
Caro Sandrini, lei pone un problema annoso, che non è certo frutto di una visione faziosa, di parte o – peggio ancora – catastrofista, ma oggettiva. La tragedia dell’Antonov di non troppi anni fa, è lì a testimoniarlo. Ancora prima, ormai parecchi anni fa, quando a Caluri di Villafranca, la base del III stormo era in piena attività, tramite mio cognato – capitano ed ex pilota dell’aviazione militare - ero costantemente messo al corrente dei rischi e dei “voli della morte”, dei F-104G "Starfighter". Velivoli a reazione assai pericolosi e con un elevato tasso di guasti e problemi durante gli interminabili anni di utilizzo, prima di essere sostituiti dai “Tornado”. Ora, mi rendo conto che sarebbe sbagliato assumere un atteggiamento allarmista dopo questa ennesima strage aerea, ma è pur vero che il proliferare continuo di compagnie e voli low cost ci espone a rischi prima impensabili, come – purtroppo – è avvenuto nel caso di Madrid, dove né il guasto tecnico rilevato sull’aereo prima della partenza, né le proteste e le minacce di sciopero dei piloti che ravvisavano la pericolosità degli aeromobili messi a loro disposizione da una società low cost sull’orlo del fallimento sono riusciti a mettere in guardia chi di dovere impedendo che avvenisse la catastrofe. Il primo problema, oggi, è appunto questo: chi vigila sulla nostra sicurezza di passeggeri e ignari cittadini che, da un momento all’altro potrebbero veder precipitare sulle loro case uno di questi velivoli “economici” con biglietti “svenduti”? Seconda considerazione: lei vive a Caselle, a due passi dall’aeroporto: ho letto con attenzione il suo blog e mi sono reso conto che è una persona seria, documentata. Ho capito anche che le sue circostanziate denunce e richieste di chiarimento sono sempre rimaste inevase. Perché tutto questo? Terza e ultima considerazione: sono preoccupato dall’esperienza personale. Io abito in Borgo Roma e, a proposito di “sorvoli ravvicinati” le racconto due episodi, quasi incredibili, di cui sono stato testimone (non UFO, ma realtà!) in questi ultimi mesi. Il primo mi è accaduto mentre stavo viaggiando in automobile con mia moglie in direzione Fiera. Ho visto con i miei occhi un aereo civile in fase di atterraggio sorvolare così rado il quartiere espositivo che, per un attimo, ho provato la stessa sensazione di quando – durante Marmomacc – osservo il via vai degli elicotteri che si posano dolcemente sull’eliporto costruito in cima all’Agricenter. Il secondo, sconcertante episodio, invece, mi è capitato qualche settimana fa, quando un aereo di una ben nota compagnia low cost ha sorvolato a bassa quota la palazzina dove ho il mio studio: mi è sembrato che il pilota stesse effettuando una virata d’emergenza (forse per correggere la rotta!) ma se così non fosse avvenuto….cosa sarebbe successo? Le confesso che a sentire quel rombo che si avvicinava alle mie orecchie, ho avuto paura! Allora, mi domando: è questo il prezzo che dobbiamo pagare alla nostra possibilità di viaggiare in aereo e di vivere nei pressi di un aeroporto? Personalmente ho qualche dubbio. Ma so perfettamente che i suoi ed i miei interrogativi sono destinati a risposta. Anche di fronte all’evidenza, qualcuno preferisce continuare a fare il finto cieco affidandosi al destino!!! Un cordiale saluto. Maurizio Pedrini
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Un progetto, che nei prossimi giorni commenterò ed evidenzierò con una serie di considerazioni (e di errori) contenuti in quella... "folle ipotesi si ampliamento". Considerazioni e commenti che posso scrivere... solo dopo aver recuperato dei documenti ufficiali... il che... non è facile da farsi.
03-01-08 Verona Catullo, uno scalo senza VIA
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