lunedì 31 agosto 2009

Esempi di "differenze di opinioni" sullo stesso fatto.

Tutti gli italiani che leggono i giornali, si collegano a Internet e/o che vedono i TG nazionali (anche locali), hanno saputo di quello che è accaduto ieri all'Aeroporto Catullo di Verona e il sottostante articolo de "Il Verona" ne è un esempio di questi articoli.
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Non voglio commentare l'articolo del Quotidiano, ma vorrei evidenziare l'OPINIONE del Presidente dell'Aeroporto Catullo, riportata nella stessa pagina, che liquida la questione... come un... "Collaudo a sorpresa".
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L'ultimo mio ingresso in un Aeroporto è stato mercoledi scorso, quando ho accompagnato mia figlia all'Aeroporto di Orio al Serio, in partenza per Granada e la prima cosa che ho fatto è stata quella di andare ad acquistare il "sacchetto di plastica per i liquidi" che ti vendono al modico prezzo di 0,30 euro al pezzo.
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Quando ho appreso la notizia di questa ragazzata al Catullo, prima ancora di leggere "l'Opinione del Presidente del Catullo", mi sono chiesto... "ma come è possibile che queste ragazze abbiano potuto salire sull'aereo con uno spray al peperoncino"... e la risposta l'ho ottenuta leggendo una news di Avionews:
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Non voglio commentare nulla... ne di quello che è successo ieri e... nemmeno di quello che hanno scritto e detto i giornalisti, ma credo che debba essere evidenziato, che "Avionews" ha una opinione diversa di quella del Presidente del Catullo... su quanto accaduto ieri.

Se sulla G.U. viene pubblicato un Decreto mancante di Annesso Tecnico, quel Decreto ha valore?

Ieri in questo messaggio: Le "mezze" verità dell'Aeroporto Catullo che ora è... "mezzo" Militare e... "mezzo" Civile (forse) avevo evidenziato che il "DECRETO 11 settembre 2008 - Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Verona Villafranca" pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 289 dell'11.12.2008... aveva un "problemino giuridico".
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Questo perchè al comma 1, dell'articolo 1 di quel Decreto c'era scritto questo: I beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Verona Villafranca individuati e descritti nell'annesso tecnico e relativi allegati, che costituiscono parte integrante del presente decreto, dichiarati non piu' funzionali ai fini militari, sono destinati all'aviazione civile con trasferimento al demanio aeronautico civile (demanio pubblico dello Stato - ramo trasporti - aviazione civile)...
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Peccato però che questo "Annesso Tecnico e relativi allegati" attinenti l'Aeroporto di Verona-Villafranca, si sono "dimenticati" di pubblicarlo sulla Gazzetta Ufficiale, come invece era regolarmente accaduto quando sulla Gazzetta Ufficiale n° 60 dell'11.3.2008 era stato pubblicato il: DECRETO 3 agosto 2007 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto Brescia-Montichiari.
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Dove in quel Decreto, al comma 1, dell'articolo 1, si legge: I beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Brescia-Montichiari, individuati e descritti nell'annesso tecnico e relativi allegati, che, fatto salvo quanto previsto al comma 2 dell'art. 2, costituiscono parte integrante del presente decreto, dichiarati non piu' funzionali ai fini militari, sono destinati all'aviazione civile con trasferimento al demanio aeronautico civile (demanio pubblico dello Stato - ramo trasporti - aviazione civile)...
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Se il Decreto di Dismissione dell'Aeroporto di Montichiari è comprensivo come allegato integrante di Annesso Tecnico costituito da 22 pagine... perchè il Decreto di Dismissione dell'Aeroporto di Verona Villafranca è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale senza Allegati e senza Annesso Tecnico?
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Qualche Dirigente dell'Aeroporto Catullo, avrebbe dovuto accorgersi che se per il Decreto di Dismissione dell'Aeroporto di Montichiari avevano pubblicato sulla G.U. anche l'Annesso Tecnico (che inizia con la pagina 8 e termina con la pagina 29 di quella Gazzetta Ufficiale), forse un "Annesso Tecnico" doveva anche essere pubblicato per il Decreto di Dismissione dell'Aeroporto di Verona?
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In queste tre seguenti immagini, ho evidenziato un Confronto tra i due Decreti, quello per l'Aeroporto di Montichiari e per quello di Villafranca.
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E se nella prima pagina e nella seconda, del "Confronto tra due Decreti", vi sono solo dei paragrafi in più su quello di Villafranca rispetto a quello Montichiari.
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Il primo comma dell'Articolo 1 dei due Decreti sono quasi identici, eccetto un dettaglio e/o una precisazione su quello di Montichiari che termina evidenziando che esiste un Allegato che occupa delle pagine della Gazzetta Ufficiale dalla pagina 8 alla pagina 29... pagine che invece non risultano essere state occupate sulla G.U. che ha pubblicato il Decreto per l'Aeroporto di Villafranca... perchè l'allegato l'Annesso Tecnico - che secondo il Decreto costituisce "parte integrante del Decreto stesso - si sono dimenticati di pubblicarlo sulla Gazzetta Ufficiale.
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Visto questa "dimenticanza", ancora ieri ho spedito una e_mail all'U.R.P. della Direzione Generale dei Lavori e del Demanio - GENIODIFE, (che è stata letta questa mattina alle 9.19) e poi la stessa e_mail, accompagnata anche da altre considerazioni l'ho spedita anche al Presidente ed alcuni uffici dell'ENAC, (mia e_mail, che alcuni di questi hanno già letto tra le 9,26 e le 9,48 di questa mattina).
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----- Original Message -----
From: sandriben
To: segreteria.presidente@enac.gov.it ; segreteria.dg@enac.gov.it ; affari.legali@enac.gov.it ; auditing@enac.gov.it ; regolazione.aeroporti@enac.gov.it ; aero.verona@enac.gov.it
Sent: Sunday, August 30, 2009 4:20 PM
Subject: Decreto di Dismissione Aeroporto di Verona Villafranca - Annesso Tecnico.
Al Presidente dell'ENAC: Vito Riggio
Al Direttore Generale dell'ENAC: Alessio Quaranta
e p.c.
Alla Direzione Affari Legali dell'ENAC: Gianluca Lo Bianco
Alla Direzione Auditing dell'ENAC: Aldo Londei
Alla Direzione Generale Regolazione Aeroporti dell'ENAC: Alessandro Carli
Alla Direzione Aeroportuale dell'ENAC: Aeroporto "Valerio Catullo"
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Oggetto: Decreto di Dismissione Aeroporto di Verona Villafranca - Annesso Tecnico
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Dai quotidiani locali apprendo che:
E’ stato firmato il 25 agosto scorso dal presidente della Catullo SpA Fabio Bortolazzi e dal direttore della Direzione Aeroportuale dell’ENAC di Verona Valerio Bonato, il verbale di consegna alla società di gestione di tutte le aree e i beni demaniali rientranti nel sedime civile dell’aeroporto di Verona Villafranca. Il trasferimento effettivo dei beni è conseguenza naturale di due decreti interministeriali: quello del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che nel giugno 2008 ha approvato la convenzione tra Catullo SpA e ENAC per l’affidamento della Gestione Totale quarantennale dell’aeroporto di Verona e quello siglato nel settembre scorso dai tre ministri di Difesa, Infrastrutture e Trasporti, Economia e Finanze, con il quale lo scalo veronese ha assunto lo stato giuridico di aeroporto civile. Le aree oggetto del passaggio formale alla Catullo SpA sono la pista, la via di rullaggio e alcuni terreni nelle immediate vicinanze della torre di controllo.
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Considerato che il Decreto - 11 settembre 2008 - Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Verona Villafranca, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 289 dell'11.12.2009 (a parere del sottoscritto) è caratterizzato da delle "dimenticanze"... che potrebbero inficiarne la validità, il sottoscritto, ha inviato una e_mail all'U.R.P. del Ministero della Difesa (qui sotto riprodotta) ed in merito al contenuto di detta e_mail: sono a chiedere delle "considerazioni" anche all'ENAC, se ritiene che questa "dimenticanza di pubblicazione dell'Annesso Tecnico" sulla Gazzetta Ufficiale... potrebbe aver inficiato il provvedimento stesso... con il conseguente annullamento del documento firmato il 25 Agosto tra ENAC-Verona e Aeroporto Catullo.
Distinti saluti
Beniamino Sandrini
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----- Original Message -----
From: sandriben
To: g-urp@geniodife.difesa.it
Sent: Sunday, August 30, 2009 3:48 PM
Subject: Decreto di Dismissione Aeroporto di Verona Villafranca - Annesso Tecnico
Direzione Generale dei Lavori e del Demanio (GENIODIFE)
Ufficio Relazioni con il Pubblico.
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Gentile Dott.ssa Laura Centola.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 60 del 11 Marzo 2008, è stato pubblicato il:
DECRETO 3 agosto 2007 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto Brescia-Montichiari.
Sulla Gazzetta Uffiiale n. 106 del 7 Maggio 2008, è stato pubblicato il:
DECRETO 14 febbraio 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Cagliari Elmas.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 24 Luglio 2008, è stato pubblicato il:
DECRETO 2 maggio 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Capua.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 25 Luglio 2008, è stato pubblicato il:
DECRETO 2 maggio 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Palermo-Boccadifalco.
DECRETO 2 maggio 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Ancona-Falonara.
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E la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei sopra elencati Decreti, è stata integrale, cioè costituita dal Decreto e dagli Allegati e l'Annesso Tecnico. Ma in successive pubblicazioni di altri Decreti similari (vedi elenco sottostante) deve essere sorto un problema di "inserimento" che ad avviso del sottoscritto può aver inficiato la validità del Decreto stesso, in quanto, anche se pur citati nel Decreto, gli Allegati e gli Annessi Tecnici NON sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.
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Gazzetta n. 183 del 6 Agosto 2008
DECRETO 2 maggio 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Udine Campoformido.
Gazzetta n. 289 del 11 Dicembre 2008
DECRETO 11 settembre 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Verona Villafranca.
DECRETO 11 settembre 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'areoporto «A. Papola» di Brindisi Casale.
DECRETO 11 settembre 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'areoporto «Sant'Angelo» di Treviso.
Considerato che al sottoscritto interessa poter recuperare l'Annesso Tecnico che avrebbe dovuto essere allegato al Decreto di Dismissione dell'Aeroporto di Verona-Villafranca, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, come risulta nel Decreto stesso:
...omississ..
1. I beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Verona Villafranca individuati e descritti nell'annesso tecnico e relativi allegati, che costituiscono parte integrante del presente decreto, dichiarati non piu' funzionali ai fini militari, sono destinati all'aviazione civile con trasferimento al demanio aeronautico civile (demanio pubblico dello Stato - ramo trasporti - aviazione civile) nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano alla data del presente decreto, in quanto strumentali all'attivita' del trasporto aereo civile.
...omississ...
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Considerato che gli Allegati Annessi Tecnici "costituiscono parte integrante del Decreto"...
si chiede:

Un Decreto di dismissione di beni demaniali pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale senza allegati... ha valore giuridico?

Se il Decreto pubblicato sulla G.U. non avesse valore giuridico perchè mancante degli allegati e degli annessi tecnici, quel Decreto deve essere ripubblicato sulla Gazzetta Ufficiale?

In attesa della eventuale ripubblicazione di detto Decreto sulla Gazzetta Ufficiale, è possibile ricevere copia degli Allegati e dell'Annesso Tecnico del: DECRETO - 11 settembre 2008 - Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Verona Villafranca?
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Distinti Saluti
Beniamino Sandrini
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P.S. Altre considerazioni personali in merito a questa "dimenticanza" sono state pubblicate dal sottoscritto qui: Le "mezze" verità dell'Aeroporto Catullo che ora è... "mezzo" Militare e... "mezzo" Civile (forse).
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In attesa di "ricevere risposte" alle domande come riportate nelle e_mail già spedite, concludo questo messaggio odierno con una personale convinzione...
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Il Decreto per la Dismissione dei beni del demanio militare dell'Aeroporto di Verona-Villafranca pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 289 dell'11.12.2008... non ha valore giuridico essendo mancante della pubblicazione sulla G.U. di un "Annesso Tecnico" che era parte integrante del Decreto stesso...
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Se qualcuno vuole approfondire l'argomento relativo ai Beni Demaniali Aeroportuali... lo invito a leggere questo documento dell'E.N.A.C.: "IL DEMANIO AERONAUTICO CIVILE STATALE - GESTIONE E STRUMENTALITÀ"

domenica 30 agosto 2009

Le "mezze" verità dell'Aeroporto Catullo che ora è... "mezzo" Militare e... "mezzo" Civile (forse).

Ieri in questo messaggio: A quando una Interrogazione Parlamentare sulla V.I.A. (che manca) dell'Aeroporto Catullo? mi ero dimenticato di evidenziare come era terminata la Risposta del Ministro all'Interrogazione dell'On. Montagnoli, che era costituita da questa frase: "queste condizioni potrebbero portare l'aeroporto di Verona a chiudere l'attività se abbandonato dai principali vettori di linea".
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In queste "condizioni", come sopra evidenziate, l'altro giorno sono stati pubblicati una serie di articoli di giornale, che hanno un minimo comune denominatore: "sembrerebbero delle "ricopiature" di un "Comunicato Stampa" dell'Aeroporto Catullo, che però... non è ancora stato pubblicato sul sito web dell'Aeroporto.
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Se voi leggete questi 5 "diversi" articoli pubblicati da "diversi" media locali: A Catullo spa le aree civili dell'aeroporto di Verona --- Consegnate alla Catullo Spa le aree civili dell’aeroporto di Verona --- Da oggi il "Catullo" è uno scalo completamente civile --- Verona: consegnate alla Catullo SpA le aree civili dell'aeroporto --- Aeroporti / Consegnate a Catullo Spa aree civili scalo di Verona ...noterete un piccolo dettaglio, che... i 5 testi... sono "esattamente" UGUALI, come il testo qui sotto riportato:
E’ stato firmato il 25 agosto scorso dal presidente della Catullo SpA Fabio Bortolazzi e dal direttore della Direzione Aeroportuale dell’ENAC di Verona Valerio Bonato, il verbale di consegna alla società di gestione di tutte le aree e i beni demaniali rientranti nel sedime civile dell’aeroporto di Verona Villafranca. Il trasferimento effettivo dei beni è conseguenza naturale di due decreti interministeriali: quello del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che nel giugno 2008 ha approvato la convenzione tra Catullo SpA e ENAC per l’affidamento della Gestione Totale quarantennale dell’aeroporto di Verona e quello siglato nel settembre scorso dai tre ministri di Difesa, Infrastrutture e Trasporti, Economia e Finanze, con il quale lo scalo veronese ha assunto lo stato giuridico di aeroporto civile. Le aree oggetto del passaggio formale alla Catullo SpA sono la pista, la via di rullaggio e alcuni terreni nelle immediate vicinanze della torre di controllo. “La consegna delle aree, atto conseguente al cambio di status dell’aeroporto da militare a civile e all’ottenimento della concessione quarantennale per la Gestione Totale, costituisce un passaggio fondamentale - ha dichiarato il presidente della Catullo Spa Fabio Bortolazzi – attraverso il quale la nostra società può ora attuare una progettualità di lungo periodo, definendo i piani di sviluppo e di investimento per i prossimi 40 anni”.
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E' evidente che il testo sopra riprodotto è un Comunicato Stampa dall'Aeroporto Catullo, ma se poi vai sul sito web di detto aeroporto, quel Comunicato Stampa (ore 12,15 di oggi) non è ancora stato pubblicato...
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Prima di proseguire vorrei qui ricordare... che in merito a questa "dismissione da Militare a Civile" (che è stata parziale e non totale) ho già scritto in questo messaggio: Ma l'Aerostazione del Catullo è... su terreno militare o... è su terreno civile?
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Ritornando a quella serie di "finti articoli" che altro non sono che un "Comunicato Stampa" (occulto) dell'Aeroporto Catullo, si leggerebbe questa dichiarazione del Presidente dell'Aeroporto: "cambio di status dell’aeroporto da militare a civile"... che è una mezza verità, in quanto non tutte le aree militari dell'Aeroporto di Verona-Villafranca, sono diventate aree Civili.
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Ad oggi non esistono documenti ufficiali - consultabili on line - che possano determinare quali sono le aree che sono diventate civili e quali sono quelle ancora militari... se non poterle intuire su un documento elaborato (dalla A22?) in merito al "Nuovo" Casello sulla A22 per l'Aeroporto dove a pagina 16 come si vede in questa sottostante immagine dove... con linea violetta sarebbe indicato il nuovo confine dell'Aeroporto Civile.
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L'intuire i nuovi confini dalla precedente immagine è molto difficile ma nella sottostante immagine ho cercato di evidenziare una possibile "nuova" suddivisione tra le Aree MILITARI e le Aree CIVILI dell'Aeroporto Catullo, dalla quale appare evidente che se la nuova Aerostazione dovesse essere realizzata al "centro pista"... queste aree sarebbero ancora... "aree Militari".
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E per questo motivo: "le progettualità di lungo periodo, definendo i piani di sviluppo e di investimento per i prossimi 40 anni" - come dichiarate dal Presidente dell'Aeroporto (nell'occulto Comunicato Stampa)... ovviamente non possono essere "progettualizzate" al fine di realizzare la nuova aerostazione, nella posizione migliore, proprio perchè quelle aree sono ancora Militari.
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L'unico "articolo vero" elaborato sul Comunicato Stampa (occulto) è quello dell'Arena di ieri a titolo: Al Catullo in gestione le aree civili, dove si legge questa frase: "Ne dà notizia il Catullo con una una nota ufficiale" (nota che non è stata riportata sul sito web del Catullo)... e come si intuisce... da questa frase: "Le aree oggetto del passaggio formale sono la pista, la via di rullaggio e alcuni terreni nelle immediate vicinanze della torre di controllo", solo una parte delle aree militari... sono diventate Civili.
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Leggendo l'intero articolo... chi mi ha seguito in questi anni... comprende ancora una volta che le dichiarazioni del Presidente dell'Aeroporto... sono sempre delle "Mezze Verità", sopratutto se poi - basta controllare il P.A.T. di Sommacampagna - nel quale... le ipotesi di sviluppo dell'Aeroporto "NON sono state inserite" nella tavola 4 del Piano di Assetto del Territorio.
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Nel P.A.T. del Comune di Sommacampagna... le ipotesi di sviluppo dell'Aeroporto Catullo... sono pari a ZERO metri cubi e ZERO metri quadrati.
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Ma torniamo alla questione: "Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Verona Villafranca"... e di altri Aeroporti Militari, i cui Decreti sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale... che si può consultare "on line" solo se in possesso di abbonamento a pagamento... eccetto una pubblicazione parziale che viene fornita anche dal Comune di Jesi.
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Sul sito web del Comune di Jesi... ho pertanto trovato questi documenti:
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Gazzetta n. 60 del 11 Marzo 2008
DECRETO 3 agosto 2007 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto Brescia-Montichiari. Pag. 6
(e dato che il punto seguente inizia a "Pag. 30" questo potrebbe significare che il Decreto compreso di allegati occupa 24 pagine della Gazzetta Ufficiale)
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Gazzetta n. 106 del 7 Maggio 2008
DECRETO 14 febbraio 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Cagliari Elmas. Pag. 10
(e dato che il punto seguente inizia a "Pag. 15" questo potrebbe significare che il Decreto compreso di allegati occupa 5 pagine della Gazzetta Ufficiale)
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Gazzetta n. 172 del 24 Luglio 2008
DECRETO 2 maggio 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Capua. Pag. 3
(e dato che il punto seguente inizia a "Pag. 11" questo potrebbe significare che il Decreto compreso di allegati occupa 7 pagine della Gazzetta Ufficiale)
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Gazzetta n. 173 del 25 Luglio 2008
DECRETO 2 maggio 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Palermo-Boccadifalco. Pag. 27
(e dato che il punto seguente inizia a "Pag. 35" questo potrebbe significare che il Decreto compreso di allegati occupa 8 pagine della Gazzetta Ufficiale).
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Sulla stessa Gazzetta Ufficiale, al punto seguente, è stato Pubblicato anche un secondo Decreto di Dismissione, ma questo è invece consultabile "on line", compreso l'Allegato Annesso Tecnico.
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(e dato che il punto seguente inizia a "Pag. 42" questo evidenzia che il Decreto compreso di allegati occupa 7 pagine della Gazzetta Ufficiale)
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Ma dopo questa "intera pubblicazione" sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto di Dismissione, compreso gli Allegati (che sono citati nel Decreto), in successivi Decreti, gli Allegati... NON vengono più pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale... e, a mio avviso, questa "dimenticanza" sarebbe un problema che inficia la validità Decreto... e questa dimenticanza... è evidente nei seguenti Decreti:
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Gazzetta n. 183 del 6 Agosto 2008
DECRETO 2 maggio 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Udine Campoformido e contestuale cambio di status. Pag. 40
[e dato che il punto seguente inizia a "Pag. 42" questo potrebbe significare che il Decreto compreso di allegati (se questi fossero stati pubblicati) occupa solo 2 pagine della Gazzetta Ufficiale].
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Gazzetta n. 289 del 11 Dicembre 2008
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DECRETO 11 settembre 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Verona Villafranca. Pag. 24
[e dato che il punto seguente inizia a "Pag. 25" questo potrebbe significare che il Decreto compreso di allegati (se questi fossero stati pubblicati) occupa solo 1 pagina e mezza della Gazzetta Ufficiale].
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DECRETO 11 settembre 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'areoporto «A. Papola» di Brindisi Casale. Pag. 25
[e dato che il punto seguente inizia a "Pag. 27" questo potrebbe significare che il Decreto compreso di allegati (se questi fossero stati pubblicati) occupa solo 1 pagina e mezza della Gazzetta Ufficiale].
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DECRETO 11 settembre 2008 Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'areoporto «Sant'Angelo» di Treviso. Pag. 27
[e dato che il punto seguente inizia a "Pag. 28" questo potrebbe significare che il Decreto compreso di allegati (se questi fossero stati pubblicati) occupa solo 1 pagina e mezza della Gazzetta Ufficiale].
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Ovviamente essendo in possesso di un altro abbonamento gratuito per poter accedere alla Gazzetta Ufficiale, sono riuscito lo stesso a leggere il testo del Decreto di Dismissione dell'Aeroporto di Verona Villafranca, anche se "ufficioso", che cosi termina:
... omississ...
Considerato che dalla data di perfezionamento del presente decreto ha immediato inizio il procedimento per il transito dei servizi di navigazione aerea dall'Aeronautica militare all'ENAV SpA, con le modalita' previste dall'annesso tecnico al presente decreto;
Decreta:
Art. 1.
1. I beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Verona Villafranca individuati e descritti nell'annesso tecnico e relativi allegati, che costituiscono parte integrante del presente decreto, dichiarati non piu' funzionali ai fini militari, sono destinati all'aviazione civile con trasferimento al demanio aeronautico civile (demanio pubblico dello Stato - ramo trasporti - aviazione civile) nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano alla data del presente decreto, in quanto strumentali all'attivita' del trasporto aereo civile.
...omississ...
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Una prima considerazione conclusiva del messaggio odierno... è una domanda: Se degli Allegati e degli Annessi Tecnici - costituenti parti integranti di un Decreto - non sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale... quel Decreto ha valore?
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Il Decreto dell'11 settembre 2008 con oggetto: Dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Verona Villafranca... l'avevo pubblicato ancora in data 2 Febbraio 2009, in questo messaggio: Ma l'Aerostazione del Catullo è... su terreno militare o... è su terreno civile? ma... a di quel Decreto, sulla Gazzetta Ufficiale... manca la pubblicazione... degli Allegati e degli Annessi Tecnici.
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Se il Decreto di Dismissione dell'Aeroporto di Montichiari è comprensivo come allegato integrante di Annesso Tecnico costituito da 22 pagine... perchè il Decreto di Dismissione dell'Aeroporto di Verona Villafranca è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale senza Allegati e senza Annesso Tecnico?
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Perchè nessun Dirigente dell'Aeroporto Catullo, si è preoccupato di questo "piccolo dettaglio", nella pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale... che potrebbe aver inficiato il passaggio delle aree... da Militari... a Civili?
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E se il Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale... mancante degli Allegati... fosse senza Valore Giuridico... che senso avrebbe aver annunciato il passaggio di beni ex militari (forse) dall'ENAC alla Catullo s.p.a?
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Perchè il Presidente dell'Aeroporto insiste a divulgare con delle "note"... delle "mezze" verità sul Catullo visto che ora il suddetto Aeroporto, è... "mezzo" Militare e... "mezzo" Civile (forse)?

sabato 29 agosto 2009

A quando una Interrogazione Parlamentare sulla V.I.A. (che manca) dell'Aeroporto Catullo?

Oggi volevo invece attirare la Vostra attenzione su DUE Interrogazioni... di due Parlamentari di Verona (uno di DX e uno di SN), dove il primo (a favore dell'Aeroporto) ha già ottenuto risposta, mentre il secondo (a favore dei Cittadini) NON ha ancora ottenuto risposta.
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Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-01591 presentata da ALESSANDRO MONTAGNOLI giovedì 2 luglio 2009, seduta n.196
MONTAGNOLI. -
Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro della difesa.- Per sapere - premesso che: è opinione comune che l'aeroporto di Verona Villafranca rivesta un'importanza strategica nel nord est del Paese, sia per un servizio di clientela business sia per il sistema turistico; l'avvio dell'iter per il passaggio di status da militare a civile ha creato e sta creando una serie di disagi rilevanti per gli utenti; infatti i ritardi certificati dall'ente aeroportuale sono tali da generare un allarme per il prosieguo dell'operatività dello scalo; l'attuale operatività dell'aeroporto è garantita da un encomiabile lavoro da parte dei controllori militari, il cui numero si è ridotto dopo il passaggio dello status; notizie riportano come siano ancora lunghi i tempi per un pieno subentro dell'Ente nazionale per l'assistenza al volo (Enav) nella gestione del traffico aereo; appare indispensabile ricordare come la gestione del servizio di controllo dei voli non dipenda dalla struttura aeroportuali ma dall'Enav direttamente; tale situazione sta creando problemi di sicurezza a causa della limitazione degli spazi di manovra degli aerei che affollano le aree di terra in attesa di avere le autorizzazioni al decollo; la situazione che si è venuta a creare fa prospettare scenari di crisi sia nel breve che nel medio periodo: infatti da un lato basta ricordare come la stagione turistica stia iniziando in questi giorni per il traffico sia in uscita che in entrata e, dall'altro è realistico prevedere che i vettori penalizzati possano lasciare lo scalo; al verificarsi di tali scenari anche i livelli occupazionali sull'indotto economico del veronese avranno sicuramente contrazioni rilevanti; la burocrazia che è relativa al passaggio di consegne sta ostacolando anche l'arrivo delle risorse per gli adeguamenti impiantistici, infrastrutturali ed organizzativi -: se il Ministro sia a conoscenza della situazione e se non intenda intervenire in tempi rapidi sia per risolvere ed eliminare nell'immediato i disagi per l'utenza, sia per provvedere al completamento dell'iter burocratico relativo al subentro dell'Enav all'Aeronautica militare in modo da garantire un'immediata ripartenza a pieno regime dei servizi di controllo aereo e la piena operatività dello scalo, al fine di non penalizzare un territorio che, in un momento di grave crisi economica, ha bisogno di tutte le strutture necessarie per il superamento delle difficoltà e per un pronto rilancio.(5-01591)
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La risposta del Ministro dei Trasporti è stata questa:
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Interrogazione n. 5-01591 Montagnoli:
Disagi nel passaggio di status dell'aeroporto di Verona da militare a civile.
TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA
La questione della ridotta capacità ATM (air traffic management) operata dall'aeronautica militare sugli aeroporti oggetto del processo di transito militare/civile, è attualmente all'attenzione del Ministro delle infrastrutture e trasporti. Nel merito della questione sollevata, si ricorda che con decreto interministeriale del 11 settembre 2008 (Difesa, Economia e finanze e Infrastrutture e trasporti) si è provveduto alla dismissione dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Verona Villafranca con trasferimento dei medesimi al demanio aeronautico civile. Nel suddetto decreto è specificato che i servizi di assistenza per la navigazione aerea sono garantiti dall'ENAV. Per quanto riguarda quindi l'assunzione dei servizi della navigazione aerea presso lo scalo aeroportuale in argomento, - come pure per altri aeroporti - l'ENAV ha trasmesso al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti le schede che riportano le stime dei costi previsti per l'assunzione dei servizi di navigazione aerea con riferimento sia agli investimenti da porre in essere sia ai maggiori costi di esercizio. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha quindi provveduto ad interessare i Ministeri dell'economia e finanze e quello della difesa per l'acquisizione delle competenti osservazioni a riguardo. La problematica in argomento potrà pertanto trovare soluzione solo in seguito alle condivise determinazioni che saranno adottate dal Ministero finanziario, d'intesa con gli altri ministeri coinvolti, per quanto concerne le stime dei costi previsti dall'ENAV relativamente allo scalo di Verona Villafranca. Il 9 luglio scorso, si è tenuta una prima riunione del comitato di coordinamento dell'attività italiana presso EUROCONTROL, Commissione Europea ed ICAO nelle materie attinenti il controllo del traffico aereo. In tale riunione, per l'aeroporto in parola è stata svolta un'ulteriore analisi congiunta. Va evidenziato che nel piano per la gestione del traffico aereo, lo scalo di Verona Villafranca è considerato come aeroporto a cui assegnare il massimo di priorità nell'iter di passaggio dei servizi dall'Aeronautica Militare ad ENAV. Tale trasferimento si sta sostanziando come un'attività gestita nel rispetto degli stringenti requisiti di sicurezza che devono essere applicati in un contesto di attività aeronautica. Al momento, si sta misurando l'efficacia delle misure avviate, grazie anche al sostegno economico di ENAC, dall'Aeronautica militare a partire dal 1o luglio con validità fino al 31 dicembre 2009. Si dovrà comunque intervenire per un'azione sul medio/breve termine affinché, il «collo di bottiglia del CTR (control zone) del Garda» sia rimosso entro la fine dell'anno al fine di evitare il ripetersi delle difficoltà già riscontrate nella prossima stagione invernale. Per quanto riguarda quindi i disagi rilevanti per gli utenti che si sono verificati sull'aeroporto di Verona Villafranca, questi sono riconducibili alle difficoltà di gestione dello spazio aereo attribuito alla responsabilità dell'Aeronautica Militare, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 27 luglio 1981 n. 424. Tale spazio aereo impatta i percorsi di volo da e per l'aeroporto di Verona Villafranca con la conseguenza di imporre ritardi anche al traffico in arrivo ed in partenza dall'aeroporto stesso. Gli inconvenienti registrati nel recente passato risultano tuttavia in via di risoluzione momentanea attraverso un potenziamento della capacità di gestione da parte dell'Aeronautica Militare che ringrazio. Si allega di seguito la nota predisposta dell'aeroporto di Verona per il presidente dell'ENAC. La presente per aggiornarti sull'evoluzione del controllo del traffico del CTR del Garda che con la collaborazione di tutti sta migliorando come da tabella allegata per quanto riguarda il servizio durante il week end.
minuti di ritardo per ATC - movimenti totali - movimenti av. gen.
06-07 giu ......... 2.754 - ............ 309 - ............... 21
13-14 giu ......... 3.646 - ............ 350 - ............... 17
20-21 giu ......... 5.539 - ............ 348 - ............... 31
27-28 giu ......... 2.667 - ............ 328 - ............... 17
04-05 lug ......... 1.558 - ............ 327 - ............... 19
11-12 lug ........... 718 - ............ 320 - ............... 19
Purtroppo non altrettanto succede per quanto riguarda i giorni feriali, in quanto nella giornata di ieri 14 luglio anziché 14/16/18 mov/ per l'intero sistema, siamo passati ad una capacità oraria di 8 mov. a causa di avaria ai sistemi di comunicazione del controllo del traffico aereo di Garda Avvicinamento con conseguenze di migliaia di minuti di ritardo per tutta la giornata. Infatti a chiusura della giornata, nell'arco orario 900-2300, su un totale di 106 voli sono stati consuntivati 3601' di ritardo con un valore di picco di ritardo di 1 ora 45' per volo. Per gli stessi motivi finora esposti, nella giornata odierna si stanno consuntivando dei ritardi ancora più pesanti rispetto alla giornata di ieri. Ti ricordo che in attesa del rapido inserimento di Enav siamo disponibili a pagare in anticipo eventuali costi per lavoro straordinario, in attesa che poi provveda ENAV. Da oggi è un crescendo di disservizi e ritardi con forti penalizzazioni e conseguenti pesanti lamentele delle compagnie aeree. Ci stiamo già autolimitando e con l'attuale domanda di traffico siamo già in sofferenza, ma con meno di 14/16 mov/ora durante la settimana e nei fine settimana di 18/20 mov/ora non riusciamo a garantire l'operatività. Ti ringrazio per un tuo cortese e urgente intervento, perché queste condizioni potrebbero portare l'aeroporto di Verona a chiudere l'attività se abbandonato dai principali vettori di linea.
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La seconda interrogazione è invece questa:
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Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-03533 presentata da GIAMPAOLO FOGLIARDI mercoledì 8 luglio 2009, seduta n.199
FOGLIARDI. -
Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.- Per sapere - premesso che: l'articolo 10 del decreto-legge 27 aprile 1990 n. 90, ha istituito un'imposta erariale in aggiunta ai diritti di approdo e decollo degli aeromobili la cosiddetta «tassa rumore». L'accertamento, la riscossione e il versamento (come da decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 434) era demandato alle stesse società di gestione degli scali aeroportuali che svolgevano pertanto la funzione di sostituto d'imposta; dal 1o gennaio 2001 l'imposta erariale di cui sopra è stata sostituita dall'imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili; come risulta da una circolare dell'ENAC pubblicata per estratto nella Gazzetta Ufficiale riportante la legge 21 novembre 2000, n. 342 istitutiva dell'imposta regionale, il soggetto obbligato al pagamento è l'esercente dell'aeromobile (compagnia aerea). All'articolo 90, comma 4, si richiedeva un decreto al Ministro delle finanze di concerto con il Ministro dei Trasporti e della navigazione e quello dell'Ambiente per stabilire le modalità applicative dell'imposta. A quanto consta all'interrogante, il decreto è stato preparato dal Ministero delle finanze già dal maggio 2001 ed inviato agli uffici legislativi degli altri due ministeri senza, a tutt'oggi, aver avuto alcuna risposta; pertanto, l'Aeroporto Catullo di Verona ha continuato (per quelle compagnie che non abbiano inviato comunicazione scritta di disapplicazione del tributo) a conteggiare e riscuotere l'imposta sino al 31 dicembre 2008, costituendo all'uopo uno specifico fondo vincolato, in attesa di ricevere precise istruzioni sulle modalità di trasmissione di tali somme agli Enti competenti per le relative assegnazione. In questa procedura la posizione del Valerio Catullo è dunque meramente di sostituto d'imposta -: a che punto sia l'iter per stabilire le modalità applicative dell'imposta; se i ministri siano a conoscenza del grave ritardo accumulato (8 anni dal decreto preparato dal Ministero delle finanze) e cosa intendano fare affinché gli Enti competenti possano godere quanto prima delle somme accantonate dall'aeroporto.(4-03533)
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Mentre la prima interrogazione ha già ottenuto una risposta il 15 Luglio, ad oggi questa seconda interrogazione... non ha ancora ottenuto risposta... chissa mai perchè????
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Quando c'è da difendere gli interessi dell'Aeroporto Catullo (senza V.I.A.) gli Onorevoli si muovono (immediatamente)... quando c'è da difendere gli interessi dei Cittadini che subiscono gli impatti ambientali di un Aeroporto (senza V.I.A) gli Onorevoli (quando si muovono) si muovono dopo anni... e forse le loro interrogazioni poi... rimarranno senza risposta.
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A quando una Interrogazione Parlamentare sulla V.I.A. (che manca) del... Catullo?
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Dimenticavo... anche questa interrogazione (proveniente da SN) è ancora senza risposta:
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Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00843 presentata da MARIAPIA GARAVAGLIA martedì 7 luglio 2009, seduta n.233
GARAVAGLIA Mariapia - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
secondo quanto si apprende anche dai maggiori quotidiani nazionali e locali, nelle ultime settimane gravi ed innumerevoli sono stati i ritardi accumulati sulla maggior parte dei voli in arrivo ed in partenza dall'aeroporto "Valerio Catullo" di Villafranca (Verona) con evidenti disagi per i numerosi cittadini-utenti che quotidianamente fruiscono di tale aeroporto;
l'aeroporto di Verona-Villafranca opera al servizio di uno dei più importanti comprensori in Europa, al centro di un'area che comprendere le province di Brescia, Mantova, Rovigo, Vicenza, Trento, Bolzano e Verona, con circa quattro milioni di abitanti, raggiunge il 12 per cento del Prodotto interno lordo nazionale;
a quanto risulta all'interrogante, i sistematici ritardi di tutti i voli in arrivo ed in partenza dal suddetto aeroporto suscitano grande preoccupazione anche in vista dell'avvio della stagione estiva quando per la presenza di migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo si registra un significativo incremento del traffico aereo;
l'allarme sulla grave situazione dell'aeroporto di Verona è stato lanciato nei giorni scorsi anche dal Presidente della società di gestione dello stesso aeroporto che, con una lettera del 23 giugno 2009, ha rivolto un appello a tutti i parlamentari affinché sollecitino il Governo ad attivarsi per una soluzione rapida e risolutiva dei gravi problemi che affliggono l'aeroporto di Verona;
attualmente la gestione operativa dei voli effettuati presso l'aeroporto "Valerio Catullo" è affidata all'Aeronautica militare;
a quanto consta all'interrogante gli inaccettabili ritardi registrati presso l'aeroporto "Valerio Catullo" sono da imputare anche al fatto che il personale militare addetto al controllo dello spazio aereo locale non è stato adeguato ai livelli attesi;
inoltre, l' Ente nazionale di assistenza al volo (ENAV), ossia la società a cui è demandata la gestione ed il controllo del traffico aereo civile in Italia, non ha competenza su tale scalo;
considerato che:
a giudizio dell'interrogante il protrarsi dei gravi ritardi e dei disservizi per i passeggeri potrebbero avere ripercussioni sull'ordine pubblico e causare problemi di sicurezza per le forti limitazioni degli spazi di manovra degli aerei;
la ridotta potenzialità dell'aeroporto in oggetto sta provocando gravi danni all'indotto economico e occupazionale del veronese;
lo scalo veronese si attesta tra i primi aeroporti italiani ed è secondo nella speciale classifica del traffico charter,
si chiede di sapere:
quali urgenti iniziative gestionali e finanziarie il Governo intenda adottare, anche in vista dell'imminente avvio della stagione estiva, per scongiurare la paralisi totale dell'aeroporto "Valerio Catullo" di Villafranca-Verona, nonché per garantire un livello di servizio adeguato alle esigenze di mobilità di uno dei territori più virtuosi del Paese e il rispetto dei diritti dei viaggiatori;
inoltre, se il Governo non ritenga necessario procedere con la massima sollecitudine al trasferimento delle competenze gestionali del traffico aereo del suddetto aeroporto dall'Aeronautica militare all'ENAV;
se, infine, il Governo non ritenga doveroso, nel rispetto degli impegni assunti in precedenza, garantire all'Aeronautica militare il supporto economico necessario per poter proseguire il servizio fino alla fine del 2009 e garantire in tal modo l'attività di volo presso lo scalo veronese.

venerdì 28 agosto 2009

Ma perchè nemmeno gli Aerei Militari rispettano l'ambiente? (e rompono i timpani e non solo)

Nel periodo della Guerra in Bosnia... (1995 +o-), dall'Aeroporto Militare di Villafranca, gli "F 16" olandesi, a pieno carico bellico, spesso con i serbatoi supplementari e con la post combustione attivata... alle prime luci dell'alba e/o ancora di notte... decollavano verso est per andare a scaricare le loro bombe sull'ex Jugoslavia.
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Quando decollavano quegli aerei... (vedi foto sottostante) il rumore che interessava Caselle... era impressionante e di notte, di soprassalto venivi svegliato... anche se avevi le finestre chiuse.
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Dal 1999 - in teoria - i voli di "caccia militari" a Villafranca non dovrebbero più esserci, da quando tutti gli allora aerei qui di base, prima gli "F104" e poi gli "AMX"... sono stati dislocati in altri aeroporti militari.
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Ma da qualche mese... c'è una novità.
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Da quando gli aerei "Tornado" (vedi foto sottostante) da un aeroporto della Puglia, sono stati dislocati su Ghedi (BS) ogni tanto... e comincia ad accadere quasi ogni giorno... questi aerei vengono ad interessare l'Aeroporto di Verona.
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Spesso la loro attività consiste nel sorvolare la pista a bassa quota... rompere i timpani... e poi andarsene come erano arrivati... senza atterrare. Rotture di timpani... senza senso e illogica.
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Quando invece i "Tornado" devono atterrare... compiono una "manovra" che - casualmente - prevede che questi aerei sorvolino la mia abitazione... a circa 100 metri e - da sotto - il sottoscritto li vede come nella sottostante immagine.
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Io non bestemmio mai... nemmeno quando servirebbe... ma un "Tornado" che ti passa a 100 metri sopra la testa... meriterebbe una dose infinita di "maremma maiala"... sopratutto se poi pensi che gli aerei militari - per atterrare al Catullo - devono compiere la manovra come sotto evidenziata.
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Se atterrasse direttamente, da dove provviene... il distubo del "Tornado" sarebbe contenuto, ma invece, con questa "manovra", va a disturbare decine di migliaia di persone.
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Questa premessa, dovuta, serve a commentare una news pubblicata ieri su AeroHabitat, a titolo: Aerobasi e rumore aereo, in Friuli indennizzi marginali nella quale, tra l'altro si legge questo:
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E’ sicuramente una svolta storica nelle politiche di tutela dei cittadini e del territorio limitrofo alle aerobasi Italiane, anche se appare una risposta alquanto contraddittoria.
Sono troppi i caseggiati ed i cittadini coinvolti dal rumore aereo e dalle vibrazioni causate dal quotidiano addestramento dei velivoli militari.
Anche gli aeroporti militari sono stati equiparati nella normativa a quelli civili per quanto riguarda i limiti di tolleranza acustica.
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Queste sono alcune delle frasi contenute nella new di AeroHabitat, che andrebbe letto interamente, ma dato che a quella news è allegata una Delibera, diventa poi molto interessante leggere quella Delibera del Conune di Lestizia del Maggio scorso.
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Perchè negli altri Aeroporti i disagi per la popolazione, vengono (in qualche modo) compensati... e a Verona... ci rompono i timpani... e basta?
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Da quello che si intuisce dall news di Aero Habitat... anche gli Aeroporti militari devono sottostare alle norme ambientali... a Villafranca c'è questo rispetto?

giovedì 27 agosto 2009

Un esempio di come si può "ELUDERE la V.I.A." violando le leggi a difesa dell'Ambiente.

E' solo di un paio di mesi fa... l'ennesima Sentenza che riguarda... il sistema che viene, spesso "architettato" al fine di... "eludere la V.I.A." che in sintesi, si ottiene (un pò furbescamente) suddividendo l'opera in stralci funzionali o tronchi, e questo metodo... è descritto nella Sentenza del Consiglio di Stato, n° 3849 del 16 giugno 2009.
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Una ulteriore Sentenza che cosi determina: la disciplina relativa alla valutazione di impatto ambientale non può essere elusa a mezzo di un riferimento a realizzazioni o interventi parziali, caratteristici nelle opere da realizzarsi per “tronchi” o “lotti”.
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Per cui... quando leggo certi articoli di giornali (sempre che il giornalista abbia riportato correttamente la notizia) dal titolo: "Il centro commerciale diviso per superare il Via", dove già dalle prime righe si legge: "Il «divertimentificio» di Angiari sarà realizzato in due tempi. Un escamotage che renderà superflua la Valutazione di impatto ambientale obbligatoria per strutture e parchi commerciali che superano gli 8mila metri quadrati."
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Suddividere un progetto in stralci... non è un "escamotage per superare la VIA", è invece una evidente... "elusione della V.I.A", e pertanto una palese violazione della V.I.A. con il conseguente... annullamento delle autorizzazioni eventualmente rilasciate.
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Ma ricopiamo l'intero articolo dell'Arena, evidenziando delle frasi, dove si descrive e quindi... si denuncia che è stata violata la normativa sulla V.I.A.
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ANGIARI.
La Fa service ha chiesto l’autorizzazione per i lavori di un primo stralcio del controverso parco del Lavigno
Il centro commerciale diviso per superare il Via
Il Comune ha concesso la licenza edilizia perché «per 8mila mq non serve la valutazione ambientale»
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Il «divertimentificio» di Angiari sarà realizzato in due tempi. Un escamotage che renderà superflua la Valutazione di impatto ambientale obbligatoria per strutture e parchi commerciali che superano gli 8mila metri quadrati. La «Fa service» - società del gruppo Rossetto - ha rivisto il progetto del parco commerciale del Lavigno che è di 14mila metri quadrati e lo ha suddiviso in due stralci.
Ed il Comune nei giorni scorsi ha rilasciato il permesso di costruire per il primo lotto, che avrà una superficie destinata alla vendita 7.994 metri quadrati. Superando così il Via precedente che riguardava tutto il complesso e che all'inizio dell’anno fu invalidato dal Tribunale amministrativo regionale, che annullò anche i verbali della conferenza dei servizi del 2007 con i quali si autorizzava la nascita del «divertimentificio». Per il secondo lotto, invece, bisognerà attendere: la «Fa service» lo ha per il momento congelato, specificando al Comune che «sarà oggetto di separata pratica edilizia».
Nella relazione con cui hanno chiesto la licenza edilizia i tecnici della «Fa service» hanno spiegato che la divisione del piano di lottizzazione non cambierà nulla rispetto al progetto complessivo ad esclusione della ripartizione degli accessi alla galleria, che saranno modificati per dividere la prima parte dalla seconda. Non ci saranno, insomma, «cambiamenti delle strutture murarie, dell'edificio, delle sistemazioni esterne e impiantistiche». Secondo la relazione rimarranno invariate le superfici dei singoli locali, il numero dei servizi, i percorsi per i disabili e le vie di fuga. Dei poco meno di 8mila metri quadrati di superficie, oltre 5mila saranno destinati al commercio non alimentare e 2.605 a quello alimentare. Il lotto comprenderà un supermercato di 4.390 metri quadrati, un negozio di vendita di hi-fi di 2mila, uno spaccio per l'abbigliamento di 860. Gli spazi che resteranno saranno divisi tra negozi più piccoli di calzature, maglie, borse, vestiti, capi intimi, profumi, computer, telefoni, animali domestici, articoli per fumatori, una pescheria e una macelleria equina.
Il primo stralcio, oltre al benestare del Comune, ha ricevuto quello dell'Ulss 21 e dei vigili del fuoco. Ma l'ultima parola spetta alla conferenza dei servizi, convocata per domani alle 14.30, negli uffici del settore commercio regionale, a Mestre. Qui i rappresentanti di Regione, Provincia, Comune e gli esponenti delle associazioni di categoria decideranno se concedere le autorizzazioni definitive sospese con la sentenza del Tar.
Cauta la reazione di Arturo Berardo, delegato regionale di Federterziario, che assieme ad altri due commercianti della Bassa presentò il ricorso che porto a quella sentenza del Tar. «Fino a quando non riceveremo la documentazione e verremmo convocati a Mestre per esaminare la pratica non posso esprimermi», spiega. «Ma mi chiedo a cosa serviva la posa della prima pietra avvenuta lo scorso maggio. Per me è stata solo una presa per i fondelli. Cose da terzo mondo. Noi non siamo comunque contrari al centro commerciale: vogliamo solo che venga rispettata la legge»
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Questo articolo, di fatto, non illustra... un metodo per il "superamento della VIA"... ma DENUNCIA invece una evidente violazione della V.I.A. che avrà... come conseguenza... l'annullamento della Concessione Edilizia... appena rilasciata.
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Perchè il Sindaco di Angiari... non si è accorto che ha concesso un'Autorizzazione che è nulla... ed è illegittima, in quanto rilasciata in palese violazione della Direttiva CE sulla V.I.A. che vieta la suddivisione in stralci e/o in lotti un'opera che - per la sua interezza - deve essere sottoposta a V.I.A.?
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Concludo con altri brani tratti da quest'ultima sentenza del Consiglio di Stato, che sono questi:
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Il Consiglio ha nell’occasione rimarcato che “ex art. 16 comma 4 l. n. 109 del 1994, il progetto definitivo dell’opera pubblica deve essere corredato dallo studio di impatto ambientale, con conseguente necessità della verifica dei profili di impatto ambientale al momento dell’approvazione del progetto che comporti variante al p.r.g..
La valutazione ambientale necessita di una valutazione unitaria dell’opera, ostante alla possibilità che, con un meccanismo di stampo elusivo, l’opera venga artificiosamente frazionata in frazioni eseguite in assenza della valutazione perché, isolatamente prese, non configurano interventi sottoposti al regime protettivo (Consiglio Stato, sez. VI, 30 agosto 2002 , n. 4368).
Diversamente, verrebbe inammissibilmente a trasferirsi in capo ai soggetti redattori dei progetti il potere di determinare i limiti della procedura di V.I.A., attraverso la sottoposizione ad essi di porzioni di opera e l’acquisizione, su iniziative parziali e, perciò stesso, non suscettibili di apprezzamento, circa i “livelli di qualità finale” di una pronuncia di compatibilità ambientale asseritamene non modificabile, con conseguente espropriazione delle competenze istituzionali dell’amministrazione competente e sostanziale elusione delle finalità perseguite dalla legge.
La valutazione di impatto ambientale implica quindi una valutazione anticipata finalizzata, nel quadro del principio comunitario di precauzione, alla tutela preventiva dell’interesse pubblico ambientale.
Ne deriva che, il concetto di valutazione di impatto ambientale implica necessariamente che le opere da valutare abbiano comunque un’incidenza sugli elementi naturalistici del territorio, modificandoli in misura più o meno penetrante, giacché tale valutazione è finalizzata a stabilire se le alterazioni conseguenti alla realizzazione delle opere possano ritenersi “accettabili” alla stregua di un giudizio comparativo che tenga conto, da un lato, della necessità di salvaguardare preminenti valori ambientali, dall’altro, dell’interesse pubblico sotteso all’esecuzione dell’opera, potendo gli organi amministrativi preposti al procedimento di v.i.a. dettare prescrizioni e condizioni per meglio garantire la compatibilità ambientale dell’opera progettata (Consiglio Stato, sez. IV, 03 maggio 2005, n. 2136).
Pertanto, è illegittima l’artificiosa suddivisione del progetto di un’opera, al fine di evitare la sottoposizione dello stesso alla valutazione di impatto ambientale, che sarebbe obbligatoria per l’opera nella sua interezza.
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In sostanza il giornalista dell'Arena ha reso pubblico una... già avvenuta violazione della normativa V.I.A. e in conseguenza il Sindaco di Angiari, ora dovrebbe... "autorevocarsi" l'Autorizzazione rilasciata per il 1° stralcio del cosidetto "Divertimificio".
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Forse non l'avete ancora notato bene, ma dopo la Discarica delle Siberie (di iniziativa del Comune di Sommacampagna), dopo l'Aeroporto Catullo e il Quadrante Europa (Società per Azioni con capitali pubblici) e l'Autodromo del Veneto (di iniziativa della Regione Veneto)... da qualche giorno ho cominciato ad interessarmi di "violazioni della V.I.A"... che sono promosse da Società per Azioni con capitale sociale "privato"... che "smuovono" enormi quantità di investimenti...
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Nei prossimi giorni... seguiranno altri esempi... molto interessanti... molto!!!

mercoledì 26 agosto 2009

Scrivono di un problema "inesistente", mentre non scrivono di un problema "esistente"

E' una settimana che ormai segnalo sul Blog, articoli che riguardano l'Aeroporto Catullo e della diatriba che è sorta con l'Aeroporto di Brindisi, e ancora oggi leggo un altro articolo sul "Corriere di Verona", l'inserto locale del "Corriere della Sera".
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Sull'Arena di oggi, un altro articolo a titolo: "Dal governo in arrivo fondi per il Catullo", con sottotitolo: "Dovranno essere investiti nell’ammodernamento".
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L'articolo dell'Arena è breve, sintetizza il problema (inesistente) e può quindi essere ricopiato agevolmente:
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All’aeroporto Catullo spetta una parte dei 72 milioni di euro stanziati per il triennio 2010-2012 e destinati all’ammodernamento dei sistemi aeroportuali. L’ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, parlando dei finanziamenti per l’aeroporto di Brindisi. «Non c'è stato nessuno scippo ai danni dell'aeroporto di Brindisi», ha dichiarato infatti il ministro. «Le dichiarazioni preoccupate di alcuni parlamentari pugliesi apparse su alcuni organi di stampa in cui viene ribadito che il Governo avrebbe "scippato 42 milioni di euro all`aeroporto di Brindisi per assegnarli agli aeroporti di Verona e Treviso" non rispondono al vero», ha detto Matteoli. «Allo stato», ha aggiunto il ministro, «esiste solo una legge, approvata dal parlamento il 3 agosto 2009, la legge 102, che autorizza per i necessari interventi di ammodernamento dell’infrastruttura e dei sistemi aeroportuali di Brindisi, Comiso, Rimini, Roma Ciampino, Treviso Sant’Angelo e Verona Villafranca, la spesa di 72 milioni di euro per il triennio 2010 - 2012».«Questa è la norma, questa è la verità decisa dal Parlamento e», prosegue, «finora, non è stato ancora deciso nulla sull’assegnazione delle risorse per ogni singolo impianto aeroportuale. Ogni preoccupazione», ha concluso, «ancor più ogni allarme sull`utilizzo di tali risorse è frutto, evidentemente, di cattiva informazione».
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Ma anche oggi sul web ci sono altri articoli che riguardano lo stesso problema, tra cui questo: 72 mln di euro per ammodernamento aeroporti. C'è anche il Fellini che potrebbe chiarire in modo definitivo il "NON PROBLEMA"... visto il contenuto del testo: "Il governo non ha ancora deciso come suddividere i 72 milioni di euro stanziati per l'ammodernamento dell'infrastruttura e dei sistemi aeroportuali di sei scali, tra cui quello di Rimini. A chiarirlo è il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli dopo le dichiarazioni di alcuni parlamentari pugliesi preoccupati per le scarse risorse che sarebbero state attribuite all'aeroporto di Brindisi. La legge 102, approvata dal parlamento il 3 agosto, prevede per il triennio 2010-2012 stanziamenti per gli scali di Brindisi, Comiso, Rimini, Roma Ciampino, Treviso Sant'Angelo e Verona Villafranca."
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Di un problema "inesistente" si scrivono pagine di giornali... di un problema "esistente" - LA MANCANZA DI V.I.A. - VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE, DEL CATULLO DI VERONA... non si scrive nulla.

martedì 25 agosto 2009

"Ben vengano i soldi, ma al Catullo il problema è che manca una progettualità"

Giovedi 20 Agosto, mi ero accorto che i "Brindisini" erano un pò incaxxati con il Nord ed in particolare con l'Aeroporto di Verona e cosi ho scritto questo messaggio: Aeroporto di Brindisi (con V.I.A.) PENALIZZATO, Aeroporto di Verona (senza V.I.A.) AIUTATO... perchè?
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Un argomento che ho ripreso anche il giorno dopo, dove in questo messaggio: Come mi arrivano le informazioni? Anche con "Google Alert" ho riportato una serie di "link" di articoli di giornali che enfatizzavano un problema che sarebbe in conseguenza alle diatribe (a mio avviso strumentalmente inventate) tra il Nord e il Sud dell'Italia.
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E fino a Domenica, non avevo letto nessuna risposta in merito dai giornali locali di Verona, finchè sull'inserto del Corriere della Sera, il "Corriere di Verona", in prima pagina è apparsa una anticipazione di un articolo all'interno... con questo titolo:
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E all'interno del "Corriere di Verona" c'era appunto l'articolo anticipato in copertina... dove il problema che si voleva evidenziare... era che... il Sud deve subire le decisioni del "Nord Leghista".
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Oltre che su il "Corriere di Verona", in merito a questa diatriba, ieri si scriveva anche su il "Corriere del Veneto", dove veniva pubblicato questo articolo: I fondi dell’aeroporto di Brindisi dirottati a Treviso e Verona «Il Nord leghista deruba il Sud».
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Contestualmente tra ieri e oggi, altri articoli sono usciti in merito a questo argomento, sui "media" di Brindisi e, a titolo di esempio, ne cito alcuni: SUD: SCALERA(UDC PUGLIA), 42 MLN TOLTI A BRINDISI ENNESIMO SCIPPO - Politici divisi sui fondi destinati all'Aeroporto di Brindisi. - Maniglio sui tagli al Papola: "Palese legga ciò che scrive il sen. Saccomanno" -
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Ma oggi, sempre sul "Corriere di Verona" è uscito questo altro articolo (vedi sotto) che a quanto pare dovrebbe far comprendere che... c'è stata qualche incomprensione... "i soldi - caso mai - non vanno al Catullo, ma vanno all'ENAV per l'Assistenza al Volo degli Aeroporti che... l'anno scorso, sono stati smilitarizzati".
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Mentre la polemica "Nord - Sud" continua... vorrei evidenziare le ultime righe di questo ultimo articolo, che rappresenterebbero delle Dichiarazioni del Deputato del PD, Gianpaolo Fogliardi: "Ben vengano i soldi, ma al Catullo il problema è che manca una progettualità"... e, a questa Sua dichiarazione, ovviamente io aggiungo: "Al Catullo, manca anche la V.I.A. e anche la V.A.S." (ma forse questo non è un problema per il Deputato Fogliardi).
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Non ricordo di aver letto interventi del Deputato Fogliardi... sulla mancanza di V.I.A. e/o di V.A.S. dell'Aeroporto Catullo... Come mai?
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E sulla mancanza di progettualità del Catullo... forse è meglio che non progettino alcun chè... altrimenti peggiorano la già critica situazione "di... Bilancio" che oggi esiste.
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Concludiamo questo messaggio con una Agenzia di Stampa:
''Le dichiarazioni preoccupate di alcuni parlamentari pugliesi apparse su alcuni organi di stampa in cui viene ribadito che il Governo avrebbe ''scippato 42 milioni di euro all'aeroporto di Brindisi per assegnarli agli aeroporti di Verona e Treviso'' non rispondono al vero''. E' quanto dichiara in una nota il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.'
'Allo stato - aggiunge il Ministro - esiste solo una Legge, approvata dal parlamento il 3 agosto 2009, la Legge 102, che autorizza per i necessari interventi di ammodernamento dell'infrastruttura e dei sistemi aeroportuali di Brindisi, Comiso, Rimini, Roma Ciampino, Treviso Sant'Angelo e Verona Villafranca, la spesa di 72 milioni di euro per il triennio 2010 - 2012''.'
'Questa e' la norma, questa e' la verita' decisa dal Parlamento e, finora, non e' stato ancora deciso nulla sull'assegnazione delle risorse per ogni singolo impianto aeroportuale. Ogni preoccupazione, ancor piu' ogni allarme sull'utilizzo di tali risorse, e' frutto, evidentemente, di cattiva informazione'' conclude il Ministro.

lunedì 24 agosto 2009

Inquinamento Ambientale: "I Cittadini possono censurare i Sindaci". Lo sostengo da anni che si può.

Questa mattina, avevo appena terminato di sfogliare "Il Sole 24 ORE" che... nell'ultima pagina dell'allegato: "Norme e Tributi".... trovo questo piccolo articolo.
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Stuzzicato da questo testo... ho impostato su Google, un ricerca con gli estremi della Sentenza e ho anche trovato il testo del Sole 24 Ore... già trascritto. Un articolo quindi (in cui si richiama la Sentenza del TAR Puglia-Lecce n° 1786/2009) che merita essere ripreso e alcune frasi meritano pure di essere evidenziate in rosso.
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Tar Puglia. Comitati in giudizio.
I cittadini possono censurare i sindaci
Il Sole 24 Ore - 24/08/2009 (pag. 16 - Inserto)
Un comitato cittadino è legittimato ad agire contro l'inerzia del sindaco, che era stato sollecitato ad adottare ogni atto utile per prevenire, limitare ed eliminare gravi pericoli all'ambiente e alla salute. Così ha deciso il Tar Puglia-Lecce nella sentenza 1786/2009, che ha stabilito nuovi principi sulla legittimazione processuale dei soggetti interessati. Il caso riguardava un comitato cittadino che aveva chiesto al sindaco l'adozione di ogni provvedimento (comprese le ordinanze) per contrastare una grave inquinamento ambientale causato da lavorazioni industriali. Contro il silenzio rifiuto del sindaco il comitato ha proposto ricorso al Tar, e il tribunale ha accolto il ricorso, per le seguenti ragioni:
1) il potere del sindaco invocato dai ricorrenti deriva dall'articolo 217 del Testo unico delle leggi sanitarie del 1934, che stabilisce che «quando vapori, gas o altre esalazioni (...) provenienti da manifatture o fabbriche, possono riuscire di pericolo o di danno per la salute pubblica, il podestà (ora il sindaco) prescrive le norme da applicare per prevenire o impedire il danno»;
2) la legittimazione processuale di questo comitato deriva dall'articolo 3-ter del Codice dell'ambiente, che stabilisce che «la tutela dell'ambiente (...) deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche e private, mediante un'adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell'azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente»;
3) Questo modello - si legge nella motivazione - «è ispirato a un modello di interazione tra poteri pubblici e soggetti non statuali (...) con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati per raggiungere risultati migliori».
La sentenza è innovativa e degna di approvazione. Essa ha affermato la legittimazione processuale di questo comitato sulla base dell'interpretazione finalistica di una norma del Codice dell'ambiente; la tutela dell'ambiente si fonda sulla più ampia partecipazione di soggetti privati ai processi decisionali. Questi soggetti possono quindi operare a tutela degli interessi della collettività, anche mediante la richiesta di attivazione di poteri pubblici; da ciò deriva che essi sono processualmente legittimati per chiedere e ottenere un provvedimento sui problemi dell'ambiente.
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Da quando, il 13 Febbraio 2008 è stato pubblicato sulla G.U. il D.Lgs n°4, più volte ho evidenziato all'EXSINDACO che avrebbe dovuto attivarsi a difesa dell'Ambiente anche con Ordinanze Sindacali, contro l'Aeroporto e le Autostrade... ma il MIOEXSINDACO... mai si è attivato.
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Oggi scopro che un T.A.R., quello di Lecce... mi da ragione e quindi credo che oggi il Nuovo Sindaco debba attivarsi e sostituirsi all'EXSINDACO nella difesa dell'Ambiente.
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In merito alla Sentenza del TAR, interessante anche questo articolo tratto da ANCITEL, il sistema telematico dell'Associazione Comuni d'Italia, che con questo titolo: Il nuovo modello di “governance ambientale” presuppone che i soggetti privati possano agire, a tutela degli interessi della collettività in materia ambientale e sanitaria, anche mediante la richiesta di attivazione di determinati poteri pubblicistici – Tar per la Puglia sede di Lecce 1786/2009, evidenzia alcune considerazioni, tra cui queste:
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La controversia in commento si è accesa allorquando un comitato cittadino ha chiesto al Sindaco di un Comune pugliese l’adozione di ogni atto utile ad evitare la grave situazione sanitaria dovuta all’inquinamento ambientale proveniente, in prevalenza, da lavorazioni di tipo industriali.
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Ebbene, a norma del citato art. 217 “quando vapori, gas o altre esalazioni … provenienti da manifatture o fabbriche, possono riuscire di pericolo o di danno per la salute pubblica, il podestà (oggi il sindaco, ovviamente) prescrive le norme da applicare per prevenire o impedire il danno”. Il sindaco agisce in questa veste quale autorità sanitaria locale chiamato ad esercitare poteri-doveri di controllo a tutela dell’ambiente e della salute pubblica, anche in caso di persistente inerzia dei competenti organismi regionali e statali nelle suddette materie: dunque, l’oggetto proprio dell’istanza di cui si chiede in questa sede l’adempimento.
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Poi mi sono collegato su Ambiente Diritto e ho trovato anche il testo della Sentenza 1786 del TAR Puglia-Lecce cosi sintetizzata:
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TAR PUGLIA, Lecce, Sez. I - 7 luglio 2009, n. 1786
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INQUINAMENTO - Industrie insalubri - Poteri del Sindaco ex artt. 216 e 217 TUS - Discrezionalità - Presupposti - Mancato esercizio - Sanzioni penali - Presenza di norme specifiche in materia di inquinamento - Rilievo - Esclusione.
Ai sensi degli art. 216 e 217 t.u. n. 1265/1934, il sindaco è titolare di un generale potere di vigilanza sulle industrie insalubri e pericolose che può anche concretarsi nella prescrizione di accorgimenti relativi allo svolgimento dell'attività, volti a prevenire, a tutela dell'igiene e della salute pubblica, situazioni di inquinamento: tale potere è ampiamente discrezionale ed esercitabile in qualsiasi tempo, sia nel momento in cui è richiesta l'attivazione dell'impianto, sia in epoca successiva (T.A.R. Veneto, sez. II, 16 dicembre 1997, n. 1754). Presupposto per l’esercizio di siffatto potere è la sussistenza di un concreto pericolo per l’ambiente e dunque per la salute pubblica, da valutare complessivamente previa consultazione ed avviso degli organismi competenti in materia sanitaria ed ambientale (ASL, ARPA), nei sensi ed alle condizioni previste dall’art. 16 della legge n. 241 del 1990. Tale potere, il cui mancato esercizio in presenza dei prescritti presupposti determina tra l’altro i reati di danneggiamento e di omissione di atti d’ufficio, è tuttora esercitabile anche in presenza di norme specifiche in materia di inquinamento. Pres. Ravalli, Est. Santini - Comitato C. (avv. Russo) c. Comune di Taranto (n.c.). T.A.R. PUGLIA, Lecce, Sez. I - 07/07/2009, n. 1786
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INQUINAMENTO - Art. 3-ter d.lgs. n. 152/2006, introdotto dal d.lgs. n. 4/2008 - Governance ambientale - Gestione dei beni ambientali caratterizzata dalla cooperazione tra poteri pubblici e attori non statuali - Coinvolgimento dei soggetti interessati - Fattispecie: legittimazione di un comitato alla richiesta di attivazione dei poteri ex art. 217 T.U.S.
L’art. 3-ter del decreto legislativo n. 152 del 2006 (codice dell’ambiente), come introdotto dal decreto legislativo n. 4 del 2008, rubricato “principio dell’azione ambientale” consacra il modello di “governance ambientale”, ossia di un modello di gestione dei beni ambientali non più ispirato al classico modello gerarchico ma ad un nuovo stile di governo diversamente caratterizzato da un maggior grado di cooperazione ed interazione tra poteri pubblici da una parte ed attori non statuali dall’altra parte (realtà economica e realtà sociale). La governance ambientale presuppone, in chiave di progressiva democratizzazione dei processi decisionali in subiecta materia e nell’ottica del principio di sussidiarietà orizzontale di cui all’art., 118, quarto comma, Cost., necessità di visione comune intorno ad un problema, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati per raggiungere risultati migliori (nella specie, il Tar ha ritenuto che un comitato cittadino fosse pienamente legittimato a richiedere l’attivazione dei poteri sindacali di cui all’art. 217 TUS). Pres. Ravalli, Est. Santini - Comitato C. (avv. Russo) c. Comune di Taranto (n.c.). T.A.R. PUGLIA, Lecce, Sez. I - 07/07/2009, n. 1786.
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Le Industrie Inquinano?... Il Sindaco deve intervenire.
Il Quadrante Europa inquina?... Il Sindaco deve Intervenire.
Le Autostrade inquinano?... Il Sindaco deve intervenire.
L'Aeroporto Catullo inquina?... Il Sindaco deve intervenire.