche, infatti, sono risultate due volte più frequenti tra le persone più esposte agli aerei. E siccome in quell’area non esistono altre fonti di inquinanti oltre all’aeroporto, Dumser conclude che
"l’attività dell’aeroporto e, in particolare, gli inquinanti che derivano dalla combustione di gasolio e cherosene, sono i responsabili del peggioramento delle condizioni di salute della comunità di Winthrop".
Il gruppo di esperti non si limita a constatare il danno, lancia anche un appello per il riconoscimento del diritto alla salute: "E’ assolutamente opportuno che le autorità sanitarie del Massachusetts (lo stato in cui si trova l’aeroporto) approfondiscano questi aspetti, in modo da definire più accuratamente la portata e la gravità del problema, al fine di iniziare un processo che riporti la comunità di Winthrop alle condizioni di salute in cui vive la restante parte dei cittadini dello stato".
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I link della protesta
Il sito dell’Unione dei comitati lombardi contro Malpensa (
http://digilander.iol.it/unicomal/)
Il sito dei comitati piemontesi (
http://utenti.tripod.it/covest/)
Il sito degli ambientalisti olandesi che si battono contro l’aeroporto di Schiphol (
http://www.milieudefensie.nl/campagnes/mobicamp/)
Il sito dei cittadini londinesi che abitano nei pressi di Heathrow, riuniti in comitato (
http://www.hacan.org.uk/)
Cittadini statunitensi per l’abbattimento del rumore aeroportuale (
http://www.caan.org/)
Il sito statunitense che raccoglie gli studi e le ricerche sull’inquinamento degli aeroporti (
http://www.us-caw.org/)
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Che fare?
Che cosa viene fatto negli altri paesi per attutire l’impatto delle strutture aeroportuali? In molti casi, l’ente gestore dello scalo stabilisce una tassa sul rumore, che viene applicata ai cosiddetti aerei fracassoni; il denaro così incassato viene utilizzato per risarcire le popolazioni interessate oppure per attuare misure di mitigazione ambientale. In aiuto delle popolazioni locali è arrivata anche una recente sentenza della Corte europea dei diritti umani, che ha obbligato il governo britannico a risarcire molti cittadini di Londra. Dopo l’ampliamento dello scalo di Heathrow, infatti, per molti le condizioni di vita sono peggiorate in modo significativo: il tribunale europeo ha dato loro ragione.
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Ve-Part e Bird-Strike


In merito al Bird-Strike, cioè l'impatto degli uccelli con gli aerei... me ne sono già occupato in precedenti messaggi e... dato che le Discariche sono uno dei maggiori problemi, quando queste sono poste vicino agli aeroporti, oggi torno ad occuparmi ancora di questo problema... ricordando ed evidenziando che la "Discarica Ve-Part" è solo a... circa 2 km dalla fine pista dell'Aeroporto.
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I messaggi già pubblicati in merito a questo aspetto... sono questi:
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Discariche... Uccelli e... Aeroporto
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Aeroporto Catullo... allarme impatto volatili.
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Aeroporto Catullo - Allarme impatto volatili
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In merito a questo aspetto allego un documento (suddiviso in due parti per problemi tecnici) che potete scaricare cliccando qui sotto.
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per scaricare la prima parte di BIRD_STRIKE clicca qui.
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per scaricare la seconda parte di BIRD_STRIKE clicca qui.
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Non voglio scrivere molto... se non tre domande:
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Ma perchè l'Aeroporto Catullo, per salvaguardare le attività di volo, non si attiva nel cercare di impedire la riapertura della Discarica Ve-Part?
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L'Aeroporto Catullo non fa nulla contro la Discarica Ve-Part, perchè dovrebbe fare altrettanto, azione contraria... anche contro la Discarica delle Siberie... che è promossa dal Comune?
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L'Aeroporto non fa nulla contro le due Discariche... a scapito della sicurezza aerea, per non avere problemi con l'Accordo di Concertazione che vuole stipulare con il Comune?
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Concludo invitandovi a leggere un Documento dell'E.N.A.C.: "Direttiva sulle procedure da adottare per la prevenzione dei rischi di impatto con volatili negli aeroporti", di cui risporto questi brani:
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La convenzione tipo per l’affidamento delle gestioni aeroportuali allegata alla Circolare Ministeriale n. 13775 AC del 16-10-1998 all’art. 4 punto C6 stabilisce l’obbligo da parte dei gestori aeroportuali di provvedere “a porre in essere ogni dovuta azione per prevenire rischi da volatili”, obbligo peraltro già vigente per le gestioni totali.
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Il controllo della fauna si esercita attraverso il controllo dell’ambiente aeroportuale: il piano deve quindi prevedere almeno:
- l'eventuale riformulazione dei contratti di utilizzazione agricola dell'aeroporto in senso compatibile con i rischi di bird strike, con particolare riferimento all’altezza minima dell’erba e alle modalità dei tagli periodici;
- la progressiva scomparsa di ogni elemento suscettibile di attrarre volatili (alberi, pozze d’acqua, cespugli, arbusti, ecc.) nelle aree circostanti le aree di manovra degli aeromobili;
- la gestione ecologica dei grandi manufatti (hangar, capannoni, ecc.) per l’eliminazione della fauna stanziale;
- l'eliminazione o il controllo di discariche, rifiuti alimentari ecc.;
- le iniziative assunte,
d’intesa con il Direttore dell’aeroporto,
presso gli Enti del territorio per l’analisi degli eventuali fattori di rischio esterni all’aeroporto ma influenti su di esso.
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Che sfortuna nera, sarebbe se... un uccello proveniente dalla Discarica delle Siberie... nell'attraversare la pista dell'Aeroporto Catullo... impattasse contro un aereo in fase di decollo... e poi, a causa di questo "Bird-Strike, l'aereo... avesse da schiantarsi sul "Verona Airport Hotel" che voglio costruire alla Corte Palazzina... che casualmente... è a fine pista?
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Queste sommatoria di tre fatti singoli: Uccello+Aereo+Hotel... sarebbero solo delle casualità?
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Sarebbe solo un caso che un... "Bird-Strike", possa provocare un... Hotel-Strike"?

domenica 10 febbraio 2008

Un Sindaco... diverso?


Ho appena letto un messaggio pubblicato su Aero Habitat... Un Comunicato Stampa avente questo titolo: "Convegno Avionews, la relazione del Sindaco Guido Colombo". Guido Colombo è il Sindaco del Comune di Somma Lombardo... che per coincidenza... anche questo Comune ha un nome che comincia... con la parola "Somma"... come Sommacampagna. Un comune che, dal marzo 2006, è riuscito ad ottenere che un aereo sia stato intitolato alla città e per questa nomina, quel Boeing 757 ER/200 della compagnia Air Italy... riporta lo stemma comunale. Poi bisogna anche segnalare che il Sindaco: Guido Colombo... è diverso da altri Sindaci Aeroportuali, anche perchè forse è componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Museo dell'Aeronautica.
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Qui di seguito il testo di detto Comunicato Stampa:
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"Convegno Avionews, la relazione del Sindaco Guido Colombo".

Nell’ambito del convegno organizzato da Avionews lo scorso 30 gennaio 2008 a Roma, un interesse particolare è stato associato all’intervento del Sindaco di Somma Lombardo Arch. Guido Colombo. Per la prima volta in Italia, infatti, sono state descritte le iniziative realizzate nell’intorno di uno scalo aeroportuale hub, per la tutela della comunità dei cittadini residenti e la protezione e salvaguardia dell’ambiente.
Lo scalo di Malpensa, a fronte delle ulteriori iniziative che altri scali del nordeuropea hanno realizzato, è probabilmente, l’unico aeroporto italiano ad aver insediato strumenti (rete di monitoraggio), indagini epidemiologiche, sondaggi tra la popolazione e avviato vari interventi a tutela e salvaguardia dei cittadini e del territorio (delocalizzazione, mitigazione e in sonorizzazione dei caseggiati, V.I.A. e V.A.S.).
Com’è noto le problematiche sulla compatibilità e coesistenza tra aeroporto e comunità circostante dovrebbero porsi come un traguardo primario per verificare l’opportunità e sostenibilità associate all’insediamento delle infrastrutture aeroportuali minori e maggiori.
Troppo spesso in Italia invece si determinano sostegni o contrapposizioni all’insediamento o potenziamento degli scali aerei, siano essi minori, di media grandezza fino ai mega hub, senza un adeguato supporto progettuale.
Le stime degli impatti territoriali negativi, dei riflessi economico industriali prevalgono senza un adeguato momento di confronto e riflessione. Senza una necessaria definizione d identificazione di un Piano Aeroporti Nazionale in grado di evitare una loro caotica proliferazione. Come è purtroppo avvenuto.
In questo senso la
relazione presentata dall’Arch. Guido Colombo descrive un quadro di iniziative svolte ed in corso che si propone come modello per gli altri scali italiani.
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Clicca anche qui per scaricare la Relazione del Sindaco Guido Colombo.
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Una relazione che i nostri Amministratori Comunali dovrebbero leggere con attenzione, ma dalla quale traggo alcuni brani, ad esempio i seguenti:
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Sotto questo aspetto Malpensa ha costruito la rete di rilevamento del rumore con 18 centraline poste nell’intorno aeroportuale (sette nel mio comune) in grado di dettagliare in tempo reale il rumore prodotto dagli aeromobili, permettendo nell’immediatezza di verificare le violazioni alle procedure antirumore con il collegamento diretto ai tracciati radar. Per far si che tutte queste informazioni non siano tenute nascoste e siano patrimonio dei cittadini, si realizzerà in una stanza di Palazzo Viani-Visconti, sede della mia Municipalità, una spazio che potremmo definire "La casa dell’intorno aeroportuale" dove si potranno visionare in tempo reale i dati trasmessi dalle centraline di rilevamento, dar vita alle OPERAZIONI LAMENTELE, prende visione della BLECK LIST e porre a conoscenza del cittadino i modelli di aeromobili che operano a Malpensa, le loro motorizzazioni e gli indici sonori dei tre punti dell’aeromobile (noize takeoff/sideline/approach) con i limiti massimi adottati dall’ICAO; i diagrammi o mappe acustiche per ogni aeromobile sul sedime aeroportuale e nel territorio circostante a seguito di takeoff ed approach (LVAJ/D/N); i piani di sostituzione degli aeromobili approvate dai singoli vettori; la documentazione relative alle Direttive Europee in campo aeronautico ed acustico; la documentazione relative alle flotte marginali MD80 (varie serie) e Boeng 737 (serie 300/400 e 500), ecc.
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Uno di questi edifici delocalizzati, lato testata pista 35L, è stato utilizzato per il Progetto Comunitario INTERREG IIIB, TERIA (TERritorial Insert Airports) dal marzo 2004 al giugno 2006, con un budget di 2,2 milioni di euro dei quali 1,1 milioni di euro di risorse comunitarie, spesi per la sperimentazione delle nuove tecniche di misurazione e sorveglianza dei rumori aero portuali; per l’analisi delle sorgenti di rumore e dei suoi percettori; per il miglioramento delle tecniche di isolamento sonoro passivo delle abitazioni e per una sperimentazione di sistemi innovativi. Da ciò è scaturito il progetto I-SOLO, finanziato totalmente da SEA, per l’insonorizzazione nel mio comune di un edificio residenziale in fascia "A" delle curve isofonoche dove la residenza è ammessa, con lo scopo di determinare sul campo non solo il costo edilizio dell’intervento ma anche quello sociale.
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Il Comune di Somma Lombardo insieme ai comuni di Ferno e di Lonate Pozzolo partecipa in partenerschip con SEA e con gli aeroporti di Monaco, Lisbona, Manchester e Nizza al progetto comunitario DRAFT – Progetto Energia Rinnovabile e al progetto europeo SEE Campaign, progetti che guardano all’ambiente dell’intorno aeroportuale, nonché a tutti quegli eventi, nell’ambito del progetto europeo INTERREG IIIB, che vedono confrontarsi realtà municipali europee sul cui territorio insistono gli aerodromi.

Ho scritto al Difensore Civico Regionale



Egr. Avv. Vittorio Bottoli
Difensore Civico Regionale
Oggetto: Istanza n. 058-2008
Mancanza Decreto V.I.A.
Aeroporto Catullo di Verona.

In merito all'Istanza in oggetto,
Le scrivo per aggiornarla sulla situazione relativa alla mancanza della V.I.A. dell'Aeroporto Catullo.

In data 25 Gennaio 2008 ho ricevuto una lettera dall'Ufficio Ecologia del Comune di Sommacampagna con la quale mi veniva comunicato che: "In riferimento alla richiesta di copia del Decreto di Compatibilità Ambientale dell'Aeroporto e/o in subordine del Decreto di Esclusione V.I.A., si comunica che presso l'Ufficio Ecologia, non è agli atti nessun decreto di VIA e tantomeno nessun Decreto di Esclusione VIA".

A seguito di questa informazione e, dopo aver preso conoscenza di una serie di Sentenze raccolte da A.P.A.T. Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e dei Servizi Tecnici, in un documento denominato: "Orientamenti Giurisdizionali sulla V.I.A." in data 28 Gennaio 2008, ho scritto una lettera alla Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente con una precisa richiesta, quella di... conoscere le motivazioni della mancanza del Decreto V.I.A. dell'Aeroporto Catullo di Verona.

A questa lettera ho allegato un "Dossier" con 21 domande tutte relative alla "Mancanza della V.I.A". Ad oggi, da detto Ufficio Ministeriale, non ho ancora ricevuto alcuna risposta in merito.

Colgo l'occasione però... di evidenziare un aspetto fondamentale. Non essendo stati sottoposti alla V.I.A. gli ampliamenti dell'Aeroporto di Verona, al sottoscritto, come a qualsiasi altro cittadino residente nell'intorno dell'Aeroporto, è stato negato un diritto previsto dalla Legge in vigore: "la possibilità al pubblico interessato di esprimere il proprio parere prima dell'avvio del progetto".

A titolo di esempio, ed in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale del progetto per la Discarica Comunale delle Siberie, il sottoscritto, ha presentato 61 Osservazioni alla V.I.A. perchè era mio diritto il poterlo fare e la Commissione V.I.A., per legge, deve darmi delle risposte... a quanto da me evidenziato.

Se la mancanza della V.I.A. dell'Aeroporto Catullo dovesse avere dei risvolti Amministrativi e/o Penali, credo spetti al mio Sindaco... denunciarli e segnalarli.
Per quanto mi riguarda invece, e per quanto Le scrivo, io vorrei evidenziare che... mi è stato negato il diritto di poter esprimere il mio parere in merito ad un progetto che impatta negativamente sulla qualità della vita delle persone che abitano nell'intorno aeroportuale.

In attesa di un Suo cortese riscontro, e nella speranza, quindi, che Lei, con la Sua Autorità, riesca ad ottenere delle motivazioni dalla Società Aeroporto Valerio Catullo sulla mancanza della Valutazione di Impatto Ambientale,

Le porgo distinti saluti

Beniamino Sandrini


P.S. In merito alle problematiche ambientali che impattano su Caselle, devo altresi segnalare che in data 10 Settembre 2007 avevo inviato una segnalazione alla Procura della Repubblica. Della quale segnalazione, ad oggi, non ho avuto alcun riscontro.

P.P.S. Le comunico altresì che tutta quello che scrivo e che ricevo, in merito all'Aeroporto, viene pubblicato su: http://www.vivicaselle.eu/

P.P.P.S. Per opportuna conoscenza trasmetto questa informazione anche al Difensore Civico del Comune di Verona, che ha aperto una pratica avente il n° 499-2007. Credo sia opportuna questa mia segnalazione, in quanto l'Aeroporto Catullo è un Ente Partecipato dal Comune di Verona.
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Nota Bene: Gli aerei che decollano (direzione Verona) dall'Aeroporto Catullo di Verona, dall'ingresso di casa mia, li vedo cosi, (vedi foto allegata) e ad essere sincero, vedo gli aerei anche quando decollano verso Villafranca.
In ogni caso le diverse tipologie di rumore aeroportuale... che sento, da casa mia, sono quattro:
1° Rumori degli aerei fermi nel parcheggio dell'Aeroporto; (in particolare dalle 6 alle 8 del mattino)
2° Rumori di aerei che decollano verso Villafranca; (a tutte le ore)
3° Rumori di aerei che decollano verso Verona; (a tutte le ore)
4° Rumori di aerei che, quando atterrano, applicano il "reverse" (frenano utilizzando l'inversione di spinta dei motori). (in particolare nelle ore notturne)

sabato 9 febbraio 2008

Difensore Civico Regionale


Avevo scritto al Difensore Civico Regionale... che oggi, mi ha risposto.
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Avevo scritto all'A.P.A.T. Agenzia per la Protezione dell'Ambiente... che mi aveva anche risposto:
Ho scritto all'A.P.A.T. (e mi hanno risposto)
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Avevo scritto al Prefetto di Verona... che mi aveva risposto:
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Avevo scritto all'Unità Complessa Valutazione Impatto Ambientale delle Regione Veneto... che mi ha risposto:
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Avevo scritto al Sindaco di Sommacampagna, al Sindaco di Verona, al Commissario Straordinario di Villafranca, al Presidente delle Provincia e al Presidente dell'Aeroporto... e nessuno mi ha ancora risposto:
Rinnovo richiesta del Decreto V.I.A. dell'Aeroporto
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Ho scritto al Capo della Segreteria del Ministro dei Trasporti... e ancora non mi ha ancora risposto:
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Ho ricevuto una nuova risposta da A.P.A.T.
Nuova risposta da A.P.A.T.
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Ho ricevuto una risposta dall'Ufficio Ecologia del Comune di Sommacampagna:
Ora è accertato: MANCA il V.I.A. dell'Aeroporto
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E ho scritto alla Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente... che ancora non mi ha risposto.
20 domande a...
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Se entro la fine del mese di Febbraio... non riceverò nessuna risposta dal Ministero dell'Ambiente... la prossima lettera che scrivo... sarà alla Procura della Repubblica ?

venerdì 8 febbraio 2008

Un gemellaggio da rumore tra ViviCaselle


Dal sito di Aero Habitat copio e pubblico questo messaggio:


Fiumicino, ecco VIVIFREGENE
Dopo il comitato/associazione
VIVICaselle Torinese, in prima fila nella difesa dei cittadini investiti dalla quasi totalità degli atterraggi sullo scalo di Torino Caselle, dopo VIVICASELLE di Sommacampagna che con il sito www.vivicaselle.eu interviene quasi giornalmente – e con estrema puntualità, documentazione e competenza – sulle problematiche attinenti allo scalo di Verona Catullo, ecco ora VIVI FREGENE, il comitato/associazione a difesa di Fregene.
Fregene è una località/balneare famosa – soprattutto nei film capitolini degli anni ’60 e ’70, del Litorale Romano sottoposta da quasi 47 anni ai sorvoli degli aeromobili in atterraggio sulla pista 16 destra di Fiumicino.
Ora, anche con lo spostamento dei voli da Malpensa al Leonardo Da Vinci, la questione sorvoli – talvolta anche in decollo dalla pista 34 sinistra – l’impatto acustico è ancora più severo.
Ebbene "Viva Fregene" ha in corso una raccolta di firme contro l'inquinamento acustico generato dai voli in sorvolo.
L’intento è categorico:
- il divieto di movimenti aerei nell’arco orario 23.00 06.00,
- rispetto delle procedure antirumore,
- incremento della pendenza in atterraggio ILS,
- installazione di centraline di rilevazione del rumore,
- impiego di una quota del 7% del bilancio delle società di gestione degli scali per opere infrastrutturali per la mitigazione acustica.
Una iniziativa radicale e insolita, ma che non rappresenterebbe niente di nuovo per gli scali del nordeuropea e che rappresenta – in sostanza – quello che è già previsto da leggi/decreti già in vigore – ma inapplicati – anche in Italia.
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Colgo questa occasione per evidenziare un aspetto. Qualcuno di Voi potrebbe aver scritto come indirizzo web: www.vivicaselle.it al posto di www.vivicaselle.eu . Scrivere ".it" o scrivere ".eu" può avervi portato a conoscere un'altra realtà, quella di Caselle Torinese, un Comune anch'esso interessato dalle nostre stesse problematiche... in particolare quelle connesse alla vicinanza ad un Aeroporto.
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Potremmo pertanto anche proporre un "gemellaggio... da rumore aeroportuale" visto che questo tipo di inquinamento ci accomuna?
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Magari poi, assieme con "Viva Fregene" potremmo riuscire a far si che il 7% del Bilancio delle Società di Gestione degli Aeroporti, possa essere finalmente speso per le opere infrastrutturali per la mitigazione acustica.
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Come scritto su Aero Habitat, quanto qui previsto è già normato dalla LEGGE 26 ottobre 1995, N. 447. Legge quadro sull'inquinamento acustico. E in merito a questo aspetto, credo sia interessante ricopiare, in sintesi, alcune sentenze.
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Inquinamento acustico - Ordinanza di contenimento e riduzione delle emissioni sonore - Natura - Provvedimento contingibile e urgente - Art. 9 L. 447/95 - Competenza - Sindaco. Le ordinanze con le quali viene esercitato il potere di disporre temporaneamente speciali forme di contenimento e riduzione delle emissioni sonore inquinanti (inclusa l’inibitoria totale o parziale delle attività), hanno natura di provvedimenti contingibili e urgenti, sia per la ontologica temporaneità delle misure adottabili, sia per il carattere innominato ed atipico delle misure stesse (in deroga al principio di rigorosa nominatività e tipicità degli atti amministrativi. Siffatte ordinanze devono considerarsi adottate ai sensi dell’art. 9 della Legge 26 Ottobre 1995 n° 447 (“Legge quadro sull’inquinamento acustico”) e sono riservate alla competenza del Sindaco (nei casi di inquinamento acustico che riguardano aree ricadenti nel territorio comunale). Sono peraltro estranee alle ordinarie funzioni di mera vigilanza e controllo (“sull’osservanza delle prescrizioni attinenti il contenimento dell’inquinamento acustico”) contemplate dagli artt. 6 e 14 della Legge 26 Ottobre 1995 n° 447, nonché dalle Leggi Regionali Pugliesi nn° 17/2000 e 3/2002. Pres. Ravalli, Est. D’Arpe - R. s.a.s. (avv. De Matteis) c. Comune di Gallipoli (avv. Traldi) e A.R.P.A. Puglia (avv. Capobianco) - T.A.R. PUGLIA, Lecce, Sez. I - 4 dicembre 2006, n. 5639 (vedi: sentenza per esteso)
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Inquinamento acustico - Tutela della salute pubblica - Situazione di pericolo involgente singoli individui - Sufficienza. La tutela della salute pubblica non presuppone necessariamente che la situazione di pericolo involga l’intera collettività ben potendo richiedersi tutela alla Pubblica Amministrazione anche ove sia in discussione la salute di una singola famiglia (o anche di una sola persona). Pres. Ravalli, Est. D’Arpe - R. s.a.s. (avv. De Matteis) c. Comune di Gallipoli (avv. Traldi) e A.R.P.A. Puglia (avv. Capobianco) - T.A.R. PUGLIA, Lecce, Sez. I - 4 dicembre 2006, n. 5639 (vedi: sentenza per esteso)
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Inquinamento acustico - Attività aeroportuale - D.p.r. 496/97 - Emissioni prodotte dalle operazioni aeroportuali - Emissioni riferibili direttamente al funzionamento dei velivoli - Possibilità di valutazione differenziata - Esclusione. E’ legittima la previsione contenuta nell’art. 1, D.p.r. 11 dicembre 1997, n. 496, nella parte in cui ha qualificato l’attività aeroportuale mediante rinvio all’art. 3, co. 1, lett. m), punto 3) della legge 26 ottobre 1995, n. 447, considerando pertanto unitariamente le emissioni rumorose prodotte dalle operazioni aeroportuali e quelle direttamente riferibili al funzionamento dei velivoli. Ed infatti, le fasi del decollo e dell’atterraggio sono strettamente connesse, sul piano spaziale e funzionale, con l’attività dell’aeroporto, sicché il rumore percepito nell’ambiente è quello complessivo senza che possa artificiosamente distinguersi tra rumore prodotto dall’attività a terra e quello che, nel medesimo contesto spazio-temporale, proviene da altra fonte. Pres. Giovannini, Est. Garofoli - A.V.C.V.V. s.p.a. (Avv.ti Riguzzi e Romanelli) c. Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Ambiente e Ministero dei Trasporti e della Navigazione - CONSIGLIO DI STATO, Sez. VI - 3 febbraio 2005 (c.c. 18 giugno 2004), sentenza n. 281 (vedi: sentenza per esteso
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Verona Airport Hotel... c'è la Concessione Edilizia?


Ho ricevuto questa e_mail che pubblico.

Da: walter.giacopuzzi
Inviato: ven 08/02/2008 9.20
A:
urbanistica@comune.sommacampagna.vr.it
Oggetto: richiesta
Buongiorno.
Sono Walter Giacopuzzi e scrivo all'ufficio in qualità di consigliere comunale di minoranza.
Da notizie acquisite sul web apprendo che c'è intenzione di costruire presso la corte Palazzina di Caselle un Hotel con numerose stanze, a fine pista aeroportuale.
Chiedo cortesemente se è possibile avere conferma o smentita di un'eventuale concessione edilizia rilasciata per tale hotel. Se la risposta è affermativa chiedo se è possibile avere, stesso mezzo, il numero e la data della concessione medesima.
Qualora la presente procedura risulti inadeguata per la richiesta di informazione prego informarmi e mi adeguerò a quanto richiesto.
Grazie e buon lavoro.
Walter Giacopuzzi.
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A questa e_mail io non posso rispondere, ma posso invitarvi a leggere il contenuto della Perizia di Stima pubblicata dal CIS di Villafranca di cui qui potete scaricarne un Estratto della suddetta Perizia che riguarda solo la ditta: "Nuova Corte Palazzina S.r.l." dove c'è scritto questo:
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"La Società è proprietaria di un'area di 19.000 mq. situati nel Comune di Sommacampagna (VR), comprensiva di fabbricati da ristrutturare fino a circa 20.000 mc."
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"La società ha ottenuto parere positivo al progetto definitivo per l'ottenimento della Concessione Edilizia per realizzare una struttura alberghiera."
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In ogni caso uno schema del progetto del Verona Airport Hotel è pubblicato sul sito del CIS di Villafranca, in un documento denominato "Brochure Progetti".
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In merito a questo aspetto, il "Verona Airport Hotel", già denominato "Hotel Corte Palazzina" ho predisposto una scheda che riporta anche una serie di considerazioni personali.
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Per scaricare la Scheda del "Verona Airport Hotel" clicca qui.

Certificato di Aeroporto


Da una delle "news" del sito web dell'Aeroporto "Valerio Catullo", pubblicata in data 7 Febbraio 2008, ricopio questo Comunicato Stampa:
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LA CATULLO OTTIENE IL RINNOVO DEL “CERTIFICATO DI AEROPORTO”.
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L’Enac - Ente Nazionale dell’Aviazione Civile - ha consegnato questa mattina alla Valerio Catullo S.p.A il documento di rinnovo del “Certificato di Aeroporto”: atto che attesta la conformità dello scalo veronese alle norme nazionali e internazionali di gestione degli aeroporti.
Il Certificato di Aeroporto, che ha validità triennale, è stato ottenuto dal Catullo nel novembre 2004 dopo essere stato sottoposto a una serie di verifiche per attestare la conformità dello scalo al “Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti” dell’ENAC e dell’ICAO (International Civil Aviation Organization).
Il riconoscimento ottenuto oggi sta a indicare che “la Catullo ha ancora una volta superato tutte le verifiche e mantenuto i requisiti di sicurezza delle infrastrutture, degli impianti e delle operazioni aeroportuali; - ha sottolineato il direttore centrale dell’area tecnico operativa, Antonio Zerman - ha confermato la presenza di un’idonea organizzazione, con relative responsabilità e una corretta ripartizione delle risorse finalizzate alla sicurezza”.
“Questo documento - ha detto il presidente, Fabio Bortolazzi – non è un semplice foglio da mettere nel cassetto ma uno strumento vivo da utilizzare per il miglioramento quotidiano del sistema di qualità del nostro aeroporto”; una struttura – ha rilevato il direttore generale Claudio Boccardo – che “ha goduto di una crescita rilevante negli ultimi due anni e il cui sviluppo, a garanzia degli utenti, è stato accompagnato dalla certificazione che oggi Enac ci consegna”.
Sono stati il direttore Operazioni Venezia dell’Ente Nazionale Aviazione Civile, Virginio Bagassi, e il responsabile del team di certificazione dell’Enac, Maurizio Griletti, a portare al Catullo il riconoscimento, consegnato al Presidente Fabio Bortolazzi, alla presenza anche dei Post Holder Responsabili Doriano Brutti, Alberto Carli e Michele Adami.“Verona è un aeroporto che più di altri ha risposto in modo sollecito e professionale ai nostri stimoli” ha ammesso Grilletti che ha seguito direttamente tutte le verifiche imposte al Catullo; “verifiche non burocratiche da lasciare sulla carta – ha precisato il direttore Bagassi – ma controlli effettivi per il miglioramento costante degli standard di servizio”.
(Consegna del certificato. Da sinistra nella foto: Virginio Bagassi, Fabio Bortolazzi, Maurizio Grilletti.)
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Non commento questo Comunicato Stampa... ma un paio di domande mi piacerebbe farle all'ENAC.
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L'ENAC è a conoscenza che il Catullo è "mancante" della Valutazione di Impatto Ambientale?
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L'ENAC è a conoscenza che il Comune di Sommacampagna ha autorizzato un Hotel a fine pista?
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E una domanda, finale, me la pongo pure... "a me medesimo"... Ma perchè perdo tempo a chiedermi se l'Aeroporto è in regola... quando... chi dovrebbe controllare... non controlla?

giovedì 7 febbraio 2008

A proposito di Incidenti Aerei... Che coincidenza!!!


Nel messaggio pubblicato il 4 Febbraio 2008, ho scritto in merito al: PIANO di RISCHIO Aeroportuale, in quello pubblicato il 2 Febbraio avevo scritto in merito a: Da Aero Habitat - PIANO di RISCHIO ENAC e in quello del 31 gennaio avevo scritto in merito a questo altro aspetto: Hotel a 4 Stelle a... fine pista!!! .
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Tutti questi messaggi avevano un denominatore comune, la possibilità di un "incidente aereo" in prossimità dell'Aeroporto. Per singolare coincidenza, in data 29, 30 Giugno e 1 Luglio 2007, presso l'Aeroporto Catullo di Verona, si era tenuto un corso per la Protezione Civile, proprio sul: Rischio di Incidente Aeroportuale.
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Di seguito pubblico quindi il Comunicato Stampa emesso dalla Provincia... avente questo "particolare" oggetto:
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CORSO DI INTERVENTO SU DISASTRO AEREO AL CATULLO PER I VOLONTARI DELLA PROTEZIONE CIVILE

Inizia domani presso la sala stampa dell’aeroporto e durerà tutto il fine settimana, un corso di specializzazione sul “Rischio di incidente aeroportuale” destinato ai volontari della Protezione Civile.
Organizzato dall’associazione Protezione Ambientale e Civile di Verona con i finanziamenti della Provincia di Verona, del Centro Servizi per il Volontariato e naturalmente degli Aeroporti Sistema del Garda, il corso è patrocinato dalla Regione Veneto ed ha lo scopo di formare i volontari sulle peculiarità che caratterizzano l’intervento in caso di disastro aereo, spaziando dalle diverse tipologie di intervento ai pericoli relativi alle esplosioni, dalla gestione dei curiosi alla sicurezza dei soccorritori stessi.
L’aeroporto avrà anch’esso un ruolo attivo nelle lezioni grazie al contributo di Cristiano Folchi, addetto e formatore del settore Airside Safety (Sicurezza Operativa Aeroportuale), che illustrerà le procedure di emergenza aeronautica all’interno del sedime aeroportuale previste dal piano di emergenza redatto dalla società di gestione e approvato dall’Ente Nazionale Aviazione Civile.
“L’aeroporto è da sempre, ed oggi più che mai, sensibile al tema della sicurezza” ha dichiarato Fulvio Cavalleri Presidente del Catullo. “Collaborare alla realizzazione di questo corso è un ulteriore segno della nostra crescente attenzione verso i passeggeri, le compagnie aeree e tutti coloro che operano nell’ambito aeroportuale”. L’Assessore Provinciale alla Protezione Civile Lucio Campedelli ricorda: “La formazione del volontariato di Protezione Civile è un obiettivo strategico che la Provincia intende portare avanti soprattutto in sinergia con tutti gli enti e le istituzioni che intervengono nella difficile operazione di gestione di un’emergenza.”
Verona 28 giugno 2007.
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Io non ero a conoscenza che c'era stato un Corso di Istruzione... SU UN DISASTRO AEREO, ma posso sottolineare, oggi, questa singolare coincidenza? L'Aeroporto partecipa a dei corsi organizzati dalla Provincia per imparare a gestire l'emergenza di un incidente aereo... e il Comune di Sommacampagna potrebbe aver autorizzato la realizzazione di un Hotel da 140 stanze ... proprio a fine pista.
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Il Piano di Emergenza dell'Aeroporto che dice... (o dirà) in merito all'Hotel a fine pista?
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Che singolare coincidenza però.
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Per caso poi... durante quel Corso... vi sono state anche delle esercitazioni pratiche?
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In quel caso l'area ideale dove poter svolgere questa esercitazione pratica... sarebbe stata proprio la Corte Palazzina... visto che era a fine pista e che li c'era già stato un incidente aereo, come ho scritto in questo altro messaggio: F104 - 27 luglio 1988 - Cap. Sandro Sordoni il 13 gennaio 2008.

Collegamento Ferroviario con l'Aeroporto


Martedi 8 gennaio 2008, avevo scritto questo messaggio: La T.A.V. e il Metrò per l'Aeroporto

In quel messaggio "ipotizzavo" un collegamento diretto tra la Nuova Ferrovia T.A.V. e l'Aeroporto di Verona che poteva essere realizzato con un Metrò, interamente sul territorio di Caselle, con innegabili vantaggi alla nostra comunità e al suo territorio.
Nel percorso che avevo ipotizzato, la distanza tra queste due infrastrutture è di soli 2,5 km. Oggi scopro che il progetto presentato dalle Ferrovie... per collegare la linea Ferroviaria Verona-Mantova all'Aeroporto è, invece, lungo 4,5 km. Quasi il doppio rispetto alla mia proposta.
E se un collegamento di 4,5 km costa 90,4 milioni di Euro, un collegamento di 2,5 km dovrebbe costare circa 50 milioni di euro.
Un collegamento di un Metrò posto a Nord dell'Aeroporto potrebbe anche servire il Parco a Tema: Città del Cibo e del Vino, opportunamente "spostato" al di fuori dalla Zona del Piano di Rischio Aeroportuale.
Un "Metrò" a servizio delle aree ad Est di Caselle, potrebbe rappresentare un valore aggiunto enorme alle potenzialità insediative di questa area che sarebbe delimitata ad ovest dalla nuova linea del Metrò e ad Est dall'Autostrada del Brennero.

Ma di questo aspetto ne parlerò in un successivo messaggio.

Ora ricopio il "comunicato stampa" che ho trovato in merito al Collegamento con l'Aeroporto.

COLLEGAMENTO FERROVIARIO CON AEROPORTO CATULLO: PARERI FAVOREVOLI REGIONE
COMUNICATO STAMPA N. 549 DEL 22/03/2004
(AVN) – Venezia, 22 mar. – La Giunta veneta, su proposta dell’assessore alle politiche della mobilità Renato Chisso, ha espresso parere favorevole con prescrizioni sulla localizzazione urbanistica del collegamento ferroviario con l’aeroporto “Valerio Catullo” di Verona, sul quale ha pure espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale, con prescrizioni e raccomandazioni. Si tratta di due decisioni formali positive – spiega Chisso – nell’ambito delle procedure per la definitiva approvazione e realizzazione dell’iniziativa, presentata da Rete Ferroviaria Italiana SPA e inserita nella Legge Obiettivo, per un investimento complessivo di circa 90,4 milioni di euro.
In sostanza, sulla base delle decisioni della Giunta – dice ancora l’assessore – il Ministero delle Infrastrutture può ora proporre al CIPE la definitiva approvazione del progetto. L’intervento previsto rientra perfettamente nel contesto del rinnovamento del sistema infrastrutturale del Veneto – ricorda Chisso – e a suo tempo, non a caso, lo avevamo proposto come Regione all’interno del secondo stralcio del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale, non finanziato nel 2001 dal passato Governo delle sinistre. Ora invece la strada è aperta”.
Il collegamento si configura come variante al tracciato dell’attuale linea Verona – Mantova, mediante un nuovo itinerario di circa 4,5 km e la realizzazione di una stazione nelle immediate vicinanze dell’aeroporto. Sulla localizzazione urbanistica, rispetto alla quale la Regione aveva sentito i Comuni di Verona e di Villafranca, il parere favorevole prevede tra le prescrizioni la progettazione di un piano dei parcheggi in base all’entità e alla tipologia del traffico previsto, prevedendo almeno 200 posti auto equivalenti nella nuova stazione di Dossobuono e nelle due fermate intermedie. Il tratto ferroviario che verrà dismesso dovrà essere completamente bonificato.
Dovranno essere previste opere di collegamento e intersezioni stradali nonchè opere di adeguamento e riconfigurazione dei collegamenti ferroviari.
Quanto al giudizio favorevole di compatibilità ambientale, la Giunta veneta ha fatto proprio il parere positivo espresso in proposito dalla Commissione Regionale VIA, che tra le prescrizioni ha previsto che il progetto definitivo debba considerare pienamente tutte i pareri e le osservazioni presentate dai vari Enti interessati. Andranno pure sviluppati gli interventi di mitigazione e le opere di compensazione ambientale per i quali va prevista una realizzazione per quanto possibile anticipata rispetto all’opera stessa; dovranno essere compresi il piano dei parcheggi, la bonifica della tratta dismessa e coerenti opere di collegamento.
Dovranno inoltre essere sviluppate le opere di sistemazione a verde, di ripristino ambientale e di rinaturalizzazione; particolare attenzione andrà posta alla qualità architettonica della nuova stazione. Dovrà pure essere approfondito l’impatto acustico nella fase di costruzione, specificando le opere di mitigazione sia in fase realizzativa che a lavori ultimati. Infine andrà elaborato un progetto di Monitoraggio Ambientale. La Commissione ha poi raccomandato che il progetto definitivo approfondisca la stima dei flussi dei passeggeri in corrispondenza della nuova stazione ferroviaria e consideri la necessità di garantire spazi idonei per percorsi ciclo – pedonali in corrispondenza dei nuovi manufatti in sottopasso e in galleria artificiale.
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Una sola considerazione.

In Consiglio Comunale, abbiamo una Minoranza che è in sintonia con la Giunta Regionale Veneto, che è in sintonia con la nuova presidenza dell'Aeroporto Catullo S.p.A. e che potrebbe essere in sintonia con le aspettative dei cittadini di Caselle, qualora fosse realizzata un Tangenziale Sud di Caselle e che potrebbe generare una nuova ed altra immensa sintonia di intenti, qualora Caselle fosse collegato alla Città di Verona, tramite un Metrò.
Qualcuno può verificare se questa... sintonia può diventare una... realtà per Caselle?