lunedì 19 maggio 2008

Espansione al Catullo, l’esposto atterra sui tavoli della Procura

Ieri... dovevo andare a pranzo con i parenti, di solito una 20ina di persone, una specie di festa di compleanno multipla, tipo ultima cena, tra cognati, nipoti, zie, ecc ecc. in quanto nel mese di Maggio, quasi la metà dei parenti più stretti compie gli anni, chi il 9, chi il 12, chi il 21, chi il 22 (siamo in 4, io compreso, che compiono gli anni nello stesso giorno).
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Ma ieri avevo dell'altro da fare che abbuffarmi di pesce, dovevo finire una specie di "documento di sintesi" sulle Problematiche Ambientali di Caselle che doveva essere la base per una Assemblea Pubblica, da proporre ai tre comitati attivi nel Comune di Sommacampagna: Comitato: No Cava Betlemme, Comitato: No Discarica Siberie e Comitato: Cielo e Terra.
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Il titolo di quel documento, che potete qui scaricare, è questo: "ViVicaselle - Bella da morire" e quindi non sono uscito di casa... e sono rimasto a scrivere.
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Mentre i miei parenti, moglie e figlia compreso, pranzavano a base di pesce in un ristorante di San Michele, (da 50 euro a cranio... ho poi saputo), io che adoro il pesce in tutte le sue forme, mi stavo mangiando un piatto di pastasciutta condita con una scatoletta di tonno, in mano e in piedi, quando, ad un certo punto squilla il telefono di casa. Sul display... è apparso un numero sconosciuto, non volevo rispondere, ma ho appoggiato il piatto di pasta a fianco il telefono, ho ingoiato l'ultima forchettata di fusilli e ho risposto a chi stava chiamando.
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Se non fossi stato a casa, non avrei potuto rispondere. Le casualità della vita.
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Era una giornalista di "Dnews", Laura Lorenzini, che voleva chiedermi qualcosa, perchè stava sfogliando il mio blog e gli servivano alcune precisazioni. Una intervista non programmata, non preparata, non studiata... mentre ogni tanto guardavo... i fusilli che diventavano sempre più flosci (poi li ha mangiati Nello).
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Nemmeno sapevo che esistesse questo quotidiano, il: Dnews, consultabile sia on line che su carta, ma che però, a quanto pare, viene distribuito solo in città. Nemmeno conoscevo Laura Lorenzetti, ma ho risposto alle varie domande, cosi, d'istinto, raccogliendo dai vari ricordi del blog le risposte alle domande che mi venivano sottoposte.
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L'unica cosa che ricordo bene di aver detto... è stata questa: "Sa cosa penso di Voi giornalisti?" Non gli ho risposto... ma gli ho detto questo: "Da quando ho scritto sul mio blog e ho scritto ai vari giornali di Verona, l'unica cosa che ho notato è stato l'aumento della pubblicità dell'Aeroporto Catullo sulla varie testate giornaliste. E da quando c'è stato questo aumento della pubblicità aeroportuale, nessun giornale di Verona, eccetto una volta "il Verona" e una volta il mensile: "Altro Giornale", nessuno si è più preoccupato dei problemi ambientali del Catullo."
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Oggi mi sono collegato al sito di Dnews, edizione di Verona e ho trovato un bellissimo articolo, con la sintesi completa di quello che gli avevo detto... anche se c'è un piccolo errore: i 70.000 mq non sono la superfice dell'area su cui verrà realizzato il Centro Commerciale, i 70.000 mq sono la superfice del Centro Commerciale, mentre il terreno è di 142.000 mq. Per fare un esempio, la superficie di vendita della Grande Mela di Lugagnano è di 35.000 mq. qui ne vogliono fare uno grande il doppio in area di Rischio Aeroportuale.
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Ma ora ricopiamo l'articolo pubblicato a pagina 13 di Dnews a firma di Laura Lorenzini:
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Caselle in trincea.
Espansione al Catullo, l’esposto atterra sui tavoli della Procura.
L’affondo.
Nel mirino la mancanza di valutazione ambientale e le nuove mega-opere previste per l’area.
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Il rombo degli aerei, una nuova aerostazione, edificazioni limitrofe nelle zone a rischio, tra cui un centro commerciale che sorgerebbe nell’area dove, vent’anni fa, si schiantò un aereo militare. Rumore, inquinamento, pericolo: Beniamino Sandrini, ex consigliere comunale del Comune di Sommacampagna, dichiara guerra all’aeroporto Catullo con una denuncia alla Procura, in cui punta il dito contro l’assenza della Valutazione di Impatto Ambientale e la mancanza di fondi destinati ad opere di mitigazione.
Sandrini, che vive a Caselle, a un tiro di schioppo dallo scalo, affonda il tiro di fronte alla nuova serie di opere previste dal Catullo, destinate a produrre un ulteriore impatto su un territorio già nella
morsa di autostrade e svincoli, Quadrante Europa, cave, discariche e industrie.
Un accerchiamento contro il quale si stanno mobilitando anche tre comitati locali, che nei prossimi giorni si riuniranno per valutare un’azione unitaria anche in vista dei nuovi piani aeroportuali. A preoccupare sono i progetti di un nuovo casello vicino all’aeroporto, uno svincolo tra le due autostrade, una
monorotaia dal Catullo alla stazione e una variazione della linea ferroviaria che consisterebbe in una doppia ansa per consentire una fermata davanti allo scalo.
Ma a molti residenti non va giù neanche l’accordo di concertazione firmato dal Comune che consiste nella concessione di 600mila metri quadrati per un ampliamento destinato a una nuova aerostazione a Nord dello scalo, a un hotel di 140 stanze a trenta metri dalla pista di atterraggio e a un centro commerciale su un’area di 70 mila metri quadrati.
Secondo Sandrini è inammissibile che si dia mano libera all’espansione di uno scalo che non ha mai fatto una Valutazione di Impatto Ambientale. E al tribunale chiede di verificare l’inosservanza alla legge e i danni inferti al territorio: «Ho scritto numerose mail al Catullo e al Comune sull’assenza della Via senza ricevere risposta – dice -. Ho scritto anche al Prefetto, al Difensore Civico, alla Provincia e al Ministero. Ho avuto conferma che la valutazione non è mai stata fatta nonostante fosse obbligatoria. Io chiedo solo che tutto quel che viene realizzato venga fatto tenendo conto della comunità e che chi inquina risarcisca.
Invece l’aeroporto non solo non tiene in conto le legittime esigenze di sicurezza e salute della popolazione, ma non ha mai osservato la legge sul rumore, secondo la quale gli aeroporti devono accantonare il 7 per cento delle spese sugli investimenti per realizzare interventi di mitigazione».
L’amministrazione di centrosinistra,
nell’ultimo bollettino comunale, ammette che il problema ambientale è innegabile e annuncia un’intensificazione del verde. Ma respinge l’immagine di Caselle come luogo più martoriato del Veneto: «Solo terrorismo ambientale».
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Di tutto questo che sta accadendo, ne è anche a conoscenza il Sindaco di Verona, che almeno, all'inizio si è anche interessato del problema, dopo che gli avevo scritto. Anche se ad oggi azioni forti ed eclatanti, per far si che l'Aeroporto abbia una Aerostazione degna di essere tale, e cioè al centro pista, non ne ho ancora viste. Forse l'Aeroporto non l'ha ancora informato su cosa... stanno combinando.
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Che dire in merito a quanto letto oggi su Dnews? Un articolo che è una perfetta sintesi di un documento che stavo completando e che ho finito solo ieri sera. Ora vediamo se anche gli altri giornali di Verona... si accorgeranno che Caselle ha qualche problema ambientale.
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Poi che l'Aeroporto Civile voglia occupare le aree militari che sono poste tra Caselle e la Pista dell'Aeroporto, questo è confermato anche da: Daniele Molgora, Onorevole della Lega Nord, sottosegretario all'Economia e che fa ancora parte del C.d.A. della Catullo S.p.A. in rappresentanza della Provincia di Brescia.
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In un articolo pubblicato sul "il Giorno" a titolo: "Salviamo Montichiari trovando un accordo" c'è scritto una cosa che tutti gli abitanti di Caselle ancora non sanno: "i veronesi, ora che con l'assegnazione sono più forti e si stanno allargando verso l'aeroporto militare di Villafranca". Gli abitanti di Caselle avranno gli aerei in casa... e alcuni a 50 metri dalle finestre... quelli che abitano in Via Casa Quindici.
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Per le strane coincidenze che ogni tanto accadono, a Verona nei giorni scorsi si è svolto un Convegno: LIBERTÀ ECONOMICA e AMBIENTE – Conferenza internazionale a Verona e oggi su TvVerona c'è un interessante articolo, dal quale meritano essere evidenziati dei brani:
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1° brano:
La proprietà economica e la salvaguardia ambientale – ha evidenziato il giudice Postiglione – sono due diritti fondamentali e lo sviluppo sostenibile è una sintesi tra questi due grandi valori, che vanno apprezzati e riconosciuti. Questo significa non criminalizzare il mondo economico e non porre l’ambiente in una torre d’avorio, mentre serve l’umiltà di coordinarsi anche sotto il profilo del disegno normativo.
2° brano:
La materia ambientale costituisce più che mai tavolo di confronto su cui si misurano istanze provenienti da mondi diversi – ha ribadito dal canto suo Chisso – che però esigono risposte univoche e interlocutori capaci, a qualunque livello, di intercettare esigenze variegate e di farne elemento comune per un riscontro concreto, compiuto, non ideologico. “ La materia ambientale – ha concluso Chisso – rappresenta una straordinaria cartina di tornasole per verificare la qualità del rapporto fra pubblico e privato e, quindi, la produttività delle relazioni che scaturiscono tra le diverse strutture organizzative”.
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In sostanza che cosa chiedo per Caselle? Chiedo solo quello che prevede la Legge... Che chi inquina deve pagare... non chiedo null'altro.
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E in merito a questo, credo, deve essere evidenziata una dichiarazione del Presidente delle Provincia, ricopiata da un altro articolo di TVVerona a titolo: Mosele su economia e ambiente al convegno organizzato dall’ICEF che cosi recita:
“Se negli anni ’70 non aveva molto senso parlare di sviluppo sostenibile, oggi mi sembra non ci si possa esimere dall’affrontare il problema. E’ un argomento all’ordine del giorno nell’agenda di molti stati nel mondo, e il dibattito non riguarda più solo i tecnici dell’ambiente, o le istituzioni, o gli enti locali, ma direttamente tutti i cittadini. E’ dunque il tema di oggi, ed esige un lavoro congiunto e solidale fra più soggetti, istituzionali ed economici: problema di tutti, ricerca delle soluzioni da parte di tutti. Ma non dimentico, in qualità di presidente di una Provincia che è protagonista di uno sviluppo industriale e commerciale straordinario, il tema della necessità di infrastrutture sempre migliori ed efficienti. Nel nostro territorio passeranno i due corridoi 1 e 5; Verona, insieme a Monaco, si affermerà sempre di più come fulcro del commercio internazionale. Da una parte dunque occorre salvaguardare e recuperare la qualità dell’ambiente, dall’altra non bisogna perdere il passo nello sviluppo delle infrastrutture, seppur sostenibili.
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Concludo, ringraziando la Giornalista: Laura Lorenzini di Dnews-Verona, per l'articolo scritto... E' perfetto.
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Ed ora, Vi invito a leggere il documento di sintesi sulle problematiche ambientali di Caselle: "ViViCaselle - Bella da Morire"... per essere pronti per l'Assemblea Pubblica.

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