martedì 21 ottobre 2008

Perchè si parla solo della Nord Bitumi e mai di altri e peggiori inquinanti che ci sono ?

Ho appena spedito una e_mail al Sindaco di Sommacampagna, alla quale ho allegato una lettera avente questo oggetto: Testimonianza scritta che la ditta: Nord Bitumi S.p.A. emette odori e richiesta di interventi in merito ad altre fonti di inquinamento a difesa della Salute della Popolazione ai sensi del D.Lgs. 267-2000. Il testo della e-Mail è questo:
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----- Original Message -----
From:
sandriben To: Comune di Sommacampagna - Affari Generali Sent: Tuesday, October 21, 2008 10:24 AM Subject: Lettera per il Sindaco
Egr. Signor Sindaco
avrei dovuto prendere l'auto, venire in municipio, protocollare la lettera (
che Le allego) e poi ritornare a casa. Avrei speso un'ora del mio tempo e avrei consumato un pò di benzina, e dato che non ne "valeva la pena"... perdere tempo per Lei, preferisco inviarle questo mia lettera solo via e_mail e pubblicarla poi su ViViCaselle. Immagino che Lei possa comprendere il perchè non voglio perdere del mio tempo, tanto Lei non farà nulla... Distinti saluti. Beniamino Sandrini

Io da mesi rimango e sono sempre della mia idea... Più si parla degli odori della Nord Bitumi, menso si parla di altri e ben più gravi problemi ambientali. Più si spendono soldi per fare analisi inutili per evidenziare le problematiche della Nord Bitumi (utilizzando metodi sbagliati) meno si investe in vere analisi degli impatti ambientali certi. Più si vuol, far credere che il solo problema ambientale di Sommacampagna sia quello della Nord Bitumi... più si nascondono altri e ben più gravi situazioni, esistenti e future, che impatteranno negativamente sulla salute e la qualità della vita dei cittadini.
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Sempre a titolo di esempio, visto che il "mio" Sindaco ha deciso di coinvolgere la Magistratura, oggi ricopio un articolo del Corriere della Sera, pubblicato su Aero Habitat, con questo titolo: Malpensa, Unesco, inquinamento gassoso e un articolo del Corsera un articolo che evidenzia l'inquinamento dell'Aeroporto di Malpensa e che segnala di una condanna della SEA per 5 milioni di euro... di danno ambientale, è questo:
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Malpensa, inquinato il bosco Unesco:
I livelli 5 volte più alti del casello sull'autostrada A1
Malpensa, inquinato il bosco Unesco: pagano Sea e ministero -
Condannati a 5 milioni di indennizzo.
Colpa degli scarichi degli aerei in decollo
MILANO —
Ci sono più idrocarburi nel bosco secolare, patrimonio dell'Unesco, che nei terreni a fianco del casello più trafficato dell'autostrada A1. Cinque volte di più. Per effetto dei gas inquinanti rilasciati dagli aerei in decollo dall'aeroporto di «Malpensa 2000» sul vicino bosco, dove ora un albero su tre è malato e dovrebbe essere abbattuto, e dove 15 anni non basteranno a ripristinare l'area dichiarata «riserva della biosfera» dall'Unesco (529 al mondo).
Per questo il Tribunale civile di Milano ha condannato il ministero dei Trasporti e la Sea (la spa controllata dal Comune che gestisce Linate e Malpensa) a indennizzare con 5 milioni di euro (tra capitale e interessi) la proprietà dei 210 ettari della tenuta «Cascina 3 Pini» tra Somma Lombardo e Vizzola Ticino. Tutto interna al Parco del Ticino, e confinante con le piste operative dal 1998 pur in assenza della «Valutazione di impatto ambientale » e con superamento dei parametri previsti dall'approvato piano regolatore generale dell'aeroporto, la tenuta comprende, oltre al bosco di 174 ettari, anche aree a uso agricolo e alcune residenze anni '30.
La proprietà puntava a valorizzare l'oasi naturalistica, ma sia l'oasi sia il valore commerciale della zona (stimato già nel 1992 in più di 14 miliardi di lire) sono stati pressoché azzerati — hanno lamentato gli avvocati della società Gianluca Gariboldi e Bruno Gattai — «dall'intollerabilità delle immissioni prodotte da Malpensa 2000».
Il giudice della decima sezione, Bianca La Monica, ha affidato una consulenza tecnica d'ufficio al professor Pierluigi Genevini per verificare la quantità di idrocarburi presenti nel bosco, sugli alberi, nei terreni agricoli. E questo confronto con i suoli agrari a fianco del casello Milano-Sud dell'autostrada A1, scelto apposta perché uno dei più importanti nodi del traffico automobilistico, ha avuto un esito choc: le dieci «trappole passive», sorta di gabbie che con pastiglie di carbone attivo «catturano» gli agenti inquinanti che precipitano su esse, hanno mostrato che «la concentrazione di idrocarburi totali sui campioni prelevati al casello autostradale era nettamente inferiore a quella registrata sui suoli» del bosco, al punto che il picco più elevato nel bosco è risultato quasi triplo del picco rilevato a fianco dell'autostrada a Melegnano.
Conferma «la correlazione tra l'inquinamento e il passaggio degli aerei» in decollo («una media di 148 al giorno») il fatto che l'inquinamento risulti minore in zone vegetali interessate solo dall'atterraggio degli aerei anziché dal decollo; e in alcuni terreni seminativi posizionati 15 metri più in basso del bosco, in un punto che vede passare la rotta degli aerei «prima sul bosco e poi sui terreni agricoli: poiché l'aereo decollando si alza man mano di quota, genera così una maggiore dispersione di incombusti e quindi una minore ricaduta per unità di superficie» sui terreni agricoli. «In base ai dati del consulente tecnico», dunque, «è accertato» che il bosco, «che per posizione ambientale e assenza di traffico veicolare dovrebbe essere caratterizzato da concentrazioni di idrocarburi pressoché nulle, presenta» invece «valori elevati, addirittura pari a 4-5 volte quelli rilevati a lato del casello autostradale ».
La conseguenza è che, diversamente ad esempio dal bosco della riserva «La Fagiana» che è più lontano da Malpensa e quindi «in buon se non eccellente stato vegetativo», nella «Cascina 3 Pini» gli alberi e le piante «praticamente sani (classe 1) sono scarsamente rappresentati», mentre nella "popolazione" verde «sono maggiormente rappresentati» gli alberi «che mostrano danno compreso tra il 50% e il 75% (classe 3), e quelli con danno fra il 75% e il 99% (classe 4)». Rimediare, a detta del perito del giudice, non sarà semplice: «rilevantissimi» sarebbero «i costi per l'abbattimento delle piante danneggiate, pari al 30% del patrimonio boschivo »; e «nemmeno 15 anni sarebbero sufficienti a garantirne il ripristino se l'apporto di gas inquinanti non dovesse cessare».
Luigi Ferrarella
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Allegato all'intervento di Aero Habitat, c'è uno
Studio del Politecnico di Milano a titolo: Inquinamento Acustico e Atmosferico, uno studio che dovrebbero leggere anche quelli del Comitato Cielo Terra, perchè l'odore che sentono... e solo qualcosa in più... di una ben già e ben più grave situazione ambientale e se anche fosse tolto l'odore... che è un problema puntuale e di "picco"... tutto il resto in ogni caso resta.

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